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IRON MAIDEN + THE RAVEN AGE - Lisbona/Assago (MI), 11-22/07/2016
27/07/2016 (2371 letture)
IRON MAIDEN + THE RAVEN AGE - MEO Arena, Lisbona, 11/07/2016
Lunedì 11 luglio gli Iron Maiden erano di tappa a Lisbona, in Portogallo. Ebbene sì, il richiamo della Vergine di Ferro era troppo forte per essere ascoltato solo entro i nostri confini e così noi di Metallized -anche in vacanza- non ci abbiamo pensato su due volte quando il calendario ci ha messo davanti un’occasione di questa portata. Ecco a voi, dunque, un breve resoconto dell’evento.

Dopo aver assistito solo pochi giorni prima al concerto-evento degli Scorpions, in cartellone alla MEO Arena di Lisbona ci sono oggi gli Iron Maiden. Non è affatto la prima volta per me, anzi, le volte cui ho presenziato ad un live degli inglesi sfiorano ormai la doppia cifra. Ma ogni volta è come se fosse la prima, e chiunque abbia avuto un’esperienza del genere potrà comprendere appieno quanto appena affermato. Gli Iron Maiden si presentano per questo nuovo tour mondiale più freschi che mai, come se ogni anno che passa li riuscisse in qualche modo a ringiovanire invece che farli invecchiare. È con questi pensieri in testa che mi avvio verso la fermata della Metro, sei fermate appena per raggiungere la location... mica male!
Arrivato sul posto, i paragoni col precedente concerto cui ho assistito sono inevitabili, perlomeno in quanto a numero di spettatori presenti -per gli Iron c’è ovviamente il tutto esaurito, alla data degli Scorpions, invece, il pubblico era leggermente inferiore- e atmosfera che si respira all’interno dell’Arena. Sfortuna vuole che per un tentativo non andato a buon fine di acquistare un paio di birre, abbia perso parecchio tempo in coda, così da perdermi la prima parte dell’esibizione dei The Raven Age. Ma poco importa, il combo capitanato dal figliol prodigo di Steve Harris sembra avere poco da dire e anche la risposta del pubblico non sembra essere delle migliori. L’attesa è tutta solo per gli ultracinquantenni che di lì a poco metteranno a ferro e fuoco l’Arena, praticamente nessuno è interessato a dei ragazzini capitati lì per un puro e semplice incrocio dell’albero genealogico.

IRON MAIDEN
Ormai è un classico: parte la leggendaria Doctor Doctor degli UFO e, senza nemmeno il tempo di battere ciglia, subito si fa sentire la pelle d’oca, l’adrenalina sale e il cuore batte a mille come impazzito. La scenografia a tema Maya è di fortissimo impatto, molto ben curata -anche se devo ammettere che nulla batte la scenografia egizia del tour relativo a Powerslave- e i Maiden si rivelano ancora capaci di una certa teatralità sul palco. Bruce Dickinson dal vivo resta il leader incontrastato, più di chiunque altro gli sia a fianco. La sua voce è perfetta, gli acuti mai sofferti e la grinta addirittura più intensa di un tempo. L'interazione col pubblico è massima e lo si capisce anche quando si ferma a parlare della vittoria della nazionale del Portogallo agli Europei di calcio in Francia avvenuta appena la sera prima, col pubblico che coglie al volo l’occasione per intonare l’inno portoghese lasciando abbastanza di stucco un sorridente e sempre scherzoso Dickinson. Il movimento incessante della trottola Bruce cattura inevitabilmente gli occhi di tutti, mentre il buon vecchio Janick Gers si prende a pieno merito il titolo di vice condottiero dei giochi -almeno sul palco concediamoglielo- e le asce della coppia Murray/Smith portano avanti i riff che noi tutti ben conosciamo con una tranquillità e una maestria tali da far tornare prepotentemente la pelle d’oca. Il leader sulla carta Steve Harris intanto non perde occasione per farci vedere di che pasta è fatto, avendo anche l’occasione di essere lo strumento principe di alcune canzoni come nel caso della nuova The Red and the Black. Proprio i nuovi pezzi sono ciò che tutti attendono di sentire, se non altro per capire una volta per tutte se l’ultimo album assuma connotati differenti in sede live. Beh, mettetevi l’anima in pace o voi detrattori di The Book of Souls, perché canzoni come If Eternity Should Fail, Speed of Light, Death or Glory e la stessa The Red and the Black in questo contesto sono tutto un altro sentire. E c’era da aspettarselo da una band con l’esperienza dei Maiden, inutile girarci intorno. Ovviamente i pezzi forti restano altri: l’emozionante Children of the Damned, le classicissime The Trooper, Iron Maiden, The Number of the Beast e Fear of the Dark, o ancora Powerslave -giusto per fare un salto nell’Antico Egitto-, l’eterna Halloweed Be Thy Name e la ballad per eccellenza Blood Brothers, sempre una gran bella sorpresa. A livello scenico le novità spettacolari non mancano: Eddie nella doppia versione testa gigante/eterno nemico da sconfiggere a cui Bruce strapperà letteralmente il cuore dal petto lanciandolo poi su un pubblico in delirio. Gli Iron Maiden si divertono, si vede da ogni gesto che compiono, e immaginarli oggi in una forma così smagliante ci fa capire che l’heavy metal è davvero duro a morire, forse non morirà mai, almeno finché continueremo a farne parte in una maniera così colma di passione.

La serata finisce intorno alle 23, dopo poco meno di due ore di concerto. A conti fatti, quello di Lisbona è stato uno dei live degli Iron Maiden più coinvolgenti cui io abbia mai avuto la fortuna di assistere. E non sarà l’ultimo, poco ma sicuro. Con la sola speranza che Steve Harris non abbia qualche altro figlio da promuovere al grande pubblico…


IRON MAIDEN + THE RAVEN AGE - MEDIOLANUM FORUM, ASSAGO (MI), 22/07/2016
Una data indoor degli Iron Maiden dopo tanti anni era un evento per me semplicemente imperdibile, e infatti non appena è partita la vendita dei biglietti a dicembre mi sono subito attivato, ma quanta fatica per procurarmi online il ticket che mi avrebbe dato accesso al parterre! Una vera Odissea con tanto di conto alla rovescia sul sito del rivenditore e scene di isterismo da parte mia assolutamente ridicole: ma tutto è bene quel che finisce bene e così partiamo per Milano con l’auto “addobbata a tema” grazie ad alcune bandiere vintage della Vergine di Ferro. Quando arrivo nei pressi della coda penso che sia già troppo lunga per i miei gusti, ma so anche che ciò non mi impedirà di avvicinarmi quanto più possibile al palco (e infatti mi piazzerò nelle primissime file gustandomi il concerto a pochi metri dalla band). Tanto per cambiare i cancelli si aprono dopo l’orario annunciato, qualcuno in fila non maneggia il sapone da tempo immemore, il lettore digitale dello staff non legge il codice di molti biglietti -tra cui ovviamente il mio- e, sempre tanto per cambiare, mi ritrovo a correre verso lo stage con l’espressione tipica dell'idiota, eccitato come un bimbo la sera di Natale. Per fortuna, a dispetto di ciò che si poteva pensare, nonostante sia luglio dentro al palazzetto la temperatura è ottimale, ma so già che tutto cambierà appena gli headliner suoneranno la prima nota del loro show. Non resta che aspettare l’inizio, cercando di non calpestare chi è seduto per terra...

THE RAVEN AGE
Salgono sul palco i The Raven Age, ovvero la band in cui suona George Harris, figlio del ben più celebre Steve, e già questo spiega perché i ragazzi si trovino sulle assi del Forum di Assago e anche perché siano forse l’unico gruppo spalla nel metal che a fine set non si smonti il palco da solo ma si avvalga dei roadie. Da maschietto avrei preferito piuttosto trovarmi di fronte la figlia Lauren che vidi nel 2006 durante una data dell’A Matter of Life and Death Tour (anche l’occhio vuole la sua parte), ma la verità è che al posto della dinastia degli Harris mi sarebbe piaciuto vedere un gruppo che magari la gavetta se la sta facendo per davvero. Intendiamoci, la band non è composta di incapaci -e nemmeno da fenomeni- ma è proprio la proposta musicale a non far presa su di me: un melodic metal in cui i brani si assomigliano un pochino troppo tra loro e, seppur abbastanza apprezzati da una parte di pubblico, non lasciano il segno nonostante l’impegno del quintetto. Michael Burrough, il cantante dei britannici, ci dice che oggi è il compleanno del suo compare Matt Cox e così il bassista si becca un “Happy birthday to you” gratis alla fine del quale non tutti sembrano aver capito quale sia il nome da cantare, ma quel che conta è il pensiero, no? Il tempo passa e tra una Eye Among the Blind e una Angel in Disgrace i 45 minuti a disposizione dei The Raven Age finiscono tra applausi e qualche fischio: bene George, da bravo, ora vai di là che è il turno di papà, ok?

IRON MAIDEN
Alle 21:00 precise parte dalle casse la ben nota intro Doctor Doctor -cantata e ballata da tutto il parterre- che fa da preambolo al concerto della Vergine di Ferro e, dalle urla provenienti dagli anelli ai lati del palco, capisco che i musicisti si stanno preparando a entrare in scena: si abbassano le luci e tra l’eccitazione generale si materializza sugli schermi un video che ci proietta nella foresta pluviale più intricata, dove troviamo l’Ed Force One intrappolato tra le liane che accende i motori e cerca di partire non senza qualche difficoltà, aiutato dalla mano gigantesca di qualcuno di nostra conoscenza che gli facilita la manovra lanciandolo come un modellino. Il palco raffigura una piramide Maya e la luce ora illumina una figura incappucciata che ci dà le spalle; è ovviamente Bruce Dickinson che dopo la parte introduttiva viene raggiunto tra colonne di fuoco dai suoi compagni per servirci il primo piatto della serata, If Eternity Should Fail. La gente è impazzita e nelle prime file veniamo sballottati in un turbinio festoso e urlante, a pochi metri da noi gli elementi del gruppo fanno avanti e indietro scambiandosi di posto continuamente, finché a fine brano Steve Harris -al solito- ci punta il basso in faccia come un’arma; davvero niente male come inizio! Subito dopo parte la trascinante Speed of Light e questi vecchietti terribili appaiono in forma a dir poco grandiosa, il ritmo serrato del pezzo non dà tregua e dimostra di rendere ulteriormente in sede live, ma è con la successiva Children of the Damned che il pubblico (specie la vecchia guardia) ha il primo tuffo al cuore: gli Iron Maiden incantano i 13000 presenti al Forum e c’è chi si commuove a cantare questa semi-ballad d’annata. Dickinson vorrebbe dire qualcosa, ma subito sale il coro “Maiden! Maiden!” che sembra infinito, tanto da lasciarlo senza parole e da fargli ribadire più tardi quanto ami Milano -e il nostro Paese- e di come il gruppo percepisca l'amore palpabile dei fan italiani, sempre caldi e appassionati: tra l’altro, a dimostrazione di ciò gli arriverà direttamente un reggiseno dalla zona transenne! Anche le due nuove Tears of a Clown e The Red and the Black fanno la loro figura, in particolare quest’ultima nonostante i suoi 13 minuti di lunghezza non risulta affatto pesante e anzi ci dà modo di apprezzare il lavoro delle tre chitarre con il giusto spazio dato a ognuno dei menestrelli metallici; il più amato pare essere il pacioso Murray il quale, nonostante il passare degli anni, lascia sempre a bocca aperta i fan per la semplicità con la quale esegue le sue scale, ma pure il più distaccato Adrian Smith non è da meno -anzi- e ogni volta che si cimenta in un assolo ti fa ringraziare il momento in cui zio Harris lo ha richiamato all’ovile. E Janick Gers? Che dire, se non ci fosse lui a saltare come un folle e a lanciare e roteare la chitarra alla sua maniera, lo spettacolo non sarebbe lo stesso. Impagabile a tal proposito il momento in cui, su The Trooper, Bruce lo “arpiona” con la bandiera inglese, mimando poi una scena di pesca in cui il povero Gers viene preso all’amo: da morir dal ridere! Per l’epica Powerslave -pezzo sempre affascinante- il frontman indossa una maschera da luchador (anche questo evidentemente un omaggio alla scenografia a tema sudamericano) mentre per la successiva Death or Glory lo scatenato singer se ne mette una da scimmia girata sulla nuca, guidandoci così nella “mossa monkey” che si rifà a un ritornello della canzone, e inoltre lancia banane alla platea. Al momento di The Book of Souls entra in scena l’attesissimo Eddie versione guerriero Maya, che cerca di colpire come sempre Janick con un’ascia, ma quest’ultimo sfugge ad ogni attacco facendolo imbestialire: ci pensa Bruce a risolvere la situazione strappandogli il cuore dal petto -in fondo Eddie è già morto, no?- poi, non contento, dopo aver messo l’organo in questione a mollo in un pentolone fumante, lo spreme del sangue e lo lancia al pubblico, proprio alle mie spalle; inutile dire che chi lo ha preso a momenti ci rimette il suo di cuore, vista la foga con cui la gente si è buttata sul feticcio di gomma, ma anche questo fa rock. Bruce si inventa un espediente dopo l’altro, a un certo punto addirittura si aggira per il palco con un ventolino per rinfrescarci, mentre per la monumentale Hallowed Be Thy Name lo vediamo infilarsi un cappio al collo -come da testo della medesima- mentre Dave, Adrian, Janick e Steve si affiancano gli uni agli altri per una prestazione da pelle d’oca; brividi che si ripetono subito dopo per il mega classico Fear of the Dark, il quale magari avrà stufato qualcuno (?) ma che ogni volta dal vivo è un qualcosa di devastante e soprattutto di assolutamente coinvolgente; non c’era una persona che non cantasse e non saltasse perfettamente a tempo! Siamo esausti, ma questi ragazzacci non vogliono darci tregua: Dickinson urla “Scream for me Milano!” ed ecco lo stupendo riff della mitica Iron Maiden, con un’enorme testa di Eddie a far capolino da dietro la batteria di Nicko McBrain, al quale nel frattempo è stato tributato un coro dall’intero palazzetto, come già per lo stesso cantante fin da inizio concerto: sul finale lo stage sembra esplodere e i Maiden lanciano qualche plettro ai fan e si ritirano brevemente dietro le quinte, subito acclamati da chi ancora ha voce in corpo. La celebre intro recitata che esce ora dagli speaker del Forum è l’anticamera dell’inferno: il basso di Steve accompagna le chitarre per l’esplosione di The Number of the Beast su cui giganteggia un instancabile Bruce, ovviamente circondato da una scenografia a tema sulla quale troneggia un enorme diavolo il cui luciferino sguardo ricorda in maniera inquietante proprio quello del frontman inglese. Appare ora una chitarra acustica sulle assi del Mediolanum Forum e Dickinson fa un discorso alla fine del quale, dopo l’ennesima dimostrazione d’affetto del pubblico, afferma che non importa il colore della pelle, il sesso, il credo diverso o altro, ciò che conta sono “Life, love, music... and beer!!!” e in questo siamo tutti Blood Brothers: il pezzo si riconferma un gran momento di unità tra noi e gli Iron Maiden e alla fine sono applausi caldissimi per il sestetto albionico, che chiude le due ore del proprio concerto con la fantastica Wasted Years, un evergreen apprezzato da tutti i presenti di ogni età: infine i musicisti, sorridenti ed evidentemente soddisfatti, ci salutano lanciandoci bacchette, plettri e polsini ritirandosi sulle note di un pezzo dei Monty Python lasciandoci sudati, esausti, un po’ ammaccati ma felici; felici di aver assistito all’ennesimo incredibile show che valeva tutti i soldi del biglietto.

SETLIST IRON MAIDEN
Intro - Doctor Doctor (UFO song)
1. If Eternity Should Fail
2. Speed of Light
3. Children of the Damned
4. Tears of a Clown
5. The Red and the Black
6. The Trooper
7. Powerslave
8. Death or Glory
9. The Book of Souls
10. Hallowed Be Thy Name
11. Fear of the Dark
12. Iron Maiden
---Encore---
13. The Number of the Beast
14. Blood Brothers
15. Wasted Years
Outro - Always Look on the Bright Side of Life (Monty Python song)


Esco dal Forum completamente fradicio (per fortuna in auto ci aspetta la nostra fida doccia portatile) e abbastanza devastato, ma non posso fare a meno di pensare a quanto ne sia valsa la pena. Bruce è un vero mattatore, tiene in pugno ogni essere vivente che assista allo show e -tanto più alla luce dei suoi recenti problemi di salute- non si può fare a meno di apprezzarne la prestazione: salta, corre, fomenta e canta come pochi altri sanno fare, e l’affetto che i fan gli dimostrano è più che meritato. I suoi compagni d’avventura non sono da meno: lo vedi che mentre suonano ci mettono passione vera, dal ghigno di Steve alle acrobazie di Janick, dai sorrisoni di Dave al trasporto con cui Adrian sciorina i suoi assoli, fino alle battute di quel pazzoide di Nicko; nonostante i tanti anni di carriera si divertono come ragazzini agli esordi, ma con l’esperienza e la classe che solo musicisti del loro calibro possono vantare. Ogni tanto qualcuno si chiede perché andare ancora a vedere un concerto degli Iron Maiden: probabilmente non ci è mai stato in vita sua, o semplicemente non sa divertirsi.
Up the Irons!

Report della data di Milano a cura di Massimo Patrucco “Matocc”, report della data di Lisbona a cura di Arturo Zancato “Flight 666”
Le foto sono relative alla sola data italiana e sono a cura di Stefano Cardini.
Le setlist sono identiche per entrambe le date.



Buried Alive
Domenica 31 Luglio 2016, 17.47.02
32
Fate prima a dire che volete spendere poco per il biglietto e avere più soldi per la birra, fate una figura migliore.
yogh
Sabato 30 Luglio 2016, 23.33.14
31
a proposito,prima che uscite con delle cavolate,gli iron li ho visti dal vivo 5 volte,quando ancora il prezzo giustificava il concerto......oggi no
ObscureSolstice
Sabato 30 Luglio 2016, 23.14.10
30
*TBOS
ObscureSolstice
Sabato 30 Luglio 2016, 23.13.04
29
ho visto er trucido in prima fila che le cantava tutte soprattutto quelle di TBOF
terzo menati
Sabato 30 Luglio 2016, 21.52.32
28
PS fate per cortesia i nomi dei concerti alternativi che valgono come e di più dei Maiden, giusto per curiosità
terzo menati
Sabato 30 Luglio 2016, 21.50.34
27
Ecchisenefrega se e' commerciale. Lo spettacolo li vale tutti i soldi spesi
yogh
Sabato 30 Luglio 2016, 21.29.16
26
signori e signore,senza che vi offendiate,questo è il vero metal commerciale......e lo dice uno che ha amato gli iron....
yogh
Sabato 30 Luglio 2016, 21.26.42
25
caro macca ti ritorno a ripetere che ci mancherebbe altro! per quanto mi riguarda ho visto concerti memorabili a meno della metà del costo di questi signori che ormai guardano solo ai soldi e basta........se poi voi avete così tanti soldi da spendere per loro e per il soito gruppo sfigato del figlio dei uno dei componenti ,beati voi.......meglio altre realtà live meno false
Diego
Venerdì 29 Luglio 2016, 9.46.24
24
@Painkiller veramente Alexander the Great non l'hanno mai fatta live, neanche durante il Somewhere on Tour Murders e Where eagles dare le hanno suonate nel tour del 2005 (solo brani dal 1980 al 1983...).
Macca
Venerdì 29 Luglio 2016, 9.24.57
23
Eh purtroppo "costo del biglietto = ottima prestazione" non è un'equazione sempre soddisfatta, soprattutto di questi tempi. In questo i Maiden sono dei maestri, tra i migliori performer che abbia mai visto dal vivo.
yogh
Giovedì 28 Luglio 2016, 21.51.22
22
con quello che costa il biglietto ci manca anche che facciano un concerto di m...a
Macca
Giovedì 28 Luglio 2016, 10.03.13
21
I Maiden sono sempre una garanzia, non sbagliano una nota e offrono uno spettacolo sempre eccezionale in tutto e per tutto. Sono contento che i presenti si siano divertiti, ma personalmente visti i molti/troppi brani dal nuovo album (che ho ascoltato pochissimo) non sono dispiaciuto di non esserci stato: la scaletta del 2013 per il Maiden England era stata nettamente superiore, felice di esserci stato allora
terzo menati
Giovedì 28 Luglio 2016, 8.57.16
20
Non dobbiamo fare niente e' una band sul viale del tramonto e tutto ciò che passa il convento e' grasso che cola . Per me è stato un dono rivederli per la seconda volta in meno di 5 anni
Painkiller
Giovedì 28 Luglio 2016, 7.58.36
19
Capisco i commenti positivi......io ho saltato, più che altro perché ero lontano, in vacanza, però le ultime prestazioni live alle quali avevo assistito non mi erano piaciute o non me le ero godute. All'ultimo sonisphere a Rho il suono era un casino ed impastato. Poi non so, ma chi come me ha superato gli 'anta non trova che un po' tutti i pezzi dei primi sette album siano dei classici? Cosa dobbiamo fare per sentire nuovamente live Alexander the Great, where eagles dare, murders in the rue morgue, the flight of Icarus etc?
Metallo59
Mercoledì 27 Luglio 2016, 23.10.14
18
Roma....Maiden,Saxon. ......la storia Se Bruce è in formissima e con lui tutti gli Iron, che dire di Biff e degli eterni sassoni? Le due prime volte , 1978 e 1982, sembrano dietro l angolo, invece sono passati quasi 40 anni , e la maratona di domenica alla Capannelle s è fatta sentire tutta nelle quasi 3 ore per tornare a casa. Ma avere la possibilità di vederli ancora live, circondato da coetanei, quasi coetanei, diversamente giovani e tantissimi ragazzi, devastati da tonnellate di riff e ritornelli storici, cantanti da quasi tutti in coro, vedere la moltitudine uscire tranquilla e felice, col sorriso stampato in faccia, ripaga ogni sacrificio Grazie Iron, grazie Saxon, and Long Life forever
Buried Alive
Mercoledì 27 Luglio 2016, 23.02.38
17
Tra viaggi e code per entrare mi sono devastato, ma quelle 4 ore di concerto tra Milano e Trieste ne sono valse la pena, rifarei tutto domani. Niente da aggiungere, uno spettacolo bellissimo, loro sono stati eccezionali e le canzoni di TBOS dal vivo sono stupende. I Raven Age sono sì un po' ripetitivi, ma il pubblico di Trieste, almeno nel Gold Circus dove ero, ha apprezzato non poco la carica che ci hanno messo.
Floriano_91
Mercoledì 27 Luglio 2016, 21.50.21
16
Anche io ero presente domenica scorsa all'Ippodromo delle Capannelle nella Capitale, e ho visto gli Iron Maiden in concerto per la prima volta. Chi afferma che per loro il tempo sembra non essere affatto passato ha ragione; hanno un'energia incredibile, la performance è stata particolarmente coinvolgente e l'esecuzione perfetta! Impressionanti e grandi! In platea poi i ragazzi erano davvero numerosi, anzi, eravamo quasi più noi ragazzi che adulti, e secondo me ciò dimostra che il gruppo è ancora (e giustamente) attuale. Un saluto!
Burning Eye
Mercoledì 27 Luglio 2016, 21.02.15
15
Li ho visti a Roma, grandissimi senza ombra di dubbio, anche gli Anthrax e soprattutto i Saxon (che il pubblico quasi sembrava conoscere appena) hanno dato prove vigorose. L'acustica per gli Iron è stata un problema che sinceramente lo staff di pa poteva risparmiarci.
terzo menati
Mercoledì 27 Luglio 2016, 20.38.28
14
Concordo con el sempre i numeri uno. Scaletta perfetta i pezzi nuovi non hanno sfigurato anzi
Elluis
Mercoledì 27 Luglio 2016, 17.40.48
13
Ero a Milano, sono stati favolosi, non pensavo che soprattutto Bruce potesse avere una grinta e una forza simile: hanno semplicemente ricordato perchè loro sono i numeri 1, e gli altri saranno sempre secondi ! Al Forum è aumentata la capienza sulle tribune dato che hanno aggiunto una o anche due file di seggiolini su tutti il primo e secondo anello. Hanno invece probabilmente ridotto la capienza del parterre che, come forse qualcuno sa, dipende dal numero di uscite di sicurezza presenti. Il numero massimo che dà sold out al Forum è effettivamente 13000 (sono notizie certe avute da persone che lavorano al Forum).
klostridiumtetani
Mercoledì 27 Luglio 2016, 17.24.41
12
Grazie @Matoc.
Matocc
Mercoledì 27 Luglio 2016, 17.22.53
11
@ klostridiumtetani : errore mio di battitura (ora corretto) in realtà io sapevo che il sold out era di 13000 biglietti venduti. Ho letto che negli anni hanno diminuito i posti del parterre per questioni di sicurezza rendendolo così più vivibile
Argo
Mercoledì 27 Luglio 2016, 17.13.06
10
@Psychosys: il mio problema non è la scaletta, è che non ho più nessuno che venga con me ad un concerto metal... a parte che potrei andare con mio figlio che fra un paio di anni avrà 10 anni... boh, vedremo.
klostridiumtetani
Mercoledì 27 Luglio 2016, 16.58.27
9
Una curiosità: l'ultima volta che li ho visti al Forum di Milano è stato in occasione del tour di AMOLAD, era tutto esaurito, e ricordo si parlava di quasi 15000 presenze, mentre per questa data (sempre tutto esaurito) si parla di 10000. Come mai?
Psychosys
Mercoledì 27 Luglio 2016, 16.45.46
8
Tranquillo @Argo, molto probabilmente fra un paio d'anni ci riproporranno un tour con una vecchia scaletta, come hanno fatto 2 anni fa riportando in scena il Maiden England di Seventh Son.
Argo
Mercoledì 27 Luglio 2016, 15.25.12
7
Invidio tutti quelli che sono andati al concerto... ormai sono 5 anni che non li vedo dal vivo, spero di avere almeno una ultima occasione.
Psychosys
Mercoledì 27 Luglio 2016, 15.14.21
6
10 ore di attesa sotto il sole... Ma ne è valsa la pena. Cazzo che spettacolo! Grande scaletta, location fantastica (piazza dell'unità a Trieste) un piacere guardarli, soprattutto Janick Gers e Bruce che hanno lottato contro Eddie gigante durante la title track! Laciamo perdere i The Raven Age, una band insipida all'ennesima potenza.
Suarez
Mercoledì 27 Luglio 2016, 13.37.17
5
Sarei venuto volentieri a vederli ieri ma sarei stato da solo e pur riluttante ho deciso di lasciar stare, grandi come al solito loro
Diego
Mercoledì 27 Luglio 2016, 13.21.16
4
Ieri ero a Trieste, una sola frase: i più grandi di tutti, punto.
gianmarco
Mercoledì 27 Luglio 2016, 12.10.41
3
venerdì sera fantastico ,dalla valbormida in 7 . UP THE IRONS
terzo menati
Mercoledì 27 Luglio 2016, 8.19.21
2
Bellissimo report ero a Milano ed stato un evento splendido con una band in stato di grazia. Il forum si conferma uno de luoghi migliori per gli show dal vivo e ho gradito particolarmente l'aria condizionata per chi come me era in tribuna.mitici
il marchese del grillo
Mercoledì 27 Luglio 2016, 8.06.40
1
Lunga vita a questi vecchietti fenomenali!! E altri cento tour così!!!!!
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Il pubblico del Forum di Assago
ARTICOLI
27/07/2016
Live Report
IRON MAIDEN + THE RAVEN AGE
Lisbona/Assago (MI), 11-22/07/2016
 
 
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