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AMORPHIS - Fabrique, Milano (MI), 11/04/2016
16/04/2016 (1862 letture)
Gli Amorphis sono uno di quei gruppi che hanno fatto dell’evoluzione stilistica la caratteristica principale della loro carriera musicale, i tempi in cui proponevano un feroce death metal sono ormai lontani e gradualmente, disco dopo disco, sono passati a sonorità sempre più ricercate, infarcite da elementi folk tanto complesse da abbracciare orizzonti riconducibili addirittura al prog-metal. Questa trasversalità di genere fa sì che a un concerto degli Amorphis sia presente un variegato pubblico che passa da estimatori di musica estrema a persone più inclini a sonorità del secondo periodo della band, ovvero a una proposta decisamente più melodica e morbida. Altra caratteristica innegabile degli Amorphis è la loro prolificità in studio, seguita sempre da una fitta attività di concerti, sia ai maggiori festival internazionali che in propri tour mondiali di promozione, come è il caso del concerto del 10 aprile 2016 al Fabrique di Milano. La data di Milano è la terza tappa programmata sul suolo italico, segue quelle di Roma e Firenze, del tour di Under the Red Cloud ad ulteriore dimostrazione di come la band finlandese trovi numerosi estimatori nel bel paese.

AMORPHIS
Su un palco addobbato secondo la grafica della geometrica rossa copertina dell’ultimo lavoro, è proprio con la title-track che i finlandesi aprono il concerto. Come da previsione infatti, lo spettacolo verte principalmente sull’esecuzione dei brani inclusi nell’ultima fatica in studio. I sei finlandesi propongono fin da subito tre estratti, oltre a Under the Red Cloud, Sacrifice e Bad Blood, brani che si prestano molto bene anche alla sede live e che il carismatico frontman Tomi Joutsen, orfano da qualche anno dei suoi caratteristici rasta, interpreta perfettamente come su disco. Il pubblico, molto composto per la verità, apprezza e accompagna il cantante ad ogni pezzo. Notiamo fin da subito che l’ottimo impianto sonoro del Fabrique fa sì che ogni strumento sia chiaramente percepibile all’ascoltatore, il che, unito alla perizia esecutiva dei finlandesi, restituisce un suono complessivo molto nitido e fedele a quanto espresso in studio. La bellissima Sky Is Mine e la melodica The Wanderer seguono subito dopo scaldando ulteriormente la platea. On Rich and Poor accende gli animi dei fan di vecchia data e la ben più oscura a Drowned Maid, tratta da Tales From The Thousand Lakes, è la parentesi old-school che vede Tomi Koivusaari impegnato oltre che alla chitarra ritmica anche su alcune parti cantate, come del resto accadeva all’inizio degli anni 90. L’esecuzione di questi brani scatena headbanging tra il pubblico a dimostrazione di come, nonostante siano passati 20 anni dall’uscita dei dischi in questione, questi abbiano lasciato un segno indelebile su molti fans.
Chiusa la piccola parentesi death, i sei finlandesi ritornano sul tracciato delineato ad inizio concerto, proseguendo a riproporre brani nuovi, la squisita Dark Path, uno dei brani migliori dell’ultimo disco e la coinvolgente The Four Wise Ones confermano di essere ottimi brani oltre che in studio anche in sede live. Silent Waters apprezzatissima dal pubblico prelude al brano più rappresentativo della carriera degli Amorphis: My Kantele, un pezzo immancabile nella setlist dei finlandesi, ne è la prova il fatto che tutti i presenti al Fabrique cantano il ritornello che trova nel verso “Truly they lie, they talk utter nonsense” il suo maggior pathos. Fatto il pieno di applausi e ovazioni, il concerto continua e scorre in maniera molto fluida e lineare rimanendo saldamente fermo su un’ottima qualità esecutiva che, a seguito di House of Sleep e Hopeless Days, conclude egregiamente la sua prima parte.
Al rientro, gli Amorphis, con coerenza, propongono un ulteriore brano estratto da Under the Red Cloud, Death of a King, che precede la richiestissima Silver Bride e la storica The Smoke che mette il sigillo tra gli applausi di tutti i presenti a questa ennesima ottima prova dei sei finlandesi. L’assenza di Black Winter Day in scaletta fa storcere il naso a qualcuno, ma in considerazione della recente riproposizione di tutto Tales From The Thousand Lakes nei passati festival estivi è una scelta più che comprensibile nel tour di promozione del nuovo disco.
Concerto ben riuscito, che promuove ancora una volta a pieni voti gli Amorphis. I finlandesi non sono certo famosi per l’interazione con il pubblico e per il dinamismo sul palco, ad eccezione di Tomi Joutsen che per ovvie ragione di frontman ha un diretto contatto con il pubblico, i due chitarristi e membri fondatori della band, Esa Holopainen e Tomi Koivusaari sono invece più impostati e statici. Per alcuni, questo distacco percepito rappresenta il punto debole degli Amorphis dal vivo, anche se in realtà l’apparente freddezza è il riflesso di una forte concentrazione ed estrema professionalità nell’esecuzione dei brani, anche stasera perfettamente eseguiti. Unica nota stonata il pubblico non particolarmente numeroso e un po’ sotto le aspettative numeriche, peccato perché chi ha potuto esserci si è goduto una bella serata e ha visto alla prova una band decisamente in forma e nel pieno delle sua carriera.

SETLIST AMORPHIS
1. Under the Red Cloud
2. Sacrifice
3. Bad Blood
4. Sky Is Mine
5. The Wanderer
6. On Rich and Poor
7. Drowned Maid
8. Dark Path
9. The Four Wise Ones
10. Silent Waters
11. My Kantele
12. House of Sleep
13. Hopeless Days

---- ENCORE ----

14. Death of a King
15. Silver Bride
16. The Smoke



Alle_Svizzero
Martedì 19 Aprile 2016, 14.50.12
8
Presente al Fabrique, bel concerto ma effettivamente un po statici sul palco. Visti "a casa loro (Tuska)" nel 2011 ed è stata tutta un'altra cosa. Peccato, anche i Finntroll visti in Finlandia e Italia hanno offerto due live completamente diversi a livello di dinamismo
Macca
Lunedì 18 Aprile 2016, 9.59.01
7
Non ho potuto esserci perchè ero a Roma dalla mia fidanzata...invece quando hanno suonato a Roma ero a Milano ahahahahahah. Peccato, aspettavo la serata da un mese ma ho saputo solo venerdì che non sarei potuto andare contento per i presenti che hanno goduto di un bello spettacolo, io mi rifarò la prossima volta!
d.r.i.
Lunedì 18 Aprile 2016, 9.53.18
6
@Bloody Karma: Peccato perchè a Milano, come giustamente evidenziato nella recensione, i suoni erano ottimi. Un plauso al Fabrique che mi ha fatto godere a pieno due concerti su due.
Bloody Karma
Domenica 17 Aprile 2016, 23.40.18
5
presente a Roma, e son stati sfortunati che suonavano in contemporanea con i Death To All che hanno fatto il pienone. Bel concerto, un po' funestato da suoni non proprio perfetti, e che secondo me han fatto un po' incazzare Koivusaari (almeno io non lo sentivo per niente e si vedeva che era unpo' nervoso). Ottimo Joutsen dal vivo...
Halo
Domenica 17 Aprile 2016, 13.21.22
4
Peccato avrei voluto esserci
annie
Domenica 17 Aprile 2016, 11.45.45
3
Sembra essere stato davvero un bel concerto, peccato per la lontananza che mi ha impedito di esserci... Ho visto gli Amorphis di spalla ai Nightwish a novembre, la scaletta era meno ricca ovviamente per questioni di tempistiche, ma avrei voluto anch'io ascoltare My Kantele e Drowned Maid. Per il resto ho notato anch'io quella volta una certa staticità di Tomi sul palco, penso proprio sia così per natura...
d.r.i.
Domenica 17 Aprile 2016, 10.52.19
2
Gran concerto, io ero davanti attaccato alla transenna e mi sono divertito molto. Loro grandi professionisti! Un appunto sulla recensione, mi dispiace che non si sia spesa mezza parola per i due gruppi di spalla indipendentemente che possano essere piaciuti o meno.
M0RPHE01978
Domenica 17 Aprile 2016, 10.19.33
1
Visti a Roma, gran bel concerto, ascoltare My Kantele dal vivo è stato fantastico, peccato la poca affluenza anche nella capitale.
IMMAGINI
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La locandina del tour
RECENSIONI
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s.v.
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