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SINE QUA ...BOH? - # 9 - 'Masquerade in Blood' e 'The Least Successful Human Cannonball'
12/10/2016 (1699 letture)
LA DERIVA COSCIENTE
Per inquadrare compiutamente i due fallimenti presi in esame in questa puntata di Sine Qua... Boh?, è necessario fare una premessa relativa al periodo in cui i due album uscirono. Mai come nel caso degli anni 90, forse, fu la decade di appartenenza a decretare, nel bene e nel male -più il secondo- le derive intraprese da moltissime band che negli anni 80 avevano fatto fortuna. L'irrompere sulla scena di stili che sembravano relegare nell'angolo il metal tradizionale in quasi tutte le sue forme espressive, fortemente assecondate da case discografiche interessate solo a guadagnare quanto più possibile dal trend del momento prima di passare a spremere il limone successivo, tolse molte delle certezze precedentemente acquisite. Moltissimi gruppi si sciolsero, quelli che decisero di continuare come avevano sempre fatto incontrarono nella maggioranza dei casi difficoltà di sopravvivenza, ed altri andarono incontro ad una scelta più o meno cosciente. Quella di cambiare stile cercando di assecondare le mode. A volte per lucide decisioni artistico/economiche, altre a causa di uno stato confusionario causato dalla mancanza di punti di riferimento. Nei casi che stiamo per trattare (ma non solo), anche forti turbolenze interne e/o l'abuso di sostanze, ebbero ruoli determinanti.

SODOM: Masquerade in Blood
Nel caso dei Sodom di Masquerade in Blood, gli autori, facenti parte della "sacra triade" teutonica, si erano ritagliati una fama molto solida basata su una serie di lavori tanto crudi, quanto efficaci ed apprezzati da un preciso tipo di audience. Tuttavia, i loschi figuri e mancati minatori di Gelsenkirchen, erano da tempo molto diversi da quelli che avevano dato vita ai Sodom anni prima. L'instabilità della formazione, del resto, aveva sempre accompagnato la loro storia, ma a metà anni 90 la cosa prese una piega più marcata. Almeno negli effetti pratici. L'ultimo scossone all'interno di un gruppo con già molti problemi di dipendenza dall'alcol, fu l'avvicendamento di un Andy Brings più interessato all'Hard Rock con un irruente Dirk "Strahli" Strahlmeier. Quest'ultimo portò in seno al gruppo sia uno stile diverso e -probabilmente- adatto al nuovo corso se questo avesse avuto un seguito serio, ma anche i problemi di droga che anni dopo lo porteranno alla morte (leggi qui). Tutto ciò, unitamente ad una situazione interna molto tesa e ad una esterna in generale poco favorevole ad un certo modo di comporre, portò ad incidere un disco come Masquerade in Blood. Pur non essendo totalmente da buttare, l'album in questione, ingabbiato tra qualcosa di buono disseminato qua e là, ma senza alcun filo logico e la mancanza "collante" in grado di dare un senso di unità all'album, suona poco personale ed altrettanto privo di direzione. Non che manchi pesantezza, anzi. La ricerca di una radicalizzazione a tratti punkeggiante e con l'occhio rivolto a nuove tendenze all'epoca molto moderne, però, manca di visione globale e, soprattutto, di idee musicali veramente valide. Al di là del suo urlare comunque rabbia e voglia di non piegarsi alle derive più smaccatamente commerciali imposte dalle etichette, questa non è incanalata in modo produttivo in una scrittura avvincente e/o capace di "arrivare" immediatamente, come i Sodom avevano sempre fatto. Le vendite di Masquerade in Blood furono a dir poco deludenti e la cosa contribuì ad acuire le divergenze all'interno del gruppo, portando a conseguenze estreme aggravate da fattori giudiziari. Strahlmeier fu arrestato per reati connessi alla droga e, a stretto giro di posta, Atomic Steif decise di porre fine al suo rapporto burrascoso con Tom Angelripper abbandonando il gruppo, che arrivò così ad un passo dalla sua fine. La storia insegnerà che i Sodom saranno capaci di risorgere dalle loro ceneri, ma Masquerade in Blood resta uno dei momenti più bui della loro discografia.

DESTRUCTION: The Least Successful Human Cannonball
A distanza di tre anni da Masquerade in Blood (1995 l'anno d'uscita dell'album dei Sodom, 1998 quello del CD trattato in questo paragrafo), toccò ai Destruction incappare in un passo più falso delle tette di Pamela Anderson. Va comunque premesso che, nonostante The Least Successful Human Cannonball sia appunto datato 1998, la sua genesi comincia concettualmente già nel 1990. Risale a quel periodo, infatti, l'assunzione della sciagurata decisione di virare su un suono molto più easy e quella conseguenziale di cacciare Schmier, troppo "integralista" per assecondare la scelta. Dopo un lavoro interlocutorio (o meglio: preparatorio) come Cracked Brain, il baratro dell'autoproduzione e dell'instabilità di formazione con l'epilogo nel disco "incriminato". The Least Successful Human Cannonball puntava ad una commercializzazione che, oltre a tradire lo spirito della band (ci torneremo in chiusura), era comunque priva di requisiti qualitativi di rilievo. Privo di identità, di riferimenti credibili per i fans e di appeal per quelli nuovi, peraltro ancora semi-inesistenti, il CD in questione presentava un cantante forse adatto al nuovo corso, ma senza il carisma di chi lo aveva preceduto, nessun background storico alle spalle e una scrittura e degli arrangiamenti che definire deficitari è non solo riduttivo, ma quasi pietoso. Ed anche in questo caso, come direbbe la Comencini, la fine è nota: Vendite sotto il minimo dignitoso, gente che abbandona una barca sostanzialmente ancora legata agli ormeggi e l'inevitabile, salvifico ritorno di Herr Schirmer. Dopo questo ineluttabile passo, il seguito della carriera dei Destruction proporrà una band in grande spolvero e comunque sempre ben oltre il limite della sufficienza, sia in studio che in sede live. The Least Successful Human Cannonball, però, a prescindere da un certo revisionismo storico-musicale che mira a far passare qualunque cosa per buona dopo un numero sindacale di anni dalla sua uscita, anche a dispetto del giudizio del gruppo stesso sulla propria opera, sancisce il punto più basso della discografia della band di Lörrach. Anche per la band stessa, che ha ripudiato l'intero periodo. Anche per ragioni di immagine e non solo artistiche, per carità, ma lo ha fatto.

LE SACRE ICONE DELLA CHIESA TEUTONICA DEL METALLO
Nonostante almeno nel caso dei Sodom il lavoro esaminato non sia integralmente da buttare, le due fattispecie trattate presentano delle interessanti analogie. Queste, sono da individuare solo in parte nell'estrazione musicale e nazionale comune, ma riguardano altresì la percezione "rigida" da parte del pubblico nei confronti di gruppi estremamente identificati con uno stile, tanto da diventare delle vere e proprie icone. Immagini tradizionali da tutti facilmente interpretabili ed immutabili nel tempo, perché depositarie di un messaggio base che deve essere sempre uguale a sé stesso. Ieri, oggi e domani. E forse non è un caso che, parlando di icone, Sodom e Destruction facciano parte con i Kreator di una sacra triade. Quando si tratta di dogmi religiosi, infatti, non c'è virgola che possa essere spostata. A pena del crollo del tutto, della completa distruzione di tutti i riferimenti necessari per tenere insieme i fedeli. Quando dei gruppi sono ingabbiati (o si ingabbiano) in questa situazione, sono in un certo senso costretti a produrre -quasi- sempre lo stesso disco e, addirittura, è giusto che lo facciano. Anche considerando gli indubbi svantaggi della situazione e lo svilimento della libertà artistica dei musicisti. Così come nell'eclatante caso dei Motorhead e con le debite proporzioni, certe scene fortemente intrise di purezza e fierezza, devono basarsi su dei punti fermi, su delle "boe storiche" sempre salde, lasciando magari ad altri il compito di introdurre evoluzioni più o meno marcate ed importanti, facendo restare splendenti e fisse le stelle polari dello stile. Astri che portano luce su sentieri anche nuovi, ma indicando sempre la via di casa con estrema sicurezza. Nel caso dei due gruppi oggetto di questa puntata della serie Sine Qua... Boh, è stata in parte la loro funzione, così come prima indicata, a determinare l'immancabile flop delle due uscite esaminate, ma rimane anche e soprattutto un secondo e ben più importante motivo. I due dischi erano e rimangono insufficienti e, nel caso dei Destruction in particolare, concettualmente falsi. Il tentato cambio, infatti, non era dettato tanto da vere scelte artistiche, ma da mire economiche e, proprio per le ragioni prima indicate, destinato a fallire miseramente. A questo mondo, infatti, tutto può cambiare, tranne la religione. Se poi i cambiamenti sono peggiorativi, allora...



El Feroce
Giovedì 27 Ottobre 2016, 10.59.11
20
Alla fine ci ho guadagnato un bel 50 euro vendendo il mio vinile di Masquerade in Blood qualche anno fa. Brutto, brutto brutto.
Dimitri Molotov
Mercoledì 19 Ottobre 2016, 16.57.32
19
Gli Aspid, come no? Un grandissimo Extravasation del 1992, lo possiedo orgogliosamente in versione rimasterizzata ufficialmente di poco tempo fa. Io avevo citato i nomi un po' più 'celebri' che non si erano ancora venduti (Demolition Hammer, Sepultura) o sciolti (Devastation), però di piccole stelle ce ne sono... tutto dipende dai gusti.
Raven
Martedì 18 Ottobre 2016, 10.55.02
18
Non è escluso che in futuro lo si faccia
Andy90
Martedì 18 Ottobre 2016, 10.29.29
17
...Se non sbaglio, anche gli Exodus in quel periodo tirarono fuori un dischetto bruttino tale "Force of Habit" ..penso che l'abbiano ripudiato pure loro! Quel disco, ci starebbe bene in questa rubrica...magari affianco a Demonic dei Testament.
Metal Shock
Giovedì 13 Ottobre 2016, 21.44.01
16
Ecco.a cosa serve Metallized: la maggior parte dei gruppi sottocitati non li conosco, se non di nome alcuni. Segno ascoltero`, non so` quando, e poi magari da qualche parte diro` la mia opinione.
Lemmy
Giovedì 13 Ottobre 2016, 21.19.03
15
Correggo #Aftermath, #Shah, poi ne approfitto perchè nella fretta avevo scordato i Death Head on Dream Deceiver, i Depressive Age con Lying in Waith (il timbro ti voce è particolare) , i Defiance con Beyond Recognition, infine un album che personalmente per miei gusti personali ho sempre amato, spero piaccia anche a voi è Apocalypse Inside dei Sacrifice, fatene sapere altri di quel periodo particolare.
Lemmy
Giovedì 13 Ottobre 2016, 19.59.54
14
Mi sembrano validi anche i Crionic con Different, gli Sha con Escape, i Subcutane con Welcome to Our Word, gli Atermath con Eyes of Tomorrow.Ho finito le cartucce, altri proprio non so, comunque anche se non eccelsi ci sono dei validi lavori, poi dipende dai gusti, purtroppo il periodo era davvero difficile come ha già ricordato l'articolo.
rik bay area thrash
Giovedì 13 Ottobre 2016, 19.41.06
13
Ci aggiungerei, ma qui siamo a livello di gusto personale, i coroner di mental vortex, gli holy moses di world caos, terminal terror e reborn dogs, gli evildead con the underworld .... ogniuno di noi ha cercato nei limiti del possibile di recuperare album thrash seguendo il proprio gusto musicale ma non c' era poi tantissimo ( imho) ....
LAMBRUSCORE
Giovedì 13 Ottobre 2016, 19.33.49
12
Solo un appunto ,Raven, so che rompo i coglioni, le foto di Bernemann e Angelripper, vanno invertite.
Lemmy
Giovedì 13 Ottobre 2016, 19.23.44
11
Sempre se vi piaciono e garbano ai vostri gusti ci metterei anche il debutto dei Gack con Fix (1993) , Sacred Reich con Indipendent, gli Aspid russi (il titolo cirillico lo lascio a voi) , i Channel zero con l'omonimo Channel Zero, i Werwaint con "It Now Remain", i nostri Extrema con Tension at Seams...altri se il mio senso mnemonico non mi gioca scherzi geriatrici precoci anticipato mi verranno in mente.
Dimitri Molotov
Giovedì 13 Ottobre 2016, 18.36.25
10
Io non lascerei fuori nemmeno Epidemic of Violence (1992), Idolatry e Arise (1991), ma si parla davvero di aghi nel pagliaio.
Raven
Giovedì 13 Ottobre 2016, 14.31.35
9
In realtà ottimi album thrash continuarono ad uscire, solo era più difficile trovarli. Basti pensare agli Anacrusis del 93, per esempio.
rik bay area thrash
Giovedì 13 Ottobre 2016, 12.16.45
8
Lisa : ciao !! Si è vero alcuni, non molti per la verita, ottimi album di thrash sono stati pubblicati agli inizi dei 90 ma probabilmente erano in parte già pronti (come pezzi intendo) forse a fine degli anni 80 (imho). Come tu sai non seguo il Black o il death, e quindi pensa un po te ... poi però certi exodus si riproposero a fine 90 prima con un fantastico live e poi un buonissimo studio album. Senza dimenticare i mai troppo ricordati artillery con b.a.c.k. del 1999. E naturalmente i nostri eroi di questo articolo. Ora le pubblicazioni thrash si susseguono anche troppo per le mie tasche. Ma guai a lamentarsi .... continua
tino
Giovedì 13 Ottobre 2016, 8.51.21
7
non sapevo neanche esistesse questo disco dei destruction. Comunque la copertina non è brutta, per un album dei rush...
lisablack
Mercoledì 12 Ottobre 2016, 22.59.56
6
Sono d'accordo con te Rik..anche se Time does not heal è uscito nel 91, uno dei pochissimi capolavori thrash di questa decade, per il resto gli anni 90 sono stati dominati dal death, dall'orda black scandinava..la copertina dei Destruction è davvero inguardabile, sullo stesso genere di quelle di Load e Reload, oppure Risk dei Megadeth...colpa dei cambiamenti, sperimentazioni e cazzate varie che rovinano tutto, e che io proprio detesto!!
rik bay area thrash
Mercoledì 12 Ottobre 2016, 18.47.36
5
Come già evidenziato dal buon Raven si sta parlando di una bruttissima decade per il thrash tutto. i motivi sono già stati sviscerati a sufficienza, ma l' unica cosa che mi sento di dire è che entrambi i gruppi si ripresero e si riproposero alla grande alcuni anni dopo ...e la storia continua
Metal Shock
Mercoledì 12 Ottobre 2016, 15.36.28
4
E tra l`altro pure la copertina e` inguardabile!!!
Raven
Mercoledì 12 Ottobre 2016, 14.46.56
3
Anche i Destruction fanno finta che non sia mai esistito
Metal Shock
Mercoledì 12 Ottobre 2016, 14.05.32
2
L`album dei Sodom non e` di certo brillante, anzi proprio brutto, quello dei Destruction manco sapevo che esisteva. In tutti e due i casi dischi da dimenticare.
Er Trucido
Mercoledì 12 Ottobre 2016, 13.26.19
1
Masquerade ce l'ho mio malgrado e concordo con Francesco: non orribile ma si sente che c'erano vari problemi e infatti è un disco che semplicemente non funziona. Quello dei Destruction è uno di quei dischi talmente tanto vergognosi che pure i loro creatori fanno finta che non esista.
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