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EXODUS - Retrospettiva con sorpresa
26/10/2016 (1715 letture)
Ci sono band, non tantissime in verità, destinate ad essere ricordate con l'invidiabile status di "leggendarie". A volte per merito di un solo, indovinato album che ha scompaginato l'assetto della scena, altre per una carriera lunga decenni con vari lavori di altissimo livello a CV. In questo secondo caso non importa se il gruppo cambia formazione, si scioglie e poi torna, o se scade di livello. L'importante è che conservi la sua forza primigenia, che torni più incazzato di prima nonostante il passare degli anni, che si rialzi dal baratro in cui è caduto e che produca altri CD forti, fieri e pesanti. Nell'ambito del thrash, questo identikit si può adattare ad alcune diverse realtà musicali. Tra queste, gli Exodus vengono in mente fra le prime.

IL SUCCESSO E' IMMINENTE
Nati nel 1980, gli Exodus rappresentano una delle più longeve ed importanti realtà del mondo thrash. Sia per provenienza geografica -San Francisco è città basilare per il settore- che per la presenza, all'interno della loro discografia, di più di un disco imprescindibile per ogni thrasher che si rispetti. Dopo una prima demo del 1982 con una formazione che prevedeva Gary Holt, Tom Hunting e Kirk Hammett (poi transitato in un gruppetto che otterrà un discreto successo col moniker Metallica), è con Rick Hunolt, Rob McKillop e Paul Baloff in squadra che gli Exodus dichiareranno guerra al mondo. Quella dichiarazione sarà formalizzata ufficialmente con Bonded by Blood. Il disco è un'autentica mazzata e stabilisce, assieme a pochi altri, nuovi standard per una scena che, all'epoca, era in assoluto fermento. Tuttavia, il successivo licenziamento di Baloff per problemi di droga al termine di un tour con Slayer e Venom, spianerà la strada all'entrata di Steve "Zetro" Souza, proveniente da quelli che poi saranno noti come Testament. Ed i tanti incroci già presenti in queste poche righe, possono già farci capire la grandezza del gruppo del quale parliamo. I seguenti Pleasures of the Flesh e Fabulous Disaster non fanno che confermare la capacità degli Exodus di macinare musica come pochi. Gli anni 90, però, erano già dietro l'angolo. Dei motivi del rapido declino (apparente) del thrash durante quella decade abbiamo già detto infinite volte, ed è quindi inutile tornarci sopra in questa sede. Gli Exodus, ad ogni modo, tentano di restare a galla dignitosamente con Impact is Imminent e con il live Good Friendly Violent Fun. I cambi in formazione (con Hunting, soprattutto, fuori dal gruppo) non contribuiscono però a dare continuità alla scrittura e non favoriscono la coesione interna. Force of Habit rappresenta la (forse) inevitabile svolta più leggera degli Exodus, sulla scia di quanto fatto da Metallica e Megadeth. L'accoglienza del pubblico, però, è ben più fredda, probabilmente a causa della fama di band più "pura" degli Exodus. Il disco, inoltre, è oggettivamente di spessore minore rispetto a quelli dei due gruppi prima citati. Parafrasando il titolo di uno dei loro album: lo scioglimento è imminente.

STEVE "ZETRO" VENDITTI
Certi amori musicali, però, non finiscono, fanno giri immensi -ma neanche poi molto, in questo caso- e poi ritornano. Gli Exodus si ripresentano nel 96 con una formazione quasi identica a quella di Bonded by Blood e nel 97 sfornano Another Lesson in Violence. Tuttavia, un nuovo stop diventa necessario per beghe finanziarie con la loro etichetta. Nel 2001 il nuovo ritorno per un evento a favore di Chuck Billy colpito da tumore ma, nel 2002, la morte di Paul Baloff è una nuova mazzata per il gruppo. A reagire, però, è in particolare Gary Holt, il quale richiama Steve Souza. Con il nuovo/vecchio cantante producono Tempo Of The Damned nel 2004, ma i successivi abbandoni di Rick Hunolt, Tom Hunting e Steve Souza producono un nuovo terremoto. Holt allestisce una nuova line up con Lee Altus, Paul Bostaph e Rob Dukes, con i quali incide il massiccio Shovel Headed Kill Machine. Il successivo rientro di Hunting per The Atrocity Exhibition... Exhibit A ed Exhibit B: The Human Condition -in mezzo Let There Be Blood, rifacimento di Bonded by Blood- è l'anticamera del ritorno di Souza con l'ottimo Blood In, Blood Out. Per quanto riguarda Holt, però, a partire dal 2011 c'è da registrare una importantissima novità. Il chitarrista, infatti, viene chiamato a sostituire lo sfortunato Jeff Hanneman negli Slayer. Ed è proprio su questi ultimi due eventi -il rientro di Souza ed il passaggio/condivisione di Holt negli Slayer- che vogliamo concentrarci prima di lasciarvi all'intervista con Tom Hunting, perché è proprio questa la sorpresa finale della quale vi parlavamo in apertura.

BONDED BY ZETRO
Per quanto riguarda Zetro ed a prescindere dalle sue indubbie qualità di screamer, la sua figura di cantante degli Exodus deve necessariamente accettare il raffronto con quelle degli altri che hanno avuto in mano il microfono negli anni. Anche se Rob Dukes è rimasto nel cuore di molti ed ha svolto molto bene il suo lavoro, è sempre con Baloff che egli ha dovuto fare maggiormente i conti. Questo perché Paul ha marchiato un disco pazzesco come Bonded by Blood, un vero caposaldo del genere, sia perché -è brutto da dire, ma è così- chi passa a miglior vita viene automaticamente ammantato da un'aura di romanticismo con la quale è ben difficile competere. Nonostante ciò, Souza può vantare una carriera importante, una voce caratteristica ed una presenza notevole sul palco. Questo ha reso il suo rientro negli Exodus una garanzia di qualità vocale ed esperienza sia in studio che dal vivo, tali da lasciare intuire un futuro ancora nel segno del thrash più violento ed aggressivo per gli americani. Il tutto certificato, per quanto riguarda lo scrivente, dalla loro ultima esibizione all'Agglutination, con le foto esclusive che vedete a corredo del pezzo tratte proprio da quell'evento.

UNA QUESTIONE IRRISHOLTA
Per quanto riguarda Holt, invece, il discorso è più complesso. Chitarrista storico, anche se non membro fondatore del gruppo in senso stretto, la sua "collaborazione" ormai regolare con gli Slayer pone alcuni problemi pratici agli Exodus. Anche a dispetto di quanto leggerete in fondo. E' indubbio infatti, che la priorità tra Slayer ed Exodus, non fosse altro che per ragioni contrattuali ed economiche, sia riservata ai primi, col paradosso del maggiore impegno dovuto alla band in cui si presta la propria opera da semi-impiegato, rispetto a quella in cui si opera da corresponsabile. Indubbiamente, rifiutare l'offerta del duo King/Araya era davvero impossibile. Questo a prescindere da quanto alcuni possano ormai considerare gli Slayer cover band di sé stessa, ma per quanto riguarda gli Exodus qualche inquietudine rimane. Ambedue i gruppi sono ancora in grado di produrre musica originale, ma mettendo a confronto le due realtà e confinando ovviamente il giudizio alla loro attuale condizione artistica, sono gli Exodus a mostrare la forma migliore. Anche e soprattutto guardando al futuro. Certo, pontificare sul web circa le scelte altrui è certamente più facile che doverle operare di persona, specialmente perché si devono tenere conto delle sole implicazioni artistiche della questione, rischiando solo qualche commento negativo. Calandosi nei panni di Holt, invece, ci sono da considerare ben altri fattori. Quelli di curriculum, con la possibilità di poter dire ai nipoti: "Io ho suonato in due delle più grandi band di sempre" e quelle più pratiche. Indubbiamente le fette della torta riservate ai due membri storici degli Slayer saranno quelle dallo spessore maggiore, ma altrettanto indubbiamente ad Holt non saranno riservati i soli avanzi del pasto. Un rifiuto da parte sua per dedicarsi esclusivamente agli Exodus era dunque impensabile e la sua scelta, a dir poco comprensibile. Dal canto nostro, liberi (purtroppo) dalla necessità di pensare ai soldi ed alla carriera, possiamo solo sperare che un gruppo mai troppo considerato come gli Exodus non deva soffrire troppo di questo doppio impegno. Ora però, è tempo di lasciarvi alla breve intervista con Tom Hunting, effettuata pochissimi minuti dopo la fine della loro esibizione a Chiaromonte. Buona lettura.

UNA SIGARETTA CHE NON HA FATTO MALE (A NOI)
E' appena terminato lo show e gli Exodus si presentano nel backstage ancora sudatissimi e palesemente stanchi. Col collega Raffaele Pontradolfi di VeroRock, non osiamo disturbarli anche se abbiamo già scambiato qualche convenevole nel pre-concerto. E' però lo stesso Hunting ad avvicinarsi a noi per chiedere se avevamo da accendere e, dopo che la sua richiesta è stata esaudita, ad uscire nel cortiletto antistante l'entrata della scuola che fa da base alla manifestazione per fumarsi una sigaretta. Una rapida occhiata di intesa con il collega, un momento di esitazione e poi la decisione di seguirlo e chiedergli se era disposto a scambiare quattro chiacchere con noi. Al massimo avrebbe risposto di no. A dispetto dell'evidente stanchezza, invece, Tom non si sottrae affatto alla discussione. Anzi, è proprio lui a dirci qualcosa sulla situazione con Holt. Le domande, data la situazione, sono state alternate tra me e Raffaele Pontradolfi di VeroRock, vecchio amico che ringrazio per la condivisione dell'esperienza.

Francesco: Ciao Tom, innanzitutto grazie per il prezioso tempo che ci stai concedendo, nonostante la stanchezza post concerto. Come è stato secondo te il responso del pubblico dell’Agglutination questa sera?

Tom Hunting: E’ stato a dir poco fantastico. Abbiamo sempre adorato venire a suonare qui in Italia, soprattutto perché conosciamo la grande passione per l’heavy metal che avete e che dimostrate sempre ad ogni show. Quindi, come ti dicevo, non abbiamo veramente nulla di cui lamentarci, anzi ciò è una conferma della magnifica accoglienza che abbiamo da sempre ricevuto nel vostro paese.

Francesco: Infatti, se non ricordo male circa un anno fa, il 30 Maggio 2015, avete suonato nel nord Italia assieme ai Testament, ricordi?

Tom Hunting: Certamente. E' stata una gran bella serata, semplicemente indimenticabile. Ricordo bene che c’erano tantissime persone, molte delle quali erano letteralmente in estasi durante il nostro show, forse perché erano ubriache, anzi... sicuramente era per quello, eh eh eh...

Francesco: A proposito del pubblico italiano, devi sapere che qui al Sud è estremamente difficile riuscire a vedere band come la vostra dal vivo. Hai notato delle differenze tra gli spettatori al Nord e quelli invece presenti questa sera?

Tom Hunting: Guarda ricordo che abbiamo suonato qualche anno fa in Sardegna, mi sembra nell’estate del 2012 e… cosa posso dire? Adoro quella regione e mi piacerebbe tornarci a suonare e magari fare anche qualche show in Sicilia (Magari - NdA). In passato abbiamo fatto molti concerti da voi in Italia durante i nostri tour precedenti, ma come potete ben immaginare è sempre più difficile oggi riuscire ad organizzare più di due date nel vostro paese. Speriamo di tornarci presto.

Francesco: Qual è la situazione all’interno della band con Gary Holt, se è possibile saperlo? Nonostante militi contemporaneamente anche negli Slayer, con i quali è appunto in tour, continua ad essere sempre un membro del gruppo?

Tom Hunting: Con Gary va sempre alla grande, ed è sempre un membro ufficiale degli Exodus. Adesso, come hai appena ricordato, è in tour con gli Slayer (ed ecco confermato il discorso sulle priorità - NdA), ma sai com'è la vita di noi musicisti... devi sempre saperti adattare alle diverse situazioni che ti capitano per strada. Steve Souza è tornato pochi anni fa con noi, Paul Bostaph mi ha sostituito per un paio di anni, adesso Gary è entrato negli Slayer per sostituire Jeff Hanneman. Insomma; tutto nella norma, direi. Con Gary scriveremo l’anno prossimo i nuovi brani che andranno a comporre il nostro nuovo album.

Francesco: Ci stai quindi dicendo che Gary Holt sarà anche in futuro un membro attivo sia degli Exodus che degli Slayer?

Tom Hunting: Assolutamente si. E' capacissimo di fare entrambe le cose, eh eh eh. Entrambe le band sono molto impegnate in questo periodo, ma nonostante tutto devo confessarti che il suo sostituto temporaneo, Kragen Lum (colui il quale lo sostituisce nei live dal 2013 – NdA) sta facendo veramente un lavoro fantastico.

Francesco: Tom, tu sei uno dei membri fondatori della band sin dalla sua nascita nel lontano 1979, assieme a Kirk Hammett dei Metallica. Che rapporti hai con lui oggi? Siete ancora in contatto?

Tom Hunting: Certo che si, siamo in ottimi rapporti. Come ben sai ha suonato nel nostro ultimo album. Spero che verrà al mio matrimonio, previsto per il prossimo Febbraio, l'ho invitato e spero che ci possa essere, se non avrà altri impegni stringenti (sorride). Si, siamo veramente in buoni rapporti, adoro Kirk, è un mio caro amico.

Francesco: Siamo giunti alla fine di questa breve, ma intensa chiacchierata (è davvero stanco e non ci pare giusto insistere - NdA). Ultima domanda: In che rapporti sei invece con Chuck Billy, lo storico frontman dei Testament? Se non erro, vi siete riuniti con gli Exodus nel 2001 proprio in occasione di un importante evento di beneficenza in suo onore, mentre stava combattendo la sua lotta contro il cancro. Cosa ci puoi dire al riguardo?

Tom Hunting: Ci vediamo ogni volta che possiamo, siamo sempre stati amici e sempre lo saremo. E’ stato un piacere immenso aver potuto partecipare a quella manifestazione e aver potuto in qualche modo aiutarlo a sconfiggere quel male terribile. Sono contento ogni volta di rivederlo su di un palco, è veramente devastante quello che ha passato ed oltre ad essere un professionista serio e stimato è anche un grandissimo uomo.

Francesco: Grazie ancora Tom per questa emozionante intervista e speriamo dunque di rivedervi presto nel nostro paese, magari con il vostro prossimo tour in supporto del nuovo album.

Tom Hunting: Nessun problema. Grazie a te per avermi fatto accendere, eh eh eh (Si rivolge al collega di VeroRock - NdA). Speriamo anche noi di tornare a farvi visita al più presto e soprattutto di riuscire a suonare anche per più di due date. Un saluto a tutti.


Intervista effettuata in collaborazione con VeroRock.it
Traduzione di Raffaele Pontradolfi
Foto di Carmelo Currò



Silvia
Lunedì 10 Luglio 2017, 11.13.35
16
Giusto allora complimenti anche a lui!
Silvia
Lunedì 10 Luglio 2017, 10.53.14
15
Giusto Allor a complimenti anche a lui!
Raven
Lunedì 10 Luglio 2017, 6.44.32
14
Merito da dividere con l'amico Raffaele Pontradolfi
Silvia
Lunedì 10 Luglio 2017, 1.11.40
13
Grande intervista come sempre Francesco! Ma come ho fatto a non vederla prima?! Comunque... Tom Hunting sembra sempre avere una disponibilita’ e un’umilta’ incredibili! Oltre ad essere uno dei miei batteristi preferiti e sicuramente uno dei migliori in generale. E’ che e’ funzionale ai pezzi e non fa il figo quindi e’ molto sottovalutato ma vedere cosa fa dal vivo e’ davvero incredibile, quelle bacchette volano senza andare fuori tempo, uno spettacolo furioso! Comunque tutto il gruppo secondo me non hai mai avuto la fortuna che meritava, forse anche perche’ non avevano un’immagine precisa o delle personalita’ spiccate come se ne vedevano in tutti gli altri gruppi thrash (e in questo li associo ai Metal Church)... X me all’epoca erano fra i migliori e fra quelli che ascoltavo di piu’ e i miei album preferiti sono Bonded by Blood e Fabolous Disaster, mi piaceva anche moltissimo il duo Holt/Hunolt col loro muro sonoro e infatti secondo me vederli dal vivo senza Gary (che e’ uno dei miei chitarristi preferiti) dev’essere una grandissima delusione x i fans... Non entro in merito alle sue scelte personali, naturalmente, ma e’ un peccato vedere la sua grande personalita’ “imbavagliata” negli Slayer. Infine, non credo che Paul Baloff (RIP) venga esaltato anche perche’ non c’e’ piu’ ma credo che avesse davvero il timbro che piu’ adatto al gruppo, o comunque quello che mi piace di piu’, Zetro x me non ha lo stesso impatto e Dukes mi lasciava indifferente
Galilee
Giovedì 27 Ottobre 2016, 0.20.57
12
Grande band, purtroppo mi piacciono solo a fasi alterne. Inoltre i loro cantanti in generale non mi hanno mai fatto impazzire. Rob Dukes men che meno. Album preferiti BBB, FD e TOTD. Credo che la loro pecca principale rispetto ad altre band del loro giro, soprattutto nei primi dischi, sia una certa mediocrità negli arrangiamenti e qualche produzione non troppo all'altezza.
terzo menati
Mercoledì 26 Ottobre 2016, 22.36.08
11
Sono un fan degli Exodus fin dal primo bellissimo bonded by blood, uno dei più bei album metal di tutti i tempi. Sono però un souziano convinto, il mio preferito è fabulous disaster ma anche pleasure e' notevole. Con dukes mi beccavano malissimo. Ah a proposito l'ultimo che ho preso e' stato impact is imminent...ma noi lo chiamavamo il pacco e' imminente...comprato in 33 ascoltato 3 volte
Fabio Yaaaaaaaahhhhhh
Mercoledì 26 Ottobre 2016, 22.29.41
10
Grandissima band,li ho scoperti nel 2007 quando è uscito "The Atrovity Exibithion A",e dopo avere sentito che filava tutto bene dall'intro alla chiusura ho deciso di scoprire altri trentasei anni di musica grezza e genuina...per me tra i migliori del Thrash,ed ha ragione Lisablack quando dice che hanno raccolto meno di qunato meritavano,per fortuna Tom oltre ad essere simpatico e umile ha ancora tanta voglia di suonare,si vede e fra poco sentiremo
Metal Shock
Mercoledì 26 Ottobre 2016, 21.59.11
9
Ciao Rik! Ah gli Exodus che band!!!! Hanno scritto lavori incredibili, a parte Force of habit, nessun album scende sotto 80/100 come valutazione. Il compianto Baloff ha marchiato uno dei capolavori del thrash, ma per fortuna anche Zetro e Dukes (che come Jek anche io preferisco) hanno dato il loro grosso contributo alla causa. Spero in altri dischi ottimi, perche` l`ultimo dopo un po` diventa noioso. Everybody do a Toxic Waltz!!!!
jek
Mercoledì 26 Ottobre 2016, 21.47.24
8
Senza togliere nulla Souza ma l'ultimo mi ha stufato molto presto mentre i tre con Dukes li ascolto e li riascolto ancora. Bell'articolo e bel colpo con l'intervista un bel personaggio Tom tolte le frasi di rito sull'amore italico è stato disponibile sui problemi della band, diplomatico ma disponibile.
rik bay area thrash
Mercoledì 26 Ottobre 2016, 18.47.53
7
Quasi mi sono commosso quando avete raccontato la loro storia i loro album. Gli exodus sono uno tra le top five band da me seguite in ambito thrash. Come è stato scritto paul baloff ha marchiato a fuoco e in modo indelebile un album come bonded by blood e direi anche another lesson in violence (imho). Sebbene quasi sempre fedeli alla linea non hanno purtroppo raccolto quanto meritavano e parafrasando il titolo di una loro song ..... 'til death do us part
Vitadathrasher
Mercoledì 26 Ottobre 2016, 14.50.32
6
Come tutte le thrash band di un tempo si sono un po troppo dettizzati. Ma dal vivo, quando rifanno i pezzi di un tempo, sono tra i numeri uno, veri professionisti. Lo stesso Hunting è un numero 1 nel suo ruolo, come il resto della band, qualità a non finire.
Raven
Mercoledì 26 Ottobre 2016, 14.20.08
5
Come dettoci da Tom, se ne parlerà il prossimo anno,
lisablack
Mercoledì 26 Ottobre 2016, 14.15.25
4
Grande band che ha dato tanto al thrash metal, ma ottenuto meno di quello che meritava..io aspetto in gloria un nuovo album.
Doomale
Mercoledì 26 Ottobre 2016, 13.17.15
3
Io direi grandi Exodus...sempre..e da sempre...tra i miei preferiti!
Raven
Mercoledì 26 Ottobre 2016, 11.47.12
2
Direi grande Tom, piuttosto. Sempre disponibile e gentile, come tutti i musicisti di ogni altra band presente, headliners compresi.
Hard & heavy
Mercoledì 26 Ottobre 2016, 11.42.15
1
grandissimo Raven,
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