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KAMELOT + AEVERIUM + WITHEM - Phenomenon, Fontaneto d’Agogna (NO), 19/10/2016
25/10/2016 (742 letture)
Ad un anno esatto dal loro ultimo passaggio in Italia, avvenuto poco dopo l’uscita di Haven, i Kamelot hanno fatto ritorno da noi ancora una volta con un’unica data del loro tour (per la precisione, si tratta dell’Haven Europe Tour Part III). La location scelta è questa volta il Phenomenon di Fontaneto d’Agogna, in provincia di Novara, locale meno conosciuto del precedente Live Club di Trezzo sull’Adda, ma che, come vedremo, non deluderà le attese. Quasi un anno e mezzo ci separa da quella che è stata la release date di Haven, ma il suo eco è tuttora forte e gran parte dei fan dei Kamelot ancora deve abituarsi alla nuova figura di Tommy Karevik, sostituto del tanto idolatrato -a ragione- Roy Khan ormai dal 2012. La data piemontese ha fatto seguito a quelle di questo mese di ottobre in Slovacchia, Ungheria, Romania, Bulgaria e Austria, in cui la band statunitense ma con passaporto internazionale è stata accompagnata dai tedeschi Aeverium, formazione dedita ad una strana mistura di alternative e melodic metal, e dai norvegesi Withem, gruppo dalle forti venature prog.

Arriviamo alla location con un certo anticipo, anche grazie all’estrema facilità nel raggiungerla, dato che si tratta di percorrere appena poche centinaia di metri dall’uscita autostradale per ritrovarsi proprio davanti al Phenomenon. Ad accoglierci c’è un parcheggio abbastanza spazioso che conta per ora non più di una decina di vetture...non proprio un buon segno, ma è anche vero che i fattori a sfavore sono più d’uno: il giorno infrasettimanale, che certo non aiuta molti lavoratori impossibilitati a muoversi nel tardo pomeriggio di un mercoledì d’ottobre; la stessa location, in quanto il comune di Fontaneto non è propriamente tra i più grandi d’Italia, anzi, e neppure così conosciuto (saranno le stesse band a farlo capire “tra le righe” durante il live); il fatto che questo tour dei Kamelot non sia più una novità -anche la scaletta è praticamente la stessa da dodici mesi a questa parte- e che molti potrebbero essersi già tolti lo sfizio di vederli dal vivo lo scorso anno; e per ultimo il piccolo particolare che la stessa sera al Circolo Colony di Brescia suonano gli Angra (oltretutto portando tutto Holy Land dal vivo per il ventennale dell’album). D’altra parte fa però specie pensare che un nome di tale importanza non attiri più così tanti spettatori pur trattandosi dell’unica data dell’anno nel nostro Paese. I tempi sono cambiati, dobbiamo prenderne atto, e un concerto dei Kamelot è ormai un evento come un altro.
Col trascorrere dei minuti l’attesa fuori dal locale inizia a farsi pesante, soprattutto quando intorno inizia ad alzarsi la nebbia, la temperatura si abbassa e l’apertura porte slitta sempre più in avanti. Alla fine riusciamo ad entrare quando sono ormai le 19.52. Esaurite le pratiche biglietto, ci addentriamo all’interno del locale, restando abbastanza meravigliati dalla grandezza dello spazio interno nonché del palco, che ci immaginavamo ben più piccolo. Adocchiato il bancone del bar, preferiamo comunque prendere posto subito davanti al palco, anche se il numero dei presenti -inizialmente non più di una sessantina di persone, ad occhio- ci consentirebbe di prendercela con molta più calma.

WITHEM
Sono le 20.51 quando i progster norvegesi Withem fanno il loro ingresso sul palco, accolti da un sincero applauso del pubblico, che si dimostra quindi coinvolto fin dai primi minuti. Pronti, via. Formazione a cinque con voce, chitarra, basso, tastiere e batteria, i Withem sanno il fatto loro e per venticinque minuti catalizzano l’attenzione degli spettatori, mettendo sul piatto una tecnica invidiabile e una precisione da veri professionisti. L’originalità non è mai troppa, ma gli spunti positivi sono molti. Il chitarrista Øyvind Voldmo Larsen e il bassista portoghese Miguel Pereira giocano spesso e volentieri tra loro e lo fanno con una leggerezza lampante, con quest’ultimo che prende però un po’ di più il ruolo di protagonista. Il batterista Frank Nordeng Røe, una vera e propria macchina da guerra capace anche di soluzioni non banali, e il tastierista Magnus Johansen (probabilmente un turnista, in quanto non è segnalato come membro attivo della band), bravo ma non eccelso, sicuramente il meno coinvolto nell’economia del gruppo, completano la sezione strumentale. La ciliegina sulla torta è rappresentata dal cantante Ole Aleksander Wagenius, per il sottoscritto la vera sorpresa della serata, forte di una prestazione davvero sopra le righe. Qualche problema tecnico alle casse rovina la prima parte della loro esibizione, ma nel complesso non poteva esserci inizio migliore per questa serata.

AEVERIUM
Passano appena quindici minuti, giusto il tempo per ordinare due birre medie, e sul palco salgono i tedeschi Aeverium. L’impatto è molto diverso da quello della band di apertura, questa volta si tratta chiaramente di una band più improntata allo stile gothic/symphonic con tanto di doppia voce maschile e femminile ad alternarsi dietro al microfono. Ma la prima impressione è esatta solo in parte, in quanto la band si rivelerà ben presto di più aperte vedute, richiamando ora nomi quali Disturbed o Korn, ora Evanescence, Lacuna Coil e così via. Una più giusta definizione sarebbe quella di alternative/melodic metal, come d’altronde specificato dalla stessa band nella propria descrizione su Facebook. In ogni caso, l’impatto è diverso anche perché la qualità sembra scendere vertiginosamente rispetto alla band d’apertura, l’esperienza è minore (un solo disco all’attivo per loro contro i due dei Withem) e l’originalità della proposta più che mai assente. Il loro concerto sarà inoltre con tutta probabilità ricordato dai più per tale Marcel “Chubby” Römer, che più che un cantante sembrerebbe un comico mancato di Zelig. Le sue continue battute e monologhi tra un brano e l’altro strappano più di un sorriso ai presenti, ma certo è che non potranno mai coprire del tutto una prestazione abbastanza incolore dal punto di vista strettamente musicale. La cantante Aeva Maurelle, che segue a ruota il suo collega cercando di tenergli corda il più possibile nei tanti break, ha indubbiamente una buona voce -che non è comunque la sua dote più evidente-, ma sembra ancora parecchio acerba e imprecisa, cosa che verrà confermata qualche minuto più tardi, quando la ritroveremo come voce femminile nei Kamelot.

KAMELOT
Col passare dei minuti il pubblico in sala è leggermente aumentato, ma non tanto da riempire del tutto il locale. L’impressione è quella di trovarsi ad un concerto di secondaria importanza e forse è proprio così. I Kamelot fanno il loro ingresso accolti dall’incitamento dei propri fan, presentandosi con l’efficacissimo singolo Veil of Elysium, pezzo piuttosto tirato, ma che grazie ai suoi marcati risvolti melodici mette subito in mostra la talentuosa ugola di Tommy Karevik. La band statunitense appare in forma, il pubblico si scalda e i ritmi non si abbassano per niente, anzi, si alzano ancora di più con la seguente When the Lights Are Down, primo estratto da The Black Halo. La scaletta sembra promettere davvero bene nella sua parte iniziale, grazie a pezzi come il più recente The Great Pandemonium e i più datati Center of the Universe e Karma, capolavori sempre ben accolti. Karevik se la cava egregiamente, pur non riuscendo/volendo riproporre sempre e comunque fedelmente le linee vocali del suo predecessore. C’è poco da fare, sono due cantanti diversi e la differenza a livello esecutivo tra i pezzi degli ultimi due album e quelli dei dischi precedenti si nota. Co-protagonista della serata è ovviamente Thomas Youngblood, leader principale della band e autore di una prestazione di ottimo livello. Tibbets al basso, Palotai alle tastiere e Grillo alla batteria restano invece più nascosti e anche quando arriva il momento dell’assolo di batteria quest’ultimo non appare particolarmente coinvolto. Prima, però, la scaletta ci propone una nuova incursione nell’ultimo album, con l’introspettiva Here’s to Fall, dedicata da Karevik al nonno scomparso, che mette in luce anche il buon Oliver Palotai. Sarà una sensazione personale, ma la canzone non riesce a convincermi appieno, né su disco né dal vivo. Ma per fortuna si torna subito ai fasti di inizio concerto, grazie alla grandiosa March of Mephisto, seguita dalla valida Rule the World e dalla recente Insomnia, non certo il vertice qualitativo di Haven, ma pur sempre un buon pezzo. Come già detto, la cantante degli Aeverium Aeva Maurelle ha affiancato Tommy Karevik per eseguire le parti di voce femminile dei Kamelot, purtroppo con risultati sconfortanti. L’impressione per un po’ è stata quella di un problema tecnico al microfono, invece la dura realtà ha messo sul piatto una verità ben peggiore, con la giovanissima cantante che è stata capace di sbagliare ogni singola parte addirittura dimenticandosi totalmente intere parti di testo. I Kamelot, specialmente Karevik, sono stati bravi a coprirla il più possibile, ma il danno era ormai stato fatto. Fortunatamente molti erano colpiti a tal punto dall’aspetto puramente estetico della cantante da non accorgersi troppo dei suoi ripetuti errori e la serata è andata avanti comunque senza troppe cadute di stile. Liar Liar ha dunque risentito della presenza di Aeva Maurelle, ma per fortuna la canzone si regge bene anche da sola. Ancora Haven al centro dell’attenzione con My Therapy, prima del momento solistico di Oliver Palotai alle tastiere. Forever, dall’album Karma, chiude la parte principale dello show, che riprende dopo una breve pausa con la nuova Revolution e la semi-nuova Sacrimony (Angel of Afterlife), entrambe eseguite senza intoppi dalla band statunitense.

Scocca la mezzanotte quando i Kamelot terminano il loro show e fanno rientro in camerino dopo aver dedicato qualche minuto ai saluti finali. Le luci si accendono e la gente inizia a muoversi verso l’uscita, è tempo dunque di tirare le somme su quanto visto.
Forse sarà emerso tra le righe, ma chi scrive non è mai stato un grande fan della band in questione; alla luce di ciò, va detto che la loro esibizione è stata professionale e più coinvolgente di quanto mi aspettassi. Nonostante la poca affluenza di pubblico, i Kamelot non hanno mostrato insofferenza né un atteggiamento passivo, suonando invece dal primo all’ultimo minuto al meglio delle loro possibilità e proponendo la loro musica come hanno sempre fatto. La serata può quindi considerarsi conclusa in maniera positiva, grazie alla buona prestazione degli headliner, ma anche grazie alla scoperta -almeno per il sottoscritto- dei norvegesi Withem, gruppo rivelazione nel loro piccolo, e di una nuova location di cui fino alla settimana prima ignoravo l’esistenza. Nel mese di novembre passeranno da qua i Mägo de Oz, un pensierino a riguardo lo sto già facendo.

SETLIST KAMELOT
1. Veil of Elysium
2. When the Lights are Down
3. The Great Pandemonium
4. Center of the Universe
5. Karma
6. Here’s to the Fall
7. March of Mephisto
8. Rule the World
9. Insomnia
10. Drum Solo
11. Liar Liar (Wasteland Monarchy)
12. My Therapy
13. Keyboard Solo
14. Forever
—ENCORE—
15. Revolution
16. Sacrimony (Angel of Afterlife)


Foto a cura di Gianluca Leone.



HeroOfSand_14
Sabato 29 Ottobre 2016, 14.11.16
7
Contento per i kamelot, peccato per la poca affluenza (normale) ed il poco coinvolgimento, considerando appunto che era la seconda volta nel giro di un anno che passavano in Italia. Meriterebbero di più, anche contando il fatto che hanno uno dei singer migliori in circolazione, spero di riuscire a vederli prima possibile!
Flight 666
Mercoledì 26 Ottobre 2016, 15.28.45
6
@Mauro: Ciao Mauro, strano davvero che non ci siamo incrociati! Ho visto che purtroppo il tour dei Mago de Oz è stato annullato e di conseguenza anche il concerto di novembre... un vero peccato, spero possa ricapitare l'occasione di vederli prima o poi!
Fabio Yaaaaaaaahhhhhh
Martedì 25 Ottobre 2016, 19.07.11
5
in condizioni normali avrei fatto direttamente after come ho già fatto altre volte,ma essendo a mille miglia di macchina da dove abito e avendo una laurea il giorno dopo l'albergo era un'ipotesii allettante
terzo menati
Martedì 25 Ottobre 2016, 17.45.11
4
Albergo per un concerto small? Non ci ho mai pensato
Fabio Yaaaaaaaahhhhhh
Martedì 25 Ottobre 2016, 17.37.30
3
Anch'io ho cercato fino all'ultimo di esserci ma non trovando alberghi nelle vicinanze e avendo impegni il giorno dopo ho dovuto rinunciare...peccato perchè la scaletta era ottima e pescava un pò da quasi tutti gli album...sicuramente li vedrò la prossima volta,magari di nuovo con Alissa così non sarà solo la mia amica a riarsi gli occhi
annie
Martedì 25 Ottobre 2016, 16.23.03
2
Peccato per la scarsa affluenza, ma come hai fatto giustamente notare era inevitabile per una serie di cause, tant'è vero che, pur avendo voluto esserci, non sono riuscita a spostarmi fino a Novara. Non conosco i due gruppi di apertura ma questi Withem mi incuriosiscono e penso che li approfondirò. Bene per l'esibizione dei Kamelot (che spero di riuscire prima o poi a vedere!), ma non capisco come mai abbiano portato sul palco Aeva Maurelle se è palesemente incapace di cantare i loro brani... Comodità logistiche a parte, essendo lei già presente all'evento in quanto membro degli Aeverium, avrebbero potuto destinare la voce femminile ad un'altra cantante.
Mauro Paietta
Martedì 25 Ottobre 2016, 10.05.08
1
C'ero anche io, strano che non ci siamo visti! Kamelot davvero in gran forma, personalmente il concerto mi è piciuto moltissimo. Certo non tantissima l'affluenza ma riempire il Phenomenon non è certo semplice, dato che si tratta di un locale da oltre 1000 persone di capienza. Comunque uno dei locali migliori di Italia, impianto audio e luci di qualità elevatissima. Sarà che sono cresciuto a 5 km da li ma lo trovo eccezionale. Ci si vede per i Mago de Oz!
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25/10/2016
Live Report
KAMELOT + AEVERIUM + WITHEM
Phenomenon, Fontaneto d’Agogna (NO), 19/10/2016
 
 
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