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MUNICIPAL WASTE + CRIPPLE BASTARDS + GAME OVER - Circolo Magnolia, Milano, 29/06/2016
05/07/2016 (1363 letture)
Nel loro acclamato ritorno alle scene con questo tour europeo estivo, i crossover thrasher statunitensi Municipal Waste passano al Magnolia di Segrate, all’Idroscalo di Milano, in un caldo mercoledì sera di Giugno, supportati dai paladini italiani dell’hate-grind Cripple Bastards e da quelli della thrash revival Game Over. Una serata di mosh e divertimento come non ne capitano spesso, ecco com’è andata.

GAME OVER
Come ormai di consueto, troviamo in apertura gli emiliani Game Over, oramai presenza quasi certa quando si tratta di spalleggiare gruppi thrash di caratura internazionale, così come di presenziare ad eventi più prettamente underground, tanto che stimo di andare per la decina di esibizioni viste: la prima questa, però, dalla release del loro ultimo e terzo album Crimes Against Reality, la cui uscita è stata accompagnata da un tour statunitense ed altre apparizioni estere per una band che in Italia sta raccogliendo molto consenso, e che quindi punta giustamente, immagino, ad uscire il più possibile dai confini nazionali. Ammetto però che, a questo giro, l’esibizione non mi ha completamente convinto, rispetto ad altre ben più solide esibizioni a cui ho assistito in passato -vuoi che siano stati in parte i pezzi nuovi, a cui non ho ancora fatto l’abitudine, vuoi anche il fatto che, concediamo pure una divertente reinterpretazione di S’Inkazza degli 883, la cover di Fabolous Disaster degli Exodus, per quanto suonata bene, era da evitarsi con una timbrica vocale così melodica, e anche la cover dei Motorhead di Iron Fist, per quanto di rito, non mi ha detto nulla. Forse in una quarantina di minuti avrebbero dovuto puntare di più sul proprio materiale, avendo tre dischi alle spalle. In generale i pezzi nuovi mi sono sembrati più orientati verso sezioni mid tempo e ricchezza solistica, ricordandomi più i Megadeth del periodo Poland/Samuelson, piuttosto che i Metallica o i Death Angel (a cui i pezzi dei primi due full assomigliano molto); ho riconosciuto riff interessanti e scelte più particolari della pur sempre funzionale formula “tupa-tupa or die” che ha caratterizzato i Game Over. Sul finale, molti cavalli di battaglia del gruppo hanno coinvolto i fan nostrani della scena thrash, inevitabilmente affezionati alla proposta dei quattro.

CRIPPLE BASTARDS
Cripple Bastards è un nome che certamente non manca di solidità nel nostro paese, e tanto meno all’estero, dove i pionieri italiani dell’hardcore estremo godono di notevole seguito, grazie alla storica militanza e fervente attività nella scena metal, punk e hardcore internazionale, nonché al successo riscosso dal loro ultimo Nero in Metastasi, uscito per Relapse Records e caratterizzato da un taglio un po’ più chiaramente deathgrind rispetto alle uscite passate del gruppo. La formazione, negli anni, ha attraversato varie sfumature delle sonorità punk più estreme, dall’hardcore puro al noisecore, al grindcore fino ai confini del death metal, presentando sostanzialmente un riffing chiaramente punk, un drumming molto veloce ed un ampio spettro vocale, dal gutturale, allo scream più acido, fino anche allo stile più urlato dell’hardcore stesso. La prima parte della scaletta privilegia quindi l’ultimo album, con pezzi tra i più veloci ed aggressivi della loro carriera, così anche tra i più oscuri e metal-oriented, se concedete il termine; è invece nella seconda parte del set che si ha modo di sentire un ventaglio di pezzi tratti dalle diverse tappe della carriera del gruppo di Asti: dal primo effettivo full-length della band, a seguito di quasi una decina d’anni di demo e split, nonché sperimentazioni musicali dal punk al rumorismo, ci si possono aspettare pezzi tra loro molto differenti, come possono essere Images of War/Images of Pain, prettamente hardcore italiano classico, fino al taglio grindcore classico di Being Ripped Off, che avrebbe preso piede, in forma estremizzata, sugli album successivi, andandosi a sviluppare in senso di ricchezza musicale, ma anche di saturazione di odio e astio di vario genere. Sono molti infatti gli estratti da quello che si considererebbe il lavoro più noto e apprezzato del gruppo, Misantropo a Senso Unico, uno degli album più estremi e sregolati, in termini di assalto sonoro, che abbia mai sentito provenire dalla scena hardcore, anche quella più estrema. In particolare, nel finale, Il Tuo Amico Morto e Morte da Tossico rappresentano con crudezza l’intento nichilista, autentico, di quell’album. L’esibizione è come al solito molto coesa strumentalmente, parsimoniosa in fatto di pause, e quindi molto serrata ed intensa; negli ultimi due anni, la scelta di aggiungere un secondo chitarrista alla formazione ha giovato molto all’intensità dei pezzi dal vivo, e sarebbe difficile immaginare gli ultimi editi senza tale apporto (probabilmente è stato questo il discriminante che ha portato a tale decisione). Di seguito, riporto la scaletta del concerto.

SETLIST CRIPPLE BASTARDS
Malato terminale
Fumo passivo
Get Out and Bite Them
Lapide rimossa
Mondo Plastico
Strage di ostacoli
Misantropo a senso unico
Rapporto interrotto
Nascere per violentarsi
Prospettive limitate
Nemico a terra
Anima in disgregazione
Implacabile verso il suo buio
Stupro e addio
I Hate Her
Padroni
Karma del riscatto
Marchio catastale
Gli anni che non ritornano
Necrospore
Being Ripped Off
Images of War / Images of Pain
S.L.U.T.S.
1974
Polizia, una razza da estinguere
Italia di merda
Stimmung
Il tuo amico morto
Morte da tossico


MUNICIPAL WASTE
A pochi attimi dall’inizio dello show dei thrash-corer statunitensi, il secondo palco all’aperto del Magnolia è veramente gremito, data l’affluenza veramente degna di nota; si sarà probabilmente trattato del lungo silenzio del gruppo, che mancava all’appello da qualche anno sulle scene internazionali, probabilmente dopo il non propriamente acclamato The Fatal Feast del 2011. Al loro ritorno, però, i Municipal Waste stanno raccogliendo una risposta di pubblico a dir poco calorosa, come eredità di molti anni di frenetica attività su quel labile confine tra il thrash metal e l’hardcore punk, che infatti riunisce sotto ai palchi entrambe le scene, e si vede subito stando in mezzo al pit. Non manca dopotutto anche una nutrita schiera di curiosi e/o visitatori (evidentemente) occasionali, attratti dalla nomea del quartetto di Richmond di essere uno dei gruppi live più intensi nella scena thrash odierna, nonché di avere un pubblico ben disposto a rendere la location delle loro esibizioni il posto più caotico e agitato che si possa immaginare. Si aggiunga poi l’attitudine vagamente umoristica e festaiola della band (di fatto non una novità nel crossover, ma piuttosto una costante), e allora anche i fan del metal nella sua accezione più mainstream sono facilmente attratti dal gruppo, che non manca però di suonare veramente estremo.

Di fatto, nonostante queste premesse, non mi aspettavo di assistere ad un’esibizione così violenta e pesante, che si può ammettere essere ben sopra la media della thrash revival odierna, che scade spesso nel ripetitivo. Anche se non va dimenticato che i Municipal Waste compiono già quindici anni di attività, e il loro lavoro di punta Hazardous Mutation ne ha già una decina alle spalle, per cui è inevitabile che sia stato un punto di riferimento per tutte quelle band che hanno ricalcato le orme del thrash ottantiano – nello specifico, si potrebbe dire che i Municipal Waste sono stati quelli che maggiormente hanno cercato di riportare in auge il sound crossover dei vari D.R.I., Wermacht, S.O.D., Cryptic Slaughter, quel misto insomma di Nuclear Assault e Cro-Mags che fosse in grado di coniugare i riff più energici del thrash, nonché le sue melodie chitarristiche, in parte, con lo stile batteristico e vocale, nonché l’attidudine, dell’hardcore punk.

Passando finalmente a parlare del concerto in sé, si saggia subito quanto sia compatto il sound del gruppo, con un punch chitarristico veramente notevole unito al drumming essenziale e trascinante di Dave Witte. Forse ci si poteva aspettare che con una simile presenza scenica, e in un genere così veloce e adrenalinico, la precisione esecutiva non fosse un aspetto così curato: tutt’altro, ogni pezzo è suonato impeccabilmente, e gli ottimi suoni della location ci permettono di accorgercene anche mentre siamo impegnati a sopravvivere in un bagno di folla inferocita. La scaletta verte principalmente sul prima citato Hazardous Mutation e su The Art of Partying, e data la durata dei pezzi il gruppo non fatica a buttarne un paio di dozzine nel set, includendo classici più memorabili e altre scelte più sorprendenti. Tra gli highlight musicali riporterei Unleash the Bastards in apertura, veramente eccellente per iniziare, piuttosto che The Inebriator, con tanto di fulmineo blast beat sul ritornello, o ancora The Thrashin’ of the Christ, altra buona occasione per scatenare un po’ di fisicità nel pit. Da ricordare il backdrop con una gigantografia di Donald Trump che si spara in una tempia, assieme alla scritta “The only walls we build are walls of death” sul retro del merchandise di questo tour e alla canzone I Want to Kill the President, suonata prima come l’originale, poi nella variante inedita I Want to Kill Donald Trump (trattasi comunque di meno di 20 secondi di thrashcore velocissimo!). Dal primo album Waste ‘em All estraggono anche Substitute Creature, la quale era cantata dal batterista di allora, venuto a mancare qualche settimana fa e per questo sostituito alla voce da Ryan Waste, che per tributarlo lascia per un attimo la propria chitarra. Infatti in questo tour, e per la prima volta se non erro, i Municipal Waste si presentano con due chitarre, arruolando il chitarrista dei Volture, progetto heavy metal di Ryan; l’impatto ne giova enormemente, così che anche nelle sezioni solistiche, la parte ritmica non resta mai scoperta, cosa che azzarderei definire cruciale per una proposta musicale simile.

Parlando di Tony Foresta alla voce, che nonostante l’energia da vendere e il look giovanile compie già ben quarant’anni, la sua prestazione è veramente impressionante, e la voce non gli viene mai a mancare, nonostante lo stile esclusivamente urlato e il fatto che si danni l’anima per correre da una parte all’altra del palco e incitare il pubblico. Non serva nemmeno che lo chieda, in realtà, dato che ci sono wall of death, circle pit e crowd surfing su ogni canzone, per non parlare del mosh letteralmente costante, e veramente divertente dato il coinvolgimento di almeno due terzi del pubblico, senza esagerare. L’encore, infine, è un momento di pura follia, con l’ottima e quasi inaspettata Chemically Altered e la title track dello stesso disco, con il bassista Land Phil protagonista sul palco anche sulle ultime battute. Sono brevi i saluti conclusivi, come lo erano state d’altronde le presentazioni dei pezzi, suonati com’erano uno dopo l’altro, per non sprecare neanche un minimo di quella tensione tra pubblico e musicisti.

SETLIST MUNICIPAL WASTE
Intro
Unleash the Bastards
Mind Eraser
You're Cut Off
The Thrashin' of the Christ
Blood Drive
Accelerated Vision
Beer Pressure
Thrashing's My Business... And Business Is Good
The Inebriator
Toxic Revolution
Black Ice
I Want to Kill the President
I Want to Kill Donald Trump
Wrong Answer
Terror Shark
Bangover
Slime & Punishment
Substitute Creature
Headbanger Face Rip
Sadistic Magician
Born to Party

---- ENCORE ----

Chemically Altered
Pre-Game
The Art of Partying


Lascio ora spazio ad resoconto della data romana da parte di Costanza "Nattleite" Marsella, ad ulteriore testimonianza della piena forma del gruppo, anche in un’altra delle esibizioni previste questo Giugno sul suolo italiano.



Nel cuore della torrida estate romana e nonostante i recenti interventi della prefettura abbiano di fatto dimidiato la proposta di eventi live alternativi nella capitale -emblematiche, in tal senso, sono state le chiusure temporanee dell’Init e del Dal Verme-, il Traffic resiste orgogliosamente offrendo una serata all’insegna del thrash più scanzonato e trascinante, avente come protagonisti gli americani Municipal Waste. La band di Richmond, correntemente al lavoro sul prossimo full-length, torna così ad esibirsi dopo anni di latitanza dal palco assieme ai nostrani Murder Spree. Sebbene l’evento sia rimasto orfano dell’esibizione dei tedeschi Hammercult -i quali non hanno potuto partecipare per via di un contrattempo- il live non ne ha perso in coinvolgimento e partecipazione del pubblico nonché in grinta adrenalinica.

MURDER SPREE
Le danze vengono dunque aperte dai Murder Spree. Attivi sin dal 2010 e dediti ad un thrash che spazia dal genuino Bay Area all’Hardcore, i nostri ci sorprendono con un’esibizione muscolare e devastante. Sebbene la sala non sia totalmente gremita, la partecipazione del pubblico risulta comunque esser ampia e vivace: gran parte dei presenti sono difatti costantemente lanciati in un pogo sfrenato ed indomito –pur essendo la temperatura all’interno del locale già molto alta ed al limite del sopportabile- con la divertita soddisfazione dei membri della band, i quali si dimostrano degli eccezionali animatori, in costante e ilare dialogo con l’uditorio. Tra goliardiche imprecazioni ed una dedica al compianto Bud Spencer, i Murder Spree snocciolano il loro repertorio, tratto dal disco d’esordio Time to Rise Up, con l’eccezione dell’inedito Eyes of Wrath, contenuto nel prossimo lavoro in studio. L’interpretazione vocale -di stampo essenzialmente hardcore- di Claudio si sposa alla perfezione con i vorticosi up tempo chitarristici che permeano tracce come la frenetica No Rest for The Wicked e la dopaminergica W.O.T-Fading Away. Il tutto è coronato una stellare performance alle pelli di Andrea, potente e precisa. Sebbene la proposta dei Murder Spree sia senz’altro canonica e marcatamente old school, l’abilità dei musicisti, l’atmosfera piacevolmente rilassata nonché istanti di puro diletto -come la presentazione della divertente Hipster Vs Thrashers- hanno reso l’esibizione pienamente soddisfacente. Essa è inoltre valorizzata da suoni che, nonostante la non sempre perfetta acustica del Traffic, risultano piuttosto vividi e corposi.

MUNICIPAL WASTE
Dopo una breve pausa trascorsa all’esterno per godere della lieve brezza sollevatasi in tarda serata, alle prime avvisaglie del sound-check degli headliner il pubblico comincia a convergere copiosamente verso la sala che in breve tempo si riempie sino al limite. Il combo, guidato da uno scatenato Tony Foresta, non indugia in presentazioni o preamboli, scatenando il consueto massacro sonoro che li contraddistingue sin dagli esordi, con una setlist da mosh-pit comprendente i loro brani più amati. La band di Richmond è difatti dedita ad un thrash crossover genuinamente e sfacciatamente ottantiano, che ha nei suoi riferimenti essenziali l’operato di formazioni come D.R.I. e Nuclear Assault. Nonostante l’impronta tradizionale, per dir così, del loro sound, i Waste veicolano la lezione dei maestri con un’attitudine impareggiabile ed una eccezionale presenza in sede live. Anche in questo caso l’uditorio mostra una straordinaria reattività, destreggiandosi persino nel lancio di un materassino da spiaggia –che ha rimbalzato durante tutto il concerto ovunque, finendo, per altro, quasi sulla fronte della sottoscritta- e di un salvagente che, arrivato sul palco, non ha potuto che strappare una sonora risata all’inossidabile frontman. La natura più propriamente punkeggiante del combo emerge dall’irresistibile refrain ed i cori di brani come Unleash the Bastards e Sadistic Magician, attraversati da un riffing catchy e tagliente, eseguito in maniera quasi impeccabile dall’energico Ryan Waste mentre episodi come Headbanger Face Rip non possono che riportare alla mente i Nuclear Assault di Game Over nella loro feroce immediatezza. Memorabile anche la spassosa The Thrashing of Christ, introdotta da un incisivo e martellante mid tempo. La traccia, volgente rapidamente verso un vorticoso up tempo scuote la sala da cima a fondo. E se l’intermezzo giocoso e politicamente veemente di I Wanna Kill Donald Trump (quasi una Hang The Pope del terzo millennio) scatena l’ilarità degli astanti, la traccia più acclamata e cantata è senza dubbio Born to Party, in cui il pubblico si scatena al grido:

Municipal Waste is gonna fuck you up!

L’unico neo di un’esibizione, altrimenti per altri aspetti decisamente convincente, è rappresentato dalle doti vocali di Tony Foresta che purtroppo non ne eguagliano lo straordinario carisma e la mobilità sul palco. La sua voce, difatti, soprattutto durante le sezioni più esagitate e veloci, si affievolisce sino all’afonia. Ciò tuttavia non ha guastato affatto una performance trascinante e decisamente sopra le righe che non può che risultare estremamente gradita a tutti gli appassionati del genere. Nonostante l’aria viziata dovuta alla calca ed il bagno di sudore causato dall’umidità ed dalla temperatura altissima raggiunte dalla sala, la serata è stata senz’altro gratificante regalando a tutti i presenti poche ore di spensieratezza nonché, almeno per quanto concerne la sottoscritta, l’occasione di scaricare tutta la tensione accumulata nel corso di una giornata lavorativa assai gravosa.



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MUNICIPAL WASTE + CRIPPLE BASTARDS + GAME OVER
Circolo Magnolia, Milano, 29/06/2016
 
 
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