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2 DAYS PROG + 1 - Day 2, Veruno (NO), 03/09/2016
07/09/2016 (1046 letture)
Ottava edizione del 2 Days Prog + 1 e noi siamo di nuovo qua, per la quarta volta, a segnare le ferie agli inizi di Settembre e prepararci al viaggio di un paio d’ore per raggiungere la location. Dal 2012, anno in cui abbiamo visto all’opera gli Haken ed i Three Friends, l’organizzazione e la qualità del festival di Veruno ci ha lasciato sempre qualcosa nel cuore, tanto da spingerci a tornare ogni volta, qualsiasi fosse il nome presente da headliner.. C’è sempre un senso di felicità mentre percorriamo le stradine che portano alla Piazzetta della Musica di Veruno, una familiarità che negli ultimi anni si è accresciuta esponenzialmente. Ormai non è facile trovare qualcosa da dire, salvo i soliti complimenti fatti col cuore, in apertura di un live report del 2 Days Prog + 1; soprattutto visto che, nonostante i nostri assoluti sforzi nel tentativo di cercare anche il pelo nell’uovo, alla fine, di difetti a questo festival non riusciamo proprio a trovarne. Battute a parte, sono circa le diciotto quando ci avviciniamo alla consueta area concerti, in attesa dell’inizio delle danze, previsto proprio per quell’ora. Notiamo poca gente, ma siamo sicuri che, come ogni anno, a mano a mano che ci si addentra nella serata, la Piazzetta della Musica è destinata a colmarsi in una meravigliosa cornice di pubblico amante dell’arte progressiva.

CHEETO’S MAGAZINE
Puntuale come sempre, alle ore 18 il festival comincia e sul palco prendono posto cinque figure avvolte in allegre tutine in lycra dai colori sgargianti. La formazione spagnola dei Cheeto’s Magazine, già dalla presentazione fisica, si preannuncia molto divertente ed ironica, in una proposta musicale che spazia su qualsiasi genere musicale conosciuto, mantenendo come centro focale un progressive rock alla Spock’s Beard. Provenienti da Barcellona, i nostri iniziano la loro esibizione sin da subito scherzando e divertendosi con il pubblico italiano, cercando di sfruttare il loro charme latino con buffe imitazioni della nostra lingua e delle nostre frasi più comuni. Nel vederli danzare da una parte all’altra del palco, in una strana formazione composta da due tastieristi Esteban Navarro (in blu) e Matias Liana Garcia (in verde) che fungono anche da frontman, oltre al bassista Dídac García Martínez (in giallo) ed il chitarrista Manel Orella Puig (in rosa); un po’ nascosto, ma solo visivamente parlando, Rafa Weber (in arancione) dietro le pelli. La setlist è formata da brani estratti dal loro unico disco Boiling Fowls, uscito nel 2014 in cui si possono notare le influenze più disparate, dai Genesis ai Faith No More; i nostri sciorinano la loro esibizione tecnica e piuttosto complessa nei cambi di genere e di tempo, con una spensieratezza propria dei grandi musicisti. Dietro le pelli Rafa Weber fornisce il suo supporto nei tempi complessi, ma non disdegna mai l’incursione folle e rapidissima alla Marco Minnemann. Alla chitarra Manel Orella sfoggia una prestazione non eccessivamente complessa o elaborata, ma con dei suoni meravigliosi e perfettamente appropriati al genere proposto sulla sua sgargiante Ibanez arancione. Un po’ più in ombra il bassista Dìdac García, a livello di esibizione sul palco, mentre la sua prestazione strumentale è di grande efficacia. Infine i due tastieristi, Matias Liana e Esteban Navarro che si muovono, saltano sul palco, movimentando ed intrattenendo il pubblico. Bello il siparietto in cui gli artisti lanciano pacchetti di merendine e di snack sul pubblico (Cheetos), prima del gran finale con Nova America presentandolo come al solito, con grande ironia. “Questa è la nostra ultima canzone. Ma, tranquilli, è un pezzo che dura mezz’ora”. Finito lo show, i nostri si intrattengono a lungo al banchetto del merchandise, dove riesco a farmi autografare la copia di Boiling Fowls (almeno due-tre minuti per ogni autografo visto che i nostri si improvvisano anche artisti grafici con disegni e frasi personalizzati). Ancora una volta, Veruno dimostra la qualità delle proprie scelte come band d’apertura. E per tutti i ritardatari, beh…è un vero peccato per loro perché si sono persi probabilmente la più grande rivelazione degli ultimi tempi. Stratosferici e meravigliosi, a livello meramente personale, i vincitori di questa seconda giornata sono loro, grazie ad estro creativo, simpatia e presenza sul palco. Ne sentiremo parlare ancora molto a lungo. VAMONOS!

NEMO
Arrivano dalla Francia, quindici anni di attività tra studio e live e, purtroppo, quella di Veruno potrebbe essere la loro ultima esibizione. Infatti, dopo anni di tour che li hanno portati a suonare con Focus, Vanden Plas, The Flower Kings, Anglagard e molti altri, e dopo il disco Coma del 2015, i Nemo hanno scelto di prendersi una pausa artistica, forse definitiva. In ogni caso, la band che sale sul palco dopo i pirotecnici Cheeto’s Magazine dimostra tutta la sua qualità artistica e l’esperienza che proviene da tre lustri di carriera. La loro proposta è un progressive rock molto più “classico” rispetto ai loro precedenti, sostenuto da una buona preparazione strumentale e da una discreta presenza scenica. Il frontman Jean Pierre Louveton si dimostra molto bravo nel tirare fuori suoni interessanti e d’impatto dalla sua Stratocaster, mentre la sezione ritmica formata da Jean-Baptiste Itier e da Ollivier Lungo (quest’ultimo che si dimostra un ottimo percussionista, sia nelle sezioni più soffuse, sia quando c’è da pestare sul serio), costruisce un tappeto sonoro mutevole ma compatto. Ottima la prestazione anche di Guillaume Fontaine alle tastiere. Parte dell’esibizione purtroppo ce la siamo persa per la classica necessità di mangiare e per ultimare saluti ed autografi con i Cheeto’s Magazine; in ogni caso, la prestazione dei Nemo è stata di alto livello come quelle di qualsiasi band abbia mai visto esibirsi sul palco di Veruno e, ora come ora, non resta che sperare che i nostri decidano di rendere la loro pausa artistica solamente temporanea.

AIRBAG
Tempo di mangiare, fare un giro tra dischi e vinili tra gli espositori ed è il momento degli Airbag che, non me ne vogliano gli irriducibili fan dei Saga, sono quelli che hanno messo in mostra i suoni migliori di tutta la giornata. L’intreccio che si è creato tra le tastiere e le chitarre di Bjørn Riis, è stato quanto di più onirico e seducente si è potuto sentire in questa giornata verunese. La band, nata inizialmente come cover band dei Pink Floyd, è cresciuta progressivamente (passatemi il termine) a mano a mano che le pubblicazioni in studio sono state lanciate sul mercato. I norvegesi hanno avuto l’idea di registrare il loro primo EP nel 2004 e lo hanno rilasciato in forma gratuito sul proprio sito web, ottenendo oltre duecentomila download in pochi mesi, a dimostrazione della qualità della proposta e della fama che si stava accrescendo grazie al passaparola. L’esibizione è stata piuttosto lunga ma pressoché mai noiosa con estratti da ogni album Identity, All Rights Removed e The Greatest Show On Earth, sino ad arrivare al recentissimo Disconnected, uscito il giugno scorso. La proposta musicale risente piuttosto dell’influenza dei Pink Floyd (in fondo, sono nati grazie a loro) ma anche di Porcupine Tree (in molte sezioni la voce di Asle Tostrup e la sua chitarra ritmica ricalcano quando fatto da Steven Wilson & co). Ciò che ha colpito di più, oltre l’acustica ed il bilanciamento sonoro perfetti, vero marchio di fabbrica del 2 Days Prog + 1, è stato lo spettacolo musicale e visivo offerto dalla band, dai loro giochi di luce e dagli intrecci di suoni. Le composizioni non sono eccessivamente elaborate, per quanto mantengano una complessità di fondo tutt’altro che scontata, ma l’impatto emotivo delle stesse è stato davvero l’elemento che ha reso gli Airbag la band con la maggior precisione sonora del bill. Tra assoli che ricordano David Gilmour, passaggi che sfiorano la produzione Tooliana e chiari rimandi ai Porcupine Tree, l’ora e mezza passa rapida ed emozionante e non lascia dubbi al valore del sestetto. In fondo, se hanno condiviso il palco con band come Anathema, Yes, Pineapple Thief, Riverside e, soprattutto, Marillion, non c’erano dubbi sulla loro qualità.

SAGA
Piatto forte per la maggior parte delle persone giunte a Veruno in questo sabato caldo ed afoso. Erano ormai trentadue anni che la band canadese non si faceva vedere il terra italica, ma il loro ritorno è stato un vero e proprio successo. Seguendo lo show da più posizioni nella Piazzetta della Musica, ho potuto riscontrare l’ennesimo bilanciamento perfetto da parte del mago presente dietro al mixer e godermi uno show di una band che non ho mai approfondito eccessivamente, ma che senza dubbio porta dietro di sé uno strascico di storia del progressive rock più melodico degli ultimi decenni. Ormai sono le undici meno venti quando salgono sul palco i cinque musicisti e l’arrivo di Michael Sadler viene accolto con un boato. L’apertura del concerto affidata alla storica Don’t Be Late (Chapter Two) estratta da Silent Knight del 1980, viene accolta calorosamente dal pubblico che supporta in tutto e per tutto il cantante. La band non si discute: Jim Crichton e Ian Crichton sostengono alla grandissima il loro singer, il primo spaziando tra basso e moog, il secondo snocciolando riff sulla sua chitarra. Allo stesso modo, ottima la prestazione di Brian Doerner alla batteria, che se la cava alla grandissima con uno spettro di suoni tutt’altro che semplice da gestire. Ultimo, ma non per questo meno importante, Jim Gilmour dietro alle miriadi di tastiere, colonna portante del sound della band canadese. Tra i pezzi proposti spiccano How Long ed Humble Stance dal debut album del 1978, così come You’re Not Alone dal successivo Images at Twilight (disco in cui erano presenti solo i due Crichton. Il pubblico è incantato e segue con grande passione l’esibizione del combo canadese, sebbene numericamente la presenza ci sembri un po’ inferiore a quanto Veruno ci ha abituati (soprattutto di sabato sera). Per quanto sia probabile, il pienone quest’anno è stato registrato nella giornata del venerdì con i mitici Uriah Heep, motivo per cui chi ha dovuto scegliere una singola serata a cui partecipare, ha optato per il due settembre. Al di là di questo dettaglio, la partecipazione è stata comunque soddisfacente ed era presente un nutrito numero di fan provenienti da tutta Europa, a rendere la cornice della Piazzetta della Musica sempre più bella e caratteristica. L’inchino e l’encore della band canadese viene accolta ancora da un pubblico caloroso ed appassionato, prima che i cinque storici musicisti concludano la loro esibizione con Book of Lies e, di conseguenza, offrano la loro chiusura a questa seconda giornata del 2 Days Prog + 1.

SETLIST SAGA
1. Don’t Be Late (Chapter Two)
2. Social Orphan
3. On the Loose
4. You’re Not Alone
5. Give ‘Em the Money
6. Someone Should
7. Keep it Reel
8. Wind Him Up
9. No Stranger (Chapter 8)
10. How Long
11. What’s It Gonna Be?
12. Scratching the Surface
13. Humble Stance
14. Careful Where You Step
15. The Flyer
16. Book of Lies


CONCLUSIONI
Lo sanno quasi tutti che ad un’associazione che organizza concerti perfetti da anni, è concesso ed assolutamente perdonato un passo falso. Il problema è che i ragazzi della Ver1musica questa cosa non la sanno e allora preferiscono direttamente organizzare per l’ennesima volta un festival splendido e riuscito in ogni sua parte. Cosa stiamo ancora qui a parlare? Chi avrà letto i live report degli anni passati, saprà già benissimo quali sono le conclusioni che ci troviamo a tirare al termine della serata. Sembra di essere quasi esagerati, sbrodolanti ed eccessivamente gentili nelle parole quando scriviamo per la quarta volta i nostri assoluti complimenti all’associazione Ver1musica ed al suo presidente Alberto Temporelli, eppure chi c’è stato anche solo una volta, in qualsiasi serata degli ultimi anni, sa benissimo che ogni singolo applauso a questa organizzazione è duramente guadagnato sul campo. Anno dopo anno, malgrado una crescita esponenziale, la qualità del festival è pressoché perfetta, fin troppo per un festival in terra italica. Ebbene, grazie ai singoli sforzi di tutti gli organizzatori, Veruno è ormai il faro primario della musica prog in Italia e, vista la partecipazione numerosa di stranieri, anche del Centro Europa. Detto questo, siamo di nuovo qui in attesa del prossimo settembre, in quella rapida corsa verso la nuova edizione ed i nuovi nomi che l’associazione Ver1musica riuscirà a regalarci, sempre gratuitamente e sempre in modo genuino. Au revoir, Veruno, la terra dove splende sempre il sole della buona musica.



jo-lunch
Giovedì 8 Settembre 2016, 12.40.13
3
Concordo in tutto con Monky: Il Veruno prog festival è un vero gioiellino da tenerci stretto. Organizzato benissimo,anch'io non riesco a trovare difetti. Per me non è stata la prima volta ma, alcuni amici che mi hanno accompagnato e che non l'avevano ancora visto, sono rimasti stupiti dalla qualità di questo festival. Tanti appassionati, italiani e stranieri, di tutte le età. Una bella serata davvero. Ben vengano nel nostro Paese eventi di così buona fattura. Complimenti agli organizzatori.
Voivod
Giovedì 8 Settembre 2016, 12.25.42
2
Grande giornata! Cheeto's Magazine stupefacenti, vera rivelazione! Veri animali da palco (Navarro è un folle!), ottimi musicisti e, soprattutto, divertentissimi! "E ora l'ultimo pezzo!" Pubblico: "Nooooooo!!!" "...ma dura 25 minuti!" Saga immensi come sempre! (Alla batteria c'era Mike Thorne e non Doerner), i Nemo li ho trovati molto manieristici, mentre gli Airbag mi hanno annoiato...
ayreon
Giovedì 8 Settembre 2016, 9.56.19
1
ma i saga non sono canadesi ? a parte questo,c'ero anch'io,saga grandiosi ma mezz'oretta in più la potevano anche fare, per fortuna han fatto tutto quello che volevo ,invece non sono d'accordo sugli altri gruppi,cheeto's ridicoli e insulsi,cambi di tempo troppo banali ,un copia e incolla poco originale,anche i nemo non mi son piaciuti,airbag meglio ma troppo floydiani e troppe lungaggini con la chitarra, organizzazione come al solito impeccabile perchè quelli di veruno prima di essere organizzatori sono degli amanti del prog, piccolo appunto mettete più musica prog invece del solito pezzo di bowie tra i vari concerti
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