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TAROT - Parla Marco Hietala
7/12/2006 (6570 letture)
Il disponibilissimo vichingo finlandese si concede ai lettori di MetallizeD con un’interessante chiacchierata che spazia dalla prossima release del nuovo lavoro dei Tarot, Crows Fly Black, fino ad alcune particolari dichiarazioni sull’odissea Nightwish. Leggere per credere...

Ciao Marco, prima di tutto parliamo il vostro ultimo album, suona molto dark ma allo stesso tempo è qualcosa di nuovo per i Tarot. Cosa ci puoi dire a riguardo?
Hai ragione quando dici che è un album dark. Non so dirti se sia una nuova direzione. Penso che una nuova direzione sia come “cresciuta” nella band se guardi ai due album che abbiamo fatto prima di questo. Penso che sia una specie di naturale progressione. Non avevamo programmato che Crows Fly Black venisse fuori così “nero” ma è uscito fuori in questa maniera. Ogni volta che iniziamo a scrivere musica cerchiamo di mescolare diversi elementi tra cui questa oscurità e potenza. Questo è ciò che è venuto fuori questa volta e penso che ci siamo riusciti piuttosto bene.

Chi è la persona all’interno della band che è maggiormente responsabile di questa evoluzione? Se si tratta di una sola persona.
Chiaramente io sono una parte di questa evoluzione, ma penso che si tratti principalmente di un fattore legato all’intera band. E’ proprio il modo in cui scriviamo musica a far sì che l’evoluzione sia di tutta la band: io preparo la mia roba, mio fratello Zac prepara la sua roba e Janne, il tastierista fa altrettanto. Cerchiamo sempre di trovarci almeno noi tre e lavoriamo insieme sui brani. La definirei come una “situazione democratica” in cui la nostra musica si sviluppa e questo porta ad una costante evoluzione.

Percepisci questo Crows Fly Black come un nuovo inizio?
Beh no, non proprio un nuovo inizio, adesso abbiamo un’etichetta molto valida che distribuisce piuttosto bene il nostro lavoro...

Parlo del problema della lunga attesa per questo album.
Sì, lo so. Beh, chiaramente è qualcosa che ci rende veramente felici però non so se considerarlo un nuovo inizio. Noi abbiamo sempre suonato musica insieme e continueremo a farlo. Anche se può capitare che impegni esterni prendano parte del nostro tempo noi continueremo sempre a suonare.

Quale aspetto o particolare di questo album ti soddisfa maggiormente?
Credo che ci sia una sorta di sound, qualcosa che riguarda l’intero pacchetto. Può suonare come diversi altri dischi heavy metal ma credo che questo album abbia una sua personalità. E questo è qualcosa di cui sono veramente orgoglioso.

C’è qualcosa che non è valido come avresti voluto?
Credo che una caratteristica importante di questo album sia il fatto che il nostro materiale fosse pronto già lo scorso inverno, eppure abbiamo deciso di aspettare per poterci lavorare su, in modo che potesse soddisfare pienamente noi ed i nostri fan. Credo che se non avessimo aspettato così a lungo, Crows Fly Black non sarebbe stato così valido.

I Tarot sono adesso molto diversi dal sound delle origini. Cosa ispira questa evoluzione?
Beh, naturalmente gli anni passano e tu cresci come persona, come uomo. Tutto ciò che abbiamo sempre fatto o voluto fare è essere noi stessi. Parallelamente alla musica ci sono tutti gli avvenimenti della vita privata che ovviamente influenzano i diversi album a seconda del periodo in cui sono stati scritti. Quando abbiamo cominciato eravamo batteri ed ora siamo già dinosauri (risate) eppure siamo gli stessi. Ciò che voglio dire è che in ogni album si possono percepire delle particolarità. Nei primi album, alla fine degli anni ’80, si sente che a suonare sono dei giovani ragazzi pieni di rabbia ed entusiasmo, quando si passa agli anni ’90 si percepisce che un’influenza progressive sta crescendo ed infine ascoltando gli album del 2000 si sente una musica più diretta, più heavy. Si tratta sicuramente di un processo evolutivo ma non saprei dire precisamente da dove provenga.

Credi che i problemi riguardanti i Nightwish abbiano influenzato il vostro stile musicale?
Beh, credo che i problemi che abbiamo avuto durante l’ultimo anno con i Nightwish abbiano avuto un impatto sulla mia vita. Ero un po’ frustrato e deluso da tutto il music business. Non ero molto in grado di impegnarmi a scrivere testi e musica e così l’album non è uscito quando avremmo voluto. Ha rallentato tutto. Ma quando prendi le distanze da qualcosa sei in grado di analizzarlo meglio e ti rendi conto che tutto questo è comunque rock ‘n’ roll. Pensi “Heavy metal è tutto ciò che ho sempre desiderato fare ed è ciò che faccio meglio”. Così ritrovi l’entusiasmo e ricominci a lavorare. Credo che questo sia ciò che è successo con i Nightwish. Mi ha rallentato un po’ ma non c’è una cosciente influenza sulla musica che facciamo. Con i Nightwish stiamo andando avanti ma ora sono impegnato con i Tarot, stiamo preparando il tour e questo mi terrà impegnato fino a settembre 2007. Poi vedremo cosa verrà fuori con i Nightwish.

Dopo tutto questo tempo cosa pensi dell’allontanamento di Tarja (Turunen, ex cantante dei Nightwish, N.d.R.) dalla band?
Era necessario. Era una situazione che non poteva più essere gestita. Credo che lei abbia dato troppo potere a suo marito e lui stava cercando di modificare tutte le scelte che avevamo fatto come band. Entrambi hanno iniziato a prevalere su noi quattro e sulla gestione della band. Troppe volte quello che cercavamo di fare è stato in qualche modo sabotato. Guardando a tutto ciò che è successo si capisce come si sia trattato principalmente di una scelta “lavorativa”: per far sì che la band potesse sopravvivere era necessario chiudere con alcune persone.

Ti manca Tarja come persona e come artista?
Sì... Sì, mi manca perchè, nonostante tutto quello che ha detto la gente e tutto ciò che lei e noi abbiamo detto, io continuo a pensare a Tarja come ad una buona amica e a tutti i bei momenti che abbiamo passato insieme quando eravamo in tour. Sì, sarebbe bello rivederla e parlare nuovamente con lei.

Ed ora, perdona la domanda, ma non credi che pubblicare un DVD come “End Of An Era” sia qualcosa come cercare come fare soldi con una serie di avvenimenti che hanno riguardato i sentimenti di migliaia di fan?
Uhm... Non lo so. Io la vedo in maniera diversa. Io credo che fosse l’ultimo show della band con quella line-up e credo che fosse davvero un grande show.

Si, ma non credi che pubblicizzarlo in quella maniera possa portare i fan ad acquistarlo per ciò che lo show rappresenta -ovvero l’ultima apparizione di Tarja Turunen con i Nightwish- piuttosto che per il valore dello spettacolo in se?
Beh, vorrei che nessuno lo comprasse solo perchè è l’ultimo show. Credo che ci siano valide ragioni a sufficienza per affermare che si tratta veramente veramente veramente di un grandissimo spettacolo. Inoltre avevamo programmato sin dall’inizio di registrare l’ultima data di tutto il Once Tour. Era già stato programmato molto prima che decidessimo di lasciar andare Tarja. Ancora adesso, se guardo il DVD, personalmente, mi sento veramente orgoglioso dello show che abbiamo realizzato quella sera. Abbiamo dato davvero tutto ciò che potevamo dare perchè noi, come persone, sapevamo che quella sarebbe stata la fine. Quindi io credo che il DVD giustifichi la propria esistenza con i propri contenuti.

Tornando ai Tarot, so che tu attualmente vivi ad Helsinki, mentre il resto della band si trova a Kuopio. E’ difficile trovare il tempo per scrivere musica insieme?
Sì, è vero. A volte questo è un problema perchè tutto dev’essere programmato. Una settimana sarò qui, la prossima sarò là etc. Sarebbe più comodo vivere vicino ai miei compagni. Se fossero stati più vicini anche con i Nightwish sarebbe stato più semplice. Sono venuto a vivere ad Helsinki durante un periodo in cui i Tarot si stavano prendendo una pausa ed ora la mia famiglia vive qua, quindi è molto difficile per me pensare di tornare indietro. Naturalmente è molto complicato perchè tutto dev’essere programmato in anticipo.

Com’è possibile sopravvivere ad oltre 20 anni di infinite mode musicali? I Tarot sono sempre qui e sembrano più forti che mai...
Sì, è strano, non trovi?! (risate) Non so come possa succedere. Abbiamo preso le cose con molta calma. Intendo dire che ci sono state diverse pause fra un album e l’altro. Penso che il punto fondamentale in questo caso sia la chimica fra le persone all’interno del gruppo. Siamo sempre stati grandi amici prima di tutto e continuiamo ancora oggi a divertirci moltissimo nel trovarci insieme per scrivere musica o anche solo passare del tempo insieme. Questo è il motivo per cui non abbiamo mai sentito la necessita di sciogliere il gruppo. L’amicizia con gli altri membri del gruppo è ciò che tutt’ora considero il mio più grande tesoro.

La musica dei Tarot ha sempre mantenuto una forte sonorità tipica dell’heavy metal più classico e in questi ultimi anni non è cosa da poco. Come riuscite a portare avanti un genere così differente dalle sonorità più moderne?
Beh, non siamo i New Trolls o roba del genere. Veniamo influenzati: ciò che facciamo, in qualche maniera, rimane nel nostro inconscio e riflette ciò che accade nella nostra vita. Credo comunque che si tratti di una questione di onestà a livello personale riguardo alla musica che facciamo, in modo che piaccia alla gente ma prima di tutto a noi stessi. Vogliamo sempre poter essere soddisfatti di ciò che facciamo al cento per cento. Non è una questione di quando fai musica, che siano gli anni ottanta oppure il duemila, noi puntiamo sempre alla migliore musica che possiamo fare, anche se questa cambia al cambiare del mondo che ci circonda e con il miglioramento delle tecnologie. Non è un tentativo cosciente di continuare a tutti i costi con lo stile di un tempo.

Hai qualche rimpianto per la tua non completa dedizione ai Tarot dovuta ai tuoi impegni paralleli?
No. Chiaramente sarebbe stato bello poter avere più tempo, ma so che i ragazzi sono consapevoli del fatto che io sia legato in maniera altrettanto forte ai Nightwish ed ai Tarot. In futuro con i Nightwish ci sarà bisogno di molta più organizzazione di quando abbiamo cominciato e sicuramente quando ricominceremo non ci sarà più tempo per altri progetti ma adesso c’è tutta la primavera per i concerti e l’estate per i festival con i Tarot. Ogni persona coinvolta in queste due band è al corrente di ogni cosa ed ognuno di noi è perfettamente d’accordo su questo. Quindi nessun rimpianto, personalmente credo di essere una delle persone più fortunate della Terra ad avere questi due gruppi.

So che c’è stato un piccolo cambio di line-up ultimamente...
Sì, esatto, Tommi (Salmela, N.d.R.) è adesso ufficialmente il secondo cantante della band. In realtà è da dieci anni sul palco insieme a noi per il backing vocals e sampler ed ha registrato alcune parti vocali per un paio di album. Questa volta, componendo la canzone Bleeding Dust, ho capito che avevamo bisogno di due voci. Beh, avevamo già due voci, quindi tutto ciò che restava da fare era ufficializzare la sua entrata nel gruppo e metterlo in prima linea anche nella composizione delle canzoni per questo album. Quando adesso parliamo di tutto questo continuiamo a chiederci “Perchè non l’abbiamo fatto prima? Perchè non abbiamo fatto entrare Tommi nel gruppo già per Suffer Our Plasures?”. E’ stata una decisione che avremmo voluto prendere già da tempo.

Ora una domanda riguardo al futuro. Sarete presto in tour, visiterete anche l’Italia con qualche show?
Faremo un piccolo tour in Germania a febbraio, saranno otto concerti in dieci giorni. Per il futuro non c’è ancora nulla di definito. L’album uscirà a gennaio, poi vedremo come verrà accolto dal pubblico. Se avrà successo naturalmente per i promoter e per noi sarà un vero piacere poter suonare in giro per l’Europa. E noi speriamo sinceramente che questo accada. In ogni caso il prossimo anno appariremo a diversi festival in primavera-estate.(I Tarot saranno in Italia il 6 Maggio al Sottosopra di Padova in occasione del EarthShaker Roadshock Tour 2007 insieme a Finntroll, After Forever, Die Apokalyptischen Reiter, Machine Men e All Ends, N.d.R.)

Bene Marco, per me è tutto, se c’è qualcosa che vuoi far sapere ai fan italiani, questo è il momento di dirlo.
Beh, so che ci sono in giro per il mondo delle persone che ci seguono da due decadi. A queste persone vorrei dire: Respect, con tutto il mio cuore! E poi adesso con il nuovo album Crows Fly Black forse avremo nuovi fan ed altre persone che ci seguono. Vorrei ringraziare anche queste persone perchè senza fan probabilmente non esisterebbe la band.



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