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NODE - Guardare avanti, sempre
20/08/2016 (1304 letture)
Monky: Ciao ragazzi, benvenuti su metallized.it, come state?
Gary D’Eramo: Ciao, bene grazie. E grazie soprattutto a voi per averci dato uno spazio nella vostra webzine!

Monky: Ventitré anni di attività, sei album, due EP all’attivo. Il curriculum parla per voi. Ma raccontateci, quanto è cambiato il modo di fare musica metal in Italia dalla metà degli anni novanta ad oggi?
Gary: Dopo 23 anni è cambiato praticamente tutto, partendo dai metodi di registrazione, a quelli di composizione. Basta pensare che dal primo EP Ask datato 1995, fino a Das Kapital, le registrazioni venivano fatte in analogico, vale a dire su nastro. Se sbagliavi a suonare dovevi partire da capo o entrare in punch in; questo comportava l'entrare in studio preparatissimi e con le idee chiare, cosa che oggi per certi versi non è più come quella di una volta. Le pre-produzioni erano fatte in sala prove col registratore. Oggi invece le possiamo fare da casa con un software e una Scheda audio e mandarci i file a vicenda per idee o modifiche; per un verso la praticità è ineguagliabile, ma dal punto di vista di affiatamento e di rapporti Interpersonali a mio avviso per molte giovani band è una situazione che non aiuta. La sala prove rimane la vera palestra sia musicalmente che umanamente. Riguardo ai live invece purtroppo la situazione è precipitata nel nostro paese; suonare in Italia, per noi è quasi impossibile in qualsiasi contesto nei club o nei festival, fortunatamente invece non è così all'Estero, per questo da anni ci siamo buttati fuori dai nostri confini con ottimi e gratificanti risultati. L’ultimo in ordine temporale è il tour in Russia di supporto ai Kataklysm.

Monky: Dopo sei anni di silenzio in studio di registrazione, siete tornati con Cowards Empire e l’avete fatto in pompa magna, sotto la Punishment 18 Records. Visti anche i cambi di line-up si tratta di un vero e proprio nuovo inizio?
Gary: I cambi di line up nella band sono una parte non trascurabile e inevitabile. Dopo 23 anni è ovvio che qualcuno o quasi tutte le persone che suonano con te, ad un certo punto, intraprendano nuove strade. La cosa positiva è che tutte queste persone abbiano lasciato una eredità di stile a chi è arrivato, e chi è arrivato dopo invece porti nuovi stimoli al progetto. Per cui ritengo che ogni volta è un nuovo inizio. Sul profilo umano invece è stata sempre una cosa buona e positiva avere a che fare con persone diverse, e imparare tanto da esse. Non mi stancherò mai di dire che la band è una scuola di vita a tutti gli effetti e al di là dei risultati che si possano ottenere.

Monky: Ormai siamo a quasi quattro mesi dalla release dell’album. La domanda di rito è: siete rimasti soddisfatti dell’accoglienza di critica e, soprattutto, di pubblico?
Gary: Assolutamente si, critica e pubblico per il novantanove percento lo hanno eletto come il miglior lavoro di sempre, e sapere di averlo fatto con tre quarti della line up completamente rivoluzionata da quella che produsse gli album “storici" è motivo di ulteriori stimoli ad andare avanti.

Monky: Quali motivazioni ci sono dietro al cambiamento di etichetta, con il conseguente passaggio dalla Scarlet Records alla Punishment 18? Anche qui, avete sentito la necessità di un nuovo inizio?
Gary: La scelta di Punishment 18 è stata prima di tutto dettata dalla grande stima pluridecennale che nutro per Corrado Breno, una delle pochissime persone rimaste in Italia che si impegna e vive con passione e serietà la musica. Noi abbiamo voluto lavorare a tutti i costi con lui, una scelta che hanno fatto anche altre band di rilievo storico come Extrema e Schizo. Le differenze di visibilità, prestigio e promozione tra Punishment e Scarlet non sono sostanziali, ciò’ che ha fatto la differenza nella nostra scelta è stato il fatto che con Scarlet non abbiamo mai avuto equità di trattamento rispetto ad alcune altre band del roster, per quanto riguardava impegno e interesse nei nostri confronti, cosa che invece ora c’è. Non è una critica la mia, sia chiaro, i rapporti con Scarlet sul piano personale sono tuttora molto buoni ma la motivazione alla fine è stata quella.

Monky: Possiamo definire il vostro ultimo lavoro come una sorta di compendio di tutto ciò che è stato detto in ventitré anni, con un ulteriore sguardo al futuro?
Gary: Guarda, in tutta onestà posso dirti che ogni lavoro dei Node ha sempre avuto uno sguardo al futuro. Se non fosse stato così credo che questa band non sarebbe arrivata a due EP, a sei album e a 23 anni di attività. Se non si volge lo sguardo al futuro fino a che non si rimane pienamente soddisfatti si resterà sempre a galleggiare come la merda nello stagno del passato. Io la penso così da sempre.

Monky: Il vostro curriculum in sede live vanta numerosi opening-act per band di livello assoluto. Tra tutti, la mia band preferita in senso assoluto, i Death. Ora, tralasciando le emozioni e le possibilità di suonare per gruppi di cui voi stessi siete fan, preferite suonare in apertura ad altre band e farvi conoscere ad un pubblico eterogeneo che magari ancora non vi conosce, oppure apprezzate di più il vostro concerto, con tutti i sostenitori accorsi per voi?
Gary: A dire il vero entrambe le cose. Ogni concerto ha il suo feeling e la sua storia sia davanti al tuo pubblico, che come opener per band di alto livello. Ogni data è una sfida, non deludere il nostro pubblico da Headliner e lasciare un segno a chi non ci conosce quando siamo Opener. Gli stimoli non mancano mai .

Monky: Ora, come si può evincere dalla recensione, ho apprezzato particolarmente i brani più aggressivi quali StagNation, Death Redeems e No Reason ma il vero pezzo da novanta, lo individuo in The Plot Survives. Ci raccontate di come è nato e come avete costruito questo pezzo che io reputo un piccolo, grande capolavoro della vostra discografia?
Gary: The Plot Survives nasce da un riff di chitarra al quale stavamo lavorando anni fa io e il nostro ex chitarrista Andrea Caniato al quale alla fine abbiamo voluto fare registrare l'assolo finale come guest. Poco alla volta lo abbiamo ripreso in mano riscritto, arrangiato e modificato fino ad arrivare alla versione definitiva. Volevamo una track che mettesse pace e serenità dopo quasi un'ora di ansia di nervosismo e di violenza assoluta , uscendo completamente dallo stile dell’album. È anche uno sguardo fiducioso al nostro futuro dopo le involuzioni preoccupanti della nostra società raccontate nei testi, e questo sguardo abbiamo voluto darlo solo strumentalmente. Sta all’ascoltatore collocare in esso le proprie riflessioni. Nel pezzo partecipano anche la bravissima Lisy Stefanoni cantante degli Evenoire e Luca Difato dei Wake Arkane al violino, che hanno lasciato due perle di inestimabile valore nel pezzo, non finirò’ mai di ringraziarli.

Monky: Avete già un’idea concreta del vostro futuro prossimo? Siete tornati da poco da un tour in supporto ai Kataklysm ed ora avete delle date italiane, giusto?
Gary: Si, siamo stati opening act nel tour Russo dei Kataklysm a giugno, per ora ci aspettano le uniche due date italiane il 17 settembre al Rock Pub Centrale di Erba e il 24 settembre all’Headbanger Fest di Napoli ma non escludo altre date all'estero e qualcosina in Italia in autunno/inverno, stiamo già inoltre buttando giù delle idee per il prossimo album. Di carne al fuoco ne abbiamo tantissima.

Monky: Gli ultimi anni hanno visto il pubblico suddividersi in due fazioni. Da una parte l’incredibile propagazione del formato digitale della musica, attraversi i canali più disparati da iTunes a YouTube, dall’altra il ritorno della hi-fidelity con il boom del vinile. Una vostra opinione, da musicisti ed artisti, su queste due facce del mondo musicale?
Gary: Sarò “breve e circonciso” come diceva Diego Abatantuono in Eccezziunale Veramente. Per noi va tutto bene in formato digitale o non...l'importante è che la nostra musica abbia sempre qualche nuovo porto dove possa attraccare, non importa quale, ciò che deve contare deve essere la musica in sé, e lei viene sempre prima di tutto.

Monky: Bene, il tempo a nostra disposizione è scaduto. E’ stato un piacere fare questa chiacchierata. A voi l’ultima parola per tutti i vostri fan!
Gary: Grazie ancora a te e ai ragazzi di Metallized, vi aspettiamo sotto il palco oltre che sul nostro sito ufficiale, sulla nostra pagina Facebook e sul nostro canale YouTube.



Elluis
Domenica 21 Agosto 2016, 18.24.00
2
Ah, dimenticavo, Cowards Empire è un gran bell'album, un vero pugno in faccia !
Elluis
Domenica 21 Agosto 2016, 18.21.55
1
Band fenomenale, li ho visti dal vivo qualche mese fa al Legend di Milano e hanno davvero spaccato il culo: lavoro permettendo, spero di riuscire ad andare ad Erba a rivederli. I Node, ma non solo loro, sono l'orgoglio del metal in Italia.
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