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GLENN HUGHES - Sono uno studente della vita
26/11/2016 (1302 letture)
Barry: Ciao Glenn, benvenuto su Metallized!
Glenn: Ciao Andrea! Grazie del benvenuto, come stai?

Barry: Tutto bene, spero lo stesso di te. Dunque, direi di iniziare subito con l'intervista, perché ho davvero molte domande da rivolgerti: otto anni fa ci hai lasciato, come solista, con il soul di First Underground Nuclear Kitchen; oggi ritorni con Resonate, che al contrario è probabilmente il tuo lavoro solista più heavy. Come mai questa scelta?
Glenn: Era arrivato il tempo, per me, di “tornare a casa” e realizzare un album di puro rock, anche considerando il fatto che la mia casa discografica italiana è specializzata in lavori rock e sa perfettamente come promuoverli. Mi son detto: Glenn Hughes, sei con una label che tempo fa ti ha voluto a tutti i costi ed il minimo che puoi fare per ripagarla di una tale dedizione è sfornare il miglior album dell'anno! Penso sinceramente che Resonate sia il miglior disco che io abbia mai composto e che sia quel disco che la Frontiers Records ha sperato di vedermi pubblicare in tutti questi anni. Sono davvero felice di esser tornato a casa e di aver scritto un lavoro di puro e semplice rock per tutti gli amanti di questo genere sparsi per il mondo.

Barry: Ed è decisamente un bel lavoro, quindi i tuoi fan saranno sicuramente felici! Ho peraltro letto che hai dichiarato che si tratta del primo, vero esempio di un album che sia al 100% Glenn Hughes. Immagino quindi che Resonate sia frutto di composizioni solo tue!
Glenn: Esatto, ciò che intendevo dire è proprio che questa volta ho fatto davvero tutto da solo. Voglio dire, anche per i Black Country Communion ho scritto moltissime canzoni, così come ho sempre fatto in tutta la mia carriera; sono spesso stato il compositore principale, ma in Resonate per la prima volta mi sono davvero occupato di tutto, dei riff, degli accordi, delle melodie, dei testi, della produzione. Come hai ricordato, è 100% Glenn Hughes.

Barry: E' sempre a te, allora, che devo chiedere il significato del titolo Resonate!
Glenn: La parola Resonate, nell'accezione in cui l'ho intesa, indica il riverbero continuo e piacevole di un accordo, di un bel suono; un po' come il celebre mantra induista Om, hai presente? Il titolo Resonate ha un che di profondamente spirituale per me, è come avvertire un suono speciale che sento nel profondo della mia anima e che si riverbera costantemente.

Barry: E che poi traduci in musica. Fra l'altro, la particolarità dell'album e di buona parte della tua carriera è invece proprio il non ripetere mai le stesse sonorità; anche all'interno dello stesso album passi dal soul al rock, dal blues al funk; si può dire che sei una sorta di attore che recita su un palcoscenico un ruolo sempre diverso?
Glenn: Hai centrato il punto! E' esattamente ciò che sento di esser diventato: quando mi approccio ai testi, lo faccio esattamente come un attore che deve interpretare il ruolo di un cantante in un film. E' come se ogni volta fossi un personaggio diverso quando canto, che so, My Town, Let it Shine o God of Money, come se narrassi una storia e recitassi una parte.

Barry: Beh, allora direi che ti manca il salto definitivo: interpretare davvero un ruolo simile in un film!
Glenn: Chissà! Ci spero, ahah!

Barry: Penso che verrebbe bene: The Voice of Rock Movie! Tornando ad argomenti più strettamente musicali, hai avuto modo di confermarmi come Resonate sia un album decisamente rock. Devo confessarti che qui e là mi ha riportato alla mente le tue collaborazioni con Tony Iommi...in virtù del tuo ritrovato amore per queste sonorità, che del resto hai espresso anche con i Black Country Communion, hai in mente o magari già in programma di collaborare ancora con Tony in futuro?
Glenn: Lo spero davvero: Tony è un carissimo amico, a febbraio finirà il tour con i Black Sabbath e poi avrà sicuramente bisogno di prendersi un periodo di pausa. Almeno una volta all'anno io e Tony ci vediamo e parliamo della possibilità di un nuovo album, quindi sarà così anche stavolta! Se poi ci diremo, come accaduto negli ultimi anni, Abbiamo tutto il tempo per farlo, aspettiamo oppure, finalmente, Ma sì, dai! Facciamolo! non te lo so dire. Piani ufficiali per un nuovo album, come ti dicevo, non ce ne sono, anche se ad entrambi piacerebbe molto ed anche se mezzo mondo continua a chiederci un altro lavoro assieme. La cosa essenziale, al momento, è che Tony porti avanti il suo percorso di riabilitazione medica, che, come saprai, sta affrontando con una grandissima forza d'animo. Posso solo pregare Dio di concedergli la forza di tenere ancora duro per tantissimi anni, come ha fatto finora. Se poi ci sarà l'occasione, ovviamente, faremo un nuovo album!

Barry: Speriamo bene allora per entrambe le cose, per un nuovo album e soprattutto, naturalmente, per la salute di Tony. Parlando sempre di tue esperienze musicali passate, credo che spesso venga sottovalutata l'importanza dei Trapeze, So che la morte di Mel Galley ha reso pressoché impossibile una vera e propria reunion, ma avete mai parlato di una qualche possibile celebrazione dell'eredità musicale di quella band?
Glenn: Come hai detto, una reunion è impossibile, stante la morte di Mel. Non abbiamo mai pensato a nulla del genere in realtà, ma penso che un tributo alla musica dei Trapeze andrebbe fatto con amici che so esser fan della band, come Warren Haynes dei Gov't Mule, Chris Robinson dei Black Crowes o Billy Gibbons degli ZZ Top. Quello potrebbe essere un buon modo per celebrare Mel e la musica dei Trapeze.

Barry: Potrebbe essere una bella idea in effetti. Così come, a mio parere, è stata una bellissima idea far tornare sulle scene i Black Country Communion! Come mai hai deciso di rimettere insieme il gruppo?
Glenn: Ho incontrato Joe a New York lo scorso aprile, nel periodo in cui si è tenuta la cerimonia della Rock 'n' Roll Hall of Fame, nella quale sono stato inserito come ex membro dei Deep Purple. Abbiamo parlato a lungo sia del nostro amore per la musica che abbiamo composto assieme, sia delle tantissime richieste, provenienti da fan di tutto il mondo, per farci rimettere in piedi il gruppo ed alla fine abbiamo deciso di riprovarci! A settembre abbiamo incominciato a vederci a casa mia e giusto la scorsa settimana abbiamo finito di scrivere la musica; adesso io sto scrivendo i testi e posso assicurarti che il tutto sta venendo davvero bene! Abbiamo in programma di andare in studio di registrazione a gennaio, per rilasciare l'album molto probabilmente attorno al mese di maggio.

Barry: Ottima notizia per tutti gli amanti della band, fra cui ovviamente il sottoscritto. Nel tempo hai lavorato davvero con i musicisti più disparati...ma c'è qualcuno che ancora ti manca e con cui vorresti lavorare in futuro?
Glenn: Non è facile risponderti, onestamente: premesso che mi fa piacere collaborare con tutti, posso dirti che una decina di anni fa avrei avuto grandissimo piacere nel lavorare assieme a Jimmy Page; in realtà mi farebbe piacere tuttora, ma non so onestamente cosa Jimmy abbia in mente di fare al momento. Come per Tony, magari in futuro ci sarà la possibilità di fare qualcosa assieme a lui: tutto può cambiare da un momento all'altro, sai? So che Dio ha un piano per ognuno di noi, me incluso, quindi vado a letto ogni sera pensando che il giorno dopo potrei avere qualche bella sorpresa.

Barry: Un bell'approccio. Ti approcci con la medesima positività anche alla scrittura dei testi? Da cosa trai ispirazione abitualmente?
Glenn: Dalla vita, essenzialmente! Ma anche dalla fede, dalla paura, dall'angoscia, dall'amore, dal dolore, dalla gioia, dalla morte. Come forse saprai, ho perso mio padre ad aprile, quindi la mia scrittura soprattutto in questi ultimi mesi è stata molto influenzata dalle mie vicende personali, così come dal modo in cui ho vissuto i molti eventi luttuosi capitati all'umanità in questi ultimi anni; penso alla mia musica ed a quella di Resonate in particolare come un modo per provare a curare i mali del mondo. Ogni canzone dell'album contiene un messaggio riguardante la guarigione: è chiaro che la musica non potrà mai, da sola, cambiare il mondo, ma può almeno provare a curarlo dei suoi molti mali.

Barry: Speriamo davvero che possa compiere questo miracolo! La tua parola peraltro è particolarmente potente in tal senso, dal momento che sei universalmente noto come La Voce del Rock; come ci si sente ad essere fonte di ispirazione per musicisti e fan?
Glenn: Sono molto grato ed onorato di poter essere un'ispirazione per tante persone. Da quando venticinque anni fa ho deciso di smettere di farmi del male e di iniziare a prendermi cura di me stesso, credo che le persone abbiano riconosciuto che in questo lasso di tempo ho lavorato senza mai fermarmi, cercando sempre di dare il massimo. E voglio specificare, ancora una volta, che la mia dedizione non ha come obiettivo il denaro o i beni materiali, ma l'aspetto più spirituale dello scrivere musica, il tentare di fare del bene mediante ciò che sono in grado di comporre. Aiutare le persone, aiutare i bambini è per me l'aspetto più importante della mia carriera di musicista e soprattutto in questo senso sono onorato di poter essere un'ispirazione.

Barry: Sono davvero belle parole da parte tua. In che modo, se posso domandarlo, hai iniziato a prenderti maggior cura di te stesso? Come hai fatto a conservare così bene la tua voce per tanti anni?
Glenn: Il solo modo per conservare la voce -e vale per tutti, non solo per me- è molto semplicemente l'esercizio; da solo, per, non basta, perché nel corso degli anni ho imparato che è necessario prendersi cura a 360° del proprio corpo: io sono vegano, credo molto nell'importanza della cura della propria salute, non bevo alcool né fumo. Posso dirti in tutta sincerità che, dal punto di vista fisico, sto meglio ora di quanto stessi negli anni settanta, quando ero letteralmente fuori di testa in tutti i sensi, quindi è molto più facile per me oggi esprimermi al meglio delle mie possibilità.

Barry: Credo si possa dire, insomma, che tu abbia imparato dai tuoi errori.
Glenn: Hai assolutamente ragione!

Barry: Penso che tutti compiano errori e che appunto la cosa importante sia saper trarre la giusta lezione. Ora avrei una curiosità: ho letto che Stevie Wonder ti ha definito il suo cantante preferito. Se rivolgessi a te la stessa domanda, ma all'incontrario? Chi consideri il tuo musicista soul preferito?
Glenn: Per risponderti in modo appropriato, devo innanzitutto farti presente che Stevie Wonder mi ha aiutato molto nel corso della mia carriera e della mia vita, tanto come musicista che come persona. Gli sono davvero grato ed anche per questo motivo ti rispondo che è proprio lui il mio musicista soul preferito! Siamo amici ormai da quarant'anni ed ogni anno troviamo un momento per suonare un po' assieme. Nei miei confronti è stato molto più che gentile nel corso del tempo, è stato come un fratello per me! Mi ha aiutato come cantante e come “studente della vita”, se capisci cosa intendo...è così che mi sento, come uno studente della vita: ho sempre voglia di apprendere qualcosa di nuovo riguardo l'esistenza umana su questo mondo, ho voglia di crescere ed imparare ad essere un uomo sempre migliore.

Barry: “Studente della vita” è una definizione interessante...penso che la utilizzerò per dare il titolo a questa bella intervista!
Glenn: Piace anche a me, ti autorizzo! Ahah!

Barry: Perfetto allora, siamo d'accordo! Devo dire che è bello sentirti così voglioso di apprendere, come musicista e come persona, anche dopo tantissimi anni di carriera.
Glenn: Molto sinceramente, io credo che l'abilità di cantare con questa mia voce sia un dono di Dio e credo che chiunque sappia che ho scelto di mettere questo dono al Suo servizio. Sai, di solito non amo parlare di Dio nelle interviste che rilascio, ma parlo con un ragazzo italiano e credo quindi che non si tratti di un'intervista comune: credo in un Potere Superiore, in una vita dopo la morte e nella possibilità di fare del bene per le altre persone. Il mio obiettivo nella vita, Andrea, è di essere una persona generosa, gentile e buona nei confronti dell'umanità; ho ricevuto tantissimo amore nel corso della mia vita professionale e personale e credo fermamente che sia mio compito restituirla in qualche modo alla razza umana sotto forma di musica. A maggior ragione credo sia necessario farlo ora, in un periodo in cui al mondo tutti odiano tutti ed in giro c'è tantissima rabbia; credo sia proprio ora il momento di ricordare che siamo tutti esseri umani, che proveniamo dalla stessa casa e che nessuno di noi è speciale o diverso, perché siamo tutti fatti di carne e sangue.

Barry: Un nobile scopo, anche se ahimé non semplicissimo da realizzare.
Glenn: Proprio per questo intendo provarci con ancora maggior convinzione. Ho aperto gli occhi al riguardo ormai tanti anni fa: ho visto e fatto cose orribili, ho visto morire amici e persone alle quali ero legato, ho visto persone morire in guerra ed ho visto la morte negli occhi io stesso, caro Andrea. E' stato allora che ho realizzato di essere un messaggero: è mio compito, grazie alle abilità che possiedo, portare del bene alle persone, provare a far capire loro che tutto può risolversi.

Barry: Non è casuale, dunque, il verso I am a messenger, this is my prophecy di Black Country.
Glenn: Esatto! Ho scritto quei versi sei anni fa ed in questo lasso di tempo tantissimi fan mi hanno chiesto cosa intendessi comunicare di preciso con quelle parole...eppure il messaggio è molto semplice: Amatevi! L'amore può esser trovato ovunque, può venire a voi sotto forma dell'amore di Dio, può venire da voi nella notte, può venire senza che lo aspettiate. Ma credimi, l'amore è amore e tutto ciò che io personalmente posso regalarvi è proprio il mio amore; non posso darvi il mio odio o comunicarvi la mia rabbia attraverso la mia musica, perché non sono quelli i sentimenti di cui vivo.

Barry: Resonate dunque è proprio il tuo ennesimo messaggio di amore verso la musica e verso i tuoi fan.
Glenn: Come ti dicevo ad inizio intervista, credo che Resonate sia il mio album migliore. Ho scritto forse per la prima volta un album pensando davvero a me stesso come The Voice of Rock e, quindi, mi sono orientato su canzoni puramente rock: già ascoltando la prima traccia, intitolata non a caso Heavy, si può comprendere benissimo in che direzione andrà tutto il lavoro! Sono quindi felicissimo di annunciare ancora una volta, attraverso te, che i miei fan italiani avranno esattamente l'album che sognavano di ascoltare da tanto tempo da parte mia. Voglio che attraverso questo mio album le persone tornino ad amare davvero la musica...e non intendo solo la mia, ma in generale la musica ed il suo potere benefico. Ne abbiamo davvero bisogno, perché questo mondo è fottuto a causa dei giochi di potere della politica e credo che la musica possa salvare tantissime persone.

Barry: Allora devi tornare per forza in Europa per veicolare il tuo messaggio...a tal proposito, ci puoi dire cosa è successo di recente? Sei stato appunto costretto a cancellare il tuo tour europeo, che sarebbe dovuto passare anche in Italia.
Glenn: Oh mio Dio (lunga pausa, poi il musicista inizia a parlare in modo molto lento e cadenzato, come per esser compreso al meglio)...come saprai, dovevo andare in tour assieme ai Living Colour: era tutto organizzato, le firme erano state apposte ai primi di aprile di quest'anno. Solo ai primi di ottobre...e ci tengo a ripeterlo affinché sia chiaro, solo ai primi di ottobre, quindi ben sei mesi dopo, i Living Colour hanno lasciato il tour per unirsi agli Alter Bridge. Gli Alter Bridge ovviamente in tutto questo non c'entrano nulla, sono miei buoni amici...ma i Living Colour, Andrea, hanno rotto un patto, perché è questo che hanno fatto! Voglio che tutti i miei fan italiani ed europei sappiano che sono profondamente rattristato per ciò che è accaduto e che non riesco ancora a credere che qualcuno possa esser così poco professionale da fare una cosa del genere ai propri stessi fan, che avevano già acquistato molti biglietti. Sono stato costretto a cancellare il tour e conseguentemente anche le date previste nel vostro Paese proprio a causa della defezione dei Living Colour, perché, se fosse dipeso da me, non lo avrei mai fatto; in così tanti anni di carriera, credimi, non ho mai conosciuto nessuno di così poco serio nell'ambiente musicale. Non ne comprendo proprio il motivo, perché il contratto era chiarissimo: si trattava di una partnership fra me e loro, saremmo stati co-headliner, quindi nessuno sarebbe stato più importante dell'altro. Ad ogni modo, voglio anche tranquillizzare i miei fan: stiamo riorganizzando le date cancellate e, nel giro di due settimane da oggi, ti prometto che annunceremo le nuove date! Quindi per favore, non abbiate timore: vi assicuro che tornerò anche in Italia, amo il vostro Paese, la vostra gente ed ho un rapporto particolare con la tua città, Roma. A Milano e Bologna suonerò sicuramente e spero appunto di poter reinserire anche la data di Roma.

Barry: Guarda che ti prendo in parola, eh!
Glenn: Ahah assolutamente! Potete fidarvi della mia parola!

Barry: Bene bene, ci contiamo! Per chiudere questa lunga e piacevole intervista, vorrei farti una domanda un po' delicata: ti va di raccontarci i momenti migliori, ma anche i peggiori che hai vissuto con i Deep Purple ed i Black Sabbath?
Glenn: Il miglior momento vissuto con i Deep Purple è stato senza dubbio il California Jam del 1974; quanto al momento peggiore, è stato quando ho iniziato a perdere il contatto con la realtà nel periodo della Mark IV: bevevo, mi drogavo...e verso la fine del 1975 iniziai a comprendere che stavo davvero perdendo la bussola, quello è stato un periodo davvero difficile per me. Per fortuna ho superato sia quello, sia ciò che è venuto dopo!
Quanto ai Sabbath, l'aspetto migliore è stato sicuramente la lavorazione di Seventh Star; il momento peggiore invece è noto a tutti e l'ho anche scritto nella mia autobiografia: il tour manager mi diede un pugno in faccia e mi ruppe un osso, che finì per ostruire parzialmente le mie vie respiratorie e danneggiare la mia capacità vocale; a causa di ciò mi trovai letteralmente impossibilitato a cantare di fronte ad 80.000 fan della band...è stato sconvolgente per me. Ma lasciami dire una cosa: quell'incidente mi fece capire una volta per tutte che dovevo dare una svolta radicale alla mia vita: dovevo iniziare a curarmi, dovevo uscire dall'oscurità, dovevo darci un taglio con alcool e droga, dovevo diventare un uomo migliore. Il nuovo Glenn Hughes, l'uomo con cui stai parlando, che crede fermamente in Dio e cerca di fare tutto ciò che può per aiutare la gente, è nato grazie a quell'episodio. Tutto ciò che ho vissuto nella mia vita, sia i momenti belli sia quelli brutti, mi hanno reso ciò che sono oggi e mi hanno condotto a Resonate. Dimmi sinceramente, amico mio: conosci un altro musicista di sessantacinque anni che, in questo 2016, ha rilasciato finora un album tanto mirato e voluto come Resonate?

Barry: Mi cogli impreparato, ma direi che sicuramente non è da tutti, dopo tantissimi anni, pubblicare un lavoro tanto ispirato.
Glenn: E lo sai perché? Sono sicuro che potrai capire ciò che sto per dirti: perché in tutta sincerità io non penso a me stesso come un uomo di sessantacinque anni: non mi guardo allo specchio per poi dire: Maledizione, ma sei proprio un vecchio! Non mi stendo a letto lamentandomi dei dolori alla schiena, non bado alle cose che dicono di me sul fatto che ho sessantacinque anni: io scrivo canzoni e tantissimi fan mi dicono che canto come un uomo di venticinque anni! Ma non è un miracolo, tutto accade perché mi prendo cura di me, non bevo, non fumo, lavoro duro. Questo è il motivo principale per cui sono così orgoglioso di Resonate: è l'album di un uomo che, dopo tante vicissitudini, ha finalmente ritrovato la strada di casa.

Barry: Un cerchio che si chiude, insomma.
Glenn: Esatto, lo immagino proprio come la chiusura di un cerchio; mi piace pensare a Resonate come il Sole e la Luna, lo definirei in questa maniera.

Barry: Spero però che la tua felicità per questo album non significhi che ci farai attendere nuovamente così a lungo per un tuo ulteriore lavoro in studio! Non lo sopporteremmo!
Glenn: Ahah no no, non preoccuparti: ho in programma di rilasciare un altro album solista nel 2018, perché io per primo non sopporterei di aspettare altri otto anni! Il 2017, come ti dicevo, sarà dedicato al ritorno dei Black Country Communion, ma nel 2018 ho tutta l'intenzione di scrivere un altro album. Non abbiate timore, tornerò!

Barry: Saremo felici di risentirti a breve allora. Che altro aggiungere, se non che ti ringrazio per questa splendida intervista!
Glenn: Sono io che devo ringraziare a te, amico mio, è stata davvero una bella intervista e ne approfitto, ancora una volta, per dire a te ed a tutti i vostri lettori che amo l'Italia e gli italiani. Ci vediamo presto!



Lemmy
Domenica 27 Novembre 2016, 10.56.02
3
ho ascoltato l'ultimo disco e devo dire che per me lascia veramente poco arraffato , idee male espresse e tanto mestiere, il disco non decolla, con i salti mortali a malapena lo colloco tra 68 e 70.Vorrebbe fare qualcosa con Tony Iommy, ora come ora?. Ma se Tony ha dichiarato di chiudere bottega, staccare dalla musica, e prendersi il meritato riposo, dubito che una cosa del genere si faccia, piuttosto pensasse a riordinare le idee.
Vultumna
Sabato 26 Novembre 2016, 12.06.29
2
Intervista bellissima e commovente, sono rimasto malissimo della cancellazione del tour con i Living Color e spero di riuscire a recuperare a febbraio. Comunque "Resonate" è un gran bel disco e sono piuttosto curioso di scoprire cosa ci riserverà il nuovo Black Country Communion. Forza Glenn!
Rob Fleming
Sabato 26 Novembre 2016, 10.03.26
1
Caro Glenn: 1) anche tu con la storia che questo è "il miglior disco che io abbia mai composto"? - sperando che tu faccia riferimento solo alla tua carriera solista ti ricordo che hai scritto "From now on"; 2) Permettimi di dire che mi riservo di controllare se effettivamente a metà degli anni '80 i Sabbath potevano suonare avanti 80.000 persone; 3) Se conosco un musicista di 65 anni che ha composto quest'anno un album di tale spessore? Sì, è Jeff Beck senza scomodare Leonard Cohen. E sono entrambi ultra 65enni; 4) ogni tanto ricordati sempre che la tua rinascita fisica ed artistica la devi ad un gruppo techno. Ci vediamo a Bologna perché per te il tempo l'avrò sempre. Un fan
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