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KORPIKLAANI + MOONSORROW + SKALMOLD - Alcatraz, Milano, 02/11/16
07/11/2016 (1402 letture)
Milano, come ben sa chi vi abita da tempo, di certo non spicca per il gran numero di belle giornate durante il periodo autunnale ed invernale, ed č proprio una di queste giornate grigie ad accogliere tre band giunte dal freddo Nord, che sono state capaci di riscaldare e rallegrare gli animi dei numerosi presenti. L’evento, avvenuto il giorno seguente al concerto a Bologna e tenutosi presso l’Alcatraz, luogo che sempre di pił sta aprendo le porte al metal diventando quasi una tappa certa per i concerti organizzati a Milano, vede come co-headliner gli entrambi finlandesi Moonsorrow e Korpiklaani, accompagnati dagli islandesi Skįlmöld.

SKĮLMÖLD
In seguito alla canonica attesa in fila, i cancelli dell’Alcatraz vengono aperti in perfetto orario e gli spettatori, seppur non ancora in grande numero, iniziano a prendere posto, chi davanti al palco e chi leggermente indietro. La band di Reykjavķk non si fa attendere pił di tanto e attraverso un repertorio che spazia fra tutti i lavori della loro carriera, riesce a rompere il canonico ghiaccio che č spesso riscontrabile all’inizio di ogni concerto. I brani scelti, fra cui hanno spiccato Nišavellir e Śtgaršur, tratti entrambi dall’ultima fatica, Vögguvķsur Yggdrasils, risultano tutti abbastanza trascinanti e dinamici, grazie anche al tentativo da parte di ogni membro della band di creare un contatto con il pubblico, senza dare l’idea che si trovassero sul palco giusto per suonare. Gli Skįlmöld si riconfermano dunque un gruppo molto simpatico e affabile, capace di attirare la curiositą dei fan di viking metal, ma non solo.
Piccola curiositą: chi si trovava fra le prime file non ha potuto non accorgersi dell’attitudine del batterista Jón Geir Jóhannsson, il quale ha trascorso l’intero show a battere sulle pelli ridendo e sorridendo entusiasta, come chi scrive non aveva mai visto fare ad un concerto.

MOONSORROW
Terminata l’esibizione degli Skįlmöld, seguono i prevedibili vari setting e check necessari prima che salga sul palco la band successiva. I Moonsorrow si presentano con tanto di face-painting ad hoc alle otto spaccate, annunciati dai primi sussulti di Jumalten Aika, title-track dell’ultimo, omonimo album pubblicato lo scorso aprile. Ville Sorvali inizia a urlare i suoi versi tanto legati al paganesimo con qualche problema al microfono, che col trascorrere del brano si avvertiranno fortunatamente sempre di meno. La canzone, gią meravigliosa di suo, si rivela un capolavoro anche in sede live. Il gią citato frontman della band, come da prassi non in compagnia del cugino Henri in sede live e, per questo tour, supportato dai backing vocals di niente di meno che Waltteri Väyrynen alle pelli (stand-in per Marko Tarvonen, assente per impegni familiari), annuncia che verrą suonata Raunioilla, scherzando sul fatto che verrą suonata simile a Muinaiset. Ed ecco dunque la formazione finnica cimentarsi proprio con questo pezzo, l’unico tratto dal precedente Varjoina Kuljemme Koulleiden Maassa, con un’ottima prestazione soprattutto alle sei corde del buon Janne Perttila, militante nei live della band dal 2007. Segue prima Suden Tunti, la quale risulta un grande brano live, quasi migliore rispetto alla versione in studio, seguito Raunioilla, questa volta davvero quella vera, nonostante un’altra, ironica introduzione. Il quintetto di Helsinki continua poi ad ammaliare l’Alcatraz sfoderando molti brani del loro ultimo lavoro in studio (a fine serata saranno ben quattro su cinque), quali la successiva Ruttolehto Incl. Päivättömän Päivän Kansa, durante la quale non č mancato l’intervento di Jonne Järvelä dei co-headliner Korpiklaani, per cantare i versi durante il sacrificio narrato nel testo della canzone, risultando cosģ senza dubbio la migliore portata in scena durante questo live. A seguire, i Moonsorrow propongono alcune composizioni degli esordi, le quali non hanno certo nulla da invidiare a quelle pił recenti. Le due tracce in questione sono Ukkosenjumalan Poika -cantata dopo un bacio dato dal singer del gruppo al ciondolo col Mjölnir portato da egli stesso- e Sankaritarina, tratte rispettivamente da Suden Uni e da Voimasta Ja Kunniasta. A chiudere questa emozionante e indimenticabile esibizione ci pensa Ihmisen Aika (Kumarrus Pimeyteen), brano di chiusura dell’ultima fatica di casa Moonsorrow, i quali salutano la platea in modo solenne.

SETLIST MOONSORROW
1. Jumalten Aika
2. Muinaiset
3. Suden Tunti
4. Raunioilla
5. Ruttolehto Incl. Päivättömän Päivän Kansa
6. Ukkosenjumalan Poika
7. Sankaritarina
8. Ihmisen Aika (Kumarrus Pimeyteen)


KORPIKLAANI
Dopo l’uscita di scena dei Moonsorrow, gli spettatori, ora diventati abbastanza numerosi, hanno avuto modo di assistere ai canonici preparativi per l’esibizione del noto Clan della foresta, compreso il montaggio di due belle e robuste corna di alce ai lati della batteria, attese invano anche sul microfono. Il primo a salire sul palco č il batterista Matti Johansson seguito dagli altri membri della band che entrano in scena correndo e salutando la platea. L’esibizione parte in quarta con la movimentata Viinamäen Mies, tratta dall’ultimo album, Noita. La canzone dą subito avvio al classico pogo -scatenato anche durante le due esibizioni precedenti nei loro momenti pił “estremi” e proseguito in modo forse un po’ troppo violento, tanto che non sono mancate persone che si sono fatte non poco male- come da copione ad un concerto metal. Seguono brani tratti pressoché da ogni album della ricca discografia dei finlandesi, come ad esempio le allegre e spensierate Juodaan Viina e Tounelan Tuvilla, le pił rallentate ed evocative Sumussa Hämärän Aamun e Lempo (durante quest’ultima si č anche formato un wall of death pił che fuori luogo dato il tipo di composizione proposta), arrivando a tracce un po’ pił vicine al metal pił pesante, come ad esempio Rauta ed Erämaan Ärjyt, passando fra pezzi prettamente strumentali, quali Vaarinpolkka, in cui č stato possibile vedere in azione e godersi Tuomas Rounakari e Sami Perttula, rispettivamente al violino ed alla fisarmonica, il primo sempre serissimo, mentre il secondo fra i pił movimentati assieme al singer. Il gruppo finnico continua per pił di un’ora e mezza a suonare senza mai fermarsi. Le numerose canzoni (saranno ben 23 a fine concerto) sono interrotte solamente da veloci -e piuttosto spenti- ringraziamenti, e si concludono temporaneamente con la celebre Wooden Pints, tratta dall’album di esordio Spirit of the Forest. Nell’encore che segue, i Korpiklaani presentano le classiche Vodka e Beer Beer diventate oramai cavalli di battaglia del quintetto. I nostri, nonostante abbiano deciso di portare un grande quantitativo di brani anche diversi tra loro e nonostante la singolare originalitą nel salire sul palco, non riescono tuttavia a catturare in pieno gli spettatori, limitandosi a fare il loro classico lavoro da musicisti, lasciando dunque il palco senza aver trasmesso moltissimo di personale agli spettatori, tra i quali č tangibile un pizzico di delusione.

Tale sensazione finale non fa in ogni caso di certo crollare il valore di una serata dedicata a tutti gli amanti del folk e del viking, che, escludendo qualche soundcheck non proprio ben riuscito a causa di un microfono che faceva fatica a ritagliarsi il suo spazio fra tutti gli altri strumenti, non hanno potuto far altro che apprezzarla appieno nella varietą della sua proposta.

SETLIST KORPIKLAANI
1. Viinamäen Mies
2. Joudaan Viinaa
3. Pilli On Pajusta Tehty
4. Tounelan Tuvilla
5. Lempo
6. Erämaan Ärjyt
7. Ruumiinmultaa
8. Petoeläimen Kuola
9. Sumussa Hämärän Aamun
10. Vaarinpolkka
11. Metsämies
12. Rauta
13. Kipumylly
14. Lonkkaluut
15. Kultanainen
16. Minä Näin Vedessä Neidon
17. Ämmänhauta
18. Sahti
19. Uni
20. Kylästä Keväinen Kehto
21. Wooden Pints

---ENCORE---

22. Vodka
23. Beer Beer

Foto a cura di Andrea "Spinna" Spinnato



aletona
Mercoledģ 9 Novembre 2016, 7.37.24
6
Francamente son rimasto molto deluso dao korpiklaani...hanno perso molto la loro tipica vivacitą e allegria..la scaletta ha visto moltissimi pezzi pił riflessivi,lenti...e in generale noiosi. La gente evidentemente non se ne é accorta curata piu di tanto.....e il pogo era un tantino fuori luogo in gran parte del concerto.....
Fabio Yaaaaaaaahhhhhh
Martedģ 8 Novembre 2016, 22.37.18
5
Purtroppo anch'io l'ho perso,doveva essere una figata di concerto con l'energia che ci mettono...a primo occhio direi che la scaletta dei Korpiklaani č molto patriottica,solo alla fine si sono concessi all'anglicismo
Le Marquis de Fremont
Lunedģ 7 Novembre 2016, 14.03.47
4
Obs... penso che le didascalie delle foto 6 e 9 vadano invertite... Au revoir.
Doomale
Lunedģ 7 Novembre 2016, 13.39.41
3
Per motivi logistici non c'ero ma ho visto entrambi i finlandesi tra il 2015 e il 2016 e posso dire con grande piacere che sono due band che non si risparmiano mai dal vivo..molto generosi entrambi col pubblico.
d.r.i.
Lunedģ 7 Novembre 2016, 9.22.42
2
Sarņ sintetico, Skalmold normali non li capisco ma problema mio. Moonsorrow grandi. Korpiklaaani non li ho visti.
Metal Shock
Lunedģ 7 Novembre 2016, 7.00.13
1
Vodka!!!
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