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M'ERA LUNA 2016
- DAY 1 - Hildesheim, Germania, 13/08/2016
23/08/2016 (1242 letture)
Anche quest'anno il M'era Luna ha invitato noi di Metallized, che saltati sul primo autobus in direzione Hannover, abbiamo iniziato il nostro viaggio in cerca di nuove esperienze musicali da raccontarvi.
Non potevamo dire di no a un festival che oltre a farsi rispettare per la sua attenta organizzazione, offre ai suoi eccentrici visitatori una ricca offerta musicale e di svago. Il M'era Luna è infatti uno dei più grossi festival di musica gotica e alternativa, a cui ogni anno partecipano più di 20 mila spettatori da tutto il mondo. L'evento sfrutta gli enormi campi dismessi dell'ex base aerea di Hildesheim, nel Land della Bassa Sassonia, una delle più belle città della Germania prebellica. Dopodiché, distrutte le sue case barocche e devastata la sua piazza del mercato, a Hildesheim non rimane che qualche riproduzione più recente, ma nonostante questo, una breve visita la merita tutta.

Il festival dispone di una smisurata area campeggio, di quelle dove non potevo non perdermi a cercare la tenda col buio. La zona festival poi è un piccolo villaggio auto-organizzato dove si trova tutto ciò di cui si ha bisogno. Tant'è che volendo si può affrontare il viaggio leggeri e poi arrangiarsi direttamente al festival. I prezzi sono anche tutto sommato nella norma. La conformazione dell'area festival si allarga difronte al Main Stage, mentre l'Hangar Stage è posizionato lateralmente a poca distanza.
Il M'era Luna asseconda i migliori stereotipi tedeschi, facendosi apprezzare per l'organizzazione non lasciata al caso e i servizi affidabili. Tutto è stato ben pensato in anticipo.
L'offerta gastronomica verte su piatti colorati e stuzzicanti da tutto il mondo, come internazionale è il suo pubblico del resto: i churros dalla Spagna, la pizza italiana e i nudeln dalla Thailandia per esempio. Impensabile ormai non includere anche un'opzione vegana in quasi tutti gli stand. Anche i servizi igienici, malgrado la grande affluenza, li troviamo sempre sufficientemente puliti. In generale tutto il personale del festival, dalla cameriera all'ultimo operatore del primo soccorso, è numeroso e ben organizzato, e questo, aggiunto ai meticolosi controlli all'ingresso, rende il M'era Luna un luogo di aggregazione dove ci si sente al sicuro. Inoltrandoci diamo un'occhiata al Marktplatz, il mercatino dedicato al merchandise in stile gotico scoprendo anche qualche stand più bizzarro. Accanto ai canonici rivenditori di corsetteria e abiti in stile rinascimentale, troviamo quello dei calzini "gotici", della moda dark per bambini e delle fruste artigianali, ovviamente testabili prima dell'acquisto. I prezzi si adattano a tutte le tasche e la qualità varia di conseguenza andando dalla stracceria più dozzinale ai pezzi d'artigianato pregiati. Ma più degli stand, del cibo e dell'organizzazione, è il pubblico che ogni anno rende speciale il M'era Luna. A darci il welcome to the black parade è una processione di costumi per niente sobri, dalle combinazioni più o meno azzeccate tra cyber, romantic e fetish. Il pubblico travestito compone proprio un bel quadro carnevalesco, e sia che abbiano tirato fuori dall'armadio i vecchi capi smessi o si siano impegnati per indossare qualcosa di scenico, non importa poi molto: tutti insieme ispirano una certa atmosfera d'altro mondo, un clima spensierato e divertente, che forse qualcuno prende un po' troppo sul serio. Andando alla biglietteria conosco infatti Christian, un ragazzo tedesco in completo grigio che sventagliando il nuovo testamento in mezzo alla strada viene rimbalzato da tutti. Mi racconta che il suo compito è quello di dare la possibilità, a chi lo vuole ascoltare, di riavvicinarsi a Dio e abbandonare quell'esistenza di eccessi che li imbruttisce nei loro costumi infernali. Salutato Christian il missionario entro nel cuore del festival e mi infilo quanto possibile tra il pubblico.

LACRIMAS PROFUNDERE
Il primo gruppo a cui assistiamo sono i Lacrimas Profundere, gruppo gothic tedesco che solo lo scorso 12 Agosto ha pubblicato il suo dodicesimo album Hope is Here. Proprio da questo vengono eseguiti per la prima volta dal vivo i brani Awake, My Halo Ground, Hope is Heree Black Moon. La band del bravo Rob Vitacca fa la sua bella figura tra passaggi di afflizione dolorosa e più liberativi riff metallici. Il gruppo non scuote il pubblico ma l'esibizione è buona e crea un'atmosfera rilassata e intima. Se ne esce con un sorriso beato e si continua sul fronte tedesco.

OOMPH!
Il pubblico del M'era, in prevalenza tedesco, è sempre visibilmente affezionato agli artisti del suo paese. Si nota anche durante l'esibizione degli Oomph!, penalizzati da un'acustica ai limiti del fastidioso e dalla prestazione vocale di Dero non proprio delle migliori. Il cantante stenta nelle sue note alte e non riesce a brillare, ma il pubblico lo segue ugualmente, con il suo carisma riesce evidentemente a farsi perdonare tutto. L'esibizione nonostante ciò è soddisfacente e il gruppo saluta il pubblico dopo aver eseguito una decina di brani tra i loro più celebri. Si inizia con Labyrinth, Träumst du e Niemand, mentre vengono tralasciati i quelli dell'ultimo album ad eccezione di Jetzt oder Nie.

DIARY OF DREAMS
I Diary of Dreams presentano un sound dark elettronico che ipnotizza per lo stile sinfonico unito al beat costante. La band non si spreca in incitamenti al pubblico, ma non c'è n'è bisogno, la dimensione in cui i Diary of Dreams trasportano è ben lontana dal dimenamento fine a se stesso. L'esibizione scorre senza problemi, e infilando un brano dietro l'altro la band easurisce i suoi tre quarti d'ora senza particolari lodi o difetti. Da menzionare il cantante Adrian Hates, che con i suoi lunghi capelli e la voce baritonale ha incantato tutte le ragazze delle prime file.

APOCALYPTICA
Dalla compostezza dei Diary of Dreams ai forsennati violoncelli degli Apocalyptica. Il terzetto d'archi si scatena sul palco vibrando i propri archetti a ritmi indescrivibili. Ma anche l'estetica fa la sua parte, dato che non gli si può negare un non so ché di irruenza mista ad eleganza. Tant'è che starli a guardare è semplicemente piacevole. Vengono suonati un paio di brani estratti dall'ultimo cd Shadowmaker e le cover storiche, con particolare attenzione alla ricorrenza del ventennale dall'uscita del loro primo album Plays Metallica by Four Cellos(1996). Colgono il prestesto per virare verso il thrash metal dei Sepultura con Inquisition Symphony, grande prova di tecnica giunta a velocità. Il cantante Franky Perez appare in una manciata di brani a impedire lo stancarsi dell'attenzione del pubblico. Nel complesso un'esibizione tra le memorabili di questa edizione del M'era Luna.

LACRIMOSA
Uno dei gruppi che più ero curiosa di vedere erano i Lacrimosa. Il gruppo inizia con 10 minuti di ritardo per problemi di chissà che tipo, ma in aggiunta a questo l'acustica non ripaga l'attesa. La voce di Anne Nurmi è praticamente inesistente e lei sembra sforzarsi nel vano tentativo di farsi sentire. Questo accade per lo meno dalla mia posizione nelle prime file. Quasi non ce se ne accorge finché Tilo Wolff esegue Lichtegestalt o Der Morgen Danach. Ma arrivati alla bella Allein zu Zweit, che come da titolo prevede appunto una seconda voce, la situazione provoca più di un fastidio. Appurato questo il resto dell'esibizione è all'altezza del loro nome. La prestazione di Tilo è seria e professionale, lasciando trasparire l'emozione e sincera riconoscenza verso il suo pubblico. Il cantante si giostra bene sulla piena ampiezza del suo range, mantenendo il controllo del suo strumento anche nei recitativi e nelle note più alte. La musica dei Lacrimosa viene accompagnata dalle luci del tramonto e dopo Irgendein Arsch Ist Immer Unterwegs anche la band si spegne.

VNV NATION
Il pubblico scoppia all'entrata di questo duo inglese/ irlandese residente ad Amburgo, che considera ormai di casa da quando ha raggiunto le posizioni importanti nelle classifiche tedesche. Il genere è un ballabilissimo EBM, con i soliti ritmi sincopati e i ripetitivi tappeti elettronici. Le parti vocali sono pulite e spesso malinconiche, i testi riflessivi e intimi. Insomma musica gaia applicata ad un messaggio impegnato. A incontrare il cantante Ronan Harris per strada non gli daresti un centesimo, e invece eccolo lì con la sua polo blu XL a sballettare e comandare le folle. Solo il fiato sembra venirgli a mancare di tanto in tanto, non di certo l'energia. Anche qua qualche problema coi microfoni inceppa l'esecuzione di Illusion. Il pubblico, come dicevo, si è dimostrato per tutta la giornata tiepidamente eccitabile, con solo qualche breve slancio di entusiasmo qua e là. Sarà il calar della notte, saranno le pulsazioni dei sintetizzatori, ma con i VNV vengono aperte ufficialmente le danze. Anche i più freddi spettatori germanici un po'si sciolgono e ondeggiano romanticamente i cellulari all'aria. Il concerto continua a tinte synth-pop, che col gothic a parer mio non c'entra molto. Ma il pubblico sembra entusiasta e alla fine è questo che conta.

THE SISTERS OF MERCY
Headliner della prima serata sono gli storici The Sisters of Mercy. Non hanno l'impatto degli Apocalyptica o il carisma di Ronan Harris, al contrario la loro tenuta di palco si basa quasi esclusivamente sull'impiego smoderato di luci e fumo. La musica fa il resto. La band, pietra miliare della tradizione musicale gothic, ci propone la sua personale formula stilistica che ormai tutti conosciamo: chitarre distorte e sintetizzatori tenebrosi seguono con ritmo ossessivo la voce di Eldritch, inconfondibile.
Il timbro scuro dai contorni ovattati ricrea quell'atmosfera dolce ed estatica che fa muovere anche gli spettatori dalle ultime file e mette di buon umore anche noi, malgrado la giornata passata in piedi davanti al Main Stage. L'esecuzione è inattaccabile e i problemi di acustica riscontrati per i gruppi del pomeriggio sono ovviamente risolti. The Sisters of Mercy portano sul palco tutta la storia di un genere musicale dagli anni '80 ad oggi. A loro molti dei gruppi presenti al festival riconoscono almeno una vena di ispirazione. In loro si esemplifica lo spirito del M'era Luna, più che in tutte le altre band. Infine non si può chidere di meglio dopo una giornata di concerti che abbandonarsi a The Temple of Love, giudicata una delle migliori canzoni di tutti i tempi.

SETLIST THE SISTERS OF MERCY
1. More
2. Ribbons
3. Doctor Jeep/ Detonation Boulevard
4. Amphetamine Logic
5. Body Electric
6. Marian
7. Alice
8. Crash and Burn
9. Arms
10. Dominion/ Mother Russia
11. Summer
12. First und Last and Always
13. Jihad
14. Flood II
15. Roadrunner/ Sister Ray/ Walking the Dog/ Louie Louie
16. Lucretia My Reflection
17. Vision Thing
18. The Temple of Love
19. This Corrosion


La prima giornata di concerti finisce così. Il pubblico si allontana e tre sembrano essere le scelte di intrattenimento: la tenda per dormire, il disco hangar per ballare o il compromesso di una birra.
Appuntamento al racconto della seconda giornata!


Tutte le foto a cura di Alexis



jonny
Martedì 23 Agosto 2016, 19.26.31
11
Ahime', purtroppo non ho mai potuto vedere dal vivo i mitici Systers of Mercy, Temple of Love come dice giustamente Vera, e' veramente una delle ' belle canzoni di tutti i tempi, ho perso il conto di quante volte l'ho ascoltata, mi strego' in particolare il caratteristico timbro di voce di Eldritch, e 3 album bellssimi veramente, atmosfere, voce e musica mi stregarono allora come adesso, in Italia forae non verranno mai, spero comunque di riuscirli a vedere prima o poi.
Doomale
Martedì 23 Agosto 2016, 18.28.29
10
Confermo..quel remix e' stupendo. Cmq non c'entra nulla ma mi e' venuto in mente ora, poi chiudo senni vado fuori tema, Walk Away cantata da Nick Holms coi PL pure non scherza affatto. Passo e chiudo.
Rob Fleming
Martedì 23 Agosto 2016, 18.03.23
9
Some Girls Wander by Mistake è costituito da singoli, b-sides e brani pubblicati sui vari EP. Cioè - ma posso sbagliarmi - niente che poi sia finito nei tre album ufficiali. Gothic/dark puro. Il remix di Temple of love con Ofra Haza mette ancora i brividi (e chissà se in casa Vergine di Ferro quando hanno composto Fear of the dark hanno preso spunto...).
Doomale
Martedì 23 Agosto 2016, 18.02.34
8
Bene bene...grazie delle info! Calcola che sono veramente tanti anni che li ho persi dai radar, ma nn per questo non ricordo a memoria i loro splendidi pezzi!Eldricht ha ancora i suoi Rayban scuri??ahhh
Metal Shock
Martedì 23 Agosto 2016, 17.56.58
7
@Doomale: il remix di Temple of love si trova su A slight case of overbombing, altra stupenda raccolta!
Doomale
Martedì 23 Agosto 2016, 17.45.31
6
@Metal shock😷😭.i primi album non erano male dei DM. Poi pero' mi hanno stufato..un piccolo scheletro nell'armadio. Chiedo venia. Tornando ai grandi SOM ricordo anche uno spettacolare remix metal di Temple of Love..l'album detto da Rob non lo conosco. Rimedierò!
Metal Shock
Martedì 23 Agosto 2016, 17.40.52
5
Ah, comunque sono anni che i Sister suonano dal vivo. Certo che vedere Eldricht fa un po` impressione!
Metal Shock
Martedì 23 Agosto 2016, 17.38.09
4
@Doomale: non saranno strettamente metal, ma Vision Thing e` molto metal come album! E anche l`album citato da Rob, che essendo un best non ho citato, e` bellissimo. Ma i Depeche Mode.......
Doomale
Martedì 23 Agosto 2016, 17.33.54
3
No cavolo...i Sister of Mercy nooo! Unico gruppo non metal ( prima magari pure i Depeche mode) mio preferito. Che spettacolo che deve essere stato...Io pensavo addirittura non esistessero piu. Tempo of love e First & Last and always due cose magnifiche.
Rob Fleming
Martedì 23 Agosto 2016, 10.58.47
2
...e More una mazzata metal come poche Insomma gruppo stratosferico che di capolavori ne ha quattro (ci metto anche la raccolta Some Girls Wander by Mistake).
Metal Shock
Martedì 23 Agosto 2016, 10.26.53
1
Grandi i Sister of mercy! Tre album tre capolavori, This Corrosion un capolavoro!
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