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DESTROYER 666 + BOLZER + TREPANERINGSRITUALEN - Circolo Colony, Brescia (BS), 15/04/2016
20/04/2016 (1443 letture)
Il ritorno in Italia degli australiani Destroyer 666, che con il loro ultimo disco Wildfire hanno interrotto il silenzio che durava dal 2009, era senza dubbio uno dei concerti più attesi di questa prima metà dell'anno: K.K. Warslut e soci hanno letteralmente infiammato il palco del Circolo Colony di Brescia, affiancati dalla presenza sempre più ricorrente dei Bölzer e di un musicista ancora poco conosciuto, lo svedese Trepaneringsritualen. Dopo alcune ore di viaggio da Roma, giungo finalmente al locale dove incontro il collega Nicolò Brambilla "Nicko", mi concedo il tempo di alcune chiacchiere e mi avvicino al palco quando mi accorgo che, ad interrompere il vociare dell'attesa, è proprio Thomas Martin Ekelund, che fa il suo solenne ingresso.

TREPANERINGSRITUALEN
Come accennato in incipit, Trepaneringsritualen è un artista ancora poco noto all'interno dell'ambiente più strettamente "metal" (anche se questo tour insieme a Bölzer e Destroyer 666 farà sicuramente allargare la cerchia di conoscitori), mentre trova un posto più di rilievo nel panorama industrial/elettronico, dove la sua proposta marziale e ritualistica trova più spazio e proseliti. Ho, infatti, avuto modo di vederlo per la prima volta qualche mese fa, in occasione dell'ultimo Congresso Post Industriale, dove rappresentava uno dei due nomi di punta del festival insieme ai connazionali Mz.412. In quel contesto mi era piaciuto molto ed ero rimasta piacevolmente colpita dall'atteggiamento ferale con cui aveva condotto l'esibizione, decisamente con molto più pathos rispetto al clima asettico predominante (se si escludono i Satanismo Calibro 9) e che si era rivelato convincente, in tutta la sua malsanità. Visto in un contesto nettamente diverso come quello di questa sera, devo dire che in realtà il coinvolgimento che avevo provato in quella circostanza si è attutito di molto. Il mancato trasporto non è da ricondurre all'artista in sé, che ha assicurato una buona performance, piuttosto al clima poco adatto ad accoglierla: la ripetitività martellante di T × R × P, che è uno dei suoi aspetti distintivi insieme alla voce cavernosa e riverberata, è stata poco compresa da un pubblico già di suo poco numeroso a quest'ora e probabilmente poco abituato o interessato ad una proposta del genere. Le coordinate entro cui si muoveva erano le stesse che avevo visto nel precedente concerto: un mini altare sul quale troneggia un teschio, delle candele e gli incensi, un secondo altare da cui il musicista svedese gestisce i suoi loop sintetici, la luce rossastra che imbratta gli occhi dei presenti ed il volto dapprima coperto da un sacco castrante e poi scoperto a mostrare uno sguardo contrito, sudato e con il trucco sciolto. Ma ciò non è bastato e, guardandomi attorno, ho assistito a sguardi spaesati o non attenti a cosa stesse accadendo davanti a loro. Insomma, è stata una nota stridula ed i molti commenti che ho avuto modo di raccogliere nel post-esibizione erano più che altro infastiditi e sorpresi del fatto che Trepaneringsritualen fosse stato inserito di spalla ai due gruppi principali.
Ed in effetti anche dal mio canto posso dire quanto sia stata una scelta poco azzeccata: già i soli Bölzer al fianco dei Destroyer 666 parlano linguaggi molto diversi, forse mescolare ulteriormente le carte con un artista così particolare, per quanto a suo modo "estremo", come lui ne ha indebolito il potenziale.

BÖLZER
Forti di un grande ascendente sull'attuale scena black metal, presso la quale sono stati accolti come una novità interessante e originale in un panorama che ricomincia ad apprezzare atmosfera e minimalismo, gli svizzeri Bölzer continuano la loro serie notevolissima di tour e festival di prima categoria accompagnando l’escursione europea dei Destroyer 666. Anche in questo caso trattasi di una proposta musicale molto differente da quella degli australiani, sebbene non tanto quanto quella dell’esibizione precedente, ma comunque agli antipodi se considerata nel suo specifico contesto. Parlare di atmosfera e minimalismo, o meglio essenzialità, è quasi naturale, a partire dal fatto che il progetto si presenta come un duo (chitarra e voce, batteria) ed è così più portato a spogliare la propria proposta musicale di tutto ciò che non riguardi direttamente la melodia della chitarra, rispetto alla quale anche il drumming è funzionalmente subordinato, limitandosi ad accentazioni ipnoticamente ripetitive che contribuiscono a generare una sensazione estraniante. L’uso della chitarra, sfruttata in tutto il suo range esecutivo tra arpeggi ed accordi aperti, oltre al tremolo picking di ordinanza, ricorda in un certo senso quello degli Inquisition, con il quale il paragone viene quasi scontato trattandosi anche in questo caso di un duo.
In questo caso però l’intento dei pezzi tende più verso una ritualizzazione dell’esibizione dal vivo, che si basa su un'effettistica musicale più particolare, come l’improvviso inserimento di parti in voce pulita, o di battute di arresto della batteria per lasciare spazio alla sola chitarra, o ancora incedere dalla velocità spesso soggetta a cambiamenti non repentini, ma comunque inattesi. Talvolta, l’intento più oscuro di alcuni pezzi, soprattutto quando più lenti e portati alla cadenza ritmica, ricordano anche alcuni acts black/death oscuri e con influenze doom spesso marcate, come i tedeschi Necros Christos, ma molti dei nuovi inediti, che non ho riconosciuto come parte degli editi finora rilasciati, sembrano aver intrapreso una strada volta ad accentuare ancora maggiormente la componente più eterea ed atmosferica, a discapito della vena black metal ancora molto presente su Aura e Soma. Nonostante la singolarità della proposta, nella totalità dello show, invero piuttosto lungo, la ripetitività si fa sentire, anche in assenza di una possibilità di coinvolgimento diretto, trattandosi di un’esibizione così particolare, nonché scarsamente scenica se si esclude la sovrabbondanza di fumi sul palco e i giochi di luci. Chiaramente, questo appare evidente come intento stesso della band, che tende a dividere il pubblico ma a incuriosire quasi tutti.

DESTROYER 666
Attesissimo è infine lo show dei Destroyer 666, tanto per la loro scarsa presenza sui palchi in questi ultimi anni, quanto per il responso eccezionale raccolto dal loro ultimo e recentissimo Wildfire, che ha mostrato la vena più heavy-oriented del black/thrash della creatura di K.K. Warslut, con l’apporto occasionale e riuscitissimo della voce pulita di Felipe dei doomster Procession (nonché bassista dei Nifelheim). Per completare la line-up, troviamo dietro alle pelli Perra dei Nominon, gruppo death metal svedese, e Roland dei Grave Miasma all'altra chitarra. Dunque abbiamo un australiano, un inglese, un cileno e uno svedese, perlomeno di origini, per un accostamento di musicisti un po’ cosmopolita, ma con l’intento fondamentale di rendere onore allo status dei Destroyer 666 e scatenare una potenza dal vivo che farà parlare gli astanti per i giorni a venire.
Il taglio più classico del nuovo album si riconosce immediatamente dall'accoppiata di apertura, rispettivamente la title-track e l'opener di Wildfire, che riscaldano subito gli animi dei presenti, che sebbene meno numerosi di quanto ci si potesse attendere, sono assolutamente inclini alla bestialità convenuta ad un concerto di questo tipo. Andando la setlist a pescare tra tutte le uscite più importanti del gruppo, con una scelta tanto oculata da rasentare la perfezione - preferenze personali a parte - si ha modo di aver prova dell’intensità dei Destroyer 666 su più fronti, dal taglio black/thrash d’assalto dei pezzi di Cold Steel… For An Iron Age al pathos che emerge dagli estratti di Phoenix Rising, fino a saggiare uno speed metal indomato e aggressivo fino al midollo sull’inno Satanic Speed Metal. In particolare, i primissimi sono i più annichilenti in sede live, con un contributo batteristico impagabile e una coesione ritmica che non conosce affaticamento nonostante una delle presenze sceniche più prodigiose che abbia mai visto, che permettono di rendere al meglio l’intensità di questi pezzi fatti di assalto vocale e strumentale, nonché di ritmi veramente veloci se comparati con altri momenti della discografia del gruppo. La scaletta sembra inoltre selezionare, con la giusta frequenza, alcuni momenti meno incalzanti, quali la più cadenzata Trialed by Fire, o l’epica Lone Wolf Winter verso la fine del set, bilanciando così l’apporto altrimenti inarrestabile dello show, che si mantiene del resto sempre concitato. Il gruppo trova anche un ritaglio per tributare Lemmy dei Motorhead e ricordare la sua recente scomparsa, con una sentitissima cover di Iron Fist, chiaramente cantata a gran voce da pressoché tutti i presenti.
Una menzione esclusiva va fatta alla prestazione vocale, che a differenza di quanto si potrebbe pensare riesce a duplicare la propria resa dal vivo, che sia quella di K.K. o anche i cori dei suoi gregari, a prova del fatto che i Destroyer 666 sono ancora un gruppo metal della vecchia scuola, che abitua i propri fan a grandi prestazioni dal vivo, un’intaccabile tensione esecutiva, sudore ed energia da vendere sul palco, il vero punto di forza che rende questo concerto un vero trionfo a mani basse sotto praticamente ogni punto di vista. Sul finale vengono rispolverati anche un paio di classici dal primo ed iconico album Unchain the Wolves, ormai prossimo al suo ventennale, ossia l’immancabile Australian and Anti-Christ e una Satan’s Hammer strappata come encore da un pubblico costantemente e forsennatamente attivo sotto il palco, che saluta i musicisti con il degenero migliore che si potesse auspicare.

SETLIST DESTROYER 666
Wildfire
Traitor
A Breed Apart
I Am the Wargod (Ode to the Battle Slain)
Live and Burn
Sons of Perdition
The Calling
Satanic Speed Metal
Iron Fist (Motorhead cover)
Black City - Black Fire
Trialed by Fire
Australian and Anti-Christ
Lone Wolf Winter
Satan's Hammer


Foto, introduzione e report di Trepaneringsritualen a cura di Selenia "Stjärna" Marinelli
Report di Bölzer e Destroyer 666 a cura di Nicolò Brambilla "Nicko"



brainfucker
Giovedì 21 Aprile 2016, 21.11.21
3
i am the wargod e satan's hammer in chiusura..cazzo mi so perso cose grosse
Steelminded
Mercoledì 20 Aprile 2016, 23.11.54
2
Li ho visti, non in Italia, e non mi sono piaciuti nessuno dei tre... Poi i Trepanerings...
gamba.
Mercoledì 20 Aprile 2016, 16.15.32
1
...in effetti Trepaneringsritualen al colony...non so, sento che stona, è chiaramente complesso da comprendere in quanto decontestualizzato dalla cultura a cui appartiene, e in questo sono del tutto d'accordo con selenia. questo live l'ho mancato, ma al congresso post industriale c'ero, ed era davvero tanta roba. (ma per me i satanismo calibro 9 han superato tutti.)
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DESTROYER 666 + BOLZER + TREPANERINGSRITUALEN
Circolo Colony, Brescia (BS), 15/04/2016
 
 
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