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THE FORESHADOWING - Parte 2 - Scene da supportare, cd da non dimenticare
07/05/2016 (1384 letture)
CONTINUA DALLA PRIMA PARTE

Giada: Muovendoci ora su tematiche più generali, a proposito proprio del panorama metal italiano, sembra che quest'anno il doom abbia più spazio, anche con l'uscita dei Novembre, un po' come genere in Italia, e anche come viene recepito in Italia.
Alessandro: In Italia l'interesse per questo genere c'è sempre, secondo me manca un po' il supporto, ci sono davvero ottimi gruppi e però non so mai quale sia il supporto in termini pratici, io questo ancora devo capirlo. È una situazione strana, ci sono pochi live, pochi gruppi che suonano e quindi non so quanta richiesta ci sia in Italia per gruppi di questo tipo, ho sensazioni contrastanti. Da un certo punto di vista vedo molto interesse, poi però non lo vedo concretizzato a livello di vendite di dischi, persone che vanno ai concerti.

Giada: Effettivamente ci sono poi concerti in cui ci sono sessanta persone e sono magari gruppi che all'estero riescono a riempire locali molto più grandi.
Alessandro: Ma anche a livello di gruppi esteri, io ho visto gruppi di richiamo, seminali o nomi storici che per me sono importanti per il genere, che quando sono venuti qui a Roma hanno fatto pochissime persone e non mi tornano i conti. Vedo molto interesse sul web, ma all'atto pratico non lo vedo applicato e questo secondo me è un grosso limite che abbiamo qui.
Bisognerebbe tradurre tutto l'interesse che c'è per il metal italiano e in questo caso per il doom/gothic, che però va supportato acquistando quando è possibile il cd o andando ai concerti, perché i gruppi vanno avanti per quello. Se uno non fa i numeri minimi che servono per andare avanti, perde poi di senso tutto.

Gianluca: Da questo punto di vista, visto che ci avete investito, pensi che da questo lato possa darvi qualche sorpresa il mercato americano?
Alessandro: Guarda, il mercato americano per me è stata una sorpresa, perché c'è un interesse incredibile.
Per un gruppo come il nostro abbiamo visto che c'è un interesse notevole, anche ora che è uscito il disco, ci scrivono moltissimi fan americani e questo ci fa veramente molto felici. È un bel mercato, stimolante, l'audience americana è molto severa e selettiva, quindi la qualità dev'essere sempre alta.
Ora ve lo anticipo, piccola esclusiva che esclusiva non è visto che non l'abbiamo nascosto, questo disco uscirà sotto Metal Blade per il nord America, anche se ancora non sappiamo la release date ufficiale. Speriamo che il disco venga recepito bene e di bissare l'esperienza live lì che è stata davvero incredibile, perché ci siamo resi conto che c'è un grosso interesse e abbiamo avuto riscontri notevoli.

Gianluca: È anche un mercato che per quanto possa avere le sue regole particolari, ha un bacino di utenza che rapportato al genere è sicuramente più grande di quello italiano. Uno non deve per fare le decine di migliaia di dischi dei Lacuna Coil negli USA, però ecco per una realtà più piccola è un mercato che può rappresentare qualcosa di importante…
Alessandro: C'è interesse, ma mi piace l'audience americana, perché è ricettiva, critica il giusto, è stato davvero stimolante suonare in America, sono molto interessati alla musica europea del nostro genere.

Gianluca: E tra l'altro c'eravate stati con un tour non particolarmente legato al vostro genere, con gruppi black metal...
Alessandro: Sì, Moonspell, Marduk ed Inquisition, un pubblico molto variegato.
Quel tour era stato comunque un discreto successo perché i consensi erano stati molto alti, ovvio prima di partire c'eran delle paure riguardo al bill un po' particolare, invece i responsi sono stati incredibili. Ovviamente a noi fa piacere e speriamo di bissare la situazione e di tornare presto in nord America

Gianluca: Ve lo auguro, anche perché se uno non fa il profeta in patria è giusto che cerchi nuovi lidi, a quel punto peggio per gli italiani…
Alessandro: Che posso dire? Più che offrire un prodotto per noi di alto livello, nel miglior modo possibile, con la migliore produzione che possiamo avere, noi ce la mettiamo tutta come gruppo e come musicisti, quello è il prodotto che possiamo fare, poi sta ai fan e all'audience "premiarti" o "supportarti", quello è qualcosa che va oltre il nostro campo.
Noi più che fare dischi di qualità non possiamo fare, poi se non va bene a tutti non possiamo farci nulla (risate, NdR).

Gianluca: Hai perfettamente ragione, ma oltre un certo punto sono gli ascoltatori che devono fare un passo in più e uscire dal loro orticello, un po' al di fuori di questa mentalità provinciale che hanno un po' di italiani...
Alessandro: C'è ancora, mi spiace dirlo, un po' di esterofilia, tante volte magari mi ritrovo a leggere critiche su cose stupide. Mi ricordo un live report proprio qui su Metallized, in cui qualcuno ci diceva che eravamo arroganti perché avevamo tutti le camicette con il logo...cioè a volte le discussioni sono su questo, è triste come cosa.
Mi ricordo una delle prime volte che abbiamo suonato qui a Roma ad un festival, eravamo visti male perché avevamo il backdrop (addirittura)! Sai, sorrisetti, gente che ci rideva dietro le spalle...quando abbiamo iniziato a suonare poi si è quasi svuotata la sala, io ci rimasi un po' così, che situazione strana. Poi sono venuto a sapere che era perché noi eravamo dei montati perché avevamo il backdrop...storie così che posso dire?

Gianluca: Si può ridere per non piangere!
Alessandro: Ma sì, io ci rido su ste cose, non ci faccio più caso, però ecco, ti ho portato un esempio stupido per farti capire qual è livello a volte, di quanto si parli di cose secondarie mentre bisognerebbe ascoltare la musica e giudicare quella, bella o brutta che sia. C'è una sorta di provincialismo difficile da estirpare di cui mi spiace molto, però non sappiamo davvero che farci.

Gianluca: Massì ma non potete fare più di così, cosa vi si può chiedere ancora? Di suonare gratis e regalare i cd?
Alessandro: Ma di fatto ormai oggi la musica già si regala in un certo senso. Esce il disco il 22 Aprile, a mezzanotte e uno del 22, io aprivo Spotify e mi sentivo il disco quanto e come volevo, ha perso senso pure aspettare la "release date"

Gianluca: Ma almeno vi dessero un minimo di royalties...
Alessandro: Per quanto siano cose minime sinceramente non me ne interesso. Per carità, stando sempre in giro quasi tutto il giorno mi son reso conto che anche io all'atto pratico mi ascolto la musica solo su smartphone ormai. Più che altro, il supporto fisico sta sparendo, non ho più il lettore ormai, mi hanno tolto anche il lettore cd dal Mac, io ho una certa collezione di cd e sono dovuto andare a prendermi un lettore esterno per dargli un senso e ascoltarli ogni tanto.
Ormai il digitale ha fatto saltare tutti i parametri.

Gianluca: Anche a livello di qualità, per quanto un mp3 abbia una qualità alta, non si avvicina a quella del cd...
Alessandro: Sì, ma guarda, io non voglio fare discorsi retrogradi, per me va bene tutto, il digitale è comodo per me o per te, ti senti il disco in giro o sul computer, anche a voi è arrivato il promo digitale, che per carità è comodo.
Ma appunto perché oggi ci sono tutte queste comodità, è ancora più importante che si capisca che il supporto fisico va ancora supportato, sennò perde senso anche fare ottimi artwork e packaging ricercati.
Giusto l'altro giorno mi sono arrivati i cd, me li guardavo e pensavo "che bello", però poi riflettevo su quanti effettivamente lo vedranno? Quanti vedranno tutto il lavoro che c'è dietro, su Spotify queste cose non le vedi...poi ci sono anche i testi, c'è sempre quello che li mette online e magari se li scrive lui e mette cose sgrammaticate o inventate (risate, NdR), anche questa è una sfumatura della musica online.
Comunque sì, si sono svalutate diverse cose e proprio per questo ci dovrebbe essere una coscienza nel valorizzare le band che si considerano degne di supporto, andare ai concerti, prendere il cd, la maglietta ecc. Quelle sarebbero abitudini che non si dovrebbero perdere, poi chiaramente va anche bene comprare la copia digitale, anche quella è una forma di supporto. Basta che il supporto sia concreto, altrimenti i gruppi spariscono.
Ultimamente ho visto troppi ottimi gruppi che hanno ceduto, i motivi saranno sempre quelli alla fine, uno finché può tira avanti ma oltre si fa davvero la lotta con i mulini a vento, dopo un po' uno si stanca.

Gianluca: Uno magari si sente anche sperduto, è vero che ognuno fa musica principalmente per se stesso e credo valga anche per voi, però fa anche piacere che ci sia un minimo di seguito e se non c'è un seguito sufficiente, verrà da pensare "ok, lo sto facendo per me, ma per chi altri?"
Alessandro: Sicuramente, magari ci sono gruppi che hanno grandi responsi, grandi recensioni, poi vai a vedere: poca gente ai concerti, pochi cd venduti... c'è qualcosa che non torna e qualcosa che non va.

Gianluca: Vi auguro davvero che a furia di andare avanti a produrre dischi di qualità qualcosa per voi cambi, uno magari non riempirà mai gli stadi, ma almeno un seguito da permettervi dignitosamente di fare quello che fate con uno stimolo in più…
Alessandro: Noi da quel punto di vista gli stimoli ce li abbiamo sempre, l'ispirazione e la voglia di fare sempre cose di qualità c'è, fino a quando avremo l'ispirazione faremo del nostro meglio.

Giada: Invece parlando di te, dato che prima dei Foreshadowing hai suonato con i Klimt 1918, come hai iniziato a suonare e quanto tempo hai impiegato ad arrivare a suonare gothic e doom?
Alessandro: Diciamo che io sono cresciuto con queste sonorità, ho iniziato a suonare nel '90/'91 e sono sempre stato autodidatta. Come estrazione musicale sono nato con queste sonorità, poi a livello di ascolti sono sempre stato molto vario e mi è sempre piaciuto sperimentare e mettermi in gioco con gruppi diversi e altre sonorità, son state tutte belle esperienze.
Diciamo però che i Foreshadowing sono il mio habitat naturale, ci sono arrivato con il tempo a creare questo che è più o meno l'habitat in cui posso esprimermi al meglio.
Comunque le esperienze passate con altri gruppi sono state tutte importanti per me, e le rifarei tutte mille volte senza ombra di dubbio. Sempre bei gruppi, bei dischi, sono molto soddisfatto, ho spaziato in vari generi e come musicista per me è stato importante

Gianluca: Poi sono una serie di esperienze che portano poi qualcosa anche ai Foreshadowing immagino…
Alessandro: Sì, ma noi veniamo tutti da esperienze e realtà musicali molto diverse e siamo poi confluiti nei Foreshadowing.
Io provengo dai Klimt 1918, dagli Spiritual Front, Dope Stars Inc., insomma, gruppi molto diversi tra di loro. Andrea viene dal black metal, ma ha suonato pure con me neo-folk con gli Spiritual Front, Francesco è un tastierista poliedrico che ha fatto neo-folk, pop, progressive, Giuseppe lo sapete, c'è da chiedersi cosa non ha fatto! Ecco, forse Marco è quello che aveva già un passato da doomster con gli How Like A Winter.

Gianluca: Con voi comunque si è un po' reinventato, già per dire nel loro unico disco usava molto growl, che con voi non usa...
Alessandro: Sì sì, ma lui ha anche un ottimo growl, la scelta di non usarlo è qualcosa però si è deciso sin dall'inizio. Il discorso è questo, se abbiamo un cantante con un'ottima voce, intonato, perché deve cantare in growl? Alla fine la nostra musica non lo richiede, io non ho mai sentito un passaggio in cui l'avrei sentito bene, anche perché molti pezzi nostri partono dalle linee vocali, quindi poniamo molta attenzione sull'uso della voce e delle linee vocali per la costruzione dei brani, quindi non avrebbe senso. Poi ce ne sono già così tante di band che cantano in growl, se sì cerca quello c'è solo l'imbarazzo della scelta lì fuori! Mi è già capitato di leggere delle critiche verso di noi che suggerivano di usarlo, però davvero, non sarebbero i Foreshadowing.
Poi sai, mai dire mai eh.

Gianluca: Massì, magari vi capita quel singolo pezzo in cui sta bene, però se penso all'importanza che date al ritornello, alla melodia del ritornello che deve stamparsi in testa, con il growl probabilmente alcune di queste cose non sarebbero funzionate così bene…
Alessandro: Poi questo fa parte anche del nostro background, siamo amanti del pop, non è che me ne vergogno (risate, NdR), sono cresciuto negli anni '80 e mi sono formato con il pop ancora prima che con il metal.

Gianluca: Però funziona, non dev'essere un demerito che qualcuno si ricordi il ritornello dopo un ascolto, è un di più che in questo genere non hanno tutti i gruppi…
Alessandro: È proprio quello a cui puntavo con i Foreshadowing, la mia idea di fare musica di un certo tipo prevedeva questo, quindi mi sento di dire che ci sono quasi riuscito, ci siamo quasi!
Comunque sì, ci sono già tantissimi gruppi con growl e scream, abbiamo un cantante bravo, non vogliamo limitarlo o svalutare la sua voce, se ha queste doti vanno valorizzate dai I Foreshadowing.

Gianluca: Anche perché con un timbro come il suo non verrebbe valorizzato dal growl e se si ha una fortuna di avere una voce come quella di Marco che senti e riconosci subito, anonimizzarla facendogli fare qualcosa che la valorizza meno non avrebbe senso…
Alessandro: Sì, perché rovinarlo? non ne vedo il motivo non ne vedo il motivo.

Gianluca: Bene, la nostra intervista si conclude qui. Vuoi aggiungere qualcosa per i nostri lettori?
Alessandro: Ma guarda, mi riallaccio un po' a quanto dicevo prima, direi di supportare più concretamente i gruppi che si pensa abbiano qualità. Chi ci vuole seguire può trovarci sui vari social network, speriamo a breve di fare qualche data in Italia, per ora abbiamo il release party a Roma e una data a Napoli, dove tra l'altro non abbiamo mai suonato. Speriamo poi di farci un bel giro in autunno, augurandoci che i supporter si facciano vedere. A breve rilasceremo anche il nostro primo videoclip ufficiale, sarà qualcosa di molto particolare e curato.
Aggiungo che la Cyclone Empire ha ristampato da poco Oionos e Second World in jewel case, poiché entrambi i titoli erano esauriti da tempo, quindi chi ancora non li avesse può trovarli attraverso i soliti canali di distribuzione. Ci sono anche altre cose imminenti che bollono in pentola, quindi vi invito a seguirci.

Gianluca: Sarebbe anche bello vedervi una volta in un concerto full-time e non solo da supporto!
Alessandro: In effetti piacerebbe anche a noi, non siamo abituati a fare set lunghi. Infatti questi prossimi concerti saranno abbastanza speciali, al release party faremo una bella setlist con parecchi pezzi nuovi (quasi tutto il disco) più una selezione dei primi tre album. Ovviamente questo live lo porteremmo volentieri in giro, però non dipende solo da noi, vediamo!
Come diceva Chuck Schuldiner: "Support music, not rumors". Troppe chiacchiere, badiamo più alla musica e al sodo. I Foreshadowing viaggiano un po' su questi binari, sappiatelo!

Gianluca: Alla fine quello che parla è la musica, il resto è un contorno…
Alessandro: Lasciamo parlare quella e speriamo venga apprezzata da più persone possibili.

Gianluca e Giada: Grazie veramente del tempo che ci ha dedicato!
Alessandro: Grazie a voi!


Intervista a cura di Giada Boaretto "Arianrhod" e Gianluca Leone "Room 101"



mardonziak
Domenica 15 Maggio 2016, 13.24.54
12
o.k.! grazie @draKe
draKe
Domenica 15 Maggio 2016, 12.03.46
11
è il telo che ogni gruppo di un certo calibro si porta come scenografia da mettere sul fondale del palco
mardonziak
Domenica 15 Maggio 2016, 8.55.43
10
mi sapete dire cos'è il "backdrop" che leggo nell'intervista?
draKe
Giovedì 12 Maggio 2016, 9.25.23
9
devo approfondire ancora di più i The For. ma gli preferisco i Novembre, magari non gli ultimi di Ursa ma di sicuro quelli di The Blue che resta 3 spanne sopra...non fanno ad ogni modo musica simile tra loro, per cui un paragone è azzardato. Dirò la verità: i The F. li ho ascoltati solo perchè mi ero chiesto che fine avesse fatto Giuseppe Orlando, un batterista fenomenale!...e devo dire che lo preferivo nei Novembre proprio per una questione di genere; in fondo i Novembre hanno inventato un loro sound, un loro genere, mentre i The F. hanno molti altri cloni, non sento tutta quest'originalità di cui si parla (prendete ad esempio gli Swallow the sun o i Draconian) così come non sento questa novità nella voce pulita del cantante (ci sento molto Fernando Ribeiro e Nick Holmes per restare nel metal, ma in realtà il riferimento cardine è Dave Gahan) e il fatto che non ci siano parti growl lo vedo come un limite, non una particolarità come invece sostiene Alessandro nell'intervista, perchè nei momenti di pathos maggiore darebbe ancora più carica emotiva, cosa che avviene nella musica dei Novembre (tanto per citare un gruppo a caso )
InvictuSteele
Mercoledì 11 Maggio 2016, 19.41.07
8
Ragazzi avete ragione, questa band merita tantissimo, li seguo dagli inizi e hanno pubblicato (almeno per ora) quattro album clamorosi, di cui il migliore per me è proprio il nuovo uscito. Li ho visti al Traffic qualche giorno fa e mi sono piaciuti molto, grande atmosfera e grande professionalità. Anche a me piacciono un po' di più loro che i Novembre, comunque sono due band immense che dovrebbero vendere migliaia di copie. Tra i due nuovi album, cioè Ursa e Seven Heads, preferisco di gran lunga il disco dei Foreshadowing, sicuramente più vario e con la voce di Marco Benevento decisamente superiore a quella di Orlando, ma sono i due migliori gruppi gothic che abbiamo in Italia. Purtroppo, come molti di voi dicono, questo paese è morto dal punto di vista artistico, non offre opportunità e non sa sfruttare i proprio artisti, ma la qualità c'è ed è altissima, soprattutto in generi musicali come il gothic/doom/stoner/sludge
Half Ano
Mercoledì 11 Maggio 2016, 18.08.31
7
Enrico ti correggo: che "mette"...non "metterebbe" 😉 Per il resto sono completamente d'accordo. E secondo me questi meritano anche di più dei Novembre. A mio avviso sono decisamente meglio.
Enrico657
Mercoledì 11 Maggio 2016, 15.35.43
6
Questa band merita tutto. Il problema, come gia detto, rimane lo sfondo culturale in Italia che metterebbe in salita la strada anche ai migliori musicisti.
draKe
Lunedì 9 Maggio 2016, 15.27.32
5
intervista lunga ma in parte interessante...si parla tanto dell'ormai inevitabile discorso riguardante la "crisi dell'industria discografica" degli ultimi 10 anni che ha come primo e pesante riflesso quello di strangolare indiscriminatamente band valide e non. Il problema sono quindi i soldi in primis e il background culturale italiano che rende ancor più difficile fare musica per una band. Urgono delle modifiche ad entrambi i problemi ma non è facile trovare vie alternative... Buona fortuna!
Vittorio
Lunedì 9 Maggio 2016, 10.52.51
4
Bella intervista.
Third Eye
Domenica 8 Maggio 2016, 13.26.13
3
Ha ragione Alessandro nel dire che c’è bisogno di supporto reale nei confronti dei gruppi italiani riconducibili alla scena doom, non sono però d’accordo quando afferma che c’è un certo interesse per il genere, se non, a mio parere, di livello minimo o per così dire esiguo; io infatti sul web ravviso un quasi totale distacco dell’audience (o presunta tale) rispetto a certi suoni o stili bollati dai più come di nicchia (che tradotto nel loro linguaggio significa, per pochi sfigati). Poi, a proposito del “provincialismo italiano”, l’idea che un gruppo nostrano debba in maniera quasi scontata fare successo in patria non mi convince più di tanto (non lo considero diciamo un percorso automatico); altra cosa invece è l’anonimato ingiustificato, ovvero quando una band oggettivamente valida viene completamente ignorata dal pubblico, in quel caso è lecito porsi qualche domanda. Riguardo infine alla questione supporto, Alessandro ha assolutamente ragione nell’affermare che il digitale ha scompaginato le cose e che bisogna però evitare di perdere certe “abitudini” (“andare ai concerti, prendere il cd, la maglietta…”); temo purtroppo che la tendenza generale sia quella di una banalizzazione del concetto stesso di musica (considerata come un semplice sollazzo e ridotta a mero sottofondo delle nostre attività quotidiane) tale da rendere dunque il supporto fisico assolutamente superfluo (cosa peraltro ravvisabile proprio in ambito metal) ed in questo senso è corretto parlare di una “lotta con i mulini a vento”.
mario
Sabato 7 Maggio 2016, 22.37.43
2
Intervista molto interessante, il gruppo non lo conosco, privvedo subito ad ascoltare quslcosa, oggigiorno comunque e' un problema per tutti i gruppiitalisni e stranieri, la maggior parte della musica si scarica, e se non hai dei buoni promoter, che ti mettono di spalla soprattutto all'estero a dei gruppi già' noti al pubblico, e' difficile farcela, loro mi pare sono stati fortunati, fare un tour in America non e' da tutti, oggi bisogna essere preparati il livello qualitativo strumentale, compositivo e vocale di e' alzato,e bisogna farsi trovare preparati e avere del buonissimo materiale a disposizione,nell'eventualità qualcuno dI importante ti noti, e se LS fortuna bussa alla tua porta non la trova sprangata.Il discorso di essere meno esterofili può' essere esatto ma contano anche gli investimenti, la serietà' di chi organizza concerti in Italia, e la cultura metal in Italia, cose stravecchie che hanno tarpato le ali e segato le gambe a non pochi gruppi italiani, anche se poi Lacuna Coil, Rhapsody, e Fleshgod Apocslypse, una certa bella nototorieta' fuori dai confini se la sono ritagliata, ma soprattutto fuori appunto.Per sopravvivere bisogna fare concerti , e di grandi concerti in Italia non ce ne sano, e dono pochi rispetto all'estero.Che dire?. Se il timbro e la voce del cantante, e le loro composizioni, sono validi ce la faranno.
Blastfest
Sabato 7 Maggio 2016, 20.45.30
1
Fantastico come appena si pronunci il nome Lacuna Coil si scatenano discussioni lunghe sei mesi e invece per questi ragazzi che spaccano il culo a livello internazionale per davvero, in quattro giorni, a fronte di una doppia intervista interessantissima, non ci sia lo straccio di un commento... complimenti al pubblico italiano, vi meritate il peggio, perché vi rispecchia. Complimenti sinceri invece ai The Foreshadowing e ai due intervistatori.
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