Privacy Policy
 
IN EVIDENZA
Album

Helloween
United Alive in Madrid
Demo

Freakings
Rise of Violence
CERCA
ULTIMI COMMENTI
FORUM
ARTICOLI
RECENSIONI
NOTIZIE
DISCHI IN USCITA

15/10/19
ARCANE TALES
Power of the Sky

17/10/19
SHRINE OF INSANABILIS
Vast Vortex Litanies

17/10/19
MAESKYYRN
Interlude

17/10/19
SHRINE OF INSANABILIS
Vast Vortex Litanies

17/10/19
BREAK ME DOWN
The Pond

18/10/19
SANTA CRUZ
Katharsis

18/10/19
HOLY SERPENT
Endless

18/10/19
UNAUSSPRECHLICHEN KULTEN
Teufelsbücher

18/10/19
KONKHRA
Alpha and the Omega

18/10/19
NEGATOR
Vnitas Pvritas Existentia

CONCERTI

14/10/19
VOLBEAT + BARONESS + DANKO JONES
FABRIQUE - MILANO

14/10/19
OMNIUM GATHERUM + IN MOURNING + HEIDRA
LEGEND CLUB - MILANO

15/10/19
BLACK FLAG - ANNULLATO
Estragon - Bologna

16/10/19
BLACK FLAG - ANNULLATO
Magazzini Generali - Milano

16/10/19
SLEEP
TPO - BOLOGNA

16/10/19
A PALE HORSE NAMED DEATH
LEGEND CLUB - MILANO

17/10/19
BLACK FLAG - ANNULLATO
Teatro della Concordia - Torino

17/10/19
THUNDERMOTHER
LEGEND CLUB - MILANO

18/10/19
BLACK FLAG - ANNULLATO
ORION - ROMA

18/10/19
PINO SCOTTO
STAMMITCH TAVERN - CHIETI

AXEVYPER - Gloria, cuore e acciaio!!!
28/05/2016 (1051 letture)
The King: Ciao ragazzi, benvenuti su Metallized. Innanzitutto, come state e come sta andando la promozione di Into the Serpent’s Den?
Damiano: Ciao Daniele, un saluto a tutti i lettori di Metallized! Stiamo tutti bene e orgogliosi degli ottimi risultati della promozione del nostro nuovo album Into the Serpent's Den; fino ad ora non avevamo mai avuto una partecipazione così massiccia, tra le molte recensioni da tutto il mondo e i primi live possiamo dire che tutto è cominciato molto bene.
Guido: Un saluto a te e a tutti Daniele! Il disco come ha detto Damiano sta andando alla grande, la cosa che più mi ha fatto piacere è che ha ‘convertito’ anche diverse persone che mi hanno confessato di non aver mai apprezzato i nostri lavori precedenti. Siamo riusciti ad arrivare a chi finora aveva storto il naso, significa che abbiamo posto rimedio agli errori del passato, e saperlo è una gran bella sensazione.

The King: Iniziamo con una domanda a bruciapelo, la musica degli Axevyper in tre parole
Damiano: Gloria, cuore e acciaio!

The King: Dopo tre anni il nuovo disco è stato un gradito ritorno per molti, cosa è cambiato, se è cambiato, nella band durante questo intervallo di tempo?
Damiano: In tre anni nella vita di una band possono cambiare molte cose, abbiamo fatto diverse esperienze, passato bei momenti ma anche momenti difficili, affrontato cambi di formazione e dopo tutto ciò siamo maturati a livello musicale e professionale, quindi se c’è stato un cambiamento lo abbiamo fatto rimanendo fedeli a noi stessi e al nostro progetto.

The King: Into the Serpent's Den sta raccogliendo pareri molto positivi, come nascono e si sviluppano le idee che hanno strutturato questo nuovo disco?
Guido: Dopo tutto questo tempo ormai abbiamo una formula piuttosto collaudata: io o Andrea (Tognetti, il bassista) tiriamo fuori le idee accumulate nel corso anche di parecchio tempo, e questa forma grezza viene affidata a tutta la band. È un procedimento che per questo disco è stato davvero lungo e laborioso, ma siamo tutti quanti entusiasti del risultato!
Damiano: la musica di Into the Serpent's Den è stata quella nella quale abbiamo dedicato più impegno fino ad ora, sotto tutti i punti di vista. Quando nasceva un’idea, l’autore proponeva una bozza della canzone, che successivamente veniva elaborata in sala prove; cambiavano gli arrangiamenti, venivano apportate modifiche e provato diverse versioni, quindi possiamo dire che è stato un lavoro nel quale abbiamo partecipato tutti quanti con grande dedizione.

The King: Le vostre ispirazioni sono evidenti: Manilla Road, Omen, Warlord, Iron Maiden, etc. Oltre ai “mostri sacri” del passato ritenete di trarre ispirazioni anche da band più giovani, in considerazione anche della fervente scena metal underground che sta riscoprendo diverse band devote al metal anni 80?
Guido: Hai individuato correttamente le band che ci ispirano, mi sento di aggiungere solamente i Running Wild (un vero simbolo per tutti i metallari della nostra generazione), ai quali personalmente debbo molto sia come ascoltatore che come chitarrista. Per quanto riguarda le band più giovani, personalmente sono un grande fan di Ironsword, Sacred Steel, Rosae Crucis, Doomsword e in generale tutti coloro che hanno tenuto stretta la bandiera del Metal quando il genere viveva i suoi momenti peggiori, troppo spesso dimenticati quest’oggi! Non so quanto la loro musica abbia ispirato la nostra, ma certamente ci poniamo sulla stessa linea di pensiero! Parlando di band più recenti, invece, apprezzo/ho apprezzato diverse formazioni underground (in ordine sparso Walpurgis Night, Dexter Ward, Ravensire, Atlantean Kodex) ma non penso di potermi definire ‘ispirato’ da nessuna di loro, anche perché essendo spesso in ottimi rapporti con i musicisti in questione mi dispiacerebbe rovinare tutto con una denuncia per plagio (ride)!

The King: Into the Serpent's Den è un disco carico di energia; oltre a questo, la buona produzione ha certamente aiutato a elevare e rendere il prodotto molto più “competitivo” cosa che nei precedenti due album non è accaduto, dove e come si sono svolte le sessioni di registrazione?
Guido: : Innanzitutto grazie mille, le registrazioni sono state molto impegnative per tutti, e vedere che lo sforzo è stato apprezzato anche all’esterno è una grandissima soddisfazione. I vecchi dischi erano stati registrati in fretta e furia, ai tempi abbiamo lavorato in maniera decisamente troppo sbrigativa, forse anche per colpa degli ottimi riscontri ricevuti all’inizio. Intorno al 2013, però, ci siamo presi questa “pausa di riflessione” e ci siamo resi conto che era ora di fare le cose per bene. Non parlerei di “competitività” perché non ci interessa arrivare prima di qualcun altro, non facciamo musica per dimostrare qualcosa a qualcuno né tantomeno per avere “successo”. Molto semplicemente, dopo aver lavorato a risparmio per tanti anni, ci siamo resi conto che il nuovo materiale era di un altro livello rispetto a quanto fino ad allora e abbiamo deciso di fare le cose per bene.
Damiano: Volevamo avere una produzione che facesse la differenza, qualcosa che rendesse giustizia a tutto il nostro impegno nella composizione, quindi dopo aver registrato una preproduzione casalinga ci siamo recati presso i Reload Studios di Massa, dove abbiamo registrato tutto il materiale assistiti da tecnici professionisti e con un’ampia attrezzatura a disposizione. Mixaggio e mastering si sono svolti in seguito, presso due diversi studi specializzati. Questa è stata la nostra migliore esperienza in studio, è occorsa una grande preparazione e abbiamo tutti dovuto lavorare duro; il risultato è stato ottimo!

The King: Per il terzo album la bella copertina è stata sviluppata da un artista esterno alla band, perché questa scelta?
Damiano: La copertina è sempre un aspetto importantissimo per l’album; abbiamo quindi dovuto cercare qualcuno all’altezza di questo compito, trovandolo in Roberto Toderico. È un grande artista, e si è fatto un gran bel curriculum lavorando per Asphyx, Tygers of Pan Tang, Sinister, Mythra, Quartz e tanti altri, quindi abbiamo deciso di contattarlo presentandogli una bozza realizzata da Guido. Su questa bozza Roberto ha poi ha eseguito la copertina, un lavoro grandioso del quale siamo rimasti tutti subito soddisfatti!

The King: Soldiers of the Underground è sicuramente uno dei pezzi migliori di tutto il disco, possiamo considerarlo come un vero e proprio brano “manifesto” degli Axevyper?
Guido: Se vi fa piacere potete benissimo considerarlo il nostro manifesto, alla fine nonostante un’ambientazione a metà strada tra l’heroic fantasy e la fantascienza il brano è nato come inno all’underground, inteso come scena musicale (probabilmente ormai del tutto ipotetica) dove contano soltanto musica e passione, lontana dalla luce dai riflettori ma bollente e pulsante di energia. Abbiamo vissuto molte volte un clima del genere, positivo e genuino, e sempre in compagnia di chi la vive come noi, senza sogni di gloria ma con tanto amore per questa musica, che dopo tutti questi anni continua ancora ad essere vitale e coinvolgente per centinaia di appassionati! Purtroppo molte volte questo spirito viene compromesso dai più disparati fattori, dall’arrivismo di alcuni alle tentazioni politicanti di chi proviene da ambienti diversi, dall’arroganza di chi si erge a censore della scena pensando di poter decidere per tutti al trasformismo di chi è ossessionato dal voler essere sempre in prima fila… ma nel complesso direi che dopo tanti anni a certi show si respira ancora la stessa atmosfera pura, e che fondamentalmente questo ambiente è rimasto uno dei pochi dove la Musica conta più di ogni altra stronzata.

The King: Siete da diverso tempo attivi nella scena underground. E’ diffusa opinione che in Italia quello che realmente manca non sono i gruppi di qualità, ma una scena realmente attiva per supportarli a dovere. Concordate?
Guido: Non ne ho idea, onestamente. In Italia vedo un po’ in piccolo quello che vedo nel resto del modo, cioè gruppi che vanno e vengono, “new sensation” sulla bocca di tutti per tre mesi e dimenticati subito dopo, masse di “fan” che oscillano tra un genere e un altro a seconda di come tira il vento e via dicendo. Penso sia normale, nell’epoca della comunicazione ultrarapida e della fruibilità immediata. In queste condizioni è difficile che si formi una scena realmente attiva, ma questo non mi ha mai impedito di scrivere una canzone o di suonare su un palco. Comunque vadano le cose, ci troverai sempre qui, a suonare questa musica. Del resto, onestamente, sticazzi!

The King: I migliori gruppi metal in attività - italiani e stranieri - secondo gli Axevyper
Guido: Preciso che mi riferisco allo stato attuale di forma, inteso come qualità dei dischi e dei concerti negli ultimi anni. Quindi, per quanto riguarda gli italiani, direi Rosae Crucis, Doomsword e Game Over. Di stranieri direi Iron Maiden, Manilla Road e Cirith Ungol, perché sono appena tornati, perché non avrei MAI sperato di poter rispondere col loro nome a questa domanda e, soprattutto, perché sì.

The King: Si parla spesso di politiche per i giovani, per la cultura etc. fermo restando che la musica è cultura, come giudicate la situazione, opportunità e occasioni in Italia? Raccontateci la vostra esperienza
Guido: Situazione pessima, opportunità inesistenti e occasioni che seguono la stessa distribuzione di probabilità del superenalotto. E, onestamente, va benissimo così: se un ragazzo che si innamora del metal inizia a lamentarsi che “la società” e “la gente” non gli danno spazio per ascoltare/suonare la sua musica allora dovrebbe rendersi conto che ha sbagliato genere e dedicarsi ad espressioni musicali che godono di più fortuna presso il grande pubblico. Se ami questa musica è perché “la società” e “la gente” ti fanno schifo, quindi non ha nessun senso piagnucolare sperando che passi una qualche legge che garantisca una sala prove in ogni paese e la statuina di Eddie al posto dei crocifissi nelle classi. Il metal è individualismo, è ribellione adolescenziale del tipo “uno contro tutti”, che senso avrebbe se fosse socialmente accettato o inquadrato politicamente (a destra o a sinistra non importa)? Finirebbe per diventare una tendenza giovanile come tante, il suo spirito ribelle verrebbe plasmato e riadattato al contesto, la gente andrebbe ai concerti per ragioni che col Metal non c’entrano nulla e nel giro di un paio di mesi il tutto morirebbe per non rinascere mai più. È questo che mi insegna la mia esperienza: 10 anni fa i miei conoscenti che suonavano in gruppetti punk socialmente impegnati o in indie-rock band di facile presa avevano “opportunità” che non potevo né volevo sognare. Adesso però questi signori hanno chitarre che prendono polvere da anni, mentre io sono ancora qui a suonare quel che voglio, come voglio e quando voglio. Fatevi due conti.

The King: Grecia, Germania, Svezia, Spagna, Italia. La fiamma del cosiddetto “True Metal” brucia viva in diverse parti d’Europa, come si collocano gli Axevyper a livello internazionale, dopo la firma per una etichetta tedesca?
Damiano: Essere sotto contratto con un’etichetta come la Iron Shield sembra averci dato davvero un’ottima visibilità, lo si evince anche dalle innumerevoli recensioni, tutte molto positive, provenienti da tutta Europa e anche da oltreoceano. Possiamo quindi ben sperare di collocarci in una posizione migliore rispetto al passato!

The King: Prossimi impegni sul fronte live?
Damiano: Per ora ancora niente di confermato, abbiamo comunque diverse opportunità delle quali stiamo discutendo, attendete fiduciosi…
Guido: Siamo reduci da tre bei concerti nei quali abbiamo presentato il nuovo album. La risposta del pubblico è stata eccezionale, anche sul fronte live, e puoi immaginare quanto sia importante per noi!

The King: L’intervista è conclusa, grazie per il vostro tempo. A voi l’ultima parola!
Damiano: Ti ringraziamo per l'intervista, e ringraziamo tutti coloro che stanno supportando il nostro ultimo album, seguiteci sulla nostra pagina Facebook per essere aggiornati sui nostri prossimi impegni live!
Guido: Un grazie anche da me, a nome anche degli altri Axevyper, a te e a tutti i lettori. Ci si vede sotto al palco!



And Thrasher
Lunedì 6 Giugno 2016, 13.06.23
1
Grandissimo, a band e il nuovo disco è CLAMOROSO
IMMAGINI
Clicca per ingrandire
Copertina
RECENSIONI
65
ARTICOLI
28/05/2016
Intervista
AXEVYPER
Gloria, cuore e acciaio!!!
 
 
[RSS Valido] Creative Commons License [CSS Valido]