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SONISPHERE - Ippodromo delle Capannelle, Roma, 24/07/2016
29/07/2016 (2031 letture)
FINALMAIDEN!
L'orribile gioco di parole che dà il titolo al presente paragrafo rappresenta fedelmente la reazione del sottoscritto all'annuncio degli Iron Maiden come headliner dell'edizione 2016 del Sonisphere; sono infatti da anni vittima di una sorta di “maledizione” per quanto riguarda la storica band britannica, che per un motivo o per l'altro non sono mai riuscito a vedere dal vivo in tanti anni di fedele militanza metallara. La mia radicata convinzione dell'esistenza di un qualche maleficio è tale che anche il 24 luglio, mentre mi reco in macchina verso l'Ippodromo delle Capannelle in compagnia dell'amico Lorenzo, temo che all'ultimo Dickinson e soci non si presentino per qualche imprevisto. Fortunatamente non accadrà nulla di tutto ciò e, anzi, la giornata concertistica si rivelerà spettacolare, a dispetto di un po' di pioggia, delle nuvole di polvere sollevate dall'audience festante e di qualche problema (frutto però di considerazioni più che altro personali) di cui potrete leggere in conclusione.
Per ragioni logistiche, purtoppo, riusciamo ad arrivare a Capannelle solo alle 16, quando tre delle band chiamate per il festival (A Perfect Day, The Raven Age e Wild Lies) si sono già esibite. Mi spiace dunque non potervi dar conto delle loro performance, ma ovviamente chi fra i lettori volesse farlo è più che benvenuto! Mi rivolgo in particolare ad un simpatico ragazzo che, riconoscendomi dalla maglietta di Metallized, si è presentato per rivolgere graditissimi complimenti alla nostra webzine: fatti avanti, che ci farebbero comodo altre penne!

SABATON
Poco dopo il nostro arrivo, sul palco salgono gli svedesi Sabaton, che ero molto curioso di ammirare dopo che il loro album del 2012, Carolus Rex, mi ha letteralmente stregato: i volumi sono buoni, anche se volendo esser pignoli la batteria sovrasta un po' la voce del simpatico Joakim Brodén, vestito come un personaggio di Highlander, senza però inficiare la resa complessiva. Si inizia con Ghost Division, tratta da The Art of War e la folla risponde subito con notevole entusiasmo alla proposta del gruppo, che si mostra sinceramente stupito dell'accoglienza ricevuta. Anche se, naturalmente, manifestazioni di questo tipo fanno un po' parte del gioco quando si parla di un qualunque show dal vivo, l'emozione è effettivamente visibile sui volti dei musicisti, soprattutto dello scatenato frontman, che ringrazia più volte ed è preda di una esaltazione palpabile. Ad un certo punto del concerto, peraltro, Brodén riceve dal pubblico un foglio con il logo dei Sabaton stilizzato alla maniera di quello dell'IKEA e, con un gesto applauditissimo, regala in cambio agli autori del disegno i suoi occhiali da sole! L'amore fra Roma ed i Sabaton è insomma ufficialmente scoppiato ed i musicisti suonano uno show impeccabile, sciorinando classici come Primo Victoria e The Art of War, alternandoli a brani più recenti come Night Witches e la freschissima The Lost Battalion, che sarà presente sul nuovo album The Last Stand, di prossima pubblicazione. Con un altro simpatico siparietto, prima di To Hell and Back il chitarrista Chris Rorland attacca una cover di Wind of Change degli Scorpions, fingendo poi di incepparsi all'atto del celebre fischio del brano, solo per far poi partire il fischio posto all'inizio proprio di To Hell and Back. Con mio malcelato disappunto, da Carolus Rex viene eseguita la sola title-track, mentre speravo di ascoltare almeno The Lion from the North, la mia preferita del lotto. Pazienza, si è comunque trattato di un ottimo show. E' difficile dire quanti dei circa 20.000 partecipanti al festival conoscessero fin dall'inizio i Sabaton, ma sicuramente molti di loro hanno scoperto un nuovo gruppo da amare!

SETLIST SABATON
1. The March to War (Intro)
2. Far from the Fame
3. Carolus Rex
4. Swedish Pagans
5. Resist and Bite
6. The Lost Battalion
7. To Hell and Back
8. The Art of War
9. Night Witches
10. Primo Victoria


SAXON
Sono sincero, i Saxon per me rappresentano la sorpresa più gradita della giornata: non sono infatti mai stato un loro grandissimo fan, pur rispettando l'immenso contributo fornito all'intero movimento heavy metal, ma la loro esibizione al Sonisphere è semplicemente indimenticabile: dalla prima canzone (la recentissima Battering Ram) all'ultima (l'anthemica Denim and Leather), Biff Byford e soci sciorinano una prestazione impressionante per tecnica, potenza e carisma, tenendo il palco con una maestria che solo quarant'anni di onorata carriera possono regalare. I mattatori dello show sono tanto il frontman, che sfoggia ancora un'ugola di primo piano ed il fenomenale chitarrista Doug Scarratt, autore di una serie di strabilianti assolo carichi di feeling. Anche I Saxon, peraltro, al pari dei Sabaton, non si sottraggono a qualche simpatico siparietto: Biff chiede infatti spesso agli spettatori quali pezzi vorrebbero ascoltare e, oltre a far venire un colpo a qualcuno di loro, sostenendo che sicuramente nessuno vorrà ascoltare Denim and Leather, Wheels of Steel ed altri pezzi da novanta, con un gesto eclatante finisce per mangiare un foglio su cui, presumibilmente, è indicata la scaletta dello show. Non di sola musica è fatto un concerto, d'altra parte! Teatralità esclusa, il cuore del concerto dei Saxon sta proprio nei magnifici classici, riproposti con potenza decisamente superiore alle versioni su disco: Princess of the Night e Wheels of Steel, in particolare, fanno scatenare la folla, che si lancia più volte in moshpit isolati, ma ciò nondimeno scatenati. Commovente è poi la dedica di un altro brano storico, Heavy Metal Thunder, al compianto Lemmy Kilmister. Va comunque detto che anche brani più recenti, quali Dogs of War (risalente “soltanto” al 1995) e Sacrifice (targata 2013) fanno la loro dignitosissima figura e vengono accolti con favore dal pubblico romano. La chiusura, come sempre, è affidata proprio alla storica Denim and Leather, che chiude un'ora di grandissima musica e di classe sopraffina. Lunga vita ai Saxon, che da oggi avranno sicuramente un fan in più: me.

SETLIST SAXON
1. Battering Ram
2. Motorcycle Man
3. Sacrifice
4. Power and the Glory
5. 20.000 ft.
6. Dogs of War
7. Heavy Metal Thunder
8. Crusader
9. Princess of the Night
10. Wheels of Steel
11. 747 (Strangers in the Night)
12. Denim and Leather


ANTHRAX
Una mezz'ora di attesa spasmodica ci separa dall'esibizione degli Anthrax, band che al contrario dei Saxon amo alla follia, nonostante gli ultimi album in studio mi abbiano lasciato un po' deluso. Come preventivabile, l'apertura è affidata alla traccia che inaugura anche il recente For all Kings, You Gotta Believe, una delle migliori dell'intero album oltretutto. Il gruppo appare in forma smagliante e, naturalmente, sugli scudi non possono che esserci il frontman Joey Belladonna ed il chitarrista Scott Ian, ancorché pure il buon Jon Dette appaia in gran forma. Un po' più timido, ancorché indubbiamente abile, appare invece il solista Jon Donais, subentrato tre anni fa a Rob Caggiano, arruolato dai Volbeat e mai troppo amato da una parte dei fan degli Anthrax; Frank Bello, infine, fornisce la consueta, ottima prova, integrandosi alla perfezione con Dette, ormai il batterista di scorta "fisso" di Charlie Benante. Il punto “debole” della performance del gruppo, se così si può chiamare, sta a mio (sindacabile) giudizio proprio nella tracklist: un brano come Breathing Ligthning, tratto anch'esso da For all Kings, appare lontano anni luce dalla malvagia potenza di una perla come Caught in a Mosh, sulla quale ovviamente, come da programma, si scatena un pogo furibondo in varie zone dell'area concerti; al tempo stesso, anche uno degli highlights di For all Kings, Evil Twin, non può che scomparire di fronte alla bellezza senza tempo di una Madhouse. Sono incontentabile? Può darsi e sentitevi liberi di dirmelo, ma anche la reazione degli spettatori, in tal senso, risulta piuttosto eloquente. Migliore del previsto, invece, risulta essere dal vivo Fight'em 'Til You Can't, tratta da Worship Music, grazie soprattutto alla precisione chirurgica di Dette e Ian. Il barbuto chitarrista, durante il concerto, ci chiede anche se siamo davvero fan del thrash metal, dal momento che vede molti cappelli gialli di Poste Italiane, ma poca braccia levate al cielo. L'acido fan di vecchia data che è in me pensa: Se magari eseguiste più brani thrash invece delle mezze cartucce moderne...! Non riesco infatti a capacitarmi dell'assenza dalla scaletta di I am the Law o di altri brani da Among the Living -indubbiamente l'apice creativo degli Anthrax-, con l'ovvia eccezione di Indians. Per fortuna, la conclusione dello show ci regala due classici come Antisocial, storica cover dei Trust ed appunto la mitica Indians, dove l'esaltazione ed il pogo raggiungono lo zenit. Anche la polvere, peraltro, raggiunge picchi invidiabili, nonostante un po' di pioggia che si abbatte su di noi durante lo show dei thrashers di vecchia data. A parte ciò, anche la band newyorkese, insomma,regala un concerto di prim'ordine, anche se la scaletta mi lascia lascia un po' di amaro in bocca. Ma bando alle ciance, è giunto il momento di passare ai veri protagonisti della giornata...

SETLIST ANTHRAX
1. You Gotta Believe
2. Caught in a Mosh
3. Got the Time (Joe Jackson cover)
4. Madhouse
5. Fight'em 'Til You Can't
6. Evil Twin
7. Antisocial (Trust cover)
8. Breathing Lightning
9. Indians


IRON MAIDEN
Alle 21 in punto, la storica Doctor Doctor degli UFO, immancabile intro di ogni concerto degli Iron Maiden, risuona nel cielo di Roma, strappando i primi cori; non c'è paragone, però, con il boato che accoglie l'ingresso sul palco di Bruce Dickinson, il quale, con la teatralità che da sempre lo contraddistingue, introduce il primo brano dello show, If Eternity Should Fail, compiendo una sorta di rituale con un grosso calice d'aspetto precolombiano. L'imponente scenografia allestita, del resto, richiamerà per buona parte dello show la storia dei Maya, come del resto era facile aspettarsi, in ossequio alle tematiche trattate nell'ultimo album, The Book of Souls. A tal proposito apro qui una breve parentesi: come noto, non ho troppo amato l'ultima fatica di Harris e compagni, ritenendola prolissa in maniera aberrante ed ispirata fino ad un certo punto. Ciò nonostante, con l'eccezione di alcuni pezzi che davvero non mi andranno giù, i numerosi estratti dal Libro delle Anime risulteranno comunque piacevolissimi, una volta ascoltati dal vivo. E', per l'appunto, il caso di If Eternity Should Fail, accolta con gran favore dal pubblico ed eseguita alla perfezione, con i musicisti che appaiono da subito molto carichi e felici di esser tornati a Roma, dopo una assenza di quasi dieci anni. Come di consueto, Bruce corre da un lato all'altro del palco con la voglia di un ragazzino, Steve e Nicko sono la solita macchina impeccabile ed i tre chitarristi...beh, che dire di loro? Il modo in cui si scambiano riff ed assolo è semplicemente magnifico ed anche il bistrattato Janick Gers, che saltella gioiosamente, dimostra una perizia invidiabile. I Maiden, come è normale, credono molto in The Book of Souls e suonano ben quattro estratti fra i primi cinque brani del concerto: Speed of Light non mi aveva convinto su disco e mi convince poco anche dal vivo, mentre Tears of a Clown, dedicata a Robin Williams, risulta molto più convincente. The Red and the Black, uno dei pezzi più lunghi dell'album, si divide invece fra una prima parte a mio giudizio non eccezionale ed una seconda metà, puramente strumentale, dove i musicisti impiegano ogni oncia della loro quarantennale bravura, strappando applausi a scena aperta. In mezzo, la band britannica inserisce un graditissimo classico, introdotto da un siparietto fra Dickinson ed il pubblico: il frontman chiede infatti quanti di noi fossero nati all'epoca della pubblicazione di The Number of the Beast, ricevendo molte più alzate di mano di quante fosse normale aspettarsi; puntualmente, il cantante indica quindi un fan nelle prime file, bacchettandolo simpaticamente in quanto al massimo sedicenne e dicendogli che tutt'al più suo padre poteva esser nato in quel lontano 1982. Subito dopo, le note di Children of the Damned invadono l'area, scatenando di nuovo l'entusiasmo del pubblico, per la verità mai scemato neppure nei brani più recenti e, quindi, meno noti del gruppo. Uno dei momenti più esaltanti del concerto arriva però ai brani numero 6 e 7: con una doppietta da brividi, gli Iron Maiden suonano prima The Trooper, da sempre uno degli higlights di ogni loro show e successivamente Powerslave, traccia capolavoro da quello che è forse il mio album preferito del gruppo. L'esecuzione è semplicemente perfetta, se si esclude un problema all'audio di Dickinson durante il primo brano, dovuto forse ad un microfono difettoso, dato che spesso gli acuti risulteranno udibili con qualche difficoltà. Anche qui il gusto del cantante per la teatralità vien fuori e, se su The Trooper non possono mancare giubba rossa e bandiera del Regno Unito (non resisto ad urlargli A extracomunitari!), su Powerslave il buon Bruce si trasforma in Rey Mysterio, con tanto di maschera in stile bondage. Vengono poi altri due estratti da The Book of Souls, vale a dire la gradevole Death or Glory e la title-track, durante la quale un gigantesco Eddie fa la sua comparsa sul palco. Il corpulento pupazzo ingaggia ben presto un comico combattimento con i membri degli Iron Maiden, fino ad esser “sconfitto” da Bruce Dickinson, che gli strappa veementemente il cuore, facendone poi sprizzare il “sangue” sul palco e sul pubblico. Un po' brutale, ma davvero divertente! E' però arrivato il momento di urlare a squarciagola con il poco fiato rimasto e di dar sfogo alle energie fisiche, a loro volta ormai in riserva: è il momento di un'altra doppietta fantastica, costituita da Hallowed Be Thy Name e Fear of the Dark, due dei brani più belli della storia dell'heavy metal. Ogni parola su di loro è superflua,: posso solo dire che vanno ascoltati dal vivo, almeno una volta nella vita e che almeno una volta va ascoltato un pubblico cantare ogni nota degli assolo di Fear of the Dark. Il tuffo nel passato diventa infine completo con Iron Maiden, unico estratto degli album con Paul Di'Anno alla voce, che non manca di regalare grandi emozioni e tanto pogo. Dopo una breve pausa, nella quale cerchiamo di riprenderci dalla tripletta di classici e dall'intossicazione da polvere che ne è conseguita, gli Iron Maiden tornano sul palco per gli ultimi acuti: il primo risponde al nome della geniale The Number of the Beast, durante la quale sullo sfondo fa capolino un simpatico pupazzo raffigurante un caprone. Per il brano successivo, un applauditissimo Bruce ci fa notare come al concerto siano presenti circa 20.000 persone di nazionalità, religione e razza differenti, senza che questo costituisca un problema per nessuno di noi. E' dunque il momento di celebrare la fratellanza musicale con la bellissima Blood Brothers, che per qualche minuto fa dimenticare a tutti noi i giorni cupi che l'Europa sta vivendo. A chiudere circa due ore di concerto, infine, provvede Wasted Years, a sua volta molto amata dai fan del gruppo, che rispondono cantando anche i versi di quest'ultima traccia. E' la degna conclusione di un grande show, rovinato “solo” dalla polvere e da una acustica non impeccabile, soprattutto a danno di Bruce.

SETLIST IRON MAIDEN
1. If Eternity Should Fail
2. Speed of Light
3. Children of the Damned
4. Tears of a Clown
5. The Red and the Black
6. The Trooper
7. Powerslave
8. Death or Glory
9. The Book of Souls
10. Hallowed Be Thy Name
11. Fear of the Dark
12. Iron Maiden
13. The Number of the Beast
14. Blood Brothers
15. Wasted Years


FACE IN THE SAND...O SAND IN THE FACE?
Finito il concerto, ci ritroviamo imbottigliati in una fila lunghissima ed estenuante prima di riuscire a venir fuori dall'area concerti, pronti a tornare alla macchina. Le scene cui assistiamo, ormai, sono ordinaria amministrazione e, principalmente per colpa della location, verosimilmente si ripeteranno ancora: code chilometriche per venir fuori dall'Appia e traffico impazzito, tranne per quei pochi fortunati (tipo me e Lorenzo) che, avendo mangiato da tempo la foglia ed essendo riusciti a parcheggiare all'esterno della terrificante area parcheggi del Rock in Roma, riescono ad imboccare con relativa rapidità la via del Grande Raccordo Anulare. Per quanto, come detto, l'Appia e la location dell'Ippodromo delle Capannelle soffrano endemicamente di questi problemi, possibile che non si riesca proprio a fare di meglio? Precisiamo che si tratta di una semplice domanda, senza alcun intento di fare polemica gratuita.
Un altro discorso merita invece la faccenda legata all'acustica ed alla polvere: i problemi tecnici capitano e capiteranno sempre, ma è mai possibile che per diverse volte Bruce Dickinson abbia dovuto cambiare microfono, perchè i suoi acuti venivano soffocati dalla batteria di Nicko McBrain? Parliamo di una band di fama internazionale e di un festival importante, non della Sagra dello Stornello, con tutto il rispetto e l'amore per Alvaro Amici. Venendo alla polvere, è vero che bagnando il terreno si rischierebbe di passare dalla padella alla brace, trasformando Capannelle in una palude fangosa; tuttavia, dopo aver assistito nel giro di pochi giorni a due concerti, rischiando entrambe le volte di soffocare (non oso immaginare un asmatico) penso che qualcosa, anche qui, si potrebbe quantomeno provare.
Infine (poi giuro che chiudo con le polemiche), continuo a non capire l'utilità del Gold Circle: premettendo che non ho ovviamente nulla contro chi sceglie di acquistare un biglietto per quel settore, per l'ennesima volta ho visto il Gold Circle pieno fino a metà, con spazi importanti fra le persone e le transenne; noi poveri mortali, possessori di un semplice biglietto, al contrario, eravamo pressati come sardine, con tutte le conseguenze immaginabili.
Conclusa la polemica, bisogna anche dire che, dal punto di vista degli artisti, da alcuni anni il Rock in Roma ci sta regalando enormi soddisfazioni e, da parte mia, sarò comunque grato all'organizzazione per avermi finalmente permesso di vedere dal vivo gli Iron Maiden. Come chiosa finale, facciamo dunque ritorno alla musica, abbandonando le polemiche: siamo stati protagonisti di una grande giornata di musica, dove quattro band diverse, ma tutte di grandissima abilità, si sono rese autrici di concerti impeccabili ed entusiasmanti. Dio ci conservi in questa forma i Saxon, regali un po' di ispirazione agli Anthrax, doni ulteriore entusiasmo ai Sabaton e...ci preservi per tanti anni ancora gli Iron Maiden.
Sì, anche se dovessero produrre un altro The Book of Souls.



Dimitri Molotov
Giovedì 4 Agosto 2016, 17.09.30
35
Anche io ho visto uno con la maglia di Metallized! Ero 1-2 metri più indietro. Per il concerto nulla da dire davvero, tranne il fatto che ero convinto di aver sentito Charlie Benante...
terzo menati
Domenica 31 Luglio 2016, 10.11.38
34
Io da Milano sono uscito insordito per due giorni. Da diverso tempo metto i tappi ad Assago non l'ho fatto, ho dubitato di una band di vecchietti che da disco sono enormemente depotenziati....ebbene dal vivo l'impianto audio ha fatto male
Bue Grasso
Domenica 31 Luglio 2016, 9.57.28
33
A mio avviso una grossa pecca sono stati i volumi, imbarazzantii, considerando che la location è fuori dal centro abitato, direzionata verso il GRA e sotto la linea degli atterraggi di Ciampino, si poteva ottenere un altro impatto! ....è solo una mia inmpressione?
terzo menati
Sabato 30 Luglio 2016, 19.35.25
32
Concordo con the red and the Black un pezzo stupendo specie dal vivo dove è tutto più potente e ne esce rafforzato
Psychosys
Sabato 30 Luglio 2016, 19.10.37
31
La scaletta degli Anthrax non sembra essere stata proprio il massimo... Con poco tempo a disposizione era forse meglio concentrare più classici che altro. E non toccate The Red And The Black Veramente bellissima, non capisco perché non piace a molti, forse per il coretto. Però non è certo il primo pezzo dei Maiden con un chorus facilino di mezzo.
Argo
Sabato 30 Luglio 2016, 17.37.54
30
Gli Anthrax dal ritorno di Belladonna hanno deciso di buttare la dignità e l'orgoglio direttamente giù nel cesso.
Diego
Sabato 30 Luglio 2016, 17.16.10
29
Ritornando al Sonisphere...ma gli Anthrax, con 9 canzoni a disposizione, dovevano proprio fare le 2 cover?!? Saranno anche dei classici, ormai, ma pescare tra deathrider, metal thrashing mad, I am the law, NFL, Medusa, Lone justice, be all end all... mi fermo?
Diego
Sabato 30 Luglio 2016, 17.09.36
28
@Metal4ever The Red and the Black è stata una di quelle che più hanno reso dal vivo, io me la sono goduta tutta (a Trieste)
Argo
Sabato 30 Luglio 2016, 17.08.49
27
Che vorrebbe dire "anche se dovessero produrre un altro The Book of Souls"? Spero il prossimo album sia proprio al livello di questo ultimo.
Vanessa Incrostata
Sabato 30 Luglio 2016, 15.37.13
26
Obscure@ giovedì sera DiGiorgio ha presieduto la sagra del "Moccolo", peccato mancasse il mio Brutus!
Metal4ever
Sabato 30 Luglio 2016, 13.26.12
25
Mi sono ricordato solo oggi che c'era un report sul concerto di domenica scorsa (scritto molto bene). Che dire, una bellissima giornata di musica passata con tanti amici; il giorno perfetto! I gruppi iniziali non mi hanno convinto molto, quindi posso anche tralasciare commenti su essi. I Sabaton sono stati molto bravi, credo che li approfondirò senz'altro. I Saxon, mamma mia! Classe, potenza e tecnica da veri maestri del genere; quanto li vorrei rivedere! Degli Anthrax mi bastava che suonassero "Caught in a Mosh", "Madhouse" ed "Indians" e già potevo ritenermi soddisfatto; e così è stato (certo che una "Among the Living"...). Dei Maiden non saprei cos'altro aggiungere... Sono sempre maledettamente spettacolari ed energici! Ma come cazzo fanno? "Powerslave" è stata graditissima, ma in generale tutta la tracklist mi è piaciuta (a "Children of the Damned" mi stavano a venì i lacrimoni). Unico neo: potevano sostituire "The Red and the Black" con almeno altri due classiconi. Basta inutili lamentele! E' stata una grande giornata di musica e me la sono goduta appieno! P.s: peccato non averti beccato, Andrè; sarà per il prossimo concerto!
ObscureSolstice
Sabato 30 Luglio 2016, 12.00.36
24
sarebbe stato bello andare, sia perchè c'erano più gruppi fighi allo stesso prezzo -Saxon, Anthrax, Sabaton- rispetto a Milano; ma sia perchè ricordo ancora con piacere l'ultimo concerto a Roma dei Maiden nel 20 giugno 2007 allo stadio Olimpico dove c'erano i Motorhead, Sadist, Machine Head....bell'atmosfera c'è stata con zio Lemmy, poi nello stadio Olimpico non è da tutti i giorni. Eclatante. Gran bella cosa. Quanti porconi avrò sentito ahaha l'atmosfera romana è sempre qualcosa di meraviglioso
Barry
Sabato 30 Luglio 2016, 11.23.36
23
Grazie a tutti per i commenti ed i complimenti, soprattutto a Brutus @Luca: in realtà avevo avuto anche io l'impressione che Bruce avesse cambiato più volte il microfono, ma non ero vicinissimo al palco ed ho visto con sicurezza un solo cambio. Non volevo quindi scrivere fesserie, ma mi stai confermando anche tu che l'impressione era corretta. @Joker: in realtà se anche facessero un altro TBoS, con tutto che non mi ha fatto impazzire, andrei ugualmente a vederli con adorazione
Angus71
Sabato 30 Luglio 2016, 9.23.34
22
I priest devono avere qualcosa... Anche io li ho visti per la prima volta pochi anni fa a rho
terzo menati
Venerdì 29 Luglio 2016, 19.42.24
21
io i priest li sono riuscito a vedere solo nel 2012 a mantova...e li ascolto dal 1983...gli scorpions solo lo scorso anno ad assago e anche loro li ascolto da quando i genitori del buon barry magari manco si conoscevano. il mio problema è che quando ero in fissa con altra roba mi scordavo regolarmente dei vecchi amori. mi mancano solo i van halen ma ormai ci ho dato a mucchio
Metal Shock
Venerdì 29 Luglio 2016, 19.06.40
20
@Terzo menati: ahahahah nonnismo metallico, buona questa. Una volta eravamo tutti "fratelli" e adesso facciamo il nonnismo! Comunque, a parte gli scherzi una cosa per Brutus. Barry ha specificato che per un motivo o l'altro non è mai riuscito a vedere i Maiden, e non mi sembra niente di scandaloso: io ho visto tutti i grandi gruppi dell'heavy metal, ma anche per me per un motivo o l'altro i Judas Priest non sono mai riuscito a vederli dal vivo, e allora? E poi stiamo parlando di un fans che fa un ottimo resoconto di un concerto vissuto da tale, non di un giornalista di professione, e se non ti va bene perchè lo leggi?
LAMBRUSCORE
Venerdì 29 Luglio 2016, 18.43.57
19
Io non capisco perché certe persone debbano criticare così i recenzori...
terzo menati
Venerdì 29 Luglio 2016, 18.06.29
18
Bah io uno del 1990 che si appassiona al metal lo rispetto a prescindere, ce ne fossero. Il nonnismo metallico non fa per me
Suarez
Venerdì 29 Luglio 2016, 18.05.41
17
Brutus è davvero il numero uno, vi prego di accoglierlo in redazione perchè voglio leggere le sue fantastiche recenzioni e i suoi report da vero metal fans
Vanessa Incrostata
Venerdì 29 Luglio 2016, 17.47.28
16
Brutus!!! Ammmore ti ho cercato x tutto il giorno deve eri finito? Anche ieri sera dove stavi? Volevo farmi un selfie ....e non solo quello....mi manchi!
Testamatta ride
Venerdì 29 Luglio 2016, 17.42.31
15
Brutus stando a quanto affermi quando Barry avrà la tua età probabilmente potrà vantarsi come te di essere metallaro da una vita e altrettanto probabilmente sarai tu che ti starai pisciando addosso, ma causa vecchiaia. Ammesso che tu sia ancora in vita.
terzo menati
Venerdì 29 Luglio 2016, 14.40.58
14
Io da Milano me la sono squagliatia all'inizio di wasted years..zero fila
rik bay area thrash
Venerdì 29 Luglio 2016, 14.35.34
13
L'articolo è stato scritto più da fan che da uno scribacchino impomatato. È questo per me è positivo. C'è entusiasmo e quel sano esporre il proprio pensiero e naturalmente gusto musicale. Ognuni di noi ha i brani preferiti dei propri beniamini. È legittimo aspettarsi la riproposizione in sede live. E quando non succede lo sconforto e grande .... Sui brani nuovi dei maiden non mi pronuncio. Fossero tutti così i report !!
Bloody Karma
Venerdì 29 Luglio 2016, 14.24.10
12
quindi il problema su Bruce era relativo al microfono...infatti non capivo perchè in certi momenti tirava fuori acuti pazzeschi e su altri la voce spariva all'improvviso. Pensavo fosse un problema mio che ero un po' nelle retrovie, ma mi han confermato la stessa cosa chi stava sotto il palco. Però dai, alla fine bella giornata, carismatici i Saxon, devastanti gli Anthrax (a me Breathing Lightning è piaciuta molto e non aveva ancora ascoltato l'ultimo) e pure i Maiden alla fine è stato un bel concerto. Condivido anche i problemi sull'uscita a fine concerto...anzi che hanno aperto anche l'uscita laterale, evitandomi così di dovermi rifare la scarpinata infinita per tornare alla macchina.
Joker
Venerdì 29 Luglio 2016, 13.54.50
11
Vi giuro quando Biff ha strappato la tracklist mi sono sentito come una 13enne ad un concerto di Justin Bieber......... Se fossi stato frocio gli sarei saltato addosso . Questo dicembre non me li toglie nessuno, mi auguro solo che la sua ugola sia identica a quella di Rock in Roma. Riguardo agli Iron Maiden, anche per me era la prima volta, e penso le stesse identiche cose di Barry quando dice "posso solo dire che vanno ascoltati dal vivo, almeno una volta nella vita e che almeno una volta va ascoltato un pubblico cantare ogni nota degli assolo di Fear of the Dark". Glielo dovevo, a loro e a me stesso perchè almeno una volta DOVEVO esserci: a piangere di gioia sulle note finali di Hallowed, ad andare in totale estasi su Iron Maiden e TNOTB, a cantare abbracciato a mio fratello e ad un mio carissimo amico Wasted Years come un ragazzino. Grazie di tutto, e Up The Irons \m/
Luca
Venerdì 29 Luglio 2016, 13.45.06
10
Premetto che è stata una giornata fantastica con musica eccezionale. Ma la scaletta dei Maiden ha confermato le mie perplessità a riguardo: per me decisamente troppi 6 pezzi così lunghi dell'album nuovo. Se di alcuni ho aprezzato la resa live (If Eternity Should Fail) o l'esecuzione (The Red and the Black), il fatto di averli accorpati uttti nella prima metà del concerto, intervallati solo da uno o al massimo due vecchi, per me ha reso un pò piatta e lenta questa prima parte. Infatti sul filotto di classici l'atmosfera era decisamente più calda e partecipe. E comunque con quella lunghezza bastava toglierne anche uno solo sostituendolo con due/tre vecchi per dare tutta un'altra proporzione e impatto totale al concerto. Sull'organizzazione lasciamo perdere le tante pecche varie, ma mi volgio pronunciare almeno sull'acustica, visto che a un concerto del genere dovrebbe essere non dico perfetta, ma quasi: il microfono saltava in continuazione (molto di più di quanto ha detto il recensore, almeno dalla mia postazione) e le chitarre a volte si perdevano, e temo che qualcosa del genere si sentisse anche nelle spie della band perchè un paio di attacchi non li hanno presi proprio bene bene. Però ribadisco, non voglio fare il critico ma solo giocare alll'avvocato del diavolo, perchè è stato un gran bel concerto e mi sono divertito moltissimo. Ah, prima volta che vedevo gli Anthrax (nonostante la mia età ) e posso dirne solo bene, grande carica, sembravano davvero contenti della situazione e non solo con frasi di ciorcostanza (come anche gli altri gruppi del resto), e ottimo pogo!
Joker74
Venerdì 29 Luglio 2016, 13.37.10
9
Ottima articolo,concordo su tutto,tranne sulla stoccata finale...a produrre ancora un altro The Book Of Souls,lo spero davvero!
angus71
Venerdì 29 Luglio 2016, 12.01.45
8
@Raven: Ottimo. non ho proprio capito il post di brutus.
Quel tizio lì
Venerdì 29 Luglio 2016, 11.54.41
7
Saxon impeccabili, Biff una certezza!
Quel tizio lì
Venerdì 29 Luglio 2016, 11.53.35
6
Eccomi qua, l'articolo è scorrevole e condivido le tue sensazioni riguardo alle esibizioni con l'eccezione che The Book Of Souls mi è piaciuto e anche i pezzi nuovi degli Anthrax mi hanno convinto; quelli però son gusti e son sacri. Ho mandato alla redazione il disco della band in cui ho cantato e suonato fino ad ora, metal classico autofinanziato, niente di innovativo. Chissà forse capiterà a te di dare un giudizio, verrebbe una rece niente male, a prescindere dalle opinioni.
Burning Eye
Venerdì 29 Luglio 2016, 11.49.00
5
Perché siete così cattivi?? Il report è onesto e non omette i dettagli che un lettore brama, l'età c'entra poco se hai il paraocchi per non vedere un lavoro fatto bene.
Raven
Venerdì 29 Luglio 2016, 11.37.54
4
Io invece me la prendo con chi scrive recenZioni con Z e pontifica sull'età (che non si sceglie) e sulla preparazione. Non è una gara a chi lo ha più lungo, quelle si facevano alle medie inferiori.
Brutus
Venerdì 29 Luglio 2016, 11.06.53
3
Ha ha ha ha...In tanti anni di Fedele militanza metallara...io non me la prendo con te ma con chi ti fa scrivere recenzioni...e la chiami militanza e a quasi 30 anni non hai ancora visto i maiden?ma ripeto tu non centri poverino,la colpa non è la tua....anzi la colpa è la mia che magari leggo una recensione di chi quando mi vedevo i concerti e ascoltavo certi dischi si pisciava ancora sotto....ha ha ha ha....statti bene e spero che non si sciolgono i maiden prima che li rivedi....
Brutus
Venerdì 29 Luglio 2016, 10.43.50
2
Ha ha ha ha....
Third Eye
Venerdì 29 Luglio 2016, 10.42.42
1
"Il Sonisphere è, da qualche anno, un appuntamento imperdibile per gli appassionati di musica rock e metal...". Addirittura, "imperdibile"!! Qui si esagera, direbbe il grande Totò!!
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