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VOIVOD + SEPTEM - Spazio Boss, La Spezia, 21/08/2016
26/08/2016 (1546 letture)
Come lo scorso anno con i Black Tusk a Varazze, anche questo 2016 mi ha offerto l'occasione di allietare il mio periodo di ferie con un concerto (questa volta nella riviera di levante) e ad essere protagonista è uno dei gruppi che più amo, i Voivod, headliner di uno degli eventi estivi organizzati allo Spazio Boss di La Spezia.
Da anni associo la città ligure con i ricordi della visita medica per il servizio militare, è tempo dunque di sostituirli con qualcosa di più fresco e piacevole come la terza tappa italiana (dopo Cagliari e Pinarella di Cervia) della storica formazione canadese. L'appuntamento con i due colleghi di lavoro che mi accompagneranno in questa serata è fissato sul presto, in modo da arrivare con largo anticipo sul posto, farsi un giretto col favore della bella giornata, mangiare un boccone ed entrare con tutta calma sul posto.
Il piano è semplice e viene rispettato in pieno, trovando pure posteggio vicino alla location che si trova all'aperto, sul lato opposto della passeggiata a mare e la presenza dei Voivod che stanno effettuando il soundcheck ci conferma di aver trovato il posto alla prima. La vista della grigia testa di Away che spunta tra gli alberi ergendosi al di sopra delle transenne riesce quasi a farmi trasalire. Essendo in anticipo di circa un'ora mezza sull'apertura dei cancelli, lasciamo i Voivod ai suoni mentre provano We Are Connected e ci dirigiamo verso il centro.
Al nostro ritorno i cancelli sono stati aperti e il posto ha cominciato a riempirsi con facce anche conosciute da Genova come me e due colleghi di redazione, i nostri Flight 666 e Monky. La location si presenta come uno spazio all'aperto circondato da alberi, con tutti i servizi del caso nel perimetro (bagni, merchandise, cibo e bevande) ed un palco professionale sufficientemente alto, in modo da permettere anche a chi è nelle retrovie di godere del concerto. Inoltre al nostro ingresso ci viene consegnato un braccialetto per poter entrare ed uscire a nostro piacimento, piccoli accorgimenti che denotano attenzione anche ai particolari.

SEPTEM
Il compito di aprire la serata spetta ad una formazione di casa, gli spezzini Septem che infatti sono bene accolti dal pubblico, ma la band dimostra sin da subito meritare il ruolo con una prova energica in cui spiccano degli ottimi suoni. Il genere proposto è un heavy metal ottantiano debitore della scena inglese nelle melodie in generale e agli Iron Maiden in determinati frangenti, soprattutto nelle pose e nel suono sferragliante del bassista Andrea Albericci, con lunghe sezioni strumentali. La peculiarità sta nel growl del chitarrista Francesco Scontrini che si alternano alla voce pulita del cantante Daniele Armanini, rendendo il tutto meno scontato e più moderno. La scaletta dei Septem pesca dall'omonimo disco d'esordio del 2013 e da quello di prossima pubblicazione previsto per settembre dal titolo Living Storm, dal quale vengono estratti alcuni brani in anteprima come Midnight Sky e Milestones, oltre alla titletrack dell'album posta in chiusura. Il gruppo spezzino finisce il tempo a sua disposizione tra gli applausi, tempo che ha saputo sfruttare tenendo bene il palco, togliendosi la soddisfazione di aprire e ben figurare prima di un gruppo che ha fatto la storia del genere.

VOIVOD
Seguo i Voivod da oramai più di quindici anni, chi mi conosce sa cosa rappresentino i loro dischi per me. Eppure, in tutto questo lasso di tempo, non ho mai avuto l'occasione di vederli dal vivo per vari motivi ed ero ovviamente impaziente di trovarmeli di fronte.
Dopo il prevedibile cambio palco, i quattro canadesi vengono pre-annunciati dalle note registrate di One Of These Days dei Pink Floyd e salgono sul palco sorridenti, pronti a spazzarci via con Ripping Headaches direttamente da Rrröööaaarrr del 1986. Un tuffo nel passato che fa ben sperare i thrasher più incalliti e che mostra una band in piena forma in tutte le sue componenti, col solo microfono di Snake che pare un pochino basso come volume. Con Tribal Conviction col suo inizio ritmato e la graditissima sorpresa della mitica Order Of The Blackguards compongono un trittico iniziale di assoluto valore che esalta la platea e che dimostra (nel caso ce ne fosse bisogno) che anche dal vivo gli attuali Voivod sono una garanzia. Sia Chewy che Rocky sembrano essere nel gruppo da sempre, letteralmente aggredendo il palco a colpi di heabanging e note, muovendosi continuamente senza perdere colpi.
Allo stesso modo, anche il repertorio recente della formazione canadese non sfigura affatto: Mechanical Mind si incastra perfettamente nella scaletta e sembra venire direttamente dalla fine degli anni 80, periodo di provenienza di The Unknown Knows, traccia di apertura del grandioso Nothingface che qui anima anche qualche pogo sotto il palco. I Voivod pescano a piene mani dal loro periodo migliore e l'intro di Killing Technology ne è l'ennesima dimostrazione: il gruppo non si risparmia affatto ed in particolar modo Away ci regala una prestazione eccezionale, mostrando che non sono necessari mille trigger o una batteria stratosferica per essere un batterista di alto livello. Il leader/disegnatore/drummer non sarà mai un personaggio appariscente, ma dietro il suo strumento continua a far la differenza da trent'anni a questa parte. Snake invece (carburato a dovere dal punto di vista alcolico) è istrione, parla e scherza col pubblico e quando qualcuno dal pubblico chiede Jack Luminous risponde ironicamente che vorrebbero fare anche qualcosa di nuovo, lanciando l'ottima titletrack dell'ultimo EP, introdotta dal basso distorto (motorheadiano, come d'altra parte la maglietta del bassista) dell'ultimo arrivato Rocky, mentre Chewy chiama il mosh. È palesemente un gruppo che si diverte a stare sul palco, affiatato, cazzone quando vuole ma che non fa prigionieri quando è il momento di fare sul serio: prima di The Prow Snake infatti scherza sull'andamento danzereccio della canzone, dando il la a Chewy che parte con un ballabile seguito a ruota da Rocky ed Away. I due più giovani poi (non contenti) mentre suonano la "vera" canzone si esibiscono in improvvisate ed improbabili danze, senza ovviamente perdere colpi o andare fuori tempo, prima del finale trascinante col pubblico arringato da Snake. Anche in occasione delle presentazioni Snake e soci si lasciano andare a divertenti ed autoironici siparietti: Away viene introdotto con un coro da stadio (He Hates It, il commento scherzoso del cantante); per Rocky invece il tema più scontato dell'omonimo film, col bassista che mette pure un asciugamano in testa e simula il salto della corda. Il cantante poi si prodiga in ringraziamenti e lodi ai Septem ed alla roadcrew di motorheadiana memoria, lanciando e dedicando We Are Connected a noi sotto il palco e a loro sopra. Un po' tutti sappiamo che il concerto sta quasi per giungere al termine, ma il quartetto canadese ha in serbo ancora altre sorprese come una Chaosmöngers in cui i tre musicisti si superano eseguendo alla perfezione le intricate parti strumentali per la gioia dei presenti. Il finale mostra due delle tante facce dei Voivod, quelle forse più famose ed amate. L'intro della canzone omonima ci riporta indietro di più di trent'anni come dice Snake, quando la band sognava e suonava nell'umida cantina di Jonquiere; la prestazione è furiosa ed il pubblico ed invasato per questo salto nel tempo al mitico War And Pain. La chiusura è affidata ad un altro pezzo storico, la cover di Astronomy Domine dei Pink Floyd, forse una delle migliori cover mai realizzate. Il brano è dedicato a Piggy, lo sfortunato amico che giusto undici anni fa morì a causa di un cancro e la commozione da parte di tutti è palese. Inutile dire che l'esecuzione è intensa ed accurata e la band allunga la pausa centrale per dedicare ancora una volta un applauso a Piggy.
E così, quando mancano pochi minuti alla mezzanotte, i Voivod lasciano il palco lanciando plettri ad un pubblico certamente soddisfatto ma forse ancora voglioso di ascoltarli, io stesso avrei voluto anche Forgotten In Space, Nuclear War, Ravenous Medicine o The Experiment. Troppo vasto e troppo ricco di qualità, però, è il repertorio della band per poter suonare tutto, quindi qualcosa deve essere lasciato da parte per forza, alimentando contestualmente la voglia di rivederli.

SETLIST VOIVOD
Intro: One Of These Days (Pink Floyd)
1. Ripping Headaches
2. Tribal Convictions
3. Order of the Blackguards
4. Mechanical Mind
5. The Unknown Knows
6. Killing Technology
7. Post Society
8. The Prow
9. We Are Connected
10. Chaosmöngers
11. Voivod
12. Astronomy Domine (Pink Floyd cover)


Arrivando alle doverose conclusioni, non si può non essere rimasti soddisfatti di questo concerto, anzitutto organizzato bene ed in una bella location. I Voivod (come spero si sarà capito dalle mie parole) sono una vera e propria garanzia dal vivo, nonostante tutte le vicissitudini e tragedie che li hanno colpiti sono ancora qui a spazzare via tutti in termini di disponibilità, abnegazione e passione, oltre che prettamente musicali, sia in studio che dal vivo. Impossibile non notare il sorriso compiaciuto di Chewy mentre suona alla perfezione i riff di quello che è il suo gruppo preferito; lo sguardo forse un po' forse svanito di Away che sogna ancora lo spazio; i riccioli di Rocky mentre fa headbanging coinvolto al massimo; le smorfie di Snake, forse un po' appesantito ma mattatore ed in continuo confronto col pubblico. E la sensazione è che i quattro non siano veramente soli su quel palco, ma che lo spirito di Piggy sia con loro e riviva tutte le sere attraverso la loro musica. Una "famiglia" per citare le parole di Snake, di cui anche noi fans ci sentiamo parte.
Tutto questo sono i Voivod di oggi, i quali purtroppo non attireranno mai le platee oceaniche che meritano e che sembra siano riservate ad altri, ma il consiglio è di vederli e rivederli se ne avrete occasione.



Doom
Martedì 12 Settembre 2017, 13.13.19
9
Bene Die, sò cosa aspettarmi il 28 Settembre allora dato che mi li son fatti sempre sfuggire...colpa mia. Spero solo facciano qualche pezzo in più che sò 15 o 16 pezzi.
terzo menati
Martedì 30 Agosto 2016, 14.59.20
8
Sono avanti ancora ora. Uno dei più grandi gruppi della storia
Vitadathrasher
Martedì 30 Agosto 2016, 14.16.58
7
Anch'io penso sia una band che va oltre, a pensarci direi la più originale. Mantengono sempre il loro marchio di fabbrica, ma sempre nell'innovazione. Ho sempre trovato un sound che rispecchia le loro cover, spaziali e tecnologiche.
AdeL
Lunedì 29 Agosto 2016, 1.16.00
6
I Voivod sono "oltre"... da sempre. Maestri inarrivabili. Effetti, timbrica e stacchi ritmici davvero "costretti" in un genere che non può contenerli e definirli. Li seguo da una vita ed ho sempre pensato che non facciano Thrash, Il loro è un nuovo genere che merita un nome appropriato.
AdeL
Lunedì 29 Agosto 2016, 1.15.55
5
I Voivod sono "oltre"... da sempre. Maestri inarrivabili. Effetti, timbrica e stacchi ritmici davvero "costretti" in un genere che non può contenerli e definirli. Li seguo da una vita ed ho sempre pensato che non facciano Thrash, Il loro è un nuovo genere che merita un nome appropriato.
Voivod
Domenica 28 Agosto 2016, 18.14.51
4
Testamatta ride
Domenica 28 Agosto 2016, 14.16.18
3
Caro Trucido hai tutta la mia sincera invidia Voivod: numeri uno è tutti a casa
Flv
Sabato 27 Agosto 2016, 14.17.28
2
visti il giorno prima a Pianrella di Cervia , serata splendida
Elluis
Sabato 27 Agosto 2016, 12.28.53
1
Bella rece ! Confermo la location è splendida, ci sono stato l'anno scorso per i Sick Of It All + Adolescents, e tutto era filato alla grande (unico neo, mi ricordo i prezzi un po alti per la birra e i panini). Voivod grande band, li vidi circa 15 anni fa a Milano e fecero un concerto da paura.
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Spazio Boss, La Spezia, 21/08/2016
 
 
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