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ALMOST FAMOUS - # 23 - Fifth Angel
05/06/2016 (1523 letture)
Forse la vera colpa dei Fifth Angel è stata quella di volere troppo. Di volere aver successo solo grazie al proprio talento e senza mai effettuare una data dal vivo. Di voler essere metal, ma al contempo di avere melodie hard rock sontuose che piacessero a tutti. Di volere una musica ruvida ma raffinata al tempo stesso. Di essere diversi da tutti eppure disperatamente simili a chi, in quel momento, ce la stava facendo, anche a costo di sacrificare un proprio compagno di band, pur di farcela. Forse come tanti altri nello US Power, in realtà, il successo non lo avrebbero mai visto in ogni caso. Quel che è certo è che il rimpianto per due dischi bellissimi e niente altro è davvero forte. Ma vediamo cosa successe in quei fatidici anni 80.....

ASCESA DEL QUINTO ANGELO
La storia inizia a Seattle. Una grande città, dalle dimensioni di una metropoli, all’interno di uno Stato invece piuttosto selvaggio e dominato dal tempo rigido e molto umido, tipico di una zona montana che risente però anche dell’influsso marittimo. Famosa essenzialmente per la scena hardcore/punk, la città ha in realtà dato i natali a molte importanti band -senza dimenticare il nativo Jimi Hendrix- tra le quali è impossibile non ricordare Queensryche, Metal Church, Sanctuary (e, poi, ai Nevermore) e i meno conosciuti, ma non per questo meno validi Fifth Angel. Formatisi in un sobborgo della città, Bellevue, nel 1983, la band costituisce uno dei più fulgidi esempi di US Power tinto di hard rock e heavy classico del periodo. A quei tempi, la band era formata da Ted Pilot alla voce, James Byrd alla chitarra solista, Ed Archer alla ritmica, Kenny Kay al basso e Ken Mary alla batteria. Si tratta di una formazione dalla tecnica strumentale ottima, di altissimo livello, paragonabile quasi a quella dei concittadini Queensryche ed è indubbio che l’humus da cui le due band muovono sia molto simile. Come altre band dell’epoca, Crimson Glory, Fates Warning e Malice in primis, i Fifth Angel optano infatti per un heavy classico e ampiamente derivato dai maestri Judas Priest, ma al contempo molto sofisticato e dotato di arrangiamenti complessi e ricercati, piuttosto moderno nello stile chitarristico. Il talento di un vero e proprio guitar hero come James Byrd già si fa notare ampiamente, così come la splendida voce di Ted Pilot e la robustissima prova alla batteria di Ken Mary, batterista che fa ampio utilizzo della doppia cassa. Il gruppo ha le idee chiarissime, forse fin troppo, già dall’inizio e compie una scelta piuttosto peculiare, rinunciando in toto ad effettuare concerti e concentrandosi unicamente sulla scrittura dei brani: un approccio questo che permette ai Fifth Angel di maturare piuttosto velocemente una propria specifica identità e di giungere prestissimo alla prima registrazione. Siamo infatti appena alla fine dello stesso 1983 e il gruppo entra negli studios di Steve Lawson per registrare il primo demo, sotto lo sguardo vigile della futura superstar della produzione Terry Date. Il demo, composto da quattro tracce, serve più che altro come banco di prova per la qualità della line up e per rodare il materiale fin lì composto. Come detto, infatti, il gruppo non ha intenzione di effettuare alcun tour e continua a concentrarsi sulla composizione, lasciando che il proprio nome cominci a circolare nell’underground e contemporaneamente cominciando da subito a cercare un contratto discografico, conscio delle proprie qualità. Il 1984 è l’anno di pubblicazione di Queen of the Reich da parte dei Queensryche e dell’omonimo album di debutto dei Metal Church e non ci vuole molto a capire che da quelle parti il talento anche in ambito heavy non manca davvero. A fare la differenza, in questo senso, per i Fifth Angel, sarà la presenza in formazione di James Byrd. Il chitarrista è infatti un vero e proprio asso dello strumento e il suo stile fiammeggiante, ancorché da sgrezzare, attira l’attenzione del noto produttore Mike Varney, il quale, costantemente alla ricerca di nuovi talenti della sei corde, non esita un secondo a mettere il gruppo sotto contratto per la sua Shrapnel nel 1985. Il gruppo ottiene così il suo primo riscontro ufficiale e, forte di quanto realizzato nei mesi precedenti, si fa trovare pronto per la registrazione del primo album ufficiale, autointitolato e rilasciato dalla Shrapnel nel 1986. Sono passati tre anni dalla fondazione della band e pur senza aver certo perso tempo, gli equilibri nel mondo del metal sono all’epoca in continuo fermento: se infatti nel 1983 l’ondata della NWOBHM era ancora fortissima e i Quiet Riot erano riusciti a sfondare il mercato vendendo milioni di copie con un disco metal, il fondamentale Metal Health, nel 1986 le cose sono già in buona parte cambiate e negli States si respira aria di glam, hard rock, AOR e di Sunset Boulevard invaso da groupies, band e discografici a caccia della "new sensation". Fifth Angel è invece un album di solidissimo US Power classico, molto vicino all’heavy aggressivo e tagliente che, in quel momento, sta dando alla luce numerose altre grandi band come Vicious Rumors, Armored Saint, Chastain e che tra poco vedrà arrivare il capolavoro Thundersteel dei Riot. Pur piuttosto melodico nelle linee melodiche e graziato dalla scintillante stile neoclassico di Byrd alla chitarra, Fifth Angel resta un album metal a tutti gli effetti e va di diritto ad incastonarsi nel firmamento delle migliori uscite in assoluto dell’anno e del genere in senso più ampio. Il talento della band è evidente e nonostante una produzione forse ancora non all’altezza della raffinatezza della proposta, il nome dei Fifth Angel comincia a raccogliere consensi, tanto da convincere la major Emi, attraverso la sua sottoetichetta Epic, a scritturare la band di Seattle e a ristampare il disco di debutto nel 1988, che raggiunse la 117esima posizione nella classifica statunitense. E’ a questo punto però che si consuma la prima vera cesura nella storia del gruppo: probabilmente desiderosi di ammorbidire il proprio sound e avvicinarlo al genere che più va di moda in quel momento, i membri del gruppo cominciano a fare pressione su James Byrd perché sposti la propria vena compositiva verso qualcosa di meno schiettamente metal. Il chitarrista non ha alcuna intenzione di sposare questa nuova linea e la band, per paura di entrare in stallo e perdere di conseguenza il contratto con la Epic, prende la drastica decisione di licenziare Byrd con una lettera. Inutile dire che per il chitarrista si tratta di una vera e propria mazzata del tutto inattesa, che lo porterà a covare un enorme rancore tanto nei confronti degli ormai ex compagni, quanto nei confronti del music business, dal quale si terrà d’ora in avanti molto in disparte, pubblicando i propri album per etichette specializzate e producendo tramite la propria compagnia le chitarre a propria firma, ricevendo uno dei rarissimi complimenti da Yngwie J. Malmsteen, che lo considererà uno dei "migliori 10 chitarristi dei quali avete mai sentito parlare" nel 1996. Endorser per Ibanez, Byrd riceverà comunque molti altri attestati nel corso della sua carriera, specialmente da parte delle riviste specializzate per chitarra, ma di fatto non raggiungerà mai quel successo che sembrava alla sua portata in quel fatidico 1988.
In realtà, i motivi e le modalità dell’uscita di scena di James Byrd vennero tenuti assolutamente segreti dai Fifth Angel e dalla casa discografica, facendo così ricadere sullo stesso chitarrista e sulla sua carriera solista la "colpa" del divorzio, a maggior onta di quanto successo.
Il sostituto di Byrd non tardò comunque a manifestarsi nella persona di Kendall Bechtel, giovane ma dotato comunque di una tecnica invidiabile e a sua volta grande talento della chitarra. Anche nella posizione di bassista si registrò un cambiamento, con l’uscita di scena di Kenny Kay ancora nel 1987, sostituito da John Macko.

ONLY TIME WILL TELL….
E’ così che con una nuova formazione iniziano i lavori per il secondo album della band, Time Will Tell. Un titolo stranamente molto profetico per quello che sarà lo sviluppo della storia dei Fifth Angel. Il gruppo come detto ha infatti intenzione di spostare leggermente il baricentro della propria proposta, ma il materiale già composto non gli consente di cambiare faccia e d’altra parte, dopo aver perso Byrd, la casa discografica preme per la veloce uscita di un nuovo album che rinsaldi e consolidi le buone premesse del debutto. Costretti quindi ad entrare in studio con un disco già praticamente composto, i cinque fanno comunque del loro meglio per dare alla luce un disco capace di fare la differenza, limando dove possibile l’afflato puramente metal e spingendo verso arrangiamenti ancora più ricercati e raffinati di quelli del disco di debutto, in particolare per quanto riguarda le melodie della voce e cercando una produzione di livello superiore. A dispetto degli avvicendamenti di formazione, l’obbiettivo di realizzare un album che fosse addirittura superiore al già ottimo debutto viene centrato in pieno. Pilot risulta ancora più convincente con la sua timbrica acuta, la coppia chitarristica funziona ottimamente e Bechler è davvero ottimo sotto tutti i punti di vista; basti il lavoro compiuto su Midnight Love per chiarire il punto; Macko si rivela bassista più completo del suo predecessore, mentre Ken Mary, che proprio in quegli anni si avviava alla brillante carriera di session man, confeziona una nuova ottima prestazione. A livello di canzoni, il disco si rivela più omogeneo del precedente e si apprezzare anche la riuscita cover del classico Lights Out degli UFO evidente fonte di influenza per la band statunitense. Al contempo, la produzione sembra riuscire nell’intento di dare una impronta più vicina al sound dei multiplatinati Dokken alla musica della band, coronando l’intenzione di raggiungere un pubblico più ampio e non di stretta derivazione metal, pur senza perdere di fatto l’aggressività ritmica che aveva caratterizzato la band dal suo debutto. Di fatto, Time Will Tell è un classico immediato, uno di quegli album quasi perfetti destinati a rimanere nel cuore di chiunque ci si avvicini e abbia una minima conoscenza del metal di quegli anni. Le ottime melodie, il gran lavoro delle chitarre, la produzione perfetta per il periodo e il taglio heavy delle tracce lo elevano come il predecessore a top album nel genere US Power e più in generale in ambito heavy tout-court, confermando la solidità dei Fifth Angel, anche senza James Byrd. Eppure, qualcosa non funziona come previsto.
Il 1989 è un anno ancora glorioso per le vendite in ambito heavy/hard rock, ma per i Fifth Angel il successo non arriva a dispetto della qualità di Time Will Tell. Il video della titletrack va in rotazione, ma di fatto non riesce a raggiungere una posizione di spicco nelle classifiche e la totale assenza di attività live, dovuta anche ai continui impegni di Ken Mary, non aiutano la band a consolidare la propria fama, che anzi resta inchiodata al palo, a dispetto di tutti i tentativi messi in campo. La conseguenza di questo stallo, come prevedibile, è l’abbandono da parte della Epic che rescinde il contratto, lasciando il gruppo a piedi. Il primo a capire che le cose per i Fifth Angel sono giunte al capolinea è proprio Ken Mary, che forte delle proprie collaborazioni con TKO, Chastain, House of Lords ed Alice Cooper capisce che è arrivato il momento di togliere le tende e dedicarsi unicamente alla propria carriera di session man. Senza contratto e senza batterista, i restanti membri del gruppo capiscono che il treno è ormai passato e pur con tutto il rimpianto e la consapevolezza di avere per le mani un grande disco, non resta altro da fare che chiudere la porta e la storia dei Fifth Angel.
Alcuni rumori attorno ad una reunion della band nel 2000 vengono però subito tacitati e solo nel 2009 Ed Archer, Kendall Bechler e John Macko si ritrovano per una nuova formazione del gruppo con Peter Orullian (ex Heir Apparent) alla voce e Jeffrey McCormack alla batteria, per quello che sarà l’unico show live dell’intera carriera dei Fifth Angel, al Keep It True Festival del 2010. A questo punto l’eccitazione attorno alla band sembra muoversi nuovamente e viene annunciato un nuovo cantante nella persona di David Fefolt. Eppure, di fatto niente sembra muoversi, anche se si parla di un nuovo demo in preparazione, finché anche il nuovo cantante annuncia di essere uscito dalla band dopo appena un anno e il sipario sembra calare definitivamente su questa sfortunata band.

LA RAGIONI DELL’INSUCCESSO
Come spiegare perché una band di così grande valore non sia riuscita a raggiungere il successo? Praticamente impossibile, in effetti, ma qualcosa è già emerso nel corso della trattazione. Innanzitutto, la decisione di non effettuare alcuna data live ha di fatto privato la band di una propria fanbase, trasformandola in un puro progetto da studio, quasi senza pubblico se non quello specializzato e che seguiva con attenzione i media. In secondo luogo, non si può dire che il gruppo, pur dedicandosi esclusivamente alla composizione, fosse molto prolifico: ai quattro pezzi del demo del 1983 si aggiunsero infatti solo altre cinque canzoni per il debutto di tre anni dopo, tanto che anche il singolo Fifth Angel mancava di una B-Side, cosa quasi inaudita per l’epoca. Nel frattempo, poi, il mondo musicale stava cambiando decisamente direzione e anche se la band si rese conto della cosa, di fatto la decisione di estromettere Byrd ne segnò un ulteriore rallentamento nel processo di scrittura delle nuove canzoni, tanto che si dovranno aspettare altri tre anni per l’uscita di Time Will Tell. Nel frattempo, l’appoggio della Epic non sembrò essere né convinto né risolutivo, fruttando un solo video in rotazione, in un periodo nel quale il giusto singolo poteva significare milioni di copie vendute nell’arco di pochi mesi. Si potrà aggiungere inoltre che in quel periodo era il glam a sfondare le classifiche, mentre la commistione tra heavy ed hard rock portata avanti dalla band non suscitava più molto interesse e risultava addirittura datata come sonorità. Infine, il fatto che un elemento portante come Ken Mary sviluppasse una propria carriera parallela, rallentando il lavoro dei Fifth Angel non può sottovalutarsi. E’ così che una band dal talento enorme e dalle canzoni perfettamente in equilibrio tra irruenza metal e raffinatezza hard rock, non è riuscita a trovare una propria collocazione nel mercato, finendo per pagare i propri errori con un successo appena sfiorato e mai davvero raggiunto, che l’ha ridotta al limbo delle promesse mai mantenute, relegandola in un secondo piano infranto solo dall’amore imperituro di una cerchia di fan fedelissimi che non mancano di tributarle eterni riconoscimenti a dispetto del duro dettato della Storia.

DISCOGRAFIA FIFTH ANGEL
1. Fifth Angel (1986, Shrapnel Records)
2. Fifth Angel (1988, ristampa della Epic Records)
2. Time Will Tell (1989, Epic Records)



Sambalzalzal
Mercoledì 15 Giugno 2016, 15.19.48
19
Oramai come è andata è andata purtroppo, fatto sta che ricordo ancora quando presi TWT sul finire del 90', mi piacque un casino allora e continua a piacermi allo stesso modo adesso. la prova che la musica fatta bene e suonata con il cuore non invecchia mai. Riunione: suonassero e scrivessero pezzi come a quei tempi magari!
Warrior63
Mercoledì 15 Giugno 2016, 14.31.56
18
Il trio iniziale del primo album non ha rivali con Call out The Warner sopra di tutte. Ottima band. Grande articolo! !!
Warrior63
Mercoledì 15 Giugno 2016, 14.31.56
17
Il trio iniziale del primo album non ha rivali con Call out The Warner sopra di tutte. Ottima band. Grande articolo! !!
HeroOfSand_14
Domenica 12 Giugno 2016, 11.36.37
16
Probabilmente questi due dischi possono essere dati tranquillamente in pasto ai neofiti per far capire cosa voleva dire suonare divinamente power di stampo Us ai tempi..bellissime melodie, voce adatta e dotata di una buona estensione, ottimo songwriting..ė da un po' che non ascolto certi brani, ma ricordo con grande piacere Cathedral, bellissima, Wings of destiny e in the fallout. Dispiace che non siano mai esplosi, ma rimarranno sempre amati dai fan dell underground
InvictuSteele
Mercoledì 8 Giugno 2016, 11.50.43
15
@Lele 12 Se Metallized degli Sword avesse avuto una produzione adeguata? Quel disco ha una produzione perfetta, potentissima, brillante!!!! Che vuoi di più?
Lele 12 *DiAnno
Mercoledì 8 Giugno 2016, 3.19.21
14
Ma guarda alle volte...la settimana scorsa riascoltavo Metalized dei canadesi Sword, e pensavo che se avesse goduto di una produzione adeguata oggi sarebbe un disco di culto proprio come il primo dei Fifth Angel.
InvictuSteele
Lunedì 6 Giugno 2016, 23.42.37
13
In effetti è un mistero del perché i Fifth Angel non siano diventati miliardari dopo la pubblicazione di quelli che sono probabilmente i due album class metal più belli di sempre, al pari o forse di più, dei primi dischi dei Dokken. Ecco perché io consiglio sempre di scavare e di non soffermarsi alle solite band superfamose... questa band era superiore, aveva una classe immensa, purtroppo snobbata dal mondo.
mario
Lunedì 6 Giugno 2016, 21.46.16
12
@Lizard, grazie , rimane veramente incompresibile, un mistero per un gruppo cosi' in gamba e una chitarra cosi' ragguardevole, in sede livello avrebbero potuto fare il loro stupendo effetto, in vero peccato, e scelta paradossalmente assurda. Rimangono comunque 2 album, davvero belli.
Lizard
Lunedì 6 Giugno 2016, 21.37.08
11
@mario: la decisione fu della band, come confermano le interviste che holetto documentandomi per l'articolo, nelle quali oovviamente la domanda veniva sempre fuori.
ElPibeDeOro
Lunedì 6 Giugno 2016, 20.37.31
10
Certo che se il loro chitarrista ha ricevuto i complimenti nietepocodimeno che da Sua Maestà Malmsteen, uno noto per aver criticato senza pietà colleghi di calibro elevato, deve essere veramente bravo. Mi sono incuriosito all'ascolto di questa band proprio per questo motivo.
LAMBRUSCORE
Lunedì 6 Giugno 2016, 20.22.04
9
Non sapevo che non suonassero dal vivo, cosa inusuale, specialmente perché è gente che ci sa fare con gli strumenti. Mi viene in mente un'altra band che per me avrebbe meritato di più , i Liege Lord. Ho visto che esistono ancora.
Diego
Lunedì 6 Giugno 2016, 18.56.39
8
Un gruppo e due dischi che non possono mancare nella discografia di nessun appassionato. Per certi versi hanno avuto le stesse sorti (immeritatissime) degli Heir Apparent e dei Crimson Glory, rimanendo più gruppi di nicchia in periodo talmente florido e ricco di uscite. Ted Pilot è oggi un rinomato dentista a Seattle
mario
Lunedì 6 Giugno 2016, 17.53.31
7
@Lizard,@Metal Shock, ma fu veramente una loro scelta quella di non fare live, oppure ci furono pressioni da parte di manager, promoter, casa discografica, di concentrarsi su disco?, nomi come Dokken, Van Halen, Boston ed altri nomi grossi vendevano moltissimo allora e avevano il loro bel seguito, certo è veramente strana la decisione, se si fssero maggiormente esposti per me potevano finire anche a far da spalla ai grossi nomi di allora, chissà,mah! c'è anche da dire però che nomi di band americane come Crimson Glory, Savatage ma anche gli stessi Riot non è che abbiano avuto tutta l'attenzione e l'exploit che avrebbero invece meritato, ma c'erano allora tante altre band molto ma molto valide anche se un po diverse dalla suddetta, penso a nomi che sto approfondendo come gli originali biker power heavy/rock The Godz(l'omonimo e Mongolians sono capolavori), i The Rods, al cui interno c'era chi aveva la parentela con Dio e alla chitarra gli davano del tu, i Nighth Ranger, i TT Quick di un certo Tornillo, gli Alcatrazz, dove all'inizio suonava un certo Malmsteen(non mi posso scordare la magia dell'assolo di Suffer Me) , i the Boyzz con ad es. con Too Whith to Tame , e tante altre che sarebbe un torto considerare minori, anzi allora in USA c'era talento da vendere, anche loro non han avuto l'attenzione che meritavano, un po come sul versante opposto dell'Atlantico IN Gran Bretagna con le band dell'ondata N.W.O. B.H.M , non tutti ce l'hanno fata ad emergere e ad avere la giusta visibilità, oppure gli australiani Heaven.Sfortuna? boh!.Comunque rimane un fatto inspiegabile il fatto per i Fifth Angel di non fare live, un vero peccato, rimane da vedere se fu veramente loro la scelta o cosigli e pressioni sbagliati.
Doomale
Lunedì 6 Giugno 2016, 17.11.33
6
Ho il loro album omonimo...molto bello davvero. Bell'articolo al solito.
Metal Shock
Lunedì 6 Giugno 2016, 8.25.07
5
@Lizard: concordo in pieno col tuo discorso, magari non lo si era capito, forse mi ero perso nei miei pensieri, ma era quello che volevo sostenere anch`io per quanto riguarda la scena odierna.
Lizard
Lunedì 6 Giugno 2016, 7.41.21
4
@Metal Shock: se vogliamo il tuo discorso si può ribaltare ed è valido anche per tante band odierne che vengono più o meno ignorate per pigrizia, perché preferiamo andare sul sicuro ascoltando sempre le stesse band, perché ancora non hanno un "nome" e quindi non sembrano meritevoli di fiducia, perché provengono da un Paese piuttosto che da un altro, perché partiamo dal presupposto che non saranno mai valide come quelle di quando eravamo giovani e via discorrendo, e che invece avrebbero bisogno di supporto e riconoscimento adesso! A suo tempo, un gruppo al terzo disco era già chiamato alla prova di maturità, adesso al quinto/sesto siamo ancora lì ad aspettare per vedere se ci possiamo fidare o meno di dedicargli attenzione. Poi per forza restano solo le vecchie glorie (estremizzo un po', ma non troppo).
Metal Shock
Lunedì 6 Giugno 2016, 6.53.06
3
Gran bell`articolo ad opera di Lizard che ti fa capire come scelte sbagliate possano affossare un`ottima band. Io ho tutti e due i vinili del gruppo, il primo piu` heavy, power americano, il secondo piu` class alla Dokken, due ottimi lavori con grandi musicisti ed un ottimo cantante, che avrebbero meritato maggior fortuna, ma di certo la non brillante idea di non fare concerti dal vivo ha avuto un effetto deleterio sulla loro cariera. Certo c`era tanta concorrenza all`epoca, come oggi, ma di certo potevano giocarsela benissimo se avessero fatto qualche tournee. Comunque penso che quando una band di tale valore artistico non riesce a sfondare, motivi ve ne sono tanti, in primis la fortuna che serve sempre, ma quante band di valore, allora come oggi, non riescono a sfondare anche facendo ottimi album? Beh io penso che una parte della colpa risieda sempre in chi ascolta la musica, che magari concentra la sua attenzione su oche band e ne trascura tante altre. E` il solito discorso lo so`, ma mi chiedo come mai tante band in passato hanno fatto album che oggi consideriamo capolavori non abbiano mai avuto successo, e la lista e` veramente lunga, mentre oggi tanti si lamentano perche` le principali glorie stanno andando in pensione. Magari con un po` di attenzione in piu` oggi ci godremmo band cone i Fifth Angel, che ci potevano ancora regalare ottimi album ed invece sono scomparse. Io intanto mi vado a risentire il loro primo ottimo album,.capolavoro metal di meta` anni 80.
Lizard
Domenica 5 Giugno 2016, 19.33.49
2
Hai perfettamente ragione mario, grazie per la segnalazione e per l'incoraggiamento. Forse hai ragione anche tu dicendo che all'epoca venire fuori era davvero difficile con la concorrenza di altissimo livello che c'era.
mario
Domenica 5 Giugno 2016, 18.16.31
1
come al solito sempre un grazie a Lizard per i suoi articoli perfetti, comunque volevo segnalare un piccolo errore "Thundersteel dei statunitensi Riot, non canadesi. Il gruppo lo ascoltai 4 anni fa e da quel poco che ricordo, i loro due dischi erano di ottima fattura musicale, in special modo come ben descritto in questo articolo il loro chitarrista era davvero bravo, però forse un po la voce non cosi' possiamo dire incisivamente carismatica e una certa dispersione forse un po forzata e non compattata a dovere dentro la parola heavy, dicevo appunto questa mescolanza e ricerca forzata di dover apparire unici li ha fregati, se poi ci mettiamo pure altri nomi degli 80 americani come Dokken, Riot , Ufo, Van Halen,Quite Riot, Vicios Rumors, Armored Saints, QueensRichie, Alcatrazz, Savatage, The Rods e chi più ne ha più ne metta, ha impedito una loro visibilità piena, voglio dire allara in USA, difficile emergere, e il loro collage stilistico di certo forse non li ha aiutati, comunque me li riascolterò con calma li ho quasi scordati del tutto. Bello comunque anche questo articolo, Metallized in questo è imbattibile.
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