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SLANDER + BACKJUMPER + NOMURA - Tesla, Molfetta (BA), 15/10/2016
19/10/2016 (728 letture)
Ore 10 pm, moltissime persone in attesa di entrare, il luogo è la nuova sede del Tesla- Tempi e spazi liberamente attivi, che si inaugura proprio in questa occasione, tanto per rendere l’evento ancora più speciale: infatti gli Slander, una delle realtà hardcore italiana più efficaci del momento, sono nel pieno del release tour del loro nuovo lavoro Bad Weather (sotto Powertrip Records e Machete Production), e scelgono questa serata come unica data al sud. Ad aprire due band baresi: i Backjumper, non nuovi alle nostre orecchie e ai nostri occhi in quanto attivi ben dal 2003 sulla scena underground italiana e internazionale, e più giovani (seppur già affermati nella scena locale) Nomura, che inoltre questa sera presentano ufficialmente il loro EP Inerte Affondare.
Gli organizzatori di questo evento sono i ragazzi della Tigersuit Events, con la partecipazione di RockCult e A Desert Odissey, tre associazioni che in Puglia si fanno valere per quanto riguarda l’organizzazione di concerti di supporto alla scena underground, spaziando fra i vari generi della scena hardcore, crossover, rock e metal.

NOMURA
Moltissima gente è ancora in fila per entrare–e ci si domanda come farà a prender posto all’interno della piccola seppur confortevole location- quando senza preavviso i Nomura aprono le danze , catturando immediatamente la mia attenzione e attirandomi verso la zona palco. Questi ragazzi sono a primo impatto assolutamente fieri, gruppo di apertura ma con una consapevolezza e preparazione che va ben oltre. I cinque riempiono davvero il palco, sia fisicamente, stretti fra loro sul fronte dello stage a mo’ di schieramento, ma soprattutto musicalmente: il loro è un blackened hardcore oscuro, pesantissimo ma poetico ed interiore e per dirlo in un’unica parola, colto. I primi pezzi sono tiratissimi, la folla sotto al palco si scatena fin da subito con totale supporto, cominciando ad alzare i livelli di calore all’interno del locale: i Nomura si fanno apprezzare al 100%, la performance è precisa e graffiante e variegata soprattutto da pezzi rallentati come Augesia, in cui si sentono molto le influenze black metal, mentre l’apice qualitativo si raggiunge sull’emozionante Apnea. I testi sono in italiano e danno quel quid che caratterizza ancora di più questa giovane ma già avviata band.
E’ dopotutto anche il release party del loro debutto Inerte Affondare. Ed è riuscitissimo, fra applausi, fomento del pubblico e impeccabilità musicale. Se c’è qualcuno che affonda inerte, di sicuro non sono i Nomura.



SETLIST NOMURA
1. Nebbia
2. Foschia
3. Ageusia
4. Vento Contro
5. Apnea
6. Sun Heights (cover dei Carpathian)


BACKJUMPER
Se dobbiamo parlare di veterani della scena estrema pugliese, dobbiamo parlare dei Backjumper. Questi ragazzi di nome saltano indietro, ma di fatto non fanno altro che fare salti in avanti. Attivi dal 2003, con tre album e un EP alle spalle e una line up solida e affiatata, centinaia di concerti in Italia e in Europa con apice al Wacken Oper Air 2013, continuano la loro carriera alla grande e con un livello di qualità compositiva e live in continuo crescendo. Dopo un breve cambio palco è il loro turno. Ultimo loro concerto prima di chiudersi in studio per lavorare al nuovo album, di cui avremo un assaggio in un unico nuovo pezzo -ancora senza titolo- durante la loro performance. Ci spostiamo su un crossover-core d’impatto che alterna dinamicità e cadenza, suoni maggiori più che minori, elementi post hardcore e groove e i feelings della serata, pur avendo ancora l’hardcore come primo ingrediente, cambiano. L’intro è un simpatico tributo a Beverly Hills Cop, ma i nostri sono pronti a esplodere conBlack Youth: e la folla semplicemente si dà al massacro. Io assisto a tutto dal mio angolo al sicuro, ma sotto al palco è il delirio: pogo, moshpit, stage diving, crowd surfing, e come possa accadere tutto in pochissimi metri rimane un mistero. I livelli di sudore e umidità della stanza aumentano esponenzialmente ma nessuno pare curarsene.I ragazzi sul palco si scatenano a loro volta, saltando, facendo vere e proprie acrobazie e sudando letteralmente sugli strumenti. Non è la prima volta che ho il piacere di vederli suonare e il livello di stima per questo genere di dinamismo è altissimo, ma ogni volta l’atavica questione è e sempre sarà: come diamine fanno a non farsi male?! Anche questa è perizia. Ma soprattutto, se il moshpit è un’arte, i Backjumper sono la musa favorita del pubblico della serata. Il singer Francesco , fra un crowd surfing e l’altro, alterna il suo collaudatissimo screaming a un cantato pulito molto nu metal-rap che fa l’occhiolino a certi Rage Agaist The Machine, ma la cosa straordinaria è che il microfono viene condiviso continuamente con i vari supporter nel pubblico , veri fan che conoscono i pezzi a memoria, che cantano tutti insieme riuniti intorno al cantante in una emozionante fratellanza. E in generale sono in molti a sentirsi a casa e a fare un po' come vogliono, salendo addirittura sul palco. Insomma, coi Backjumper si partecipa attivamente allo spettacolo, ci si sente in famiglia e questo è stupendo. Assoluto pollice in alto per questi quattro ragazzi che ancora una volta si dimostrano meritevoli del posto d’onore nella scena underground pugliese.

SETLIST BACKJUMPER
1. Black Youth
2. Sun Static
3. Not Today
4. Wolves at My Door
5. Untitled
6. Jack Bumper
7. The Blessing


SLANDER

Altro breve cambio palco, giusto il tempo di respirare un po' d’aria fresca, necessaria dopo gli inenarrabili livelli di calore raggiunti all’interno del Tesla. Mentre sono fuori a ossigenare il cervello, un simpatico signore in bicicletta passa e chiede a me ed alcuni presenti se dentro al locale si balli . E noi rispondiamo che sì, si balla eccome. Il signore ci promette di tornare subito e unirsi anche lui alle danze e con questa corroborante prospettiva torniamo dentro: è giunto finalmente il tanto atteso momento degli Slander. I cinque ragazzi veneziani svelano di essere arrivati dopo quindici ore di viaggio niente poco di meno che da Vienna, dove hanno suonato la sera prima. Eppure la loro performance non risentirà assolutamente di ciò, e la relativa brevità sarà data proprio dagli stilemi tipici del genere: puro e autentico hardcore. E ancora una volta i feelings della serata cambiano: ma il sudore è lo stesso, se non peggio. Persino i muri cominciano a sudare –toccarli per sbaglio per credere- ma ciò non ferma lo scalmanato pubblico, che aizzato dalla selvaggia performance aumenta ancora di più il moshpit, cimentandosi in circle pits e addirittura in crowd surfing multipli, cantante compreso. Il tutto è acuito dalla presenza di un non ben specificato squalo gonfiabile, che non si sa da dove venga e dove vada, ma diventa mascotte ufficiale della serata dopo essere stato lanciato più e più volte sui presenti, dal palco e sul palco. Io stessa ho l’onore di tirargli un buffetto per rilanciarlo sugli instancabili astanti, e mi sento fortunata! Gli Slander sono deflagranti, selvaggi e ci trascinano nel rush della loro musica . I pezzi sono brevi e furiosi ma eseguiti con perizia e i suoni sono ben concepiti e rodati. Il loro è un metalpunk hardcore tirato molto UK 82, variegato dall’alternanza delle voci urlate su diverse frequenze, dalla più acuta alla più cavernosa e animalesca. Il loro show è sfrenato e divertente su vari livelli, anche grazie alla verve del singer Sam, che sa come tenere il pubblico, e sulla presentazione di canzoni di pochissimi secondi, che vengono spacciate per canzoni d’amore e dedicate alle signorine presenti, anche a me scappa un urlo degno delle migliori fangirl. E’ prima dell’ultimo pezzo Keep Complaining che, nell’incitare ancora una volta il pubblico, Sam dice queste parole riferendosi alla vita in generale e alla scena musicale nello specifico: 
“Se non vi piace ciò che avete, cominciate a fare ciò che vi piace e costruite qualcosa, nel vostro piccolo.. invece di continuare a lamentarvi”. E questa frase parrà forse un monito un po’ inflazionato, eppure spesso ce ne dimentichiamo. Invece è da tenere sempre presente: un invito ad impegnarsi per sostenere ad esempio la scena musicale locale e le realtà di nicchia. Un buon inizio? Muoversi per andare ai concerti. Perché chi è stato a casa sabato, si è perso questa favolosa serata, mentre chi ci è stato ne avrà l’adrenalina e il ricordo per un bel po' di tempo, credetemi. Supportare l’underground è l’impegno che ciascuno di noi dovrebbe mantenere ogni giorno, e band e eventi come questi danno tutti i presupposti per farlo appieno.



SETLIST SLANDER
1. Scars and Ashes
2. Bad Weather
3. The Rush
4. Never Enough
5. Steep Slope
6. Scavenger
7. Get Drunk with Danny trejo
8. Lamento Nero
9. Keep Complaining



Red Roger
Giovedì 20 Ottobre 2016, 18.21.25
2
Dont support Venice Hardcore !!!
Voivod
Giovedì 20 Ottobre 2016, 9.48.20
1
...ma il signore in bicicletta è poi entrato a ballare?
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SLANDER + BACKJUMPER + NOMURA
Tesla, Molfetta (BA), 15/10/2016
 
 
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