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L‘ARCHIVIO DELLA ‘ZINE - # 22 - Def Leppard, Megadeth, Circle II Circle, Iron Maiden, Discharge and many more...
02/07/2016 (1444 letture)
Come di norma divise per blocchi più o meno nutriti, eccoci giunti al consueto resoconto trimestrale ai lettori delle recensioni, aggiunte o rifatte, non direttamente passate dalla nostra home page. Come noterete, abbiamo di tutto un po', per così dire. Accordato un po' di spazio al progressive classico con gli VIII Strada, una buona band della tradizione italiana e concessi alcuni slot a generi quali l'hard rock, l'HC/Punk, lo stoner ed il post-grunge (magari anche accorpando qualche nome), sono comunque il thrash-death e l'heavy-power a ritagliarsi lo spazio maggiore. Qualche nome più "sfizioso" (Hades, Satan`s Host), varie band storiche (Iron Maiden, Megadeth, Def Leppard) ed almeno un ripescaggio dalle nebbie del tempo di buon interesse storico -i S.A.D.O.- danno le coordinate generali del nostro lavoro. Non ci rimane che augurarvi buona lettura e, come sempre, darvi appuntamento alla fine dell'estate per la puntata numero 23 della rubrica L'Archivio della 'Zine.

PROG METAL - PROG

Periphery - Periphery II: This Time It's Personal
siamo di fronte a un flusso piuttosto possente e sbilenco di musica ad alto tasso tecnico/emozionale, che lascia spiragli per farci meglio comprendere la sua stessa natura ramificata. Tunnel di humus e terra bagnata, vortici di pietre oscuri come i presagi, tempeste elettro-statiche: tutto questo all'interno di un album figlio del magico e inaspettato debut album uscito soli due anni prima su Roadrunner Records, l'omonimo colpo di genio capitanato da Misha ''Bulb'' Mansoor e soci e finito direttamente nel piccolo olimpo dei "must have".

VIII Strada - Babylon
Babylon è un concept (altra consolidata tradizione prog), nel quale ogni brano vive però anche di vita autonoma. A prescindere da questo, la struttura portante del racconto riguarda un viaggio atemporale nella mente da disadattato, diverso ed escluso del trasognato protagonista, alle prese con le sue pulsioni interne e gli stimoli provenienti dall'esterno. Questo, però, è anche un racconto di coppia e delle dinamiche che ne regolano i rapporti e, soprattutto la progettualità ed il raggiungimento della consapevolezza di doverla cercare. Anche attraverso il conflitto.

HARD ROCK

Kadavar (GER) - Berlin
La loro è una formula comune a quella delle altre band del genere: riff settantiani a profusione, atmosfera retrò, amplificatori valvolari vicini alla fusione, una latente componente psichedelica, stoner e blues, che si combina alla preponderante via hard rock, col cantato stentoreo e quasi urlato, al limite della stonatura, che ne caratterizza linee melodiche datate ma tuttora espressive e piacevoli e una sfrontatezza che spesso in questi casi si rivela arma in più. I tre non hanno perso tempo e in cinque anni hanno già fatto uscire tre album in studio e un live, arrivando con questo Berlin al fatidico disco della auspicata consacrazione. Che l'album porti il nome della città dei tre è già un evidente segnale di sicurezza nei propri mezzi.

Def Leppard - Pyromania (Rifatta)
Pyromania è stato un lavoro importante per vari motivi. Oltre ai meriti intrinseci del disco in senso AOR/HR (ma non certo heavy, genere assolutamente lontano da quello proposto dal gruppo), l'album sdoganò ulteriormente -ed anche falsamente, se vogliamo- un certo tipo di musica presso il grande pubblico, attirando poi molti ascoltatori nel modo dell'Hard 'n' Heavy.

THRASH - DEATH

Megadeth - The System Has Failed (Rifatta)
chissà cosa passò in quel periodo per la testa di Dave: per prima cosa contattò Ellefson ma questi rifiutò di tornare alla base, per cui la mossa successiva fu richiamare un altro elemento storico della band, quel Chris Poland che aveva suonato nei primi due dischi dell'act californiano lasciando la propria impronta grazie a uno stile molto particolare; quindi reclutò Sloas al basso e -sorprendentemente- Vinnie Colaiuta (ex Frank Zappa e già collaboratore di Sting e di Elio e le Storie Tese) alla batteria.

Megadeth - The World Needs a Hero (Rifatta)
Risk aveva consegnato una band squallidamente opaca ed inutile scatenando l'ira dei milioni di fan sparsi per il globo, probabilmente uno dei punti più bassi mai toccati nella discografia dall'ensemble capitanato dal rosso crinito. The World Needs A Hero promette di tornare verso sonorità più consone al combo di Los Angeles anche se vede la fuoriuscita di Marty Friedman dovuta anche ai dissapori nati con la pubblicazione di Risk.

That One Night - Live In Buenos Aires (Rifatta)
Lo show è di alto livello, i suoni sono bilanciatissimi, la line-up non è quella storica, ormai da tempo, ma smazza, suda e fatica per bene, insomma una testimonianza tangibile in tutto il suo timing, canzone dopo canzone tutto fila liscio per il godimento dei fans. Va detto che la setlist appare certamente interessante, ripiena di grandi brani del passato e alcuni inserti presi dagli album più recenti non sempre accolti con entusiasmo dalla critica, spiccano per qualità esecutiva anche quelli più contemporanei

Criminal - Dead Soul
La scena cilena, che non ha nulla da invidiare a quella brasiliana, partorì a inizio anni ’90 una band coriacea e inossidabile che giusto in questo 2016 ha tagliato il traguardo dei 25 anni di carriera, cioè i Criminal, capitanati da quell’ Anton Reisenegger già all’opera in realtà mica da ridere come i Pentagram Chile e i Lock Up di Shane Embury (se non sapete chi sia quest’ultimo teletrasportatevi altrove). La carriera dei Criminal si divide in due parti ben distinte, e il qui presente Dead Soul si infila di prepotenza nella prima.

Criminal - Victimized
ci troviamo a parlare di questo debut-album dei Criminal, gruppo cileno che si basa sul talento di Anton Reisenegger, già conosciuto per far parte di band quali Pentagram (Chile) e Lock Up. In un periodo storico dove, in Europa e negli U.S.A., il thrash cominciava lentamente a morire per mano di generi ed interessi discografici differenti da quelli della fine anni ottanta, band come i Criminal nascono sulla loro base death/thrash, cercando di cavalcare in qualche modo l’onda di quel gruppo che con Arise e Chaos A.D. stava tracciando nuove linee artistico-musicali.

Hades - DamNation
La proposta degli Hades, come intuibile, non è mai stata di facile categorizzazione. Volendo la si potrebbe ridurre al thrash, ma non sarebbe del tutto corretto. Innanzitutto, si tratterebbe di un thrash molto tecnico. Non siamo ai livelli di Watchtower e Toxik, ma sicuramente andiamo ben oltre la media del genere. Inizialmente, la componente speed è piuttosto evidente, controbilanciata per assurdo proprio da una velata presenza doom e prog che mai lascerà del tutto il gruppo, soprattutto nell’incarnazione dei Non-Fiction.

HEAVY-POWER

Circle II Circle - Reign of Darkness
I Circle II Circle forse non si scrolleranno mai di dosso l’appellativo di band derivativa, quasi uno spin-off dei Savatage. Coscienti di questo, Zak e soci continuano infatti a comporre dei brani tipicamente riconducibili a un heavy power metal di stampo U.S. energico e vigoroso, impreziosito da una massiccia dose di melodia di indubbia qualità e perizia tecnica, che tuttavia non riesce a restituire completamente le stesse emozioni della (ex)band dei fratelli Oliva a cui si ispira.

S.A.D.O. - Shout!
formatosi a Berlino nei primi anni 80, dedito ad un hard rock interessante, seppur non memorabile. Il gruppo, mai particolarmente fortunato fra cambi di line-up, qualche scelta artistica non felicissima e vicissitudini varie, ebbe il suo massimo picco di popolarità nella seconda metà degli eighties, quando, fra le altre cose, supportò Joan Jett nel suo tour europeo. Poi, ahinoi, la band di sciolse ed oggi sono davvero pochi quelli che ne rammentano le pur buone qualità e possibilità.

Iron Maiden - No Prayer for the Dying (Rifatta)
gli Iron Maiden voltano faccia abbandonando le sonorità di Seventh Son of a Seventh Son e ritornando alle proprie origini, con un heavy metal puro, grezzo e diretto. Per registrare No Prayer for the Dying la band inglese si affidò alle sapienti mani del produttore di lunga data Martin Birch, che nel 1990 era quasi giunto al termine della propria carriera, coadiuvato da Steve Harris, ai Barnyard Studios, nell’Essex. La diversa e basilare impronta sonora data a questo disco non è da intendersi come una bocciatura nei confronti delle sperimentazioni precedenti

Satan`s Host - Metal from Hell
Già dal moniker e dal titolo dell’album si può intuire chi siano gli idoli del quartetto americano: i malefici ed ultradistorti riff di chitarra di Patrick Evil, seguiti a ruota dal basso (invero poco presente anche per una questione di qualità audio) di Belial John Phantom e soprattutto dalla furiosa e martellante batteria di D. Lucifer Stele traggono chiara ispirazione dai lavori più marci di Venom e Mercyful Fate, così come l’atmosfera e le blasfeme tematiche trattate nelle lyrics. Menzione speciale merita poi la voce di Leviathan Thisiren

Steel Raiser - Race of Steel
Il disco si compone di dieci tracce che, come detto, partono dalla lezione di Tipton/Downing nella loro veste più aggressiva e micidiale dell’era Painkiller, ma si possono ascoltare anche buoni dosi di metallo acceptiano e alcune interessanti puntate in ambito power ed epic di scuola Manowar.

Steel Raiser - Unstoppable
La consapevolezza musicale in faretra al quintetto siciliano è sufficiente a impedire un banale effetto-calco; i Raiser ci mettono del proprio: in particolare nella riuscita fusione di “tiro ritmico” priestiano e cori e suggestioni epiche di chiara derivazione tedesca. Ottimo è il lavoro del già citato Giordano, che reinterpreta con un timbro più sporco e piacevolmente grossolano le intuizioni halfordiane delle varie Painkiller, Hell Patrol, Leather Rebel e Night Crawler.

HARDCORE/PUNK

Discharge - Realities of War (Rifatta)
Il disco, distribuito alla meglio da un caparbio Stone un po' ai passanti dal bagagliaio della sua auto, un po’ direttamente nel suo negozio, divenne tra lo stupore generale il numero uno delle Indie Charts di In Sounds, all'epoca testata di un certo peso. Con ciò dimostrando come il fenomeno rappresentato dai Discharge fosse molto più diffuso di quanto la propaganda ufficiale volesse ammettere.

STONER - POST GRUNGE

Clutch - Psychic Warfare
Rispetto a Earth Rocker, non sembra di dover registrare chissà quale cambiamento, ma in effetti sembra di poter cogliere che in questa occasione il gruppo sembra aver in gran parte dismesso l’armamentario stoner/psichedelico, per tornare ad un hard rock/boogie/blues/stoner tipico del repertorio di casa. La lancetta si muove di poco rispetto al disco precedente, quel tanto che basta a spingere più verso un certo tipo di soluzione piuttosto che ad un'altra, prediligendo sonorità appena più classiche e rock.

AND JUSTICE FOR ALL
Bene, anche per questa "offensiva di primavera" in database è quanto. Tanti grandi nomi recuperati o ai quali è stata resa maggiore giustizia, tanti moniker interessanti di media levatura e qualche nome più sfizioso a completare il tutto. Questo il quadro generale di una rubrica che, nonostante la sua cadenza trimestrale, viene sempre più apprezzata da voi lettori. Il nostro lavoro proseguirà ovviamente anche durante l'estate, con l'ormai tradizionale inserimento delle recensioni di alcuni dischi persi per strada e con il restyling di alcuni scritti molto vecchi e poco in linea con i nostri standard. L'appuntamento, pertanto, è per la fine della "stagione", a ferie terminate (per chi ha la fortuna di lavorare) ed a studi già ripresi per chi ancora studia. Nel frattempo, però, il materiale per trascorrere qualche momento di relax prima di tornare in spiaggia o su qualche sentiero di montagna, è ottimo ed abbondante.



Lizard
Venerdì 8 Luglio 2016, 14.23.23
7
Non è che uno si lamenta Blackie... è un invito a restare nel tema, tutto qua.
blackiesan74
Venerdì 8 Luglio 2016, 12.17.44
6
Inutile mettere una figona nella locandina dell'articolo e lamentarsi dei commenti... tanto più che la locandina stessa non c'entra nulla, visto che tra le recensioni non mi pare di vedere gli Aerosmith...
Hard & heavy
Giovedì 7 Luglio 2016, 19.41.19
5
spero di leggere su queste pagine la rece.. di, By Your Side (The Black Crowes).
Raven
Giovedì 7 Luglio 2016, 16.36.13
4
Se magari restassimo IT, visto che siamo al terzo commento...
Zess
Giovedì 7 Luglio 2016, 16.17.02
3
Che storia... nome? Così ci provo pure io
LAMBRUSCORE
Mercoledì 6 Luglio 2016, 18.32.16
2
@Zess, sì, carina, una che ho lasciato io perché era troppo gelosa...poi ci ha pensato il labbrone degli Aerosmith...
Zess
Mercoledì 6 Luglio 2016, 16.16.07
1
Si, ma chi è la bambolina in copertina?
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