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FATAL PORTRAIT - # 22 - Tool
17/06/2016 (2268 letture)
Alzi la mano chi sta aspettando il nuovo album dei Tool. Ok. Ora alzi la mano chi si è stufato di aspettare il nuovo album dei Tool. Probabilmente ci troviamo di fronte ad un numero di mani alzate molto simile, visto che la band di Maynard James Keenan e soci può vantare la fanbase più ampia e bistrattata al mondo. Dico bistrattata perché i nostri quattro artisti di Los Angeles sono ormai un’istituzione nell’arte musicale alternativa ma, alla stregua di alcune altre realtà, rientra anche nella categoria dei musicisti meno prolifici al mondo. Dalla data di formazione della band, sono trascorsi quasi ventisette anni eppure il loro palmares vanta solamente quattro album, che per quanto eccelsi, non sono sufficienti per saziare la sete di milioni di fanatici sparsi in tutto il mondo. Nella speranza che 10,000 Days non sia in realtà un messaggio in codice riguardante l’attesa del nuovo album della band californiana, vi presentiamo il gruppo con i quindici pezzi più rappresentativi.

1. Prison Sex
Come non cominciare da Prison Sex, estratto dal debut-album Undertow che lascia subito intendere la passione dei Tool per la complessità musicale, associata a forti tematiche sociali. Il pezzo attacca con uno dei riff più celebri della band di Los Angeles, molto catchy e che contrasta con l’analisi testuale scritta da Maynard James Keenan, sin dagli esordi un vero e proprio maestro nell’offrire due facce della stessa medaglia nelle proprie elaborazioni liriche. Prison Sex tratta la delicata questione degli abusi minorili, secondo alcuni un riferimento del frontman nei confronti del suo patrigno, secondo altri una semplice denuncia verso tali atti. La qualità testuale dei Tool viene sottolineata dalla gestione dei punti di vista: infatti il brano non è fisso sulla prospettiva della vittima di questi abusi, ma trasla verso il distorto appetito di colui che perpetra l’azione. Il riff portante e la ritmica in sé si mantengono sul quattro/quarti per tutto il brano, con il sound di Adam Jones che viene reso più cupo ed accattivante da un’accordatura anomala, un Drop B con il resto delle corde in standard. Una curiosità che segue questo brano riguarda l’aspetto commerciale della band: infatti, in un’intervista, Adam ha rivelato che l’etichetta discografica, pur essendo obbligata a discutere con la band delle trovate pubblicitarie visto che una parte del costo era a carico dei musicisti, decise di stampare delle magliette per bambini con il testo di Prison Sex ed il logo della band. Queste magliette sarebbero dovute andare alle radio per sfruttare il successo avuto dai Nirvana che avevano fatto la stessa cosa, ma questo ovviamente ad una band integerrima come i Tool non sarebbe mai andato bene. Quando si discusse sull’assenza di comunicazione, cominciò un diverbio tra i musicisti e la label e, ad un certo punto, Maynard disse "Do you know what that song’s about? It’s about getting fucked in the ass as a little kid". Le t-shirt non vennero mai spedite.

1. Sober
Sempre da Undertow, Sober è un brano che riassume tutto ciò che i Tool faranno da quel momento in avanti: grandi elaborazioni ritmiche con il basso in primo piano, chitarra distorta e dal suono malsano che accompagna la voce di Maynard James Keenan nelle sue elucubrazioni, e batteria marziale, carica di groove. Il pezzo, suonato in Drop D, è uno dei brani più riconoscibili della produzione tooliana e, probabilmente, il più rappresentativo del debut-album, quel disco che è fin troppo oscurato, spesso ingiustamente, dai tre capolavori successivi. La tematica di Sober riguarda un artista che i Tool conoscevano ai tempi e che riusciva a dare il massimo di sé come musicista quando era ubriaco o drogato. Come rivelato dal chitarrista Adam Jones, la canzone più che sull’artista in sé, è riferita all’ammasso di gente che lo insultava e denigrava per questo. Come faranno anche in Third Eye, i nostri si pongono al di sopra del giudizio su droga ed alcool, lasciando il libero arbitrio ad ogni persona che si accollerà ogni responsabilità della propria vita. Una curiosità riguardo a Sober: la linea del testo "Jesus won’t fucking whistle" è stata cambiata in "Jesus, won’t you try and whistle" per le riproduzioni in radio di Sober, perché ritenuta troppo spinta e blasfema. In ogni caso, Sober è ancora adesso un vero e proprio inno per le rock band. È un brano grezzo, potente e, proprio per questo, vivo.

2. Stinkfist
Stinkfist è il nostro primo estratto da Ænima. La differenza di produzione, il sound ovattato degli strumenti a corde e le vocals effettate segnano un grosso passo in avanti da parte della band di Los Angeles, dal debut-album, raggiungendo una maturità artistica eccezionale. L’andamento ossessivo e cupo del brano è bilanciato da cambi di distorsione e di tempo, concentrandosi sul contrasto tra strofa e ritornello che sostiene una tematica lirica subdola e di forte impatto. I Tool giocano anche sul cambio di tempo sempre tra verse e chorus, con il primo che si attiene sui quattro/quarti ed il secondo che gioca con i sei/quarti ed i sette/quarti. Il testo può essere inteso in più modi, anche se quella più probabile riguarda la desensibilizzazione umana dovuta alla moderna tecnologia, che allontana gli esseri senzienti dalle loro reali passioni. Secondo altre interpretazioni, vi sarebbe un doppio senso di natura sessuale, che esplicherebbe in modo più crudo e diretta la desensibilizzazione umana nei propri rapporti interpersonali. Per il brano in questione è stato creato anche uno video musicale con la tecnica dell’animazione stop-motion, diretta come sempre da Adam Jones. Il video si focalizza su un uomo ed una donna di una razza di "umani di sabbia" che si cibano di oggetti acuminati che potrebbero apparentemente far loro del male e che vengono poi espulsi dai relativi corpi, così da venire conservati come dei veri e propri tesori. Come spesso accade, il significato vero e proprio di un video rappresentativo dei Tool è ben più difficile della comprensione del brano stesso (!). Comunque, questo lavoro di Adam Jones è valso un lusinghiero paragone con i lavori del maestro H.R. Giger per l’ambientazione del video che ricalca il sapore del genio visionario svizzero.

3. Eulogy
Eulogy possiede, probabilmente, una delle migliori intro dei Tool. Il tocco delicato di Danny Carey accompagna per più di un minuto suoni onirici che sfruttano l’effetto stereo, prima di subire l’ingresso aggressivo della chitarra di Adam Jones. Il concept è difficile da individuare con certezza assoluto: secondo alcune voci, potrebbe riguardare Gesù Cristo, secondo altri egli viene semplicemente utilizzato come un’analogia. Altre voci ritengono che in alcune interviste i membri dei Tool abbiano dedicato Eulogy a L. Ron Hubbard, fondatore di Scientology. Altri ancora, ritengono che si riferiscano a Kurt Cobain o al vecchio bassista Paul D’Amour. In ogni caso, il significato della canzone è riferito alla tendenza delle persone di elevarsi al di sopra degli altri e di sacrificarsi, in qualche maniera. La canzone è una specie di elogio alla scelta di compiere le proprie decisioni. Dal punto di vista strumentale, il pezzo è basato sui quattro/quarti, con passaggi in sei/quarti nei refrain. Le vocals effettuate sono l’elemento più caratteristico di questo brano che, per certi versi, ripercorre strumentalmente l’ossessività tipica di una Kashmir dei Led Zeppelin. A chiunque sia rivolto questo brano, l’elogio vero e proprio è riscontrato dal fatto di aver ispirato un pezzo da novanta del genere, sicuramente uno dei brani migliori di Ænima.

5. Forty Six & 2
Forty Six & 2 è il quarto singolo estratto da Ænima. La sua struttura musicale, dal sapore fortemente psichedelico, varia su alcune alternanze tra i quattro/quarti ed i sette/ottavi. Nell’intro vi è una sovrapposizione di questi tempi differenti, con Danny Carey che lavora sul ride in sette/ottavi per quattro misure e poi si incontra con il resto della band per la quarta misura in quattro/quarti, creando una sovrapposizione strana e trascinante. Il brano risulta caratterizzato da altre sovrapposizioni del genere, come nel bridge o in alcuni fill di batteria, lasciando sempre pochi riferimenti e rendendo il drumming di Danny Carey uno dei più piacevoli ed esaltanti di quel periodo artistico. A venire messo in mostra è anche lo splendido lavoro al basso di Justin Chancellor, sempre sugli scudi e graziato da una produzione eccelsa, capace di rendere il suo strumento quello principale, duettando direttamente con la voce di Maynard James Keenan. Il concept del brano è, come spesso accade nei Tool, piuttosto nebuloso: ciò che è quasi certa è l’ispirazione dei trattati di Carl Jung. Alcuni rimandano Forty Six & Two alla possibilità di raggiungere in futuro uno stato di evoluzione che prevede due cromosomi in più rispetto ai quarantaquattro soliti, rendendo il tutto disarmonico e "strano" per la nostra concezione attuale. Il teorico Melchizedek è stato colui che ha espanso questa teoria, ritenendo il passo successivo nell’evoluzione umana, un DNA che viene riorganizzato in quarantasei autonomi e due cromosomi sessuali. Un’altra teoria rispetto questo testo riguarda sempre una tematica ricorrente negli studi di Carl Jung e si riferisce ad una speranza di riuscire a cambiare attraverso "l’ombra". Quella "shadow" che rappresenta la parte di ciascuno di noi che odiamo, temiamo e reprimiamo.

8. Ænema
La title-track di Ænima racchiude già nel titolo una combinazione di parole: Anima che è la componente femminile all’interno dell’essere umano di sesso maschile, teorizzato da Carl Jung e Enema che è, tanto per dirlo in termini diretti, un clistere. O, poeticamente, la purificazione del retto tramite un flusso acquoso. In ogni caso, il significato complessivo del titolo non cambia: Ænema è la purificazione della nostra anima dal lerciume che ne lorda la superficie. Per la composizione di questo testo, Maynard ha lavorato sei mesi, prendendo come pieno riferimento la città di Los Angeles, anche se non ne ha mai esternato alcuna citazione diretta; il pensiero principale del testo è rivolto ad un’eventuale distruzione di tutto ciò in cui ora viviamo ed un’obbligata ripartenza da zero. Oltretutto Maynard, grande fan di Bill Hicks, ha preso ad ispirazione l’odio del comedian verso la città di Los Angeles, da lui reputata come la rappresentazione del peggio dell’America, nella sua routine superficiale. Questo brano, oltre al successivo Third Eye è anche un tributo verso lo stesso Hicks che viene rappresentato nel booklet dell’album vestito da dottore con la scritta "Another Dead Hero". Musicalmente, almeno nel riff principale in sei/quarti, Ænema potrebbe quasi sembrare come uno dei pezzi più semplici e catchy del quartetto, ma con l’evolversi del brano si riscontra una complessità sottostante che è incredibile. Il sound della chitarra di Adam Jones è semplice, ma aggressivo e potente allo stesso tempo, rendendo il suo strumento quasi ovattato nel fluttuare all’interno del nostro stereo, al di sopra della solida struttura formata dall’accoppiata basso e batteria. Quella che potrebbe essere una fantastica outro del capolavoro dei Tool, non è altro che una falsa chiusura a cui susseguono i quattro minuti spaziali di (-) Ions che culminano nel quarto d’ora conclusivo dedicato alla nostra successiva scelta in questa rubrica.

13. Third Eye
Se uniamo un gran pezzo musicale a citazioni di uno dei più grandi geni della stand-up comedy mondiale, il risultato è Third Eye. Il titolo fa ovviamente riferimento al concetto mistico ed esoterico che vorrebbe la presenza di un terzo occhio, invisibile e che è in grado di percepire al di là della semplice vista. Gli induisti vi collegavano il concetto del chakra, mentre nella Teosofia il terzo occhio è relazionato alla ghiandola pineale. I Tool, prendono un po’ spunto da tutto ciò, lo mescolano con la genialità comico-filosofica di Bill Hicks e ci costruiscono un pezzo da quasi quattordici minuti sull’apertura del terzo occhio tramite la musica. La citazione di Bill Hicks riguarda il suo monologo tenuto ad inizio anni novanta riguardo le droghe; infatti, il comedian ha sempre ironizzato sulla visione a senso unico della droga che viene data dai media e dagli strumenti di potere informativo, dove si fa riferimento esclusivamente alle situazioni negative che sono state conseguenti all’uso di sostanze stupefacenti. Come diceva lo stesso Bill: "Beh…io penso che le droghe abbiano fatto qualcosa di buono. Ci credo davvero. E se voi non ci credete, fatemi un favore. Andate a casa, prendete tutti i vostri dischi, i vostri vinili, le vostre cassette e bruciatele. Perché, sì…tutti quegli artisti che voi ascoltate, quando hanno scritto quella musica erano fottutamente strafatti". Poi si passa alla critica televisiva, creando un paradosso di come sarebbe il telegiornale se parlasse di una situazione positiva derivata dall’assunzione di qualche droga: "Oggi, un giovane uomo sotto acidi ha realizzato che tutta la materia non è altro che energia condensata in una sottile vibrazione e che noi siamo tutti un’unica coscienza che ha una percezione di sé soggettiva. Non esiste nulla come la morte, la vita è solo un sogno e noi siamo l’immaginazione di noi stessi. E ora a voi Tom con le notizie meteo!". Strumentalmente, la musica è una lunghissima suite perlopiù strumentale che vira dai tre/quarti (preponderanti nel pezzo) ai sei/quarti. Come chiudere in modo migliore un album che parla dell’anima, se non con un’epopea artistica che riassume quanto di più affascinante ci possa essere nella percezione sensoriale umana?

21. Lateralus
Il fulcro centrale di tutta la produzione di casa Tool, risiede in questi nove minuti e ventiquattro secondi, dove Maynard e soci hanno tirato fuori il meglio della loro cervellotica produzione. Nella consueta accordatura in Drop D, l’inizio del brano è affidata ad un dodici/sedicesimi che sfocia nel chorus in un’alternanza tra i nove/ottavi, gli otto/ottavi e i sette/ottavi (9-8-7 tenete a mente), scivolando poi sui cinque/ottavi nella strofa. Ed è proprio su questo incedere dispari che le parole del frontman costruiscono la curva di Fibonacci, seguendo questo schema complesso e progressivo per esternare le liriche, con il risultato che ogni frase ingloba un numero di sillabe che è la somma delle ultime due. L’elaborazione del testo arriva sino al tredici, seguendo la prima parte della sequenza di Fibonacci: uno-uno-due-tre-cinque-otto-tredici-otto-cinque-tre-due-uno-uno. Il brano, almeno inizialmente era intitolato 9-8-7, dato che tale numero rappresenta la sedicesima sequenza della stessa progressione fibonacciana. La complessità del brano in sé non si ferma qui: infatti, l’introduzione del pezzo termina ad un minuto e trentasette secondi ed è un criptico riferimento alla Sezione Aurea (1,618) in quanto se questo numero venisse convertito in minuti e secondi risulterebbe un minuto più 0,618 minuti che, convertito in secondi risulterebbe appunto circa trentasette secondi. I colori espressi all’inizio del brano riguardano, secondo un’intervista a Maynard James Keenan, gli archetipi delle popolazioni originarie del Nord America, attraverso i loro colori. Secondo altre interpretazioni, potrebbero anche rappresentare i colori visti sotto l’influenza di LSD (prima spirali bianche e nere, quindi rosse e gialle). Le liriche del pezzo descrivono il desiderio umano all’esplorazione ed all’espansione per possedere una maggior conoscenza e comprensione di tutto ciò che lo circonda, confermando lo schema secondo il quale se Ænima rappresenta, giocoforza, l’anima, Lateralus è il cervello dell’essere umano. Musicalmente, in sé, Lateralus è un pezzo complesso, che segue orde di cambi di tempo per associarsi nel migliore dei modi alla voce del frontman, sempre sugli scudi con una prestazione eccezionale, a coronare la title-track del loro album più pretenzioso e, probabilmente, il migliore in assoluto.

13. The Grudge
Piccolo passo indietro, nella nostra spirale fibonacciana, per giungere all’opener di Lateralus. Quando il disco uscì nel maggio 2001, in migliaia di lettori cd si udì il rumore di un macchinario che viene messo in moto ed il disco tanto atteso venne riprodotto per la prima volta. Dopo quattro anni di dispute legali, dopo le polemiche nei confronti del file-sharing di mp3 e dopo il cambio di titoli dall’originale Systema Encéphale a Lateralus (che rappresenta una combinazione delle parole latine Vastus Lateralis che è il muscolo vasto laterale della gamba, oltre che essere un riferimento al cosiddetto "pensiero laterale"). L’opener parla di una battaglia con Saturno, la cui ascesa è concomitante all’insegnamento di lezioni nei nostri confronti, reiterate, sino a quando noi umani non abbiamo compreso appieno il significato. I riferimenti astrologici sono moltissimi all’interno delle liriche, con riferimenti a "The one the ten" che potrebbero essere Ariete e Capricorno (posto sotto Saturno) all’interno dello Zodiaco. Molti dei riferimenti del testo potrebbero essere proprio riferiti al Capricorno, famosi per serbare rancore, mentre Maynard stesso è un Ariete. Il testo in sé, oltre a riferimenti anche a The Scarlet Letter di Nathaniel Hawthorne, rappresenta una sorta di lezione verso tutte le persone che serbano rancore nei confronti di altri esseri viventi. Musicalmente, il pezzo attacca massiccio ed aggressivo, con chitarra e basso che la fanno da padrona, sopra le tentacolari esibizioni alla batteria di Danny Carey. Variando tra cinque/ottavi e cinque/quarti, il brano offre pochi punti di riferimento tra l’utilizzo "ad arpeggio" degli strumenti e gli strumming più aggressivi e distorti, dando piena dimostrazione di una padronanza strumentale eccezionale da parte dei tre musicisti. Una delle curiosità di questo album è che la strofa di The Grudge colma perfettamente la parte centrale della potentissima triade Disposition/Reflection/Triad, in un vero e proprio riflesso. Insomma, quale modo migliore di cominciare un album del calibro di Lateralus se non con un’opener clamorosa come The Grudge?

8. Schism
Uno dei primi singoli di Lateralus, oltre che uno dei veri e propri pezzi-manifesto della band californiana è senz’altro Schism. La struttura portante di basso che si alterna tra i sette/ottavi ed i cinque/ottavi è uno dei riff più conosciuti dei Tool ed è anche una sorta di silenziosa smentita a coloro che hanno individuato in Lateralus una svolta elettronica nel sound della band. I versi possono anche essere intesi come dodici/ottavi, splittati nelle due strutture dispari succitate; questo "scisma" musicale è un chiaro e geniale riferimento al titolo stesso della canzone il cui significato principale è riferito ad un altro scisma, quello clericale, trattando la chiesa come un qualcosa che un tempo era buono e puro ed ora è stato corrotto dalle persone. Inoltre, Schism ottiene un maggior valore se ci si basa sul contesto in cui il brano è stato composto: infatti, Lateralus è stato pubblicato un anno dopo il debut degli A Perfect Circle, side-project di Maynard James Keenan per il quale lo stesso frontman ha dovuto affrontare alcuni malumori da parte degli altri membri, dovuti alla sua particolare attenzione sull’altro progetto. Con questo pezzo, si potrebbe anche intendere che lo stesso Maynard abbia voluto spiegare che cercare di fare per gli A Perfect Circle la stessa cosa che ha fatto per i Tool, ha creato una frattura. Uno scisma.

5. Parabol / Parabola
Un altro elemento che è stato introdotto nel passaggio tra Æenima e Lateralus è la gestione differente della struttura dell’album. Infatti nel secondo, troviamo molti più spunti sonori brevi che fungono da veri e propri prologhi per i pezzi comunemente intesi. Come Eon Blue Apocalypse introduce The Patient, così Mantra introduce Schism, Disposition introduce Reflection e Parabol introduce Parabola. Ed è proprio quest’ultima accoppiata, quella più eccezionale e ben legata di tutto il disco. Dalla partenza soffusa della prima parte, alla perfetta legatura con la seconda parte che si dimostra più distorta ed aggressiva, ci troviamo di fronte a nove minuti abbondanti di pura poesia tooliana. Il discorso su Parabol / Parabola è incentrato sulla natura matematica di buona parte dei brani di Lateralus, in cui si parla della divina proporzione (1,618) del numero Phi. La derivazione dalla sequenza di Fibonacci lo rende un numero che, rappresentato graficamente, crea una parabola perfetta ed è un numero che viene riscontrato in molti casi, nella natura. Ad esempio negli alveari, dove la proporzione tra il numero di api femmine ed i fuchi è di 1,618. Allo stesso modo, le proporzioni delle spirali delle conchiglie riportano al numero 1,618. O come il corpo umano, rappresentato nella perfezione del Vitruviano da Leonardo Da Vinci, con le proporzioni che rimandano al Phi. Questo numero di proporzione lo troviamo anche nell’architettura greca, nelle piramidi egizie, nelle sonate di Mozart, nella quinta sinfonia di Beethoven. Non a caso, nella perfezione della setlist di Lateralus, i due brani si trovano al sesto ed al settimo posto in tracklist (6+7=13), esattamente al centro delle proporzioni 5-8, 4-9, 3-10, 2-11, 1-12 (il cui risultato è sempre 13) degli altri pezzi musicali che compongono la scaletta. Insomma, se parlare dei Tool è come parlare della perfezione fatta in musica, l’accoppiata Parabol / Parabola è il fulcro centrale di questa rappresentazione artistica.

3. Ticks & Leeches
Il brano che, almeno a primo impatto, può sembrare quello "fuori dal coro" nel perfezionismo assoluto di Lateralus è Ticks & Leeches. Infatti, se da una parte alcuni hanno mosso critiche nei confronti del brano, visto come un contentino per mettere "il pezzo più aggressivo e cazzuto" all’interno di un album più ragionato e soffuso, d’altra parte ci troviamo di fronte ad una delle prestazioni più strabilianti da parte di Danny Carey in primis, e poi di Maynard James Keenan che strapazza le sue corde vocali come mai aveva fatto prima. Sebbene le interpretazioni più accese abbiano riferito il testo ai fans della band o alle azioni legali che vengono compiute nei confronti delle etichette discografiche, il pezzo ottiene un suo perché se viene inteso come un riferimento alla religione. Così come il parassita (Zecche & Sanguisughe, non dimentichiamolo) necessita un corpo su cui sopravvivere, la chiesa necessita dei suoi fidati fedeli o muore. In molte culture, il sangue viene visto come un elemento che possiede il potere spirituale della persona, tra cui quella cristiana dove si beve e mangia simbolicamente sangue e carne di Gesù Cristo. Insomma, uno dei brani strumentalmente più complessi ed elaborati della band di Los Angeles è anche uno dei testi più aperti a numerose interpretazioni che possono andare a cogliere la chiesa stessa, come il sistema in cui gli umani sono costretti a vivere. Un mondo dove persone succhiano il sangue alle altre persone, per sopravvivere o per superarle in un continuo tentativo di prevaricazione di darwiniana memoria, senza tuttavia riuscire ad evitare che altre persone compiano la stessa azione a loro vantaggio. Il pezzo, per la maggiore parte della sua durata, lavora sui sette/quarti, colmando le ritmiche strumentali con i consueti stop n’ go e le pause che inframezzano gli strumenti a corde, sotto il tellurico tappeto ritmico intessuto da uno strabiliante Danny Carey.

2. Vicarious
Come aprire al meglio il proprio quarto album, se non con un pezzo di livello assoluto come Vicarious? Stiamo parlando dell’utilizzo strumentale migliore per il jazzato cinque/quarti, in un arpeggio che è destinato a risuonare nei secoli dei secoli. L’incrocio di traiettorie musicali tra basso e batteria, nel riff principale è oro colato e ci consegna uno dei brani migliori in assoluto dei Tool. Se poi, tiriamo in ballo il testo e la tematica trattata nel brano, ci troviamo di fronte ad un vero e proprio trattato sulla natura umana che andrebbe fatto studiare nelle scuole. Vicarious analizza la più profonda ossessione dell’essere umano che, pur rimanendo disgustato o sconvolto dalla morte degli altri esseri viventi, possiede l’innata bramosia di dover assistere a tali dipartite. Che si tratti di scene vissute in prima persona o riportate dai media, l’importante per l’essere umano è riuscire a vivere, mentre tutto il resto muore, come se solo la morte di uno sconosciuto potesse dare una scossa inconscia all’uomo per sentirsi vivo. Qui si potrebbe aprire una parentesi enorme sullo sfruttamento dei mass-media e della maggior parte dei telegiornali che, in piena comprensione di questo meccanismo psicologico dell’essere umano, sfruttano eventi nefasti per ottenere sempre più audience, rendendosi dei veri e propri divoratori di carogne per l’essere che necessita di cibarsi di quello stesso spettacolo. Come al solito, i Tool riescono a colpire nel segno ed a consegnarci un brano che, oltre alla parte strumentale eccelsa e travolgente, è caratterizzato da un testo che è critico, riflessivo ed aggressivo nello stesso momento.

1. Wings for Marie (Pt 1) / 10,000 Days (Wings Pt 2)
Questa grande opera in due atti che risponde al titolo di Wings for Marie (Pt 1) / 10,000 Days (Wings Pt 2) è, oltre che la title-track dell’abum, la sezione centrale di tutto l’ultimo lavoro dei Tool. Wings for Marie (Pt 1) gira sui tre/quarti, salvo poi traslare sui sei/quarti all’inizio di 10,000 Days e culminare nel climax in nove/quarti al termine del brano, dando una vera e propria idea di ascensione, di un paio di ali per Marie che le permettano di volare e di raggiungere un luogo migliore di quello che ha sopportato per diecimila giorni. Ebbene sì, perché la Marie in questione è la madre di Maynard James Keenan e dietro al concept dei 10,000 Days c’è la sua sfortunata figura materna. Colpita da un aneurisma cerebrale quanto Maynard aveva solo undici anni, è venuta a mancare il 18 giugno 2003, sopravvivendo in condizioni di paralisi per ventisette anni. Ora, se noi facciamo il calcolo di quanti giorni siano racchiusi in ventisette anni, raggiungiamo una cifra molto vicina ai diecimila giorni che rappresentano questo album. Il lunghissimo tempo che è stato necessario alla madre, Judith Marie per abbandonare il suo inferno terrestre e volare in un luogo migliore, qualunque esso sia. Per svariati motivi, anche a livello strumentale e musicale, quest’accoppiata risulta essere uno dei momenti emozionali più alti di tutta la discografia della band americana, sempre all’altezza nel creare atmosfere irraggiungibili per qualsiasi altro gruppo musicale.

1. Rosetta Stoned
E, per concludere la nostra cavalcata nella discografia dei Tool, dopo aver nostro malgrado scartato brani di livello assoluto per rientrare nelle quindici scelte pattuite, abbiamo Rosetta Stoned. Strutturalmente, il brano contiene alcuni tra i più strabilianti cambi di tempo e fill di batteria della band; si passa dal quattro/quarti, al cinque/ottavi, al cinque/quarti, all’undici/ottavi, al tre/quarti con una naturalezza imbarazzante, mentre un indemoniato Maynard James Keenan snocciola le sue liriche che si rifanno alla Pietra di Rosetta, una stele di pietra scoperta al termine del diciottesimo secolo e costruita nel 196 avanti cristo, in Egitto sotto l’egida di Tolomeo V. Il testo è scritto seguendo lo stile del "flusso di coscienza" ed interpretato in maniera magistrale dal frontman. Strumentalmente, il brano è complesso e condensa buona parte del sound udito nei brani precedenti di 10,000 Days, riprendendo e ripercorrendo gli eventi occorso durante il pezzo precedente Lost Keys (Blame Hofmann che si pone come un prologo sincronizzato di Rosetta Stoned stessa. In ogni caso, ci troviamo di fronte ad un brano che nei suoi 11:11 minuti (solo una delle ultime simbologie utilizzate dai Tool nelle loro produzioni) rappresenta al meglio quella che è, nostro malgrado, l’ultima produzione della band californiana. Mentre l’attesa spasmodica per il successore di 10,000 Days si fa sempre più clamorosa -o lascia spazio alla rassegnazione a seconda della persona- rimaniamo qui in attesa di eventuali nuovi capolavori targati Maynard James Keenan, Danny Carey, Adam Jones e Justin Chancellor. Sempre sperando che l’interpretazione da noi data a 10,000 Days sia quella giusta, e non una pericolosa promessa sulle tempistiche di pubblicazione.



Steelminded
Giovedì 30 Giugno 2016, 23.06.20
52
Sotto una delle recensioni dei tool, ho spiegato ampiamente perche non li amo in dieci punti.
Third Eye
Giovedì 30 Giugno 2016, 15.06.15
51
Il valore di questa band è indiscutibile, hanno messo il loro sigillo sugli ultimi vent'anni di musica riuscendo a percorrere un proprio sentiero artistico-musicale e tenendosi ben lontani dalle mode e dalla banalità di certo rock-metal. Non sono tra quelli che considerano la loro scarsa prolificità come un limite o un problema, per cui rifacendomi all’incipit dell’articolo non appartengo alla schiera di fans che stanno aspettando il nuovo album. Credo infine che le critiche che gli vengono rivolte provengano molto spesso da ascoltatori che non riescono ad entrare in sintonia con il loro mondo musicale e con talune atmosfere e la cosa non mi stupisce affatto; credo semplicemente che ci sia da parte di costoro una mancata predisposizione nei confronti di un certo tipo di musica.
tino ebe
Giovedì 30 Giugno 2016, 13.42.38
50
già la fattoria assago...che poi è praticamente questo mese.
Psychosys
Giovedì 30 Giugno 2016, 13.31.32
49
@Black brains, non c'è nulla di male a pensare che qulache band sia sopravvalutata o scarsa. Basta che si argomenti l'opinione e non si pretenda di "oggettivizzarla". Che poi, se dici che secondo te Dickinson ha una voce da oca e molta gente invece lo sente come un dio, vuol dire che pensi la sua voce sia sopravvalutata (e sono anche d'accordo). @tino ebe, siamo in due ad avere pagato per andare alla fattoria
tino ebe
Giovedì 30 Giugno 2016, 12.44.56
48
curioso dickinson come oca...vabbè che da qualche giorno gli inglesi mi stanno un po' sul...però è curioso sapere che il mese prossimo ho un appuntamento molto costoso con questo signore che fa qua qua qua
Black brains
Giovedì 30 Giugno 2016, 12.27.08
47
Scusatemi ma con il cell e il 3G e un casino
Black brains
Giovedì 30 Giugno 2016, 12.25.36
46
Tu non mi capisci (cit.) mia ex Giusto... posso dire che il suono di chitarra di sambora fa schifo e la voce di dickinson è quella di un oca... Ma non che siano sopravvalutati o scarsi perché sarebbe falso oltre che sbagliato... E qui chiudo perché si va ot...
Black brains
Giovedì 30 Giugno 2016, 12.25.26
45
Tu non mi capisci (cit.) mia ex Giusto... posso dire che il suono di chitarra di sambora fa schifo e la voce di dickinson è quella di un oca... Ma non che siano sopravvalutati o scarsi perché sarebbe falso oltre che sbagliato... E qui chiudo perché si va ot...
Steelminded
Mercoledì 29 Giugno 2016, 18.57.09
44
Black.brains sei liberissimo di.criticarli, anzi proprio per quello ci.sono i commenti no?
Black brains
Mercoledì 29 Giugno 2016, 15.59.35
43
Forse non si è capito bene cosa intendevo... Faccio un esempio... A me stanno sul cazzo i bon jovi.. la voce di bruce dickinson i dire straits i kiss e tanti altri personaggi.. Ma mai mi sognerei di criticarli come musicisti... E mai metterei in discussione la loro importanza e la loro influenza sulla musica... Quindi dire che i tool sono copioni e sopravvalutati e semplicemente falso/sbagliato.... Poi il mondo è bello perché è vario e tutti possono criticare...
Il Cinico
Mercoledì 29 Giugno 2016, 11.03.53
42
Non penso sia creato ad arte....se la pigliano con comodo vuoi per un fattore creativo, vuoi perchè cmq i soldi non mancano...inoltre dal vivo suonano quindi non sono proprio fermi del tutto. Resta il fatto che ormai le aspettative dei fan sono alle stelle...dieci anni e più per poi partorire una stronzata decreterebbe la loro fine come gruppo.
recremisi75
Mercoledì 29 Giugno 2016, 10.45.17
41
premesso come dicono in molti che i gusti personali non si discutono..... detto questo possono piacere o non piacere....il discorso dell'album è penso un discorso di "marketing" e di comunicazione è tutto creato ad arte...certamente farà incuriosire molti .....per il resto musicalmente parlando se un certo FRIPP li stima ed hanno anche suonato insieme negli USA ...non penso siano proprio da buttar via come musicisti e come produttori di musica....!!come per tanti gruppi occorre forse più di un ascolto ..non saranno certo commerciali ...ma perché massacrarli per questo??? io vorrei tanto vederli dal vivo visto che non ne ho avuto mai l'occasione....!! tutto quello che gira intorno lo creiamo noi che scriviamo ...loro fanno i musicisti e fanno quello che ritengono giusto....noi buttiamo benzina sul fuoco .....il mondo va avanti lo stesso con o senza il nuovo album dei tool....per quanto atteso......!! saluti
Rob Fleming
Mercoledì 29 Giugno 2016, 1.46.49
40
Io adoro i TOOL. L'esordio e 10000 days sono i miei preferiti. Ebbi l'occasione di vederli all'epoca di Lateralus; gruppo immenso, pesantissimo on stage (in ogni senso)
marmar
Martedì 28 Giugno 2016, 21.30.02
39
Ritengo i Tool una delle migliori band degli ultimi 20 anni, almeno su disco (per quei pochi che hanno fatto...), e lo dico io che sono cresciuto fin da fine '70 a suon di Deep, Iron e Priest, giusto per dire i primi tre che mi passano per la zucca. I loro dischi, almeno gli ultimi tre, sono semplicemente monumentali, il loro successo è strameritato, anche perché è raro vedere premiata commercialmente tanta genialità; forse il gruppo che mi ha più "cerebralmente" coinvolto ed incuriosito dai tempi dei Rush, quelli vecchio stile. Ho letto commenti che mi han lasciato esterrefatto, ci sorrido sopra perché non meritano neanche di aprire un contenzioso verbale. Ci sono tuttavia delle cose a loro sfavore, in primis la loro scarsa produzione; sono passati dieci anni dal loro ultimo lavoro, se pensano di esistere ancora non possono prendere per i fondelli i loro fans per così troppo tempo. Poi ci metto la loro resa live, ho avuto l'occasione di vederli nel 2006 e non mi hanno per niente entusiasmato, e non certo perché non sappiano suonare, anzi, ma assistere ad uno spettacolo dove il cantante si fa tutto il concerto in un angolino e con le spalle girate al pubblico è un non sense snobistico al limite del fastidioso, nonostante a farlo sia il sig. Keenan. Va beh, detto questo aspetto con bramosia la loro nuova uscita, ammesso e concesso che si realizzi, e mi consolo pensando che tra qualche giorno esce il nuovo dei Fates Warning, i geni assoluti del prog metal, e tanto mi basta.
Steelminded
Martedì 28 Giugno 2016, 18.16.42
38
Gia che dire "possono piacere o non piacere", ma non ti puoi permettare di criticarli è una sciocchezza
klostridiumtetani
Martedì 28 Giugno 2016, 17.31.25
37
@Vultumna, mi spiace che pensi che voglio buttarla in caciara, perché non mi interessa proprio. Mi sembra di aver espresso una personale opinione su un gruppo, argomentandola su posizioni che tu non condividi per niente, ma sulle quali io resto più che convinto. I gruppi citati non c'entrano niente?. Per me si, in quanto non parlavo di una proposta "uguale", ma di un mood espressivo e certe soluzioni che ricalcano certe proposte passate. Il che non è sicuramente un'infamia, ma è solo per tornare al discorso che quando se ne parla sembra che abbiano inventato chissà cosa, e che siano su un livello irraggiungibile da tutti gli altri, dei "geni" assoluti, "intoccabili" e quant'altro. Ripeto: io questa originalità non la percepisco, la "complessità" men che meno, poi mi sfugge la loro "irraggiungibilità", e sentire che la voce è la più eccezionale al mondo mi lascia stordito. Mai detto che non posso sbagliarmi di brutto ma è quel che penso, se è ancora lecito esprimere un pensiero .Pace
black brains
Martedì 28 Giugno 2016, 17.27.10
36
boh... premettendo che ognuno puo fare e scrivere quello che vuole... possono piacere o non piacere ci mancherebbe... ma addirittura sopravvalutati o copioni non si puo sentire... e poi basta con i paragoni.. altrimenti dopo i sabbath e qualche altro gruppo la musica avrebbe dovuto cessare... calcolate che c'e gente che reputa vasco rossi un poeta... che poi hanno rotto il cazzo sulla questione del nuovo album son d'accordo... bell'articolo comunque...
Paskus
Martedì 28 Giugno 2016, 16.41.03
35
Cavolo nemmeno una riga per THE POT il mio favorito! Questo indica che non capisco un fico secco dei TOOL!!
Red Rainbow
Martedì 28 Giugno 2016, 13.16.37
34
First of all, grandissimo Davide, articolo strepitoso (anche se, come per Aquarius27, il mio vertice di godimento sarebbe Right in Two)... per il resto, che abbiano stancato con la storia del nuovo album è fuori discussione, che alimentino uno stucchevole alone mistico intorno ai loro lavori è fuori discussione, che tendano a crogiolarsi nella loro aura snob/intellettualoide di cui parla giustamente Il Cinico è fuori discussione... peccato però che poi, appena parte uno qualunque dei loro album (personalmente preferisco gli ultimi, Lateralus e 10000), tutte le seghe mentali finiscano vaporizzate entro il primo minuto, per cui continuerò a restare iscritto al partito dei devoti in religiosa attesa...
Gabry
Martedì 28 Giugno 2016, 12.50.56
33
Anche io all'inizio non li capivo per niente, ma dopo un ascolto approfondito non li ho più mollati. Come gli altri gruppi posso piacere o no. Band buona per i gargarismi? come no.....
Il Cinico
Martedì 28 Giugno 2016, 11.29.26
32
Concordo sul fatto che con questa storia del nuovo album hanno ampiamente rotto le balle, e di certo la loro aura da intelletualoidi snob ne esce rafforzata, non concordo affatto sulla pallosità della loro proposta, ma del resto sui gusti non si può dibattere più di tanto. Trovo invece ingiusto il fatto che secondo alcuni il loro successo sia immeritato...ma de che scusate? Inoltre se non ricordo male, in un tour avevano come spalla i Meshuggah, tanto di cappello!
Metal Shock
Martedì 28 Giugno 2016, 10.47.30
31
La penso come Klostri, band che ha un successo sinceramente che non capisco. Il primo album, comprato dopo recensioni entusiastiche, lo trovato buono, non certo eccezionale, ed un pò claustrofobico. Gli altri, presi anche li per le recensioni, non mi hanno mai detto niente di entusiasmante, alla fin fine anche loro, per me si riciclano e tante volte mi sembrano gli stessi riff (lo dico che non sono un patito), dopo un pò anche a me viene da dire che palle. Mi sembrano quasi un non so chè di intellettuali che si reputano superiori, senza esserlo, ma lo dico è una mia opinione. Poi la storia di questo nuovo album che è infinito è peggio dei Metallica, mi sa tanto di buffonata. Colgo l'occaione per un OT, ringraziando Rikbay per l'idea degli Halloween, ho sentito il loro album e lo trovo buono, peccato per la registrazione non proprio il massimo, ma siamo nei primi anni 80'. Però mi ha dato il via per riscoprire tante band di quegli anni heavy metal epic tipo Culprit, Griffin, Heavy load ecc. Riscopriteli anche voi, grandi band, grandi dischi.
Steelminded
Martedì 28 Giugno 2016, 9.46.06
30
Che palle... quoto klostri e metal shock...
Il Cinico
Martedì 28 Giugno 2016, 9.35.35
29
Minchia klostridiumtetani e che t'hanno fatto i Tool? La loro genialità per quanto mi riguarda consiste nel fatto che abbinano pezzi complessi ad un certa orecchiabilità e ad una "stranezza" che non ti saprei definire a parole e sempre dal mio punto di vista la ciliegina sulla torta è la voce di Maynard. Poi va de sè che sicuramente i tool non è che han scoperto altre note musicali o che abbiano fatto la storia come i Pink Floyd però ridurli al ruolo di imitatori e venditori di fumo mi pare eccessivo,anzi menomale che anche nei relativamente vicini anni '90 si è riuscito ad imporre anche a livello di successo commerciale un gruppo simile. di contro ormai incominciano a risultare veramente prolissi con il fantomatico successore di 10.000 days 10 anni son una bella fetta di tempo e di certo non si sa ancora nulla...
Vultumna
Martedì 28 Giugno 2016, 7.40.51
28
Bah... hai fatto una serie di nomi che con i Tool c'entrano come i Beatles coi Black Sabbath. Ozric Tentacles?? Anche loro c'entrano come Elton John con i Paradise Lost. Hai tirato fuori nomi (Coven???? ahahahahaha) che rispetto ai Tool sono come dire che il nipote è tutto uguale al bisnonno del cugino. Mi spiace ma sei lontano miglia dall'aver inquadrato la proposta di questa band e il fatto che paragoni Maynard a un daino schiantato da un treno dimostra solo che vuoi buttare il discorso in caciara, come al solito. Ti lascio tutto il tempo che vuoi per pensarci, ma dubito che ci arriveresti da solo, vista la falsa partenza. Avessi citato Helmet, Fudge Tunnel, la scena crossover/alternative di fine anni 80 e inizio anni 90, piuttosto che la prima ondata industrial, magari saresti stato un tantino più credibile, ma così... dimostri solo di brancolare nel buio e di fare nomi a caso, sperando che pochi siano in grado di risponderti. Le prime band con le quali i Tool sono andati in tour sono stati Rollins Band, Fishbone e Rage Against the Machine, tanto per chiarirsi. Tutte band che sì, per l'amor di Dio, sicuramente recuperavano la centralità del riff spezzato dei Black Sabbath e degli Who, ma che erano ben lontane dall'essere doom o heavy metal in generale. Le influenze psichdeliche ci sono nel loro sound, senz'altro, ma sono una parte del tutto. Perché allora non parlare delle influenze prog? Un nome da fare sarebbe stato casomai quello dei King Crimson, con i quali sono stati in tour. E comunque anche fosse, riuscire a gestire Pink Floyd e Black Sabbath e tirarne fuori un qualcosa di personale e talmente unico da essere identificato solo ed esclusivamente come "musica dei Tool", dimostra quanto sia valida questa band. Non c'è un altro gruppo come i Tool al mondo, ci sono solo loro. Poi possono piacere o meno, io ad esempio gli ultimi due album li trovo abbastanza soporiferi, ma negare che siano una grande band e una delle massime espressioni musicali dell'area degli ultimi venti venti anni, per paragonarli ai Coven o ai Beckett... ma de che dai... siamo seri.
Psychosys
Martedì 28 Giugno 2016, 1.43.07
27
@Klostridiumtetani, sono perfettamente d'accordo che i Tool non inventino niente, perché effetivamente non lo fanno. Però mischiare la psichedelia\progressive dei primi Pink Floyd, all'aggressività dei Led Zeppelin, la pesantezza dei Black Sabbath con qualche tocco di stoner alla Kyuss per intenderci mi sembra una proposta se non geniale di altissimo livello. Non inventano, non copiano ma "mischiano". E diavolo se lo fanno bene!
freedom
Martedì 28 Giugno 2016, 0.02.53
26
Onestamente non li conosco, ma adesso che me l'hai detto rimedierò.
klostridiumtetani
Lunedì 27 Giugno 2016, 23.35.14
25
@freedom, non so se conosci gli Ozric Tentacles, formatisi nel 1984. Loro sono britannici, non li ho mai sentiti nominare manco di striscio (io li adoro), ma ai Tool gli danno "millemila" piste. Loro hanno veramente saputo aggiungere qualcosa di sostanzioso a quanto già fatto, altro che i Tool.
freedom
Lunedì 27 Giugno 2016, 23.18.07
24
@klostridiumtetani: Non hai tutti i torti. A me piacciono parecchio i Tool, ma li trovo un pelo sopravvalutati e fin troppo pompati, come ogni altra cosa che venga dagli USA. Innegabile però che siano un gran bel gruppo, e comunque pur essendosi ispirati alla gente da te citata e ad altri, sono riusciti a creare un sound inconfondibile.
klostridiumtetani
Lunedì 27 Giugno 2016, 22.57.36
23
@Vultumna, non sono affatto illuminato, ma ho le mie idee. Basterebbe elencarti The Piper at the gates of Down, A Saucerfull of Secrets, e Ummagumma, dei Pink, poi i Coven (quelli del 69) mischiati a un po' dei Sabbath del 70, passando per i Beckett nel 74. Poi, a ritroso , mi vengono in mente i Nirvana (quelli del 67, non quelli di Kurt Cobain), e tanti altri gruppi a cavallo tra i 60 e i 70. Se mi dai tempo sarò più esaustivo. Non è che riesco ad accettare il fatto che piacciono (io tra l'altro se mi capita di ascoltarli non li disdegno affatto), ma non sopporto quest'aurea di "geni di non si sa che cosa", che gli viene appioppata! Come sempre è un problema mio.
GT_Oro
Lunedì 27 Giugno 2016, 22.31.49
22
E' duro commentare gruppi così particolari come i Tool. Epperò devo dire che a loro preferisco di più gli APC dove Keenan è stemperato dalle altre personalità del gruppo. Nei Tool, dove risalta molto di più, tende dopo un po' a procurarmi fastidio. E Danny Carey non mi è mai piaciuto come batterista.
Vultumna
Lunedì 27 Giugno 2016, 22.20.25
21
E dai klostridiumtetani, tu che sei illuminato: elencaci un po' da chi in tempi lontani sono state fatte le cose che fanno i Tool. Sono curioso.
klostridiumtetani
Lunedì 27 Giugno 2016, 22.06.43
20
Anche tu @rik bay!
klostridiumtetani
Lunedì 27 Giugno 2016, 22.04.15
19
@Metal Shock, grazie mille! Pensavo di essere una "mosca bianca" , e mi aspettavo come prima risposta, da un primo utente, un sonoro "vaffanculo!" . Tu, invece, mi dai tanta Speranza per un mondo migliore
rik bay area thrash
Lunedì 27 Giugno 2016, 22.00.22
18
@Klostridiumtetani e Metal Shock : quotone a entrambi !!!
Metal Shock
Lunedì 27 Giugno 2016, 21.51.24
17
@Klostri: ahahahah non posso non quotare il tuo commento!!!!
Metal Shock
Lunedì 27 Giugno 2016, 21.51.23
16
@Klostri: ahahahah non posso non quotare il tuo commento!!!!
klostridiumtetani
Lunedì 27 Giugno 2016, 21.39.24
15
Vorrei delucidazioni sulla genialità di questa band. Vorrei capire quello che non ho capito in trent'anni. "Una delle voci più eccezionali al mondo"... perché ? Non capisco. "Roba irraggiungibile"? Forse da un daino travolto da un treno... E' un rimaneggiamento totale di cose fatte e strafatte, ma non da loro, bensì da altri, in tempi abbastanza lontani , quanto basta per essere sicuri di non essere "sgamati" . Siamo seri, per me questi sono fumo all'ennesima potenza e l'arrosto non si è mai presentato all'appello. Un classico "Trick" all'americana, per fottere un po' di soldi , e creare la "Sensation" (approfittando del momento storico) , infarcita da tanta finta "Filosofia artistica".
Il Cinico
Lunedì 27 Giugno 2016, 10.28.11
14
Band geniale, dotata di una delle voci più eccezionali al mondo, uno tra i gruppi più innovativi degli ultimi 20 anni, eccezionali anche gli A Perfect Circle!
Psychosys
Lunedì 27 Giugno 2016, 2.26.20
13
Bellissimo articolo per una band immensa. 10.000 Days e Lateralus i miei preferiti, roba irraggiungibile. Gente come i Tool alza l'asticella.
simo
Domenica 26 Giugno 2016, 23.41.09
12
Io mi sono divertito molto anche a leggere i tuoi commenti scritti in lingua ignota, ciao.
Mario
Domenica 26 Giugno 2016, 22.17.54
11
Metallized puo' stare tranquilla, avete oscurato il mio nik piu' volte, non vi preoccupate che tolgo il disturbo da solo, prima di lasciarvi devo dire pero' che mi sono divertito molto soprattutto leggendo certi voti e certe recensioni, siete veramente il sito piu' divertente d'Italia.Ciao.
mjk
Domenica 26 Giugno 2016, 21.13.12
10
Gruppo stratosferico, di un livello impensabile per il 90% delle band del passato e per il 99% di quelle attualmente in attività. Come si può dire che siano inutili...proprio non mi capacito...che possano non piacere è più che lecito, ma di fronte alla qualità evidente dei loro brani, beh giù il cappello e che venga pubblicato al più presto il prossimo album!!! Visti dal vivo due volte nel 2006 a Casalecchio di Reno e a Firenze...ancora ho ben impressa nella mente la perfezione del live di Firenze...ineguagliabili.
Massimo
Mercoledì 22 Giugno 2016, 19.42.57
9
Miglior gruppo indefinibile di sempre. Visti dal vivo a Rimini alcuni anni fa sono rimasto sbalordito dalla tecnica di Carey e Chancellor. Enormi. Consiglio l'ascolto ripetuto e attento di lateralus e 10000. Ti entrano come un mantra.
simo
Lunedì 20 Giugno 2016, 3.21.34
8
Ma per favore
Awake
Lunedì 20 Giugno 2016, 1.09.39
7
Gruppo esageratamente sopravvalutato... non me ne capacito proprio...
Simo
Domenica 19 Giugno 2016, 21.54.23
6
io invece al contrario il primo lo lascio volentieri a fare la muffa, mentre gli altri tre sono una costante nei miei ascolti, molto più sviluppati sia tecnicamente che a livello evocativo
Metal Shock
Domenica 19 Giugno 2016, 21.03.15
5
Io ho tutti i loro album, ma sinceramente l'unico che ho sempre ascoltato volentieri è il primo, Undertow. Gli altri li avrò ascoltati un paio di volte e poi li ho lasciati li a prendere polvere, per me dopo un pò sono troppo claustrofobici.
klostridiumtetani
Domenica 19 Giugno 2016, 19.13.49
4
Per me "Tooltalmente" irrilevanti. Band buona per i gargarismi...
simo
Domenica 19 Giugno 2016, 15.43.58
3
Vederli dal vivo é una delle poche cose che mi sono prefissato di fare ad ogni costo nella vita, dovessi andare anche negli stati uniti per farlo dato che sembra siano fissi li per l'eternità, gruppo esageratamente enorme
aquarius27
Domenica 19 Giugno 2016, 13.11.26
2
Tutti pezzi della madonna, ma Right in Two?? Quello è il loro pezzo migliore!
Metallum sum
Sabato 18 Giugno 2016, 12.21.13
1
Articolo assolutamente fantastico. Bella l' idea di usare la sequenza di Fibonacci per fare l' elenco delle canzoni.
IMMAGINI
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La copertina
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Tool
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Undertow
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Ænima
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Lateralus
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10,000 Days
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