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METAL RIOT: SOUL OF STEEL + OVERKHAOS + SHADEWARD - Nordwind Discopub, Bari (BA), 01/06/2016
06/06/2016 (608 letture)
BELLA LOCATION, MA...
Il Nordwind, storico discopub di Bari che nei suoi ed anche nostri anni di vita ha avuto la bravura e la fortuna di dar luce a quasi tutte le band pugliesi esistenti, ospita il Metal Riot. La locandina dell'evento mostra come headliner i pugliesi Soul of Steel, band prog/power metal di Martina Franca. Una gradita sorpresa, visto che Journey to Infinity -ultimo studio album del gruppo- ha risvegliato in me una vecchia passione per il genere. A sostegno di Valente e compagni, già forti di importanti collaborazioni con Olaf Thorsen e Roberto Tiranti, gli emergenti Shadeward e Overkhaos. Si prospetta una bella serata, ma lo start è alle 21,00 ed alle 22,00 il soundcheck è ancora in corso. Molto male.

SHADEWARD
Aprono le danze i giovanissimi Shadeward con un melodic death acerbo ma solido. Penalizzati per primi dalla scarsa presenza di pubblico, i baresi piazzano comunque una prestazione più che dignitosa tra le poderose martellate del drummer Andrea Piangiolino e le grintose ritmiche firmate Petruzzellis, Busco, Pavone. Accattivante l'opener Indecision, traccia tratta dall'EP d'esordio Introspection.
Petruzzellis, dotato di un caldo timbro vocale, potrebbe orientarsi maggiormente verso soluzioni clean. Sicuramente da rivedere, ma in un ambiente più incentivante.

OVERKHAOS
Il livello tecnico aumenta di netto con l'ingresso in scena degli Overkhaos. Ciò che, invece, non aumenta è l'affluenza e l'amarezza s'impadronisce di me. Quanta povertà culturale e morale nella mia terra, ma qui si toccano altri argomenti che potrebbero dilungarsi all'infinito ed è meglio focalizzarsi sulle band.
I tarantini, che vantano una recente collaborazione con l'ex Dream Theater Derek Sherinian, mostrano sin da subito una certa confidenza con i live ed i propri attrezzi che potrebbe inserirli in breve tempo in contesti più importanti. Me lo auguro, insomma. Ottima la prova di tutti i componenti, soprattutto del vocalist Mimmo D'Oronzo, vero animale da palcoscenico (senza offesa, direbbe Enrico Ruggeri), a suo agio con le tonalità impossibili per la maggior parte dei suoi colleghi di reparto.
Godibile, ma poco collaborativo, il lavoro chitarristico espresso da Giancane e Zarcone, troppo impegnati a mostrare le proprie indiscutibili capacità finendo per ridurre la fondamentale dose chimica della band, errore in cui non cascano la bassista Anna Digiovanni ed il batterista Andrea Mariani, sempre puntuali e nei ranghi.
Nel complesso, gli Overkhaos ed il loro bestiale prog metal a tinte thrash hanno convinto come una buona realtà.

SOUL OF STEEL
Ed eccoci al momento più atteso, a tratti troppo atteso, visto che è mezzanotte e mezza e la performance dei ragazzi avrebbe dovuto iniziare almeno un'ora prima. A tal proposito non so a chi debbano attribuirsi le colpe per tale oscenità e tale mancanza di rispetto per i paganti, fatto sta che queste cattive abitudini devono finire.
On stage si presentano i Soul of Steel e si respira un'aria decisamente meno depressa, più fresca e pura. Ormai, visto l'orario assurdo e improponibile, sono rimasti in pochissimi ai piedi del palco, ma la curiosità di ascoltare dal vivo alcuni brani di Journey to Infinity riesce a sconfiggere dei normali principi di stanchezza. Vero che il giorno dopo è festa, ma c'è un limite a tutto.
Lo show inizia con l'intro che apre l'epica Through the Gates of Heaven che tanto ricorda i Nightwish nel sound. I musicisti, anche in questo caso e come ovvio che sia, dimostrano di saperci fare e di non subire minimamente l'emozione, ormai forti di importanti tour alle spalle in supporto di Vision Divine, Pathfinder ed Edu Falaschi per citarne alcuni. Cosa volete che sia per loro suonare davanti ad una ventina di persone?
I tempi sono ristretti ed i nostri tirano il concerto non concedendosi significative pause tra un pezzo e l'altro. Neverland e Shadows of the Past, che filan via in un batter d'occhio, anticipano la splendida Journey to Infinity che presta il titolo al disco protagonista della serata.
La voce di Gianni Valente è potente, pulita e fornisce una impressione addirittura migliore rispetto a quanto espresso in studio dove già fa un figurone. La chitarra di Valerio De Rosa è un tuono che mette a dura prova le fondamenta del locale.
La furiosa Till the End of Time è l'unico ricordo di Destiny, primo full length della band, ed impeccabile è la prova del metronomo Lorenzo Chiafele, piccolo di statura ma un gigante alle pelli.
La scaletta deve assottigliarsi per rientrare nei tempi ormai andati di brutto ed Endless Night viene sacrificata. La cover Breaking the Law riscalda i cuori e, viste le circostanze non proprio nella norma, suona quasi come una provocazione. Lo show si chiude con l'ottima Secret Words per la quale è stato girato un videoclip.
Morale della favola? Gli headliner hanno suonato meno delle band di supporto. Meglio non commentare oltre.
Arrivederci ad occasioni migliori.

SETLIST SOUL OF STEEL
1. Intro
2. Through the Gates of Heaven
3. Neverland
4. Shadows of the Past
5. Journey to Infinity
6. Till the End
7. Breaking the Law (Cover Judas Priest)
8. Secret Words



IMMAGINI
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Locandina
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Shadeward
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Overkhaos
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Soul of Steel 1
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Soul of Steel 2
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Soul of Steel 3
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Nordwind Discopub, Bari (BA), 01/06/2016
 
 
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