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DELAIN - Una questione di equilibri
15/08/2016 (1054 letture)
In una serata dello scorso giugno, Charlotte Wessels, la carismatica frontwoman dei Delain, ci racconta qualche dettaglio e retroscena relativo al prossimo album della formazione nederlandese, Moonbathers, senza tralasciare qualche piccola rivelazione personale...

Gianluca: Ciao, Charlotte, innanzitutto grazie mille per l'intervista e per il tuo tempo. Come stai?
Charlotte: Bene, bene, grazie per l'interessamento!

Gianluca: Allora iniziamo, siete in mezzo alla stagione dei festival, avete suonato al Download Festival, all'Hellfest, al Graspop e al Tuska Festival, come sono andati questi show?
Charlotte: Molto bene! Sono rimasta molto contenta, il Download -per adesso- credo sia stato uno dei miei preferiti, anche perché siamo rimasti lì tutto il weekend e prima di suonare l'abbiamo anche un po' vissuto da "visitatori".
L'Hellfest è stato fantastico come sempre, il Graspop molto piacevole e il Tuska invece è stato particolare visto che è stata la nostra primissima volta a suonare in Finlandia, dopo dieci anni era una cosa che aspettavamo molto.
Quindi stiamo passando veramente dei bei momenti ai festival e ci stiamo divertendo parecchio.

Gianluca: Mi fa molto piacere sentirlo, tu di solito preferisci suonare in festival come questi dove potete anche raggiungere nuovi fan o sei più a tuo agio duranti i tour normali?
Charlotte: Credo che l'esperienza dei festival sia più entusiasmante perché sono più affollati e come dicevi tu c'è la possibilità di raggiungere più persone, quindi c'è più pressione.
Però mi piacciono anche molto i concerti nei piccoli club, perché visto che invece in questo caso non c'è tanta pressione spesso accadono tante piccole cose spontanee, tipo quei piccoli momenti divertenti di scambio con il pubblico.
Quindi sono due contesti con due facce diverse, mi piace il fatto che la pressione ai festival sia così alta, insieme alla possibilità di raggiungere molte più persone, ma dall'altro lato c'è qualcosa di speciale nella connessione che si crea con persone che hanno effettivamente comprato il biglietto per vederti, è sicuramente molto più intimo.

Gianluca: Quindi son proprio due pianeti differenti...
Charlotte: Sì esatto! Entrambi hanno il loro charme!

Gianluca: Allora, passiamo a parlare del nuovo disco, tra poco meno di un paio di mesi (l'intervista è stata registrata a giugno, ndr) Moonbathers vedrà la luce, io ho avuto la possibilità solo di sentirlo ieri sera, ma le mie impressioni sono state decisamente buone, mi è parso che abbiate composto qualcosa di più vario, le canzoni più "heavy" suonano molto più "heavy" rispetto al passato, mentre le ballad sono poi effettivamente più lente e dolci, è stata una scelta consapevole o le canzoni sono semplicemente uscite così?
Charlotte: Le canzoni sono uscite semplicemente così, non abbiamo mai programmato esattamente come avrebbe suonato un disco prima di iniziare a comporlo, l'unica cosa che facciamo in questo senso è che quando iniziamo ad avere un paio di canzoni pronte cerchiamo di mantenere un certo bilanciamento, quindi se abbiamo due pezzi molto lenti allora cerchiamo di comporre qualcosa di più tirato e -viceversa- se abbiamo magari già più canzoni tirate allora cerchiamo di compensare di più l'altro lato. Quindi bilanciamo consapevolmente i tipi di canzone.
Circa il fatto che questo disco sia uscito così vario -e concordo con quanto hai detto perché è decisamente un disco fatto di due estremi- non so esattamente come mai sia diventato così, una mia supposizione è che sia dovuto al processo di produzione di questo album, che è stato molto diverso da quelli precedenti.
Abbiamo questo lusso/problema di fare moltissimi tour ravvicinati e quindi, invece che fare come si fa di solito, usando lo spazio tra un tour e l'altro per un unico processo di composizione e registrazione, abbiamo invece diviso il processo per poterci lavorare nelle piccole pause tra i tour, cosa che ha portato ad una produzione divisa in tre tranche che sono state ovviamente susseguite in questi ultimi anni.
Posso immaginare quindi che visto che queste canzoni sono state realizzate in momenti, posti e mood diversi, questo abbia a che fare con il fatto che l'album sia così vario, anche se non posso esserne sicura perché non è stato un processo conscio, è tutto cresciuto in maniera molto naturale, però credo che il fatto di aver spezzato la produzione in questo modo abbia contribuito.

Gianluca: È la prima volta che mi capita di sentire di una band che ha lavorato in questo modo, però alla fine effettivamente con tutti i tour che state facendo sembra proprio che fosse l'unica soluzione.
Charlotte: Sì, non volevamo lasciare tutto per l'ultimo momento, perché non avevamo semplicemente abbastanza tempo, il fatto di avere tutto diviso in tre parti ci ha anche dato modo di dedicare alle canzoni tutto il tempo di cui avevano bisogno.
Così ad esempio mentre lavoravamo alla seconda tranche di canzoni abbiamo anche avuto il tempo di ritoccare un po' quelle della prima, comunque anche con questo modo di lavorare abbiamo dovuto lavorare molto di corsa, perché gli ultimi anni sono stati davvero da pazzi per noi, e credo che a pensarci adesso sia stata una buona soluzione al problema.
Se ci pensi in generale abbiamo comunque dovuto trovare un giusto bilanciamento perché dovevamo assicurarci di avere ancora abbastanza tempo tra i tour per completare il processo di composizione e registrazione.
Ad oggi sono soddisfatta della soluzione creativa che abbiamo trovato, perché ha funzionato, però bisogna sempre fare attenzione al tempo da impiegare, anche perché stiamo già discutendo del processo da utilizzare per il prossimo album, in questo senso abbiamo uno spirito che non si ferma mai (ride, ndr).

Gianluca: Mi fa piacere sentirlo! Comunque, magari è dovuto proprio al fatto che lavoriate molto mentre siete in tour, ma da un certo punto di vista mi sembra che praticamente tutte le canzoni di questo disco abbiano una buona "attitudine" live, state pensando anche ad una scaletta per i prossimi tour incentrata più su Moonbathers o cercherete di mantenerla bilanciata anche con molto materiale dai dischi precedenti?
Charlotte: Ci piace sempre vedere la nostra setlist come un best of della nostra carriera, portiamo dal vivo quelle che ci sembrano le nostre migliori "live tracks", anche se a volte così non suoniamo quasi mai altre canzoni che magari invece sono tra le nostre preferite a livello personale.
Comunque in questo caso visto che è il primo tour per Moonbathers insisteremo molto sul nuovo materiale, perché magari molta gente è venuta a vedere tutti i nostri tour, quindi si merita di sentirlo.
Sono anche molto curiosa di vedere quali canzoni rimarranno di più tra quelle di questo disco tra qualche anno.
Comunque andare molto in tour cambia l'approccio al songwriting, perché, sai, non riesco a ricordare il numero di volte che mentre siamo in studio ci vengono in mente delle idee e finiamo tipo a rifletterci pensando: "oh in questo passaggio pubblico si metterebbe tutto a cantare", è come se avessimo una sorta di "risposta live del pubblico" costruita dentro di noi mentre scriviamo canzoni, sai, magari troviamo una parte in cui ci sembra che le persone potrebbero cantare a squarciagola e allora magari la raddoppiamo in modo che possano farlo più a lungo.
Quindi un gran numero di concerti dal vivo è sicuramente qualcosa che cambia il modo in cui componi e arrangi le canzoni, è assolutamente possibile che questo si senta di più nelle canzoni di questo nuovo disco.

Gianluca: Mi sembra decisamente un bel modo di lavorare, perché la parte "live" credo sia ad oggi la cosa più importante per la vita di un musicista che vuol fare della musica un lavoro, se lavorate in questo modo su qualcosa che avrà un riflesso nella dimensione live sicuramente i risultati si vedranno ancora di più.
Charlotte: Sì, come dicevo effettivamente è una cosa che capita naturalmente quando suoni così tanto, capisci già cosa starà meglio quando lo porterai live e conosci anche le atmosfere che funzionano di più.
Chiaro è anche importante comunque ogni tanto pensare al di fuori di questo schema, visto che ci sono certe tracce che funzionano bene sull'album, ma sicuramente per il resto aiuta lavorare così perché è più facile poi anche trasferire queste canzoni dal disco al palco.

Gianluca: Ora che Merel è un membro a tempo pieno e non solo un aiuto live, com'è stato lavorare con lei per quanto riguarda l'aspetto dell'arrangiamento e delle registrazioni? Ha portato qualche nuova idea?
Charlotte: Questo è un processo che in genere prende molto tempo, perché nei Delain quasi tutte le canzoni sono scritte da Martijn, Guus Eikens e me, e stiamo lavorando insieme così da dieci anni.
Ovviamente siamo sempre molto aperti ad idee e contributi a questo processo da parte degli altri, ma sappiamo che se ci sediamo noi tre insieme le canzoni comunque verrebbero fuori lo stesso, quindi è una sorta di domanda ancora aperta.
Quando qualcuno di nuovo entra nella band, ci va sempre del tempo per capire quale sarà esattamente il suo contributo e come lui sarà una parte del processo creativo.
In questo disco ad esempio puoi già sentire la firma di Timo che è parte dei Delain già da un po' di tempo, quindi non è stata una cosa immediata per lui.
Per Merel questo è ancora un processo che si sta sviluppando, però sono molto curiosa di vedere quale sarà il suo contributo sul lato creativo, perché so che scrive tutte le canzoni per i Purest of Pain (il suo altro gruppo, ndr) e penso che abbia un grande potenziale, quindi son curiosa di vedere come contribuirà agli album futuri.

Gianluca: Anche io, magari sentiremo sul prossimo disco!
Puoi dirci qualcosa sui testi dell'ultimo disco, c'è qualche argomento su cui vi siete concentrati di più?
Charlotte: Sì, anche i testi sono abbastanza vari per quando riguarda le loro fonti, ci sono di nuovo canzoni ispirate alla letteratura, ce ne sono due (ed è la prima volta per i Delain) che sono ispirate ad una sceneggiatura cinematografica.
Abbiamo incontrato un regista quando eravamo a Los Angeles che ci ha portato una sua sceneggiatura e dal momento che mi sono trovata molto in sintonia con il personaggio principale del film allora alla fine ho basato due testi su questo!
Poi c'è molto anche di legato a mie esperienze personali, ma nel complesso penso sempre che il confine tra prendere ispirazione da libri o film e dalla nostra esperienza sia molto sottile, perché quando leggi un libro o vedi un film e qualcosa ti colpisce molto è perché riesci a connetterlo con la tua esperienza, quindi è sempre molto mischiato in un modo o nell'altro.
Sicuramente la gente potrà tranquillamente cercare a fondo le fonti se fosse davvero interessata ad approfondire i testi!

Gianluca: Sempre parlando del disco, la cover della canzone Scandal è stato un esperimento per voi? Perché comunque anche dopo un paio d'ascolti il modo "rocky" in cui l'avete proposta è sicuramente qualcosa di molto diverso dal vostro sound.
Charlotte: Sì è decisamente un approccio diverso visto che è una cover, essenzialmente Martijn -che adora quella canzone- ha pensato di proporcela.
Il mio primo pensiero quando mi ha detto di voler coverizzare un pezzo dei Queen è stato "Nooooooo ti prego, non farlo, non rischiare di scottarti in questo mondo, approcciandoti a dei giganti come loro!!" però alla fine non è nemmeno uno dei loro pezzi più famosi, quindi questo è stato un po' il motivo per cui mi sono permessa di osare, almeno nel fare un tentativo.
Siamo stati molto attenti a "fare nostra" la canzone senza però cambiarla troppo, l'abbiamo sicuramente resa più acuta e molto più veloce, però volevamo mantenerla comunque nel suo contesto, quindi se è stilisticamente diversa dal nostro materiale è soprattutto per via della nostra sensibilità nel rispettare il pezzo mentre lo coverizzavamo, che ci ha comunque imposto mantenere quell'equilibrio che stiamo citando così spesso.

Gianluca: Invece parlando della tua voce, credo davvero che il tuo modo di cantare stia davvero migliorando anno dopo anno, stai ancora lavorando sulla tua voce con qualche insegnante o vocal coach? E se sì, su cosa ti stai focalizzando di più?
Perché ho sentito delle note basse veramente fatte bene in pezzi come Runaway Gray (canzone contenuta in The Deviant Hearts dei Phantasma ndr) e credo anche che il tuo registro alto sia molto migliorato, con più note acute in voce di petto e non solo di testa, in pezzi come Suckerpunch.
Charlotte: Beh, mi fa piacere che tu l'abbia notato, sto lavorando ultimamente per allargare il più possibile la mia "palette" vocale e l'ho fatto -per adesso- in modo autonomo.
Ad esempio ultimamente ho voluto imparare a fare grunts e scream, non perché voglia farlo in continuazione ma solo perché, sai, se la musica diventa più aggressiva anche tu allora cerchi di adattarti per essere più aggressiva al limite delle tue possibilità, così ho provato a concentrarmi sul gestire anche questo tipo di vocalità cercando di imparare da sola.
Su questo disco ad esempio li ho utilizzati per la prima volta, su The Glory and the Scum e in Pendulum.
Ho imparato da sola, però è un modo di cantare abbastanza estremo quindi se lo fai bene non ci sono problemi, ma se lo fai nel modo sbagliato puoi farti anche molto male, quindi visto che ho imparato diverse cose da autodidatta negli ultimi anni ho deciso recentemente, giusto l'altro weekend, di andare ad una sessione di EVTS, che è un corso intensivo di vocal training molto moderno e scientifico nel metodo e stavo pensando di continuare a seguirli e magari prendere un diploma anche per quanto riguarda questa tipologia di corsi.
Anche perché, in realtà io sono molto più interessata al processo creativo, alla composizione e alla scrittura delle canzoni, però dopo dieci anni effettivamente stavo riflettendo sul fatto che per la maggior parte delle persone che guarda la band da fuori io sono principalmente la cantante (ride, ndr), quindi devo decisamente mettermi più impegno anche per quanto riguarda quel lato, e siccome ho imparato molto da autodidatta vorrei anche essere sicura di averlo fatto nella maniera corretta per non incasinare la mia voce.
Comunque mi sono dilungata e questa era già la risposta "breve" alla tua domanda (risate, ndr)

Gianluca: Beh comunque per quanto riguarda grunts e scream puoi sempre chiedere qualche consiglio ad Alyssa (White-Gluz, ndr), specie visto che è di nuovo ospite sul disco nella canzone Hands of Gold.
Charlotte: Sì sì decisamente! Per fortuna ho tanti amici intorno che possono darmi dei buoni consigli al riguardo, sono abbastanza fortunata!

Gianluca: Rimanendo su questo argomento, ovviamente quando si registra un disco tutti i cantanti utilizzano backing vocals, però ho come l'impressione che su questi tu finisca sempre a lavorare con una cura particolare, quanto lavoro metti in questo ambito quando curi gli arrangiamenti?
Considera che ho scritto questa domanda prima di ascoltare il nuovo disco, ma sentire poi pezzi come The Monarch non ha fatto altro che confermare la mia impressione!
Charlotte: La storia dietro The Monarch in realtà è piuttosto divertente, l'album era praticamente pronto, ci siamo trovati nella stanza dove componiamo un'ultima volta e ci siamo detti "ok, cosa potremmo ancora aggiungere?"
Così abbiamo trovato questa melodia vocale, che ci è sembrata subito molto carina, anche solo canticchiata a bocca chiusa, però in quel momento il nostro pensiero è stato "ok, è carina come parte però ormai è già tutto fatto, come potremmo ancora inserirla?"
Allora Martijn e il ragazzo che ci dà una mano con gli arrangiamenti classici hanno lavorato in quel senso e Timo ha messo insieme le parti di chitarra.
Così pian piano è diventata quasi una canzone, io poi ho un po' lavorato sulle parti vocali ma alla fine credo che l'album fosse praticamente nel mezzo del processo di mixaggio quando gli ho finalmente detto "ho queste parti pronte, mettetele in background da qualche parte", però poi quando ho ricevuto da loro il mix ho scoperto che invece le avevano messe a cappella, quindi ero tutta tipo "oh merda, devo ripulirle un po'" quindi durante l'ultimo giorno del mix ero lì a registrare le ultime parti vocali (risate, ndr), c'erano tantissime cose lì che non avreste mai notato se fossero state messe in background, quindi ecco, quando dico che il nostro non è un processo di scrittura organico è perché capitano queste cose, creiamo una parte, ci prende l'entusiasmo e proviamo ad inserirla anche se siamo alla fine del processo.
Comunque anche per me è stato interessante perché da un punto di vista dei testi The Monarch si ricollega a Chrysalis, quindi è come se fosse una canzone divisa in due parti.
C'è comunque una grande cura dei backing vocals, mi piace metterli praticamente ovunque, a Martijn piace un po' meno (risate, ndr) quindi cerchiamo sempre di trovare un bilanciamento per non annegare tutto nei controcanti.
Però è qualcosa che arriva molto naturale quando mi metto a lavorare alle tracce, anche per esempio le canzoni che ho registrato insieme ad Oliver Philips, e su questo disco sono parecchie, come anche in molti dei nostri dischi precedenti.
Anche lui è molto creativo negli arrangiamenti vocali, quindi quando lavoriamo insieme spesso finiamo a mettere davvero un milione di backing vocals, quindi quando cerchiamo di bilanciare il tutto alla fine capita più spesso che ci ritroviamo a togliere cose piuttosto che ad aggiungerne.

Gianluca: Beh, comunque meglio avere qualcosa in più da eventualmente togliere dopo che mancare di qualcosa e doverlo poi aggiungere!
Charlotte: Esattamente, è più facile eliminare qualcosa che trovarsene mancanti!

Gianluca: Invece a proposito dei tour, i Delain stanno suonando parecchio sia in Europa che negli USA, quali differenze state trovando a livello di audience? E anche dal punto di vista del mercato, quali sono le differenze a livello di vendite? Perché per molte band sono proprio due mondi totalmente diversi.
Charlotte: Lo sono, noi stiamo cominciando ad aprire anche quel mercato, abbiamo fatto un paio di tour che hanno avuto molto successo e con una buona risposta dall'audience.
Ora stiamo lavorando per poter finalmente fare un tour da headliner lì, ovviamente non c'è ancora nulla di confermato, ma ci stiamo provando.
Quindi sono sicuramente due mondi diversi, sono diversi i locali, è un paese gigantesco, ogni singolo stato in cui si va è come se fosse totalmente diverso dall'altro.
Però c'è anche da dire che i metallari in tutto il mondo hanno diverse cose in comune alla fine, quando si parla dell'audience e della risposta alla fine c'è ovunque.
Questa è una di quelle cose che mi fa sentire una privilegiata nel fatto di cantare in un gruppo metal, ovunque tu vada c'è sempre una bella audience e questo è veramente molto bello.
Nonostante comunque ci siano molte differenze a livello a livello di marketing, a livello di booking e di locali.
Cambia invece meno per quanto riguarda l'audience, è semplicemente come se stessimo espandendo la nostra famiglia.

Gianluca: Mi fa molto piacere sentirlo, ora ti farei solo una rapida domanda invece riguardo al progetto Phantasma: per The Deviant Hearts hai scritto un racconto, una storia molto delicata ma assolutamente piena di significati.
Cosa ti ha ispirato nello scriverla?
Charlotte: Credo che sia molto simile come processo a quando scrivo canzoni, anche se in questo caso era una storia di fantasy, quindi un po' diverso dal solito visto che i Delain a differenza di molti altri gruppi symphonic metal non hanno elementi fantasy nei testi, ma comunque l'ispirazione viene dalla mia esperienza.
Era una metafora per descrivere una persona molto sensibile, un modo per raccontare il modo che hanno le emozioni di agire su di noi ad un livello anche fisico e non solo psicologico.
Quindi il male fisico di cui soffrono i protagonisti deriva proprio da questo, più in generale, credo che sia quando scrivi testi di fantasia o quando ti metti a prendere delle citazioni da un libro che ti piace e reinterpretarle in un testo, alla fine son cose che devono venire dal cuore, per me in questo caso è stato giusto tentare di trovare un modo di descrivere quello che tutti quanti provano, soltanto in un modo diverso, usando un nuovo linguaggio per parlare di queste cose e per me questa è stata la cosa più importante.
È stato anche interessante però scrivere un racconto, perché hai molte più parole che nei testi di una canzone (risate, ndr).

Gianluca: Quindi, comporre musica, scrivere storie, a questo punto penso di doverti chiedere qual è l'ultimo disco che hai ascoltato e qual è l'ultimo libro che hai letto!
Charlotte: L'ultimo libro che ho letto credo fossero Le Metamorfosi di Ovidio, quindi antiche storie greche, l'ultimo disco che ho ascoltato...non me lo ricordo (risate, ndr), l'ultima musica che ho ascoltato era una playlist di pezzi Spotify con tutti i pezzi metal di quando avevo 15 anni, una cosa molto carina, ma non credo che conti per la tua domanda (risate, ndr).
Ecco l'ultimo disco prima credo fosse Push the Sky Away di Nick Cave.

Gianluca: Oltre a suonare metal, lo ascolti anche tanto o preferisci altri generi?
Charlotte: Dipende, quando sono in tour che ascolto metal tutto il giorno da noi o dalle altre band che sono con noi (o durante i festival), magari quando mi metto le cuffie ascolto principalmente qualcosa che non sia necessariamente metal.
Quando invece sono a casa e non ascolto metal tutto il giorno allora facilmente andrò a mettere sù i miei dischi metal (risate, ndr).
Cerco sempre di bilanciarli, se ascolto metal tutto il giorno e sono nella mia brandina sull'autobus è facile che finisca ad ascoltare Nick Cave o i Radiohead, mentre appunto a casa mi ascolto i miei album metal, quindi li bilancio.

Gianluca: Un gran bel modo di gestire le cose. Allora ultima domanda poi ti lascio andare: Cosa faresti oggi se tu non fossi in una band e non fossi una musicista?
Charlotte: Ecco, questo è un buon modo di porre la domanda, perché stavo per risponderti che se non fossi in una band probabilmente scriverei canzoni per altre band, ma visto che mi escludi anche la possibilità di essere una musicista allora, magari sarei un'autrice perché mi piace molto scrivere, quindi scriverei libri o se non facessi quello magari dipingerei.
In generale farei comunque qualcosa di artistico, anche se non saprei in quale campo perché ad oggi non ho molto tempo per applicarmi ad altre forme d'arte, quindi non saprei nemmeno dirti in quali davvero sarei effettivamente capace, però vorrei decisamente essere in ambito artistico.

Gianluca: Come ti dicevo questa era l'ultima domanda, grazie mille davvero per il tuo tempo!
Charlotte: Grazie a te e buona fortuna a chi dovrà trascrivere l'intervista!

Gianluca: Grazie! Anche a te per il resto delle interviste oggi, alla prossima!
Charlotte: Alla prossima, ciao!



terzo menati
Lunedì 15 Agosto 2016, 18.32.17
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Ottima intervista brava cantante e ottimo gruppo
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