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WOLFMOTHER + ELECTRIC CITIZEN - Alcatraz, Milano, 08/05/2016
13/05/2016 (1192 letture)
Tornano i Wolfmother nel Belpaese e la voglia di ascoltare del sano rock suonato come si deve mi spinge a munirmi del biglietto che mi permetterà di varcare la soglia dell'Alcatraz per godermi il loro concerto; parto quindi con buon anticipo -tanto più che oggi è domenica e per una volta posso prendermela con calma- e mi dirigo verso Milano di ottimo umore. Una volta giunto al locale dopo aver parcheggiato nelle immediate vicinanze, noto che la fila è fortunatamente composta di poche persone per cui mi accodo e aspetto di entrare...

ELECTRIC CITIZEN
Giungono dall'Ohio gli Electric Citizen e da subito conquistano il pubblico con la loro proposta musicale che miscela hard rock e doom e che a tratti ricorda i primi Black Sabbath. La frontwoman Laura Dolan ci dice che per la band questa è la seconda volta in cui aprono ai Wolfmother; la prima fu negli USA ai tempi del loro debut album intitolato Saaten mentre in questo tour, che dà loro visibilità in Europa, promuovono il nuovo Higher Time. Laura ha buona mimica e sa intrattenere il pubblico muovendosi per tutto il palco, a differenza del chitarrista Ross Dolan, il quale è assai statico e concentrato nella propria performance. Il bassista Randy Proctor ha da subito tutto la mia stima, in primis per la t-shirt vintage dei Queen, e poi per l'ottima prestazione strumentale, ma il più apprezzato dal pubblico è senz'altro Nate Wagner, che ha pestato la propria batteria come un pazzo facendo smorfie e incitando continuamente i presenti; allo stesso tempo non si può tacere dell'ottima accoglienza rivolta alla bella Katie, anche nei momenti in cui non suonava la tastiera (molto d'effetto l'headbanging fatto in coppia con la bionda cantante al centro del palco sul finire del set). Gli Electric Citizen hanno offerto un grande spettacolo e sicuramente da stasera hanno qualche fan in più, ma ora è tempo del cambio palco in attesa degli headliner...

SETLIST ELECTRIC CITIZEN
1. Beggar's Need
2. Shallow Water
3. Magnetic Man
4. Golden Mean
5. Misery Keeper
6. Light Years Beyond
7. Evil


WOLFMOTHER
L'attesa è grande e nel frattempo il locale si è riempito: tutto è pronto per l'esibizione degli australiani e quando finalmente si abbassano le luci parte il boato della gente. I Wolfmother fanno il loro ingresso sul palco e attaccano con la nuova Victorious, la quale si rivela una scelta adattissima nel ruolo di opener live. Rispetto alla mia postazione Andrew Stockdale è defilato sulla sinistra, ma in compenso sono proprio di fronte al fenomenale Ian Peres e posso così gustarmi le incredibili evoluzioni di questo folletto tuttofare: mentre suona il basso, infatti, il musicista si prodiga anche alla tastiera e ai cori, confermando così le sue doti di polistrumentista che già avevo avuto modo di apprezzare qualche anno fa al loro concerto in quel di Vigevano. Dietro le pelli troviamo la new entry Alex Carapetis, il quale ha già avuto modo di collaborare con nomi importanti quali Nine Inch Nails, Julian Casablancas+The Voidz e Andy Rourke e si presenta sul palco con un paio di bizzarri occhiali da sole. Quando parte il riff di New Moon Rising si ha un primo assaggio di festa da parte dell'intera platea, la quale si scatena del tutto sulle note della successiva Woman ondeggiando da destra a sinistra e saltando di continuo: curiosa la reazione di alcuni personaggi attaccati alla transenna di fronte a me, i quali sembrano non aspettarsi un simile casino e la prendono piuttosto male... chissà se erano mai stati prima ad un concerto rock (e soprattutto, cosa avrebbero fatto se fosse stato un live degli Slayer)? La scaletta prosegue tra brani nuovi e classici della band, non dimenticando di includere anche un paio di canzoni del disco solista di Stockdale (Long Way to Go e la title track) che vengono infilate in un paio di medley ben riusciti. Ovviamente i pezzi più gettonati sono quelli storici e la reazione del pubblico è chiara in questo senso, nessuno riesce a stare fermo ed è tutto un cantare e scatenarsi a tempo. Stockdale ha una voce incredibile anche in sede live, riesce a raggiungere vette altissime e a tratti sembra di ascoltare un disco per quanto la sua prestazione è fedele alle canzoni registrate in studio; e che dire di Peres che stupisce tutti i presenti quando con la mano sinistra suona il manico del proprio basso mentre con l'altra si prodiga alla tastiera, il tutto senza sbagliare una nota... da rimanere a bocca aperta! Tra i nuovi pezzi spicca Gypsy Caravan -che tra l'altro dà il nome al tour 2016- la quale è già chiaramente destinata a diventare un classico della band. Dopo l'esecuzione di Mind's Eye gli australiani si ritirano dietro le quinte, ma mentre Andrew abbandona quasi con stizza la chitarra contro l'amplificatore salutandoci, appare piuttosto alterato e sembra avercela in particolare con Carapetis, il quale probabilmente non ha chiuso nella maniera in cui il frontman avrebbe voluto. La platea sembra accorgersi che qualcosa non va e richiama a gran voce i Wolfmother che dopo qualche minuto riappaiono per il gran finale, affidato all'intramontabile Colossal e alla fantastica Joker & the Thief, il cui ritornello è cantato da tutto l'Alcatraz; quindi il trio australiano ci saluta e si congeda dall'Italia dopo aver offerto uno show assolutamente coinvolgente e di eccelsa qualità.

SETLIST WOLFMOTHER
1. Victorious
2. New Moon Rising
4. Woman
5. "I Ain't Got No"/Apple Tree -medley
6. The Love that You Give
7. White Unicorn
8. The Simple Life
9. Long Way to Go/Love Train -medley
10. White Feather
11. How Many Times
12. Dimension
13. Gypsy Caravan
14. Where Eagles Have Been
15. Pyramid
16. Keep Moving/Vagabond/Mind's Eye -medley
---Encore---
17. Colossal
18. Joker & the Thief


Come sempre aspetto gli artisti all'uscita e, dopo aver visto gli Electric Citizen allontanarsi nella notte meneghina, noto un van che scarica di fronte al locale Alex Carapetis che si dirige nei pressi del tourbus discutendo con la crew di quanto successo a fine concerto. Finalmente incontro un Andrew Stockdale disponibilissimo e gentile che non nega foto e autografi ai fan fermandosi a scambiare quattro chiacchiere; prima che si ritiri ci facciamo promettere che la prossima volta suoneranno Far Away e ci salutiamo ringraziandolo per il tempo che ci ha dedicato; per ultimo esce anche il buon Peres e a questo punto posso fare ritorno verso casa, pienamente soddisfatto di questa serata elettrizzante.



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Locandina dell'evento
ARTICOLI
13/05/2016
Live Report
WOLFMOTHER + ELECTRIC CITIZEN
Alcatraz, Milano, 08/05/2016
 
 
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