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UDO + ANVIL - Circolo Colony, Brescia (BS), 09/04/2016
13/04/2016 (1385 letture)
Pubblico delle grandi occasioni sabato 10 aprile 2016 in quel di Brescia, al circolo Colony, locale che con passione, dedizione e impegno promuove da anni una notevole quantità di concerti, tanto da diventare punto di riferimento per tutti gli amanti della musica metal. Udo Dirkschneider e Anvil non necessitano certo di presentazioni di sorta, si tratta infatti di due band che hanno segnato pagine indelebili nella storia della nostra amata musica. Con una ormai trentennale carriera, caparbiamente continuano a solcare i palchi, dimostrando che, anche se gli anni passano inesorabili, passione, energia e attitudine non sono minimamente scalfite dal tempo. Il concerto a cui abbiamo assistito sabato ne è la prova inconfutabile.

ANVIL
Purtroppo, a causa di qualche piccolo problema logistico, ci perdiamo i torinesi Burning Rome, attivi nella promozione del loro esordio ufficiale The New Era Begins. Ci auguriamo di avere presto possibilità di assistere a una loro performance live e poter dedicare loro il giusto spazio. Giusto il tempo quindi per sorseggiare un paio di birre e il trio canadese attacca. Gli Anvil sono considerati, a ragione, uno dei gruppi più sfortunati della storia del metal un gruppo citato come ispiratore da moltissime band ma che purtroppo, per una serie di cause, non ha avuto opportunità di emergere realmente e fare il grande salto. Lips e soci, dal canto loro, caparbiamente continuano ad andare avanti, sfornando regolarmente album –è di recentissima uscita l’ultimo lavoro Anvil is Anvil– e regalando ai fan sempre concerti divertenti e ricchi di genuinità. Anche stasera gli Anvil hanno fatto gli Anvil né più né meno: March of the Crabs e 666, tratte dallo storico Metal on Metal, rendono subito l’atmosfera elettrizzante, esaltando il folto pubblico che si dimena, incita il trio canadese e dimostra di apprezzare anche brani più recenti quali Badass Rock 'n' Roll, Daggers And Rum e Die for a Lie, tratti da album più recenti quali Hope to Hell e l’ultimo Avil is Anvil. Tutto come da tradizione, compreso ovviamente l’immancabile scenetta dell’utilizzo di un vibratore come plettro sulla storica Mothra. Ben presto si esaurisce il tempo a disposizione e l’immancabile Metal on Metal chiude il concerto dei canadesi che, promossi a pieni voti, salutano l’affollato Colony.
A distanza di anni, la musica proposta dagli Anvil non ha certo avuto un’evoluzione particolare, così come le loro performance live, coerenza e costanza sono le parole chiavi che hanno accompagnano tutta la carriera di Lips e soci e chi ama gli Anvil gli ama per questo. Anche stasera il trio canadese ha dimostrato di essere vivo e vegeto e che, nonostante il trascorrere degli anni, continuano inossidabili a essere una garanzia a chi cerca un Heavy Metal diretto, genuino e scanzonato.

SETLIST ANVIL
1. March of the Crabs
2. 666
3. Oooh Baby
4. Badass Rock’N’Roll
5. Winged Assassins
6. Free As the Wind
7. Daggers and Rum
8. Mothra
9. Swing Thing (With Drum Solo)
10. Die For A Lie
11. Metal On Metal

UDO

Durante il cambio di palco l’attesa è palpabile. L’occasione di ascoltare, cantati da Udo, i più importanti pezzi dell’era Accept è obbiettivamente un’occasione rara. I rumors sulla setlist parlano di oltre 20 brani previsti in scaletta, il che aumenta ulteriormente l’attesa dei presenti. In un Colony elettrico e quasi sold out, ecco che dopo il breve intro compare Udo nella sua classica tenuta mimetica: Starlight e Living for Tonite scaldano subito i presenti che si accalcano sempre più sotto il palco, incitando il singer tedesco. Si percepisce subito l’ottimo affiatamento di tutta la band che, galvanizzata dalla risposta del pubblico, non si risparmia minimamente, interagisce divertita e, senza soluzione di continuità, esegue un brano dopo l’altro: Flash Rockin' Man, London Leatherboys, Midnight Mover, Breaker, Head Over Heels, Neon Nights mandano in delirio tutto il pubblico presente che canta e si esalta su tutti i pezzi. L’atmosfera già piuttosto calda si fa ancora più afosa, creando il tipico effetto “sud est asiatico” e costringendo molti ad abbandonare giubbotti e magliette varie ed esibire le proprie nudità, tatuaggi scoloriti, cicatrici di guerra e quant’altro possa ricordare di essere a un concerto “heavy metal old style”.
Dietro alle pelli il figlio di Udo, Sven Dirkschneider, classe 1993, non sbaglia un colpo, dimostrando una buona tecnica e padronanza dello strumento. Insieme al bassista tedesco Fitty Wienhold, garantiscono una buona e avvolgente sezione ritmica. L’accoppiata chitarristica composta dal finlandese Kasperi Hekkinen e dal russo Andrey Smirnov duetta in maniera divertita e il russo in particolar modo regala ad un certo punto uno stacco strumentale per poter permettere al buon Udo, che ricordiamo abbia compiuto 64 anni il 6 aprile scorso, di rifiatare un attimo.
Siamo circa a metà concerto e i cinque musicisti inanellano una serie di pezzi da far studiare a tutti quelli che desiderano suonare heavy metal: Princess of the Dawn, Winterdreams, Restless and Wild, Son of a Bitch, Up to the Limit rappresentano pietre miliari della storia della musica e il pubblico sempre più appagato ed esaltato non perde occasione di cantare a squarciagola, lanciarsi in headbanging selvaggi e in surf-diving impervi: tutto molto bello e coinvolgente, energia e divertimento allo stato puro.
I cinque escono dopo altre sei canzoni trascinanti, ma tutti sanno che non è ancora finita e che l’estremo pathos deve ancora arrivare. Manca infatti una serie di brani imprescindibili per un concerto che vuole ripercorrere la carriera di Udo negli Accept ed ecco infatti che Metal Heart scalda i cuori metallici dei presenti, mentre il trittico I'm a Rebel, Fast as a Shark e Balls to the Wall rovescia l’ennesima carica esplosiva sui presenti che, visibilmente provati, danno fondo alle ultime energie rimaste. Udo incita il pubblico chiedendo ironicamente se si desidera un ultimissimo pezzo. La scontata risposta fa sì che, all’attacco della coinvolgente Burning, gran parte del Colony si scateni saltellando ripetutamente al ritornello Burning, Burning, Burning just like Fire che mette il sigillo a un concerto intensissimo, appassionante e per certi versi irripetibile.
Sulle probabilità di rivedere il signor Udo Dirkschneider cantare questi pezzi con questa intensità in pochi ci scommettono e all’uscita del locale i commenti sono unanimi; tutti soddisfatti e per certi versi sorpresi dalla qualità e tenuta di questo tarchiatello uomo di 64 anni capace ancora di insegnare tantissimo in termini di attitudine, passione e professionalità. in una parola: immortale.
Grazie Udo, grazie di cuore.
Bellissima serata, intensa, emozionate e coinvolgente, un concerto da ricordare e da raccontare a chi non ha potuto esserci. Udo ed Anvil hanno regalato una prova trascinante e convincente su tutti gli aspetti, impreziosita da una qualità dei suoni potenti sempre chiari e ben definiti che ha permesso di apprezzare ulteriormente la performance complessiva delle band di stasera. Una cura ripagata finalmente da una risposta più che buona in termini di vendita e partecipazione del pubblico, continuate così.

SETLIST UDO
1. Intro
2. Starlight
3. Living for Tonite
4. Flash Rockin' Man
5. London Leatherboys
6. Midnight Mover
7. Breaker
8. Head Over Heels
9. Neon Nights
10. Princess of the Dawn
11. Winterdreams
12. Restless and Wild
13. Son of a Bitch
14. Up to the Limit
15. Wrong Is Right
16. Midnight Highway
17. Screaming for a Love-Bite
18. Monsterman
19. T.V. War
20. Losers and Winners

---- Encore ----

21. Metal Heart
22. I'm a Rebel
23. Fast as a Shark
24. Balls to the Wall
25. Burning



mic
Martedì 26 Aprile 2016, 20.11.22
9
non è che Udo ci infila i pezzi degli Accept. questo in teoria è il tour SOLO Accept, per poi concentrarsi esclusivamente su pezzi degli UDO. Free as the wind viene bene con una sola chitarra?
brainfucker
Martedì 26 Aprile 2016, 17.23.40
8
cazzo la sola free as the wind vale il prezzo del biglietto, per udo è facile, ci infila sempre i pezzi del periodo accept che smuoverebbero pure i sassi
Fly 74
Giovedì 14 Aprile 2016, 21.01.33
7
La scaletta di Udo è imbattibile. Io c'ero, ad ogni canzone si scatenava il pandemonio.
Max
Giovedì 14 Aprile 2016, 16.28.02
6
Stessa cosa che ho pensato anche io in merito agli Anvili parlava diffusamente di gruppo impresentabile,scoppiati e via dicendo. Ma dove? Lips che sostiene lo show praticamente da solo;Robb che martella come un diavolo; il nuovo bassista che ricopre bene il suo ruolo (io gli ero proprio davanti e ad un certo punto ho cercato anche di "cagarlo" un po' visto che inevitabilmente tutta l'attenzione era sugli altri due). Eppoi, in tutta sincerità, con tutto quello che hanno dato al Metal (ricevendo nulla), con tutta la sfiga e la sfortuna che hanno avuto, con tutta la passione e i sacrifici che ci mettono (oltre a grossi errori commessi da loro stessi, non lo nego)...beh...anche se avessero fatto un concerto inguardabile.....sarei stato presente e contento anche per il solo fatto di esserci!!! Keep on pounding!
rik bay area thrash
Giovedì 14 Aprile 2016, 15.14.26
5
Un report scritto con passione ed entusiasmo, bravi! Due gruppi che sono storia, due gruppi che hanno dato tantissimo per il movimento hard and heavy. Sono contento che sia stata una serata bellissima, ma soprattutto che il set degli anvil sia stato di qualità. Avevo letto di recente che le loro esibizioni fossero al limite del pessimo. Beh sono estremamente contento che abbiano smentito le male lingue. Le set list di entrambi i gruppi veramente micidiali (in senso positivo, ovviamente), quella di udo, beh come dire, più di così non si può ....
Northcrossdeath1
Giovedì 14 Aprile 2016, 13.41.04
4
Gran concerto e bella serata! Gli Anvil non mi sono piaciuti più di tanto, ma va bene.
Doomale
Giovedì 14 Aprile 2016, 11.39.58
3
Deve esser stato un bel concertone!..La scaletta di UDO da brividi...
cycomiko
Giovedì 14 Aprile 2016, 11.00.35
2
recensione perfetta che quoto in toto. serata da libro cuore!! mi sono proprio divertito
Max
Giovedì 14 Aprile 2016, 8.11.42
1
Durante la performance degli Anvil...eri proprio dietro di me..visto che hai immortalato la mia testa pelata!!!!!! Bellissimo concerto ma soprattutto genuino. Io ero li soprattutto per pazzi canadesi e stavolta c'è scappata anche uan foto con il mitico Lips:cosa volete di più!
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Circolo Colony, Brescia (BS), 09/04/2016
 
 
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