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INQUISITION + ROTTING CHRIST + MYSTIFIER - Circolo Colony, Brescia, 29/10/2016
31/10/2016 (1018 letture)
Notevole accostamento di nomi storici nel panorama black metal di almeno 3 continenti, con il ritorno dei sempre più acclamati Inquisition dagli Stati Uniti, quello dei greci Rotting Christ, e (chicca finale) quello dei brasiliani Mystifier, per una serata di qualità non indifferente, ancora una volta ospitata dal Circolo Colony di Brescia. Ecco il resoconto.


MYSTIFIER
I brasiliani Mystifier sono una formazione a dir poco di culto nel panorama black metal internazionale, presentandosi di fatto come uno dei pionieri del genere in seno ad una delle scene più produttive, quella sudamericana. L’accezione del black metal che presentano ha ancora forti tracce doom, che avvolgono in un’atmosfera ritualistico-occulta (come per i Mortuary Drape) il plotter musicale generalmente black/death primitivo à la Beherit/Blasphemy. Ereditando l’estetica dagli illustri connazionali Sarcófago (peraltro tributati con una fedele cover di Nightmare), il concerto è una vera dimostrazione di attitudine e polso, in cui l’intento di fare musica infernale precede le necessità strumentali, ma dove comunque ogni pezzo si distingue per strutture e riffing non banali, sebbene accorpati con un’ottica votata all’essenzialismo del loro taglio grezzo.

A dimostrazione dell’umiltà e della sincera devozione di questo gruppo all’underground, il fondatore e chitarrista Armando mantiene una atteggiamento di estremo riguardo nei confronti dei (non numerosissimi) supporter nelle prime file, accanto ai curiosi già appostati per i due nomi successivi del bill. Risulta vitale anche l’apporto delle tastiere, gestite comunque dal cantante e bassista e inserite nelle sezioni più evocative. Tra i pezzi migliori annovererei An Elizabethan Devil-Worshipper's Prayer-Book e Aleister Crowley & Ordo Templi Orientis; viene regalato anche un bis con Give the Human Devil his Due. Segue una ricostruzione, a memoria, della scaletta dei brasiliani fatta dal sottoscritto, e quindi molto probabilmente errata, sebbene credo elenchi tutti i pezzi effettivamente eseguiti.

SETLIST MYSTIFIER
(Invocatione) The Almighty Sathanas
Osculum Obscenum
An Elizabethan Devil-Worshiper’s Prayer-Book
Cursed Excruciation
Aleister Crowley and Ordo Templi Orientis
Beelzebubth
Nightmare (Sarcófago cover)
The Realm of the Anti-Christus
Give the Human Devil his Due



ROTTING CHRIST
Seguono naturalmente i greci Rotting Christ, molto seguiti e accolti da un pubblico estremamente numeroso – il che mi stupisce, considerando quanti meno fossero gli astanti nella scorsa calata bresciana del gruppo, comunque di Sabato sera e dedicata ad un set speciale comprendente solo i classici del primissimo periodo del gruppo. Rispetto a quella data, vediamo certamente un gruppo completamente diverso: non in termini di formazione, ma di stile musicale, tipologia di show e inevitabilmente, anche di attitudine ed esecuzione.

Per la prima metà del concerto vengono principalmente proposti, infatti, pezzi dagli ultimi due lavori discografici del gruppo, caratterizzati comunque dalla forte componente melodica che fa da brandmark del gruppo, ma anche da tempi decisamente più lenti, chorus dagli intenti epici, registrazioni vocali ad intento essenzialmente evocativo, e riffing minimale – non esattamente i Rotting Christ noti ai più, tanto che alcuni storcono il naso, e in generale parrebbe che il pubblico sia ridotto ad ascoltatori più occasionali del genere, soprattutto in rapporto con la situazione della scorsa loro apparizione al Circolo Colony.

L’esibizione non manca però d’energia, e sicuramente recupera di interesse nella seconda metà della scaletta, in cui vengono riproposti vari classici dell’incarnazione più old school del gruppo, sebbene in un certo senso volti ad una reinterpretazione in chiave più attuale, benché fedele: The Sign of Evil Existence, The Forest of N’Gai, Societas Satanas dei black/thrasher greci Thou Art Lord (di fatto side project dei fratelli Tollis) e, in chiusura, l’immancabile Non Serviam.

SETLIST ROTTING CHRIST
Orders from the Dead
Ze Nigmar
Kata ton Demona Eautou
Athanati Este
Elthe Kyrie
Apage Satana
The Sign of Evil Existence
The Forest of N'Gai
Societas Satanas
In Yumen-Xibalba
Grandis Spiritus Diavolos
Non Serviam



INQUISITION
Per i colombo-statunitensi Inquisition il locale risulta veramente parecchio gremito, a dimostrazione di quanto la notorietà di questo gruppo, di per sé piuttosto singolare ma anche relativamente impegnativo all’ascolto, si sia consolidata negli anni tra i fan del black metal anche più occasionali. Il loro ultimo Bloodshed Across the Empyrean Altar Beyond the Celestial Zenith ha ricevuto un’accoglienza di critica forse leggermente più fredda di quella ricevuta dal penultimo e dal terzultimo album, estremamente e quasi unanimamemnte acclamati, forse per il fatto che ormai il gruppo non sembri intenzionato ad apportare sostanziali modifiche al alchimia musicale maturata in questi ultimi anni – e anche per questo invece, la risposta di pubblico risulta molto calda.

Come ho avuto modo di imparare dalle numerose volte in cui ho avuto modo di vederli, e a titolo informativo di chi non avesse mai assistito a un loro concerto, non è assolutamente importante che siano un duo per scatenare una forza musicale degna quantomeno di un quartetto, grazie al drumming intenso di Incubus, forte sia nei mid-tempo tipici della vena più antica del gruppo che nelle sezioni di blast più estreme, molto più usate in questi ultimi editi - nonché grazie all’uso assolutamente originale che il fondatore e compositore Dagon fa del manico della chitarra, arricchendo il plotter ritmico di accordi aperti, dissonanze, armonici, vibrati e altre peculiarità di non semplice reperibilità nel genere, che accostati alla sua voce estremamente singolare rendono gli Inquisition praticamente unici.

La scaletta ruota quasi esclusivamente sugli ultimi tre album, tra cui spicca su tutte la solenne Desolate Funeral Chant, mentre gli unici due excursus più old school sono l’immancabile Embraced by the Unholy Powers of Death and Destruction e una più rara Dark Mutilation Rites, una mid-tempo oscura che vince per me il titolo di pezzo più interessante di questo set. Peccato invece per l’assenza di estratti dal primo full Into the Infernal Regions of the Ancient Cult, soprattutto in confronto con la precedente calata bresciana assieme ai finlandesi Archgoat, in cui peraltro l’esibizione fu sensibilmente più lunga.

SETLIST INQUISITION
From Chaos They Came
Ancient Monumental War Hymn
Hymn for a Dead Star
Desolate Funeral Chant
Infinite Interstellar Genocide
Vortex From the Celestial Flying Throne of Storms
Dark Mutilation Rites
Embraced by the Unholy Powers of Death and Destruction
Command of the Dark Crown
Master of the Cosmological Black Cauldron
Astral Path to Supreme Majesties
A Magnificent Crypt of Stars




lisablack
Mercoledì 2 Novembre 2016, 13.19.06
2
sono d'accordo, fortunato chi ha visto questo concerto, io ormai sono al verde..per comprare cd mi sono rovinata, ma d'altronde quando c'è amore, c'è amore ehehe!!!!!
Doomale
Mercoledì 2 Novembre 2016, 11.56.58
1
Una gran tripletta...però per importanza storica i Rotting christ dovrebbero essere sempre headliner!
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ARTICOLI
31/10/2016
Live Report
INQUISITION + ROTTING CHRIST + MYSTIFIER
Circolo Colony, Brescia, 29/10/2016
 
 
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