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FRONTIERS METAL FESTIVAL - Live Club, Trezzo sull'Adda (MI), 30/10/2016
04/11/2016 (1205 letture)
In una tiepida giornata di fine ottobre mi trovo catapultato nello storico locale Live Club di Trezzo sull'Adda (MI), punto di ritrovo per schiere di metalheads -e non solo- desiderosi di gustarsi innumerevoli concerti dei più disparati generi.
Sotto un bel sole autunnale, mi oriento e mi sposto dall'hotel alla struttura che ospiterà la prima edizione del Frontiers Metal Festival, in cui si esibiranno sette gruppi di alto livello, tutti sotto contratto con la nostrana Frontiers Music Srl. Da alcuni anni in auge grazie a importanti uscite discografiche e gruppi assoldati, la Frontiers è ad oggi una delle più importanti label del panorama rock e metal, specializzata soprattutto nel melodic rock e nell'AOR. Oltre ad occuparsi di questi generi più "diretti", la stessa Frontiers ha deciso prepotentemente di puntare anche su band che operano nel campo del metal più stretto, ed oltre ad aver sottoscritto contratti per band come Primal Fear, Seventh Wonder -per dirne due-, ha recentemente focalizzato la sua attenzione sui talenti italiani meritevoli di una spinta che possa aumentare la loro notorietà anche nel nostro Paese, nel quale spesso le band nostrane di qualità sono inspiegabilmente dimenticate.

TRICK OR TREAT
Dopo una breve fila all'ingresso, quando l'orologio segna le 14:30, mi appresto ad entrare nel Live Club, pronto per godermi un gruppo che amo da parecchio tempo ma che mai sono riuscito a vedere dal vivo: i Trick or Treat. Guidati da un Alessandro Conti come sempre spettacolare, gli emiliani hanno l'arduo compito di aprire il festival, ma non ci sono grossi problemi poiché i ragazzi sono divertenti e preparati, dotati della grande capacità di coinvolgere fin da subito i presenti. Il loro happy metal è sempre uno spasso, mentre le canzoni estratte dal nuovo ottimo disco Rabbit's Hill II sono più intimiste e dal mood dark, ideali per non risultare troppo zuccherosi nello show.
Da Cloudrider a Loser Song passando per la cover di Cyndi Lauper, Girls Just Wanna Have Fun, gli emiliani si divertono e fanno divertire, pur dovendo affrontare alcuni problemi di suono soprattutto per quanto riguarda Alle Conti, penalizzato da un volume troppo basso del microfono.
Spettacolo degno di nota, i Tricks salutano felici della ampia risposta del pubblico già numeroso, pur essendo le tre di pomeriggio. Personalmente spero di rivederli con più brani di Rabbit's Hill I presenti nella setlist, ma sono gusti prettamente personali.

1. Inle’ (The Black Rabbit Of Death)
2. Cloudrider
3. Loser Song
4. Rabbits’ Hill
5. Girls Just Want To Have Fun (Cyndi Lauper cover)
6. The Great Escape
7. United


LORDS OF BLACK
Vi dice niente il nome Rainbow? Esatto, proprio quel gruppo creato da un certo Ritchie Blackmore e che ha visto -per qualche anno- il folletto Ronnie J. Dio al microfono, ancora oggi indimenticato.
Ebbene, ho effettuato questo collegamento perché, come molti sapranno, il cantante degli spagnoli Lords Of Black ha donato la sua (splendida) voce alla temporanea reunion dei Rainbow, durata tre date nel corso dell'estate appena trascorsa. Ronnie Romero, questo il nome del singer, è stato scelto da Blackmore per via delle sue innate doti vocali e per la somiglianza a Freddie Mercury e lo stesso Dio. Ma non siamo qui per parlare della storica band inglese, quanto piuttosto per gustarci uno show adrenalinico di questa band, i Lords Of Black, fautori di un power/prog metal roccioso condito da sprazzi di heavy che donano eleganza al sound.
Purtroppo devo sottolineare come la loro esibizione sia stata quella meno coinvolgente, forse non tanto per via del fatto che, in Italia, i Lords Of Black non hanno ancora sfondato, ma per l'evidente problema al volume del microfono di Romero. Nulla è servito mimare al gruppo del fatto che la chitarra aveva un suono spaventosamente alto, a differenza di quello legato alla voce del cantante che quasi mai si è sentita. Un vero peccato poiché la loro proposta è accattivante e ben eseguita, tutti e quattro si sono rivelati grandissimi esecutori, con menzione d'onore per il chitarrista Tony Hernando. La loro scaletta ha comunque pescato dagli unici due dischi prodotti, l'omonimo Lords Of Black e l'ultimo II, da cui hanno tratto alcuni ottimi brani quali Tears I Will Be e l'opener Merciless, mentre con la cover Kill the King hanno chiuso le danze dopo cinquanta minuti di esibizione.
Da sottolineare come lo stesso cantante abbia più volte notato la poca partecipazione del pubblico, dando l'impressione di non divertirsi completamente. A fine serata, infatti, l'ho avvistato a girare da solo imbronciato per il locale, ma è stato molto gentile a concedermi -quantomeno- una foto ricordo.

1. Merciless
2. Nothing Left To Fear
3. Everything You’re Not
4. New World’s Comin’
5. Ghost Of You
6. Lords Of Black
7. Cry No More
8. Shadows Of War
9. Kill The King (Rainbow cover)


DGM
Orgoglio italiano da vent'anni, i DGM salgono sul palco acclamati dalla folla conscia del fatto che, da questa esibizione, sarà registrato un live CD/DVD di futura uscita. La band di Simone Mularoni e soci fa dimenticare ai presenti dei problemi riscontrati nelle due precedenti esibizioni, dando prova di una coesione e bravura fantastiche. Il cantante Mark Basile salta, incita e canta splendidamente dopo aver aperto con i primi due brani del nuovo disco The Passage, ovvero The Secret Part I e The Secret Part II, mentre dal lato strumentale nulla si può eccepire a giganti del genere, capitanati da un Mularoni in formissima.
Strumentalmente ottimi, i DGM danno ampio spazio alla loro ultima opera con Animal, Daydreamer e Ghosts of Insanity (cantata anche dal chitarrista), pur non dimenticando brani ormai storici quali Hereafter e Reason. Notevole anche la volontà del pubblico di supportare i propri idoli intonando varie parti di brani e applaudendo costantemente. Uno dei momenti più belli, per il sottoscritto, è stata l'esecuzione della ballad Disguise in cui Basile -autore di una prova generale senza sbavature- si è introdotto completamente nella parte creando un'atmosfera difficile da dimenticare. Grandissimo live per un grande (futuro) DVD, che comprenderà anche la loro esibizione al Prog Power USA del 2014.

1. The Secret Pt.1
2. The Secret Pt.2
3. Animal
4. The Passage
5. Reason
6. Daydreamer
7. Disguise /Trust
8. Fallen
9. Ghosts Of Insanity
10. Hereafter


SECRET SPHERE
Spettacolare.
Potrei concludere così la descrizione dell'esibizione dei Secret Sphere, per rendere bene l'idea del grandissimo concerto tenuto. Andando invece nel dettaglio, dopo aver applaudito il mastermind Aldo Lonobile all'entrata sullo stage, la formazione nostrana attacca subito con Healing, tratta da Portrait of A Dying Heart, primo disco con Michele Luppi alla voce e sul quale sarà maggiormente incentrata la setlist. L'ovazione all'ingresso dello stesso Luppi è enorme, il cantante emiliano scherza e diverte per tutta la durata dello spettacolo, ovviamente dando prova di doti vocali fuori dal comune. Con X i toni si fanno più thrash e la folla si scalda cantando molte parti a memoria, ma i punti più alti dello show si sono registrati nella splendida Eternity, nella storica Legend e nella "gioiosa" The Scars That You Can't See.
Interessante sentir cantare anche l'altro chitarrista Marco Pastorino -musicista noto anche per la sua militanza nei Temperance-, ottima spalla per Michele Luppi. Se il basso di Andrea Buratto invece coordina il tutto, le tastiere di Gabriele Ciaccia rimangono un po' in secondo piano fino all'intro della già citata Legend, dove la bellissima melodia portante la fa da padrone. Marco Lazzarini alla batteria non perde un colpo anche nella veloce Wish & Steadiness, mentre l'emozione di sentir cantare tutto il pubblico durante il singolone Lie To Me è grande. In conclusione, avere a pochi metri un cavallo di razza come Michele Luppi è stato indimenticabile: voce, carisma e simpatia al servizio di una band storica nel panorama nazionale ma non solo. Complimenti quindi a loro e restiamo in attesa del nuovo disco che vedrà la luce nel 2017. Io, per non sbagliarmi, ho comprato il loro nuovo One Night in Tokio, live album di recente uscita che disegna un bel ritratto di questi ragazzi sul palco.

1. Healing
2. X
3. The Rising of Love
4. The Fall
5. Union
6. Wish & Steadiness
7. Lie to Me
8. Legend
9. Scars That You Can’t See
10. Eternity
11. Lady of Silence


VANDEN PLAS
Arriviamo quindi al gruppo meno noto al sottoscritto, i tedeschi Vanden Plas, fautori di un prog metal robusto che riscuote molto successo anche da noi, considerando l'affetto dimostrato dal pubblico nei loro confronti. A cinque anni dall'ultima calata italica ecco quindi che Andy Kuntz e soci sciorinano dei classici della loro trentennale carriera da progsters -Christ O e The Final Murder-, dimostrando grandissime abilità tecniche al servizio di alcune aperture melodiche apprezzate. Questa era l'unica band del bill a cui non ero particolarmente interessato, quindi non mi posso esprimere sulla esecuzione e riuscita dei brani eseguiti, ma resta il fatto che si sono rivelati essere grandi professionisti pur non essendo riusciti a conquistarmi. D'altronde l'attesa per ciò che sarebbe venuto dopo era già a livelli insostenibili.

1. Godmaker
2. Into the Sun
3. Frequency
4. Scarlet Flower Fields
5. Holes In the Sky
6. Stone Roses Edge
7. I Can See
8. The Final Murder
9. Christ 0
10. Postcard to God


LABYRINTH
Remember my words, I've said..
I'm turning back To The Heaven Denied


Il momento più atteso del sottoscritto è finalmente arrivato: l'esecuzione completa del capolavoro Return To Heaven Denied degli storici Labyrinth, dopo le strane vicissitudini che hanno colpito la band di origine toscana negli ultimi anni. Sul palco troviamo nuovamente, con mia grande gioia, Roberto Tiranti, coadiuvato dagli storici Olaf Thorsen, Andrea Cantarelli, Oleg Smirnoff e dalle new entry John Macaluso e Nik Mazzucconi.
Con una formazione di questo livello cosa poteva uscire se non uno show infuocato e praticamente perfetto? Da subito il Live Club ormai quasi pieno invoca a gran nome la band -e Roberto, sempre in vena di scherzare- fino ad esplodere di gioia all'intro di Moonlight. Olaf e Tiranti sono realmente colpiti dal calore dei fans, che addirittura improvvisano un crowd surfing con partenza dal moshpit centrale. Come detto, tutto Return To Heaven Denied viene eseguito e non c'è un attimo di tregua, dalla sognante The Night of Dreams alla leggendaria Lady Lost in Time -dove Tiranti ci delizia nell'apertura-, fino ad arrivare alla bellissima Heaven Denied e alla conclusiva Die For Freedom, cantata nel ritornello dal pubblico presente. Thorsen e Cantarelli giocano e suonano ottimamente, costruendo un muro sonoro sul quale si innalza il talento cristallino di Tiranti che, tra un acuto spaccatimpani ed una battuta con gli altri musicisti, trova il tempo di ricordare i danni causati dal recente terremoto avvenuto nel centro Italia. Macaluso, Smirnoff e Mazzucconi non sono assolutamente da meno, tra la potenza del bravissimo batterista e l'eleganza del tastierista sempre molto concentrato.
Alla fine di Die For Freedom i nostri lasciano il palco per poi rientrare e farci gustare altri due brani tratti dalla loro ventennale discografia, ovvero Chapter 1 e In the Shade. Si chiude così un concerto storico, evento raro di grande maestria e coinvolgimento. Tanti erano gli adulti presenti nel locale, persone che hanno ascoltato per la prima volta Return durante la loro adolescenza, persone che hanno potuto rivivere questa sera quell'epoca passata.
Dimenticavo: anche questo live è stato registrato per una prossima release. Motivazione in più per la band che ha dato il massimo, pur essendosi riformata da poco e con poche prove alle spalle.

1. Moonlight
2. New Horizons
3. The Night of Dreams
4. Lady Lost In Time
5. State of Grace
6. Heaven Denied
7. Thunder
8. Feel
9. Time After Time
10. Falling Rain
11. Die For Freedom
12. Chapter 1
13. In the Shade


PRIMAL FEAR
A chiudere queste dieci ore di musica ci pensano i tedeschi Primal Fear dell'ex Gamma Ray Ralph Scheepers e del chitarrista eclettico Magnus Karlsson.
Devo dire anticipatamente che mi sono perso buona parte della loro esibizione per poter scambiare alcune parole con i membri delle altre band, presenti nel bar al di fuori dell'area concerti. Non amando il genere proposto da questo gruppo, mi sono limitato ad ascoltare qualche brano, tra i quali Nuclear Fire e When Death Comes Knocking, pezzi da novanta dell'heavy moderno proposto da Scheepers e compagnia. Lo stesso Ralph, che ho amato ai tempi dei Raggi Gamma, dimostra di avere ancora una voce portentosa come pochi altri. Pur avendo partecipato poco alla loro esibizione, rimane il fatto che i Primal Fear, nell'ambito dei live show, sono una band apprezzatissima e ben rodata da anni di tour mondiali.

1. Final Embrace
2. In Metal We Trust
3. Angel In Black
4. Rulebreaker
5. Sign of Fear
6. Seven Seals
7. Drum Solo
8. Angels of Mercy
9. The End Is Near
10. Rollercoaster
11. The Sky Is Burning
12. Nuclear Fire
13. When Death Comes Knocking
14. Chainbreaker
15. Metal Is Forever
16. Fighting the Darkness
17. Running In the Dust


ULTIME CONSIDERAZIONI
E così termina anche l'ultima esibizione in scaletta, ed il Live Club incomincia a svuotarsi. Posso concludere il report dicendo che è stato il festival delle grandi voci, senza ovviamente sminuire il lavoro degli strumentisti. Ho avuto il privilegio di assistere ad esibizioni fantastiche e di sentire cantanti di livello internazionale, tra cui quelli che ritengo essere tra i cinque migliori italiani. Un plauso va alla Frontiers Music che ha saputo organizzare una giornata intensa ma soddisfacente di musica di vari generi, sulla falsa riga dello Spazio Rock Fest di un mese fa, con il solo problema di livellamento volumi durante alcune esibizioni, peraltro comprensibile considerando i cambi di palco molto rapidi, effettuati in circa venti minuti ciascuno. Inoltre, ci è stata data anche la possibilità di fare acquisti nelle bancarelle del merchandising con prezzi parecchio ribassati e questo ha fatto piacere a molti fans. Grande anche la disponibilità dei musicisti coinvolti che si sono prestati a qualche parola e foto con i loro fans, cosa non scontata in molte altre occasioni.
Di buon umore lascio quindi il Live Club di Trezzo per recarmi in hotel, consapevole di aver partecipato ad un evento che sarà ricordato per parecchio tempo.



Fabio Yaaaaaaaahhhhhh
Domenica 6 Novembre 2016, 22.42.02
28
Beh comunque ha scritto otto righe e mezza,non ha scritto "di questi non me ne frega niente"e basta...lo spazio dedicato alle band mi sembra tutto sommato abbastanza omogeneo senza disparità evidentissime,poi se vogliamo spaccare il capello allora un fan dei Primal Fear dovrebbe incazzarsi perchè pur essendo headliner ci sono scritte meno righe rispetto ai Labyrinth,è abbastanza ovvio che prima di essere reporter siamo persone e quindi abbiamo la tendenza a riportare quello che ci ha impresso maggiormente,io piuttosto che concentrarmi su quanto è stato scritto mi concentrerei a cosa è stato scritto,e "dimostrando grandissime abilità tecniche al servizio di alcune aperture melodiche apprezzate"o"si sono rivelati essere grandi professionisti" non mi sembra male
Psychosys
Domenica 6 Novembre 2016, 17.24.58
27
Ho capito il tuo ragionamento, prima avevo inteso male, per certi versi sono anche d'accordo.
Lemmy
Domenica 6 Novembre 2016, 14.54.23
26
E non sto dicendo che alla fine di un resoconto di un concerto un recensore non debba esprimere un parere negativo, ma deve farlo descrivendolo con un articolato descrittivo, altrimenti che legge cosa capisce?.Detto,questo per me non è un dramma e non ne faccio una questione di stato, so che che qui sul sito si lavora per passione, ho solo deto una mia opinione, e come mi comporterei io in tali frangenti, poi fate e pensate quello che vi pare, io i complimenti per il resto glielo ho fatti, e lo reputo un recensore in gamba, qualche critica però ci sta sempre, finita qui per me.
Lemmy
Domenica 6 Novembre 2016, 14.47.18
25
Mi spiace caro @Psycosys siamo proprio agli antipodi, si sa benissimo che quando si entra una Zine metal o sito metal la cultura musicale deve essere ad amplissimo spettro, e priva di preconcetti, cio' che viene assegnato va onorato diligentemente e, e succede spessissimo che chi fa parte di un determinato settore metal deve anche essere pronto a commentare notizie, scrivere articoli e recensioni anche su gruppi non proprio del psettore che più rappresenta e cui è specializzato il recensore, e possibilmente col massimo rigore imparziale e con onestà e rispetto verso chi legge un sito, non si pu' liquidare un gruppo a discapito di altri con 4 righe quasi menefregandose , mentre agli altri ne vengono dedicate il doppio e con maggior descrizione, un recensore deve fare un articolato completo descrivendo i passaggi musicali e canori come ha fatto con gli altri, qusto è ciò che penso, è la mia opinione, ma si badi bene non sto mettendo in croce Michele che tralatro stimo, e reputo un buon recensore, gli ho fatto anche i complimenti, e la comprensione già espresse da me
Psychosys
Domenica 6 Novembre 2016, 14.15.05
24
@Lemmy, se gli avessero assegnato un report su 3 gruppi che non gli piacciono avrebbe dovuto avere l'onestà di rifiutare l'incarico e girarlo a qualcuno che apprezza veramente i 3 gruppi. Comunque il ragionamento sta diventando astratto. Se una band non lo entusiasma ha tutto il diritto di dire la verità, passo e chiudo.
IO
Sabato 5 Novembre 2016, 17.56.53
23
"Devo dire anticipatamente che mi sono perso buona parte della loro esibizione per poter scambiare alcune parole con i membri delle altre band, presenti nel bar al di fuori dell'area concerti. Non amando il genere proposto da questo gruppo, mi sono limitato ad ascoltare qualche brano" ripeto questo non è un report "professionale" (si sa che qui nessuno è un professionista né prende soldi, ma un minimo di decenza...) e, ripeto, non sei obbligato a farlo. se lo fai, fallo almeno in maniera decorosa o preparati a ricevere critiche mie o di altri utenti. stai dando un servizio scadente e poco competente che potrebbe danneggiare anche a livello d'immagine un sito sito ben fatto come questo. se poi a voi va bene così, pace
Lemmy
Sabato 5 Novembre 2016, 17.21.22
22
@Psycosys, mi sa che a te ti va di sherzare, se a Michele puta caso la redazione gli avesse assegnato un live report con determinati gruppi X, Y, Z.e sempre puta caso a Michele non piacesse nessuno dei 3, come si svolgerebbe il report?, gruppo X, non mi piace, non lo seguonon mi è piaciuto, gruppo Y, non mi piace, non lo seguo= non mi è piaciuto, gruppo Z, non mi piace, non lo seguo=non mi è poiaciuto, capisci che sarebbe un assurdo, non professionale e illogico e sbaglio di mestiere intrapreso, sarebbe un assurdo totale, le gerarchie zomperebbero, e sarebbe un assurdo, infantile cazzegiamento anarchico bimominchiesco=sito scemo e ingovernabile se tutti per assurdo si compoertassero cosi', se non lo capisci manco cosi', figlio mio non posso farci niente, ha sbagliato, non ne faccio un dramma, ma è per me un procedimento non corretto.
Psychosys
Sabato 5 Novembre 2016, 16.29.12
21
@Lemmy Si può essere imparziali fino ad un certo punto. Ovviamente un recensore deve a prescindere non comportarsi come un fanboy o come un hater, deve cercare di esprimere la propria opinione senza pregiudizi positivi o negativi. Però questo non deve precludere l'importanza del gusto. Non si può mettere il feeling che si ha con un disco in secondo piano per questioni di contestualizzazione, di oggettività ed imparzialità. Un recensore può essere imparziale e dire che un disco gli fa schifo per quanto mi riguarda. Se a Michele assegnassero una recensione dei Vanden Plas non sarebbe giusto, poiché la sua valutazione sarebbe influenzata pesantemente dal fatto che non apprezza granché la band. Sarebbe come se dicessero a me di recensire il prossimo disco degli Slayer... Gli Slayer non mi piacciono e probababilmente assegnerei un voto negativo, anche se qualcuno che apprezza la loro musica potrebbe dare un giudizio più utile del mio.
Lemmy
Sabato 5 Novembre 2016, 15.14.43
20
@Psycosys, la penso del tutto all'opposta, quando si fa qualsiasi lavoro, non solo quindi recensioni o live report, si deve essere onesti, se a te affidano una mansione, devi farlo nel modo più onesto possibile , documentandoti ed esprimendo ciò che ne ricavi, non si può a mio avviso dire questo non mi piace, quando entri in un sito o webzine metal, sai già a cosa vai incontro, nessuno credo lo possa negare, bisogna documentarsi ed essere rigorosi e imparziali, cosi' la penso e cosi' penso dovrebbe essere, se a Michele gli avessero assegnato una recensione sui Vanden Plas.Sarebbe da infantili e senza alcun senso logico
Psychosys
Sabato 5 Novembre 2016, 14.48.46
19
Calma, non confondiamo recensioni con report. Un recensore non dovrebbe MAI recensire una band che non gradisce, poiché partirebbe già prevenuto e l'ascolto del disco risulterebbe influenzato dallo scarso gusto provato per il gruppo. Se leggo una recensione di qualcuno che parte dicendo "La band X non mi è mai piaciuta e nemmeno i loro dischi considerati capolavori come Y e Z mi hanno particolarmente entusiasmato" faccio a meno di andare avanti, poiché la persona sbagliata ha scritto questa rece. Parentesi chiusa. Per quanto riguada un report di un festival, chi ne parla potrebbe essere andato ad assistere all'esibizioni di, mettiamo 4 band su 5. Il reporter ha tutto il diritto di scrivere che non ha gradito un gruppo pur avendo percepito la qualità dell'esibizione. Cosa doveva fare? Scrivere il falso, dicendo che il gruppo gli è piaciuto?
Lemmy
Sabato 5 Novembre 2016, 14.29.03
18
Si ma certo Trucido comprendo non ti preoccupare,come detto non volevo fare polemica, e apprezzo anche le parole di Michele per il dispiacere provato, a proposito bisogna dire che comunque Michele ha fatto un ottimo report, e lo invidio molto per esserci stato, sono tutti gruppi che amo, specialmente quelli italiani, chiusa qui per me
Er Trucido
Sabato 5 Novembre 2016, 14.18.33
17
Lemmy ricordi bene, all'epoca il recensore fu massacrato perché non parlò del gruppo in questione, cosa che se non sbaglio auspicava IO. Poi oh, lavoriamo anche, la mia deontologia professionale riguarda la foratura e la fresatura Metallized è un sito di appassionati, con tutti i pro ed i contro del caso e il tempo da dedicarci è una delle variabile che possiamo controllare relativamente. Se mi permetti la battuta, nella mia vita ho visto professionisti fare anche peggio, quindi è sempre tutto relativo I Vanden sono molto amati e lo stesso Michele si è detto dispiaciuto di non essere riuscito ad apprezzarli, come detto ci auguriamo di aver altre occasioni per spenderci più parole. Intanto sarebbe bello che chi c'era ne parlasse, credo che sarebbe più utile ai lettori questo piuttosto che una polemica
Lemmy
Sabato 5 Novembre 2016, 14.10.12
16
#si vede assegnare.
Lemmy
Sabato 5 Novembre 2016, 14.09.08
15
Per nulla d'accordo caro @ Psycosys, allora quando si vede a qualcuno dello staff una recensione, che fa, gli dice forse questo gruppo e genere non mi piace?.Spero tu stia scherzando.
Psychosys
Sabato 5 Novembre 2016, 14.05.15
14
Polemica senza senso. Il reporter ha scritto dal suo punto di vista l'esibizione della band e basta, poiché non aveva altro da dire. In un report simile, chi scrive vuole trasmettere le emozioni che ha provato nello show e se la band non lo ha emozionato ha il diritto di scrivere così. Non li ha mica saltati.
Lemmy
Sabato 5 Novembre 2016, 13.54.41
13
Mah non sono del tutto d'accordo con Trucido che pure stimo molto, quando si fa un report bisogna essere seri e il più professionali possibili, quando c'è la data di un report uno si si informa il più possibile, perchè la si sa u bel po in anticipo e si sa anche il bill e i brani della scaletta, per deontologia professionale e per onestà intellettuale va affrontato ogni singolo gruppo, a meno di qualche impedimento di forza maggiore, tipo ritardo di arrivo al concerto o interviste sul posto ecc., e non è la prima volta che accade ciò, mi ricordo qui su Metallized un report del 2011, dove c'erano i Rosae Crucis, dove il recensore disse addirittura che erano fuori luogo pur dicendo che non era il genere che seguiva, ecco non è biuon esempio, perchè tra i lettori c'è chi ha interesse a sapre di tal gruppo x , oltrechè degli altri, mia opinione e senza polemica.
Er Trucido
Sabato 5 Novembre 2016, 13.32.28
12
Intervengo pacatamente per chiarire un po' di cose. Anzitutto, nel report non c'è scritto "me ne sono sbattuto i coglioni" quindi vediamo di ridimensionare le cose . Capita che in un festival così grande si incontri il gruppo che non piace/conosce bene e quindi si cerca di essere onesti. Avreste preferito una sbrodolata senza senso? Almeno mi auguro apprezziate l'onestà di fondo. Il non scrivere, come dice IO, avrebbe attirato lo stesso critiche, garantito al 100%. Perché lo so? Perché è già successo, quindi alla fine in qualsiasi modo si affronti la questione si "sbaglia" per qualcuno. Spiace per i Vanden Plas, ma ci saranno altre occasioni per spendere parole più approfondite su di loro. @terzo: permettimi una battuta: te sei il primo che dice di non riuscire a recuperare tutto quello che vorresti ascoltare, ti posso garantire che non sei il solo
IO
Sabato 5 Novembre 2016, 11.44.30
11
terzo menati ci sta che non ti piace il gruppo X, ma se devi fare un report per dire: mi sono sbattuto i coglioni del gruppo X perché non mi piace, piuttosto non farlo! non te l'ha ordinato il dottore. che informazione o servizio dai? del cazzo, senza girarci troppo attorno
terzo menati
Sabato 5 Novembre 2016, 11.39.16
10
Diciamo che non condivido le condanne a prescindere perché comunque si tratta di volontariato e non di reporter professionisti pakati dalla kasta. A parte questo forse sarebbe stato più professionale un approccio al concerto più equilibrato, magari studiandosi le discografie fino alla noia e soprattutto sorvolando sui gusti personali per poi esprimere un giudizio più obiettivo
IO
Sabato 5 Novembre 2016, 11.08.23
9
ma non è che sei obbligato per forza a fare un report di un fest se ti interessava solo un gruppo eh
HeroOfSand_14
Sabato 5 Novembre 2016, 10.27.31
8
Per le critiche (che posso accettare, ma se costruttive) vi rimando al commento 3. Nessuno mi ha pagato, ho sborsato io i 40 euro per andare a vedere soprattutto la reunion dei Labyrinth. Non suonavano solo i Vanden Plas quindi capite che non tutti erano li per loro, ed in un festival, ripeto, è LECITO ascoltare solo i gruppi che si volevano ascoltare. Ho seguito tutto il loro show ma non mi hanno preso, dovevo fare finta che mi fossero piaciuti? Non ne ho mica parlato male mi pare. Ognuno si faccia i suoi ragionamenti.
d.r.i.
Venerdì 4 Novembre 2016, 22.07.18
7
I Vanden plas avrebbero dovuto essere headliner a mani basse, con rispetto per i primal Fear e soprattutto Labyrinth senza pensarci due volte.
IO
Venerdì 4 Novembre 2016, 21.43.40
6
il peggior report letto sinora
Daveg68
Venerdì 4 Novembre 2016, 20.50.34
5
Incredibile, come si fa a snobbare in questo modo i Vanden Plas, che hanno fornito una prestazione esagerata. Per me i veri protagonisti della serata. Consiglio al recensore una full immersion di ascolto di questa band. Per dopo i VP il concerto poteva chiudere..
Fabio Yaaaaaaaahhhhhh
Venerdì 4 Novembre 2016, 15.32.49
4
Bell'articolo,non sapevo esistesse questo festival,la prossima volta cercherò di attrezzarmi,certo che se i trick or Treat sono il gruppo d'apertura tanto male non dovrebbe essere,già per loro meriterebbe farsi una serata
HeroOfSand_14
Venerdì 4 Novembre 2016, 15.14.09
3
Grazie Annie @ayreon: guarda mi dispiace ma non sono proprio riuscito a farmi coinvolgere dalla loro proposta. Penso sia comunque lecito non appassionarsi ad una band che ascolti per la prima volta, no? Tra l'altro ho notato che è stata cosa di molti questa, fans che erano li per altri gruppi (Labyrinth soprattutto) e che durante le altre esibizioni sparivano. D'altronde nei festival questo è normale.
annie
Venerdì 4 Novembre 2016, 14.44.26
2
Di nuovo complimenti, Michele, bellissimo report! Vedrò di esserci anch'io il prossimo anno
ayreon
Venerdì 4 Novembre 2016, 13.25.45
1
complimenti per il dettagliato report sui vdplas
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ARTICOLI
04/11/2016
Live Report
FRONTIERS METAL FESTIVAL
Live Club, Trezzo sull'Adda (MI), 30/10/2016
 
 
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