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SINE QUA ...BOH? - # 8 - ‘Dedicated To Chaos’ e ‘Frequency Unknown’
01/08/2016 (1584 letture)
Quando si tratta di rintracciare dischi che hanno fatto la storia, ma in negativo, è sempre particolarmente doloroso inserire nella lista gruppi e musicisti che hanno segnato un’epoca. Il legame d’affetto con certi album e certi personaggi, va infatti oltre la musica, per sconfinare in molti altri campi. Ascoltando CD e/o vinili che fungono da pietre miliari, la mente non apprezza solo la questione meramente musicale, ma torna all’istante in cui si è comprato un certo disco, a quando lo si è ascoltato la prima volta, a quanti momenti ha accompagnato della nostra esistenza. Spesso, poi, quelle note hanno il potere di farci rivivere sensazioni che soltanto la musica può mettere di nuovo in scena per essere riassaporate, unitamente al ricordo di luoghi, persone e situazioni che hanno accompagnato la nostra esistenza in un dato periodo. Uno dei gruppi che certamente ha più segnato le gesta di chi è cresciuto marchiato dal sacro fuoco del metal, è quello dei Queensrÿche. Lavori basilari come Operation: Mindcrime, Empire ed altri, veicolati dalla voce spettacolare di Geoff Tate, conservano ancora oggi intatta la loro forza e la loro bellezza, continuando a parlare un linguaggio che non può in alcun modo ed in alcun caso passare di moda; quello della vera arte. È anche per questo che Dedicated to Chaos e Frequency Unknown fanno ancora più male, gettando un po’ di ombra su una storia che, altrimenti, avrebbe potuto essere quasi senza pecche.

QUEENSRŸCHE: Dedicated to Chaos
Dedicated to Chaos giunge sul mercato in un momento molto particolare della storia dei Queensrÿche. Le tensioni tra Tate, sua moglie Susan ed il resto della band sono già note da tempo, anche se il peggio deve ancora venire. La band non ha più una direzione precisa, o meglio, ne ha troppe. Da un lato i Queensrÿche “strumentali” che cercano di mantenere un certo stile, ma temono di perdere il loro carismatico cantante e devono tener buona la manager/moglie cercando di non essere esclusi da tutto. Dall’altro i due coniugi che non sono mai stati interessati al metal in quanto tale e non disdegnerebbero affatto delle puntatine tra il rock più raffinato ed i pezzi smaccatamente commerciali. Il risultato di questo “chaos", appunto, non può che essere a questo dedicato. L’ascolto di Dedicated to Chaos sconcerta tutti quelli che sono abituati a seguire la band dall’inizio e che faticano a classificarlo come un album targato Queensrÿche. Il motivo è semplice: Dedicated to Chaos non è nemmeno un vero album, quanto piuttosto un collage di brani slegati l’uno dall’altro, completamente decontestualizzati e concepiti per il download singolo a favore di un pubblico assolutamente trasversale. Con ciò privilegiando un’audience che non è certo quella classica della band. Quale? Quella degli under 18/20 figli del web e poco interessati a stupidaggini quali la coerenza compositiva, gli arrangiamenti, la classe, i testi, la melodia, il metal, il prog, le chitarre, etc. Insomma, un pubblico che nulla ha a che vedere coi Queensrÿche e dal quale i Queensrÿche (leggasi: Tate) cercano solo una soddisfazione economica. Come? Dando loro ciò che sono abituati a sentire, ossia meno alti e più bass ’n’ drum; meno musica e più effetti; meno parole di senso compiuto e più slang del web; meno concentrazione richiesta per l’ascolto e le ferie pagate per un buon numero di neuroni da adibire ad altre attività col disco -pardon, con le singole canzoni del disco- in sottofondo. Ciò spiega anche la durata assolutamente eccessiva se consideriamo l’opera come unitaria, ma ininfluente se presa come puzzle di singolarità estrapolabili da un contesto generale senza che il contesto stesso ne soffra. Una simile operazione non poteva che avere una sola, inevitabile conclusione: un flop totale e senza appello, ragionevolmente prevedibile da tutti, tranne che dalla coppia Tate & Signora. Altri motivi li scopriremo ulteriormente in chiusura.

GEOFF TATE’S QUEENSRŸCHE: Frequency Unknown
Le beghe caratteriali, di gestione (soprattutto queste) ed economiche con Tate potevano avere un solo, logico epilogo: la separazione. Era poi possibile che mancassero gli strascichi legali per il controllo del nome della band? Ovviamente no; e così fu. Senza lanciarsi in una descrizione minuziosa dei vari passaggi della querelle, non oggetto di questo scritto, il 2013 vede due distinti gruppi in attività. Da un lato i Queensrÿche con Todd La Torre alla voce, autori del buon Queensrÿche, e dall’altro i Geoff Tate’s Queensrÿche firmatari del pessimo Frequency Unknown. E molti sospetti trovano conferma. Quello che Frequency Unknown (non) nasconde al mercato è invero l’uso proditorio del moniker per questioni meramente commerciali e la voglia di Tate di fare molte cose, tranne che il tipo di musica che ha sfruttato per diventare famoso. Se non a tratti e solo per “agganciare” parte del pubblico che lo ha sempre seguito. Anche mediante l’assoldamento di una line-up teoricamente ottimale. Frequency Unknown è un lavoro che mostra qualche discreto spunto isolato -Cold; Dare; In the Hands of God e Weight of the World- e tanta, ma tanta spocchia e/o incapacità di dare un verso ed una organicità alle canzoni. Il tutto viene poi reso addirittura repulsivo dalle ri-registrazioni di I Do Not Believe in Love, Empire, Jet City Woman e Silent Lucidity le quali, oltre a rendere ancora una volta il prodotto troppo lungo, non hanno semplicemente senso, se non quello di rovinare il ricordo degli originali e confermare la vera natura di Geoff Tate come artista. Il senso di repulsione verso la filosofia che anima Frequency Unknown, infine, viene moltiplicato esponenzialmente dalla presenza di ospiti quali K.K. Downing, Chris Poland, Ty Tabor, Paul Bostaph, Brad Gills, Dave Meniketti e Craig Locicero, utilizzati in maniera coerente con le finalità dell’operazione e, proprio per questo, quasi fastidiosi da ascoltare. Senza contare la voce del Nostro, lontana dai fasti di un tempo. La pochezza dell’iniziativa risalta in tutto il suo nulla o poco più, considerando anche la già ricordata uscita a ruota di Queensrÿche, lavoro di ben altra caratura a prescindere dallo stile. Dobbiamo infine rimembrare anche l’album degli Operation Mindcrime (è uscito in questi giorni un nuovo brano), degno forse ancor più di Frequency Unknown di essere considerato un Sine Qua... Boh? Lasciamo perdere.

OPERATION: SHAMELESS
Vedere il nome dello stesso gruppo, seppure in due diverse declinazioni, utilizzato all’interno di uno scritto che ha come obiettivo quello di stigmatizzare due diverse uscite, fa un notevole effetto. Tuttavia, a risultare come unico, vero sconfitto in questi due casi non è il moniker Queensrÿche in quanto tale, ma il solo Geoff Tate come singolo artista. Già nel primo caso, infatti, è a lui ed al suo entourage che si devono (si fa per dire) sia la scelta di concepire un album-non album col solo scopo di vendere canzoni separate via internet ad un pubblico senza storia e cultura musicale, sia le interferenze nelle dinamiche interne alla band da parte della moglie e della figliastra Miranda. Quest’ultima coinvolta nella gestione del fan club e licenziata insieme agli altri due, come risposta al fatto che la band non aveva più voce in capitolo nella gestione dei propri interessi. A parte le questioni prettamente legali che consentiranno inizialmente a Tate l’uso del nome Queensrÿche (diritto poi perso) e del concept di Operation: Mindcrime ed Operation: Mindcrime II (abbiamo citato anche lo spin-off come band, sempre pessimo e che dimostra malafede ulteriore nella scelta del nome) ed il periodo Rising West, le liti con contatti fisici veri e propri che fanno da corollario alla vicenda, “l’operation Dedicated to Chaos” è macchiata da un peccato originale che nessuno vicino al cantante ha stranamente previsto. L’uso del nome Queensrÿche per un qualsiasi prodotto musicale lo pone inevitabilmente perdente sul mercato in quanto naturalmente destinato al pubblico che ha sempre seguito il gruppo.

WANDA NARA TATE
Un pubblico devoto alla forma album -magari con tanto di concept alle spalle- e quindi ad un prodotto unitario già come concezione iniziale, alla composizione ed agli arrangiamenti di brani melodici e complessi, a sonorità concepite e sviluppate in modo articolato e di metallica classe. Insomma: esattamente l’opposto di tutto ciò che Dedicated to Chaos rappresentava. Di contro, il rivolgersi ad una audience diversa, ma non edotta della nuova situazione e comunque già spaventata dal moniker e da quel poco di metallizzato che Dedicated to Chaos conteneva, non poteva che portare ad un disastro commerciale annunciato e quindi largamente prevedibile. Da tutti, ma non dalla galassia Tate. Probabilmente sarebbe bastato presentarsi ad un pubblico almeno in parte nuovo solo come Geoff Tate e lasciare la band in maniera più amichevole, per ottenere un risultato migliore. Così, invece, resta una macchia indelebile sulle carriere di tutte e due le parti. Leggermente più sincero, pertanto, ed anche musicalmente superiore (o meglio, meno peggio) Frequency Unknown. Nondimeno, oltre a non raggiungere comunque la sufficienza, l’album presenta la stessa pecca fondamentale dell’altro, ossia l’uso di un nome glorioso, che resterà perennemente associato ad un concetto di metal di altissima levatura, all’interno di un progetto che nulla aveva a che spartire col passato. Risultato? Delinearsi come repellente per la maggioranza assoluta dei vecchi fan e privo di appeal per il pubblico generalista a prescindere dal contenuto, peraltro di scarsa qualità. Ne valeva la pena, Geoff? O forse si dovrebbe rivolgere la domanda alla moglie? I tifosi interisti sapranno sicuramente cosa rispondere.



tino ebe
Venerdì 5 Agosto 2016, 17.17.06
23
de garmo al massimo fa la spalla alla figlia, auspicare un ritorno con tate è impossibile. i ryche odierni sono una certezza e la torre ormai gode di uno status ultra consolidato fra nuovi e vecchi fans. io sono contento così
HeroOfSand_14
Venerdì 5 Agosto 2016, 15.46.12
22
Tristezza, articolo che conferma verità sacrosante. Tate ormai non ha più nulla da dire nell ambito musicale, e mi dispiace parecchio. Spererei almeno in un ritorno di De Garmo per vedere se ė fuori forma o se sa ancora creare capolavori come in passato. Intanto mi godo i nuovi Queensryche con La Torre, forse troppo old school ė vero, ma hanno partorito pezzi degni di nota.
P2K!
Giovedì 4 Agosto 2016, 10.06.21
21
Sui credits del disco è accreditato su "Running Backwards" e "Life Without You"..
gianmarco
Mercoledì 3 Agosto 2016, 12.26.47
20
P2K! Kk Downing Solo. Dove è Bostaph ?
Max
Mercoledì 3 Agosto 2016, 10.11.24
19
Il fatto che intorno al binomio Q/GT si parli e molto la dice lunga sull'assoluta importanza storica della band che ha fatto dell'evoluzione il suo dogma e che ha dato alla luce capolavori assoluti nel periodo d'oro e purtroppo scialbe/mediocri produzioni successivamente. Nel primo periodo,tolto il primo ep e the warning che presentano una certa continuità ed assonanza..tutto il resto è stato un cambiare/evolversi entro però il binario più o meno certo e tracciato del metal (sia esso prog o no, ma chi se ne frega). Ad eccezione di Empire (il disco più facile del periodo e che io preferisco di meno: comunque ha rappresentato uno stacco netto da OM) tutto il resto è un continuo evolversi anche in modo drastico e rischioso: pensate solo a PL e ditemi quanto c'avete messo ad assimilare questa opera che io definisco di tribal metal? Lo stesso vale per l'immenso RFO, a dir poco rivoluzionario per suoni e atmosfere. Ebbene i fan dei Q sono passati trasversalmente indenni lungo questa magica fase nonostante le evidenti soluzioni di continuità e le scelte anche rischiose. Dopo cosa è successo? De Garmo che se ne va? GT che prende il sopravvento e con scarsa ispirazione dirige la band su lidi sbagliati? Probabilmente si. Il cambiamento c'è stato ma purtroppo l'ispirazione e l'amalgama se ne erano andati. Insomma, il binario era diventato morto o meglio si era passati su un binario a scartamento ridotto con destinazione .....ignota.(menziono solo il patetico e orribile tentativo di resuscitare il passato:OM II, brutto e ridicolo a maggior ragione per il nome che porta!!) Anche per colpa dei fan (me compreso) ,che ritengo abbiano continuato a dare fiducia e a comprare i loro CD, la band è andata avanti così, sempre peggio e su proposte ormai irricevibili sia per i vecchi che per i nuovi ascoltatori. Non che tutto sia da buttare, ma come ho già detto altrove, mettere insieme due CD dignitosi dagli album fatti dopo PL è quasi un impresa. Ora, siamo di fronte all'assurdo: i Q moderni stanno cercando di fare quello che la band storica non ha voluto/saputo fare , cioè ritornare alle origini (con risultati discreti:ho letto che la casa discografica ha imposto un nuovo album, Ok, ma spero che sia più meditato e ispirato di CH) mentre GT si attacca ai totem del passato per cercare di galleggiare proponendo musica che non solo non attira i suoi vecchi fan ma che ben difficilmente ne procurerà di nuovi! Che peccato!!
P2K!
Mercoledì 3 Agosto 2016, 9.45.44
18
Articolo ineccepibile (forse solo nella scelta dei brani migliori di Frequency Unknown dove Dare penso sia una delle cose più brutte mai ascoltate e di contro Running Backwards dove la presenza di Paul Bostaph da una marcia in più). La fase post Promised Land (IL capolavoro!!!) è controversa si sa, ma se presa a se stante sa regalare diversi momenti piacevoli. L'articolo non ha precisato un fattore importante nella rottura tra la band e Tate. Da American Soldier (un signor disco comunque) era palese che Tate avesse messo da parte Wilton e Jackson chiamando a se collaboratori esterni per scrivere i brani (basti leggere i credits del disco). Alla fine Jackson e Wilton si erano ritrovati ad arrivare in studio a suonare parti non scritte da loro. Addirittura poi si è scoperto che Tate da O:M2 aveva cominciato a far ri-registrare intere parti suonate da Wilton da altri
Galilee
Martedì 2 Agosto 2016, 21.16.17
17
X Metal Shock. Perchè erano dischi troppo figli del solo Tate nei quali la band non si rispecchia. Comunque, dischi come Tribe e OM2 secondo me sono ancora adesso molto personali e atipici paragonati al panorama musicale in generale. E anche per i Q. Stessi. Magari non avranno fatto breccia tra i più, ma si sono sicuramente distinti.
terzo menati
Martedì 2 Agosto 2016, 18.58.50
16
Secondo me wilton Jackson e Scott hanno volutamente dato un taglio heavy alla band infatti prediligono dal vivo gemme dai primi tre dischi che la torre propone in maniera eccellente. In questi giorni mi stavo guardando il live a wacken...beh le interpretazioni di warning, en force, whisper, più la roba dellep sono straordinarie. Todd e' un asso e la band ha costruito attorno alla sua enorme voce il nuovo corso. E' una scelta che li ha senza dubbio premiati
Metal Shock
Martedì 2 Agosto 2016, 18.50.54
15
@Galilee: scusa ma se adesso i Queensryche dal vivo fanno pezzi del passato, cantati da Tate e non quelli dopo Promise Land ci sara` un motivo. E poi quando ho scritto che non sono influenti per il metal e` perche` sono comunque album derivativi non originali come prima, non so` se mi spiego.
Hard & heavy
Martedì 2 Agosto 2016, 18.24.31
14
i miei voti: The Warning 90 – Rage for Order 100 – Operation: Mindcrime 100 – Empire 100 – Promised Land 100 – Hear in the Now Frontier 80 – Q2K 85 – Tribe 80 – Operation: Mindcrime II 85 – American Soldier 85
Galilee
Martedì 2 Agosto 2016, 18.20.12
13
Chi lo stabilisce che dopo Primsed land i QR abbiano solo sfornato dischi ininfluenti per la scena Metal?? Chi è il guru in questione? Ma poi influenti o no, dischi come Tribe o OM2 per citarne 2 a caso, rimangono disconi di altissima qualità. X Metal shock , magari non le fanno perchè senza Tate non ha senso. Credo che la qualità non centri assolutamente nulla.
terzo menati
Martedì 2 Agosto 2016, 17.15.30
12
A me tate fa nella musica l'effetto che de Niro o di Caprio nel cinema...attira l'attenzione e da sapore anche alle cose più superficiali e sciape, proprio perché parliamo di fuoriclasse. Sammett gli ha confezionato un pezzo adatto a lui e mi ha fatto venire i brividi ma da promised Land in poi non mi é piaciuto niente, le ultime cose poi non si sa cosa siano. Viceversa la band madre ha saputo resuscitare come l'araba fenice ed ora sta facendo ottime cose, da titubante sono diventato fan convinto del la torre ma spero sempre in un colpo di reni di geoff che per la cronaca e' da sempre il mio Singer preferito
Metal Shock
Martedì 2 Agosto 2016, 16.27.06
11
@Lizard: opinioni personali. A me gia` Hear in the... fece storcere il naso e non di poco, album senz`anima, Q2K idem, album hard rock grunge senza picchi. Di Tribe e American soldier lessi al tempo recensioni mirabolanti ma all`ascolto risultarono molto deludenti, per non parlare di Operation ..2 e Dedicate.. due vere schifezze. Tutti questi album hanno avuto influenza zero nel mondo metal e ancor oggi i Queensryche quante canzoni fanno dal vivo di tutti questi album? Zero. Se fossero cosi` validi qualcosa farebbero, non pensi?
Crimson
Martedì 2 Agosto 2016, 16.19.00
10
No no, che siano tutti - nessuno escluso - dischi (quelli post Promised land) totalmente ininfluenti ed inutili per la scena metal classica (figurarsi per il prog, della quale hanno sempre fatto parte "a latere") è un dato di fatto; non un'opinione. Il giudizio sulla bellezza delle singole uscite invece lo è.
Lizard
Martedì 2 Agosto 2016, 15.31.26
9
Crimson: a parte il giudizio sulla serie, che registriamo, anche se non tutti i dischi trattati sono poi così recenti, trovo la tua posizione un po' troppo estrema. È vero che Promised Land è l'ultimo disco imputabile ai Queensryche che furono, ma che da lì in poi tutti i dischi siano orrendi o inutili e che il gruppo stesso sia inutile è discutibile e mi sembra molto opinabile. American Soldier è un ottimo album rovinato da Kelly Gray in fase di mixaggio e post produzione, ma resta um signor disco. Q2K e Tribe scontano molto il nome in copertina più che una carenza di qualità intrinseca e l'unico disco veramente non riuscito per me resta Hear in the Now Frontier. Insomma, a mio avviso aul giudizio pesano troppo le aspettative suscitate dal nome. I due album presi in esame da Raven, invece, non hanno proprio appello.
Hellion
Martedì 2 Agosto 2016, 15.16.54
8
Che tristezza vedere le foto del bel tempo che fu...erano il mio gruppo preferito.
Il Cinico
Martedì 2 Agosto 2016, 14.54.22
7
Tutti attaccati al cadreghino, Tate sembra uno dei nostri politici. Cmq il punto è uno solo non ha più voce e se uno come lui resta senza è la fine. Peccato, spero che l'abbia persa per calo naturale e fisiologico e non perchè se ne è fottuto e non l'ha più curata.
Crimson
Martedì 2 Agosto 2016, 14.28.49
6
Continuo a trovare poco utili questi articoli. Sono dischi abbastazna recenti e tutti sanno che sono stati accolti e considerati malissimo da chiunque. Senza contare che i Queensryche è dal post-Promised Land che sono un gruppo "sine qua boh", nel senso che nessuno sa perché esistano ancora, vista la manifesta e palese inutilità di ogni loro uscita (sempre post-'94). A parte portare a casa la pagnotta. Da gruppo fondamentale e innovativo, a una delle band più inutili della storia.
jonny
Martedì 2 Agosto 2016, 14.16.03
5
Credo che siano in molti a soffrire, ma in questo articolo c'e' una analisi impeccabile, purtroppo e' cosi' due album davvero brutti e insipidi, e purtroppo vedere una voce come Tate ridotta cosi' fa male veramente a tutti penso, un uomo dal potenziale immenso, che come una candela si sta consumando del tutto, si sta squaiando, la sua brillantezza entusiasnante e' praticamente finita, ci servirebbe un musista dal polso duro che lo rimetta in riga, una guida solida, altrimenti e' Bello che cotto, dispiace dirlo, solo un mitacolo puo' salvarlo dal baratro.
Lo Struzzo
Martedì 2 Agosto 2016, 13.18.00
4
Francesco, con questo articolo non fai altro che aumentare le mie sofferenze.
Metal Shock
Martedì 2 Agosto 2016, 10.20.08
3
L'articolo dice tutto: due pessimi dischi, a dir poco, una situazione imbarazzante da parte di Tate, peggio di così... un artista perso.
ayreon
Martedì 2 Agosto 2016, 10.17.20
2
io invece dopo i primi ascolti ho smesso,ne loro ne tate,i primi troppo old style e troppo alla ricerca di quel sound che se voglio proprio ascoltare mi sparo l'ep o "the warning",il secondo ormai è perso in se stesso e se dal vivo non tira fuori qualcosa di rycheiano riempie a malapena i pub,che brutta fine
alifac
Martedì 2 Agosto 2016, 8.55.30
1
Cosa dire di quest'articolo? Non c'è una parola fuori posto... condivido tutto! Mi dispiace, molto, per Geoff.. spero che il vino gli venga meglio! Almeno i Q. con La Torre sono riusciti a riprendersi...
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