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AMARANTHE - Portiamo sempre tutto al massimo
07/11/2016 (1043 letture)
A qualche settimana dall’uscita della loro nuova fatica Maximalism, il bassista degli Amaranthe, Johan Andreassen, ha voluto raccontarci qualcosa di più della nota e spesso discussa e controversa band svedese, rivelandoci qualche retroscena relativo alla creazione del disco stesso e non solo…

Room 101: Ciao Johan, benvenuto su Metallized.it, prima di tutto come stai? Iniziamo parlando del nuovo disco, Maximalism. Come sono andate le registrazioni?
Ho letto che avete di nuovo lavorato con Jacob Hansen, quali sono i vantaggi di lavorare con qualcuno che vi conosce già così bene?
Johan Andreassen: Ciao e grazie per l'ospitalità sulle vostre pagine! Tutto a posto da queste parti, sto terminando gli ultimi preparativi per il prossimo tour, quindi sono un po' occupato, ma piuttosto entusiasta ovviamente!
Le registrazioni sono andate molto bene e abbiamo fatto le cose in modo un po' diverso rispetto al passato, scegliendo di registrare batteria e basso a Göteborg dal nostro buon amico Jakob Hermann presso i suoi Top Floor studio. Era piuttosto comodo stare in centro a Göteborg invece che nella piccola citta di Ribe in Danimarca, da un lato è vero che la solitudine può risultare utile in questi frangenti, ma ogni tanto gioca anche qualche brutto scherzo alla tua mente!

Room 101: Qual è il significato dietro il titolo Maximalism?
Johan: Il titolo spiega sostanzialmente qual è il contenuto dell'album e cosa sono sempre stati gli Amaranthe, cioè volontà di portare tutto al massimo! E su questo disco lo facciamo per davvero!

Room 101: Ho avuto l'impressione che in quest'ultima release, a parte per alcune eccezioni, abbiate usato meno parti estreme (specie per quanto riguarda la sezione ritmica), per concentrarvi maggiormente sulla parte catchy del sound, sei d'accordo? E in tal caso, è stata una scelta precisa o le canzoni sono semplicemente uscite in questo modo?
Johan: Le canzoni hanno raggiunto la forma che hanno su questo disco praticamente da sole, non abbiamo eliminato nessun elemento per far spazio ad altro!

Room 101: Puoi descriverci qual è il processo che precede la nascita delle vostre canzoni? Tutti quanti nella band possono proporre le loro idee o avete un compositore principale?
Johan: Ovviamente tutti quanti possono proporre idee, riff e qualsiasi altra cosa per creare una canzone, ma sono sempre stati Jake, Olof ed Elize ad essere i veri mastermind dietro la composizione dei nostri pezzi.
Io, Henke e Morten ovviamente arriviamo con i nostri input e le nostre idee e abbiamo la possibilità di dire la nostra, ma tutto comincia sempre da quel “Dynamic Trio”!

Room 101: Quali sono gli argomenti che avete trattato nei testi di quest'album? E in generale quali sono le vostre fonti di ispirazione?
Johan: Mi dovrai scusare per questo ma non posso davvero rispondere a questa domanda e nemmeno voglio farlo, ti dico perché. I testi sono qualcosa di molto personale, quindi è qualcosa su cui non posso dire nulla non essendo stato io a scriverli, personalmente mi limito solo a “colpirvi” dritti in faccia con il suono del mio basso!
Inoltre, la cosa che trovo più importante è che i testi sono qualcosa di molto personale anche per chi li ascolta, visto che tutti possono interpretarli in modo diverso, quindi se una cosa per me ha un significato per qualcun altro potrebbe averne uno totalmente diverso, quindi chi sono io per distruggere le impressioni e i pensieri di chi ascolta?

Room 101: Se ti venisse chiesto di scegliere una canzone preferita dal disco quale sceglieresti e perché?
Johan: Ohhh, questa è difficile, credo che risponderei Fireball, oppure 21 o forse On the Rocks, è davvero difficile da dire, credo comunque una di queste tre.

Room 101: Avere tre cantanti è una cosa che vi distingue da molti altri gruppi metal, seguite delle regole particolari quando dovete arrangiare le linee vocali?
Johan: Semplicemente scegliamo la voce più adatta per ogni brano, ognuno dei tre potrebbe cantare qualsiasi canzone e sarebbe comunque perfetto, ti immagini Henke cantare in Limitless o Endlessly?
So che sarebbero comunque fantastico, ma in fin dei conti apprezzo di più che sia Elize a cantare quelle canzoni.

Room 101: So che se si chiede a qualsiasi musicista quale sia il suo disco preferito della propria discografia questo sceglierà sempre l'ultimo.
Quindi, eliminando Maximalism dalle possibilità, qual è il tuo disco preferito degli Amaranthe e perché?
Johan: Allora diventerò incredibilmente noioso e dirò Massive Addictive! Lo so che è il nostro penultimo album e questa è esattamente la risposta che ti saresti aspettato da me, ma anche se Massive fosse stato il nostro secondo album sarebbe comunque la mia scelta numero uno! Non metterei davvero le dita sul fuoco riguardo la ragione precisa per cui è così, ma mi dice qualcosa in più rispetto agli altri, ha un suono più arioso o qualcosa di simile, oltre che secondo me delle canzoni migliori degli altri.

Room 101: Visto che state facendo diversi tour sia in Europa che negli USA, quali differenze state notando tra il pubblico nei due contesti, e quali invece a proposito del mercato? Anche parlando di quanti dischi vendete in un posto e nell'altro, perché per quanto ho sentito da diverse band le due realtà sono abbastanza “pianeti diversi”.
Johan: Questa è una domanda a cui dovrebbero rispondere la nostra A&R (la sezione della label che cura i rapporti con l'artista, ndr) e la casa discografica. So che stiamo avendo buone vendite in tutto il mondo, in alcuni posti vanno peggio di altri, ma è normale che sia così.
Se invece parliamo della dimensione live in generale in Europa e la compariamo a quella degli USA non c'è comunque la grande differenza che potresti pensare. Alcune città degli USA sono esattamente come alcune città europee, prevendite basse ma poi un ottimo afflusso al concerto, altre volte invece succede il contrario.
Un'altra grande differenza è che negli USA ovunque tu sia trovi sempre -più o meno- la stessa cultura e una sola lingua, mentre in Europa non è per nulla così, le differenze anche tra paesi confinanti possono essere così grandi che tra un concerto e l'altro pare di essersi spostati sul lato opposto della Luna!

Room 101: Sempre parlando dell'essere in tour, preferisci suonare in piccoli locali o in posti più grandi?
Johan: Dipende molto dall'umore della giornata! Qualche volta suonare in piccoli locali ha un fascino particolare ed un'intimità che sono molto difficili da spiegare, ma d'altro canto suonare in posti più grandi davanti a migliaia di persone ti dà una scarica di adrenalina che i soldi davvero non potrebbero mai comprare. Io personalmente preferisco suonare in posti di medie dimensioni, diciamo qualcosa che contenga 1000-1500 persone. Così da poter avere ancora quella sensazione di intimità e la possibilità di interagire con la folla come in un locale più piccolo, ma avendo nel contempo un palco abbastanza grande e quelle sensazioni di entusiasmo ed adrenalina in testa!

Room 101: Avete mai pensato di realizzare un live dvd di uno dei vostri show? Perché so che molte band vorrebbero ma risulta essere sempre qualcosa di piuttosto “pericoloso” da un punto di vista economico.
Johan: Ne abbiamo parlato molto e un giorno lo realizzeremo di sicuro, ma può essere molto difficile da organizzare sia sul piano economico che su quello logistico.
Oltretutto essendo noi gli Amaranthe, non potremmo semplicemente premere il tasto “registra” su una videocamera e realizzare un dvd. Come già facciamo con la nostra musica dovremmo spingere al massimo i nostri limiti, anche superarli trattandosi di una cosa del genere, e avremmo quindi bisogno di una produzione davvero enorme per ottenere qualcosa di questo livello.

Room 101: Potresti dirmi quali sono gli ultimi album, metal e non metal che ti sono piaciuti di più? Cosa ascolti nella vita di tutti i giorni?
Johan: Dunque, io in realtà non ascolto così tanto metal, sono più un tipo da punk e rock'n'roll, i miei gruppi preferiti sono i Pearl Jam, gli Alice in Chains o i Bad Religion, o comunque questo genere di band. Il debutto dei Pearl Jam Ten e il secondo album degli Alice in Chains Dirt sono due dei dischi che mi hanno influenzato di più, sia nella vita che nella carriera di musicista. Se non fosse stato per questi due o per il Black Album dei Metallica non mi sarei mai avventurato su questi lidi. Quindi questo è ciò che ascolto di più, specie quando vado a farmi le mie corse quotidiane. Quando invece parliamo di metal, una band che riesce sempre a farsi strada verso le mie orecchie sono gli svedesi Soilwork, son così bravi da far male!

Room 101: La nostra intervista è giunta al termine, grazie ancora davvero per il tuo tempo, hai qualcos'altro da aggiungere o qualcosa da dire ai nostri lettori italiani?
Johan: Grazie a voi per avermi ospitato e “keep on rocking”!
Assicuratevi di venirci a vedere quando passeremo in Italia più avanti quest'anno e portate i vostri amici, perché sarà davvero una grande festa!



terzo menati
Mercoledì 9 Novembre 2016, 20.23.11
6
Che puledra la elyze
Prometheus
Mercoledì 9 Novembre 2016, 14.59.28
5
Il primo e il terzo album mi piacciono da morire, gli altri due... meh, stanchi, mediocri, poco ispirati.
d.r.i.
Mercoledì 9 Novembre 2016, 13.08.51
4
Primo disco bello, poi in calando di idee e stanno diventando troppo catchy...la macchietta di loro stessi.
legalizedrugsandmurder
Mercoledì 9 Novembre 2016, 12.53.37
3
band pessima e inutile. A parte guardare la fotomodella al microfono, tanto bella quanto mediocre, si salva ben poco
terzo menati
Martedì 8 Novembre 2016, 22.33.47
2
Manca solo al bano. Romina power già c'è
Fabio Yaaaaaaaahhhhhh
Martedì 8 Novembre 2016, 22.32.44
1
Un live/dvd potrebbe essere un modo per capire di più quanto vale effettivamente questa band...ore 22:34,e dopo questo commento nel sito nulla sarà più come prima
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