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NUCLEAR WAR NOW! FEST - Day 1, Postbahnhof Club, Berlin, Germania, 04/11/2016
15/11/2016 (2017 letture)
Trascorsi due anni dall'ultima edizione del Nuclear War Now! Fest, eravamo tutti molto curiosi di scoprire cosa ci avrebbe riservato la nota label americana per questo 2016. L'attesa per questo quinto volume era già iniziata a farsi percepire a circa un anno di distanza, quando le conferme che progressivamente venivano annunciate hanno aumentato il tasso di adrenalina per il desiderio di proiettarci subito al fatidico weekend berlinese. Purtroppo, il festival sarà monco della presenza dei Morbosidad, che proprio da qui avrebbero dovuto iniziare il loro tour europeo, saltato in seguito a problemi di varia natura che hanno portato alla cancellazione di tutte le date: un'occasione mancata di vederli all'opera con il loro morboso metal, ma che li ha visti sostituiti degnamente dai greci Varathron.
Lasciamo Roma la mattina presto, dopo un'altra scossa di terremoto avvertita in nottata e mentre la città è immersa in un acquazzone. Una volta atterrati a Berlino, abbiamo Il tempo di sistemarci nel solito ostello di Köpenicker Straßee e di fare un breve giro in città, per poi fiondarci alla consueta location vicino la stazione di Ostbahnhof: è qui che assisteremo al warm-up show, che vedrà protagonisti Black Witchery, Apokalyptic Raids, Whipstriker e Thorybos in un concerto di riscaldamento su un palco più piccolo arrangiato nella sala dove l'indomani verrà sistemato il merch.

IRREVERENT
Dopo l'assaggio di ieri sera, ad aprire ufficialmente una due-giorni intensa ed impeccabile sono gli Irreverent, ancora una volta fronteggiati da Impurath, oramai una presenza costante nel bill del NWN. Avendolo già apprezzato con i suoi Black Witchery e con gli Hellvetron, non poteva mancare all'appello una performance con la band a cui è necessario fare riferimento se si vogliono rintracciare le radici delle deviazioni musicali a cui Impurath si consacrerà negli anni successivi. Nel 1990 (anno in cui venne formato il progetto) il frontman era nel pieno della sua adolescenza, ma sembrava avere già le idee abbastanza chiare su come tradurre musicalmente i propri istinti. La performance è molto scarna, ma d'impatto, nonostante la risposta da parte del pubblico si dimostrerà purtroppo molto fredda, soprattutto se paragonata al pathos dello show di ieri sera dei Black Witchery. Il frontman cercherà più volte di coinvolgere il parterre, anche in maniera piuttosto stizzita per l'eccessiva staticità che gli viene data in cambio e che in effetti ha sorpreso anche me: una partecipazione più accorata avrebbe senza dubbio giovato alla resa dell'intera esibizione, che si concentrerà soprattutto sulle prime demo tape che ci fanno ripercorrere la rozzezza e la primordialità di pezzi come Holy Denunciation ed Inverted Crucifixion.

DEMONOMANCY
Di una posizione più in su rispetto a due anni fa, quando erano collocati in apertura, i romani Demonomancy salgono sul palco e ci rivolgono le spalle, mentre l'ambiente si tinge di blu per assecondare l'atmosfera evocativa dell'intro. La scaletta di questa sera è piuttosto equlibrata, offrendo sia pezzi estratti dal full lenght precedente, Throne of Demonic Proselitism, che brani nuovi, come i due inediti che faranno parte del prossimo album (ancora in fase di composizione) ed Archaic Remnants of the Numinous, incluso nello split che i Demonomancy hanno da poco pubblicato con i finlandesi Witchcraft. Nel constatare un cambiamento di line-up, che vede l'ingresso del bassista A. Cutthroat e del batterista Herald of the Outer Realm, risulta evidente anche un deciso cambiamento nell'impatto che si ha con le nuove track: molto più complessi ed articolati, come del resto si è avuto modo di ascoltare proprio con il singolo uscito con lo split, i pezzi mantengono un minutaggio più elevato e mostrano quanto sia nelle intenzioni del gruppo ricercare una formula che possa farli approdare a soluzioni più personali ed originali. La differenza tra il materiale nuovo ed il vecchio repertorio è marcata sia per il fatto che l'asse tra black e death metal al momento sembra farli pendere più sul versante del death, sia dal punto di vista vocale, con Witches Whipping (unico membro originario superstite) impegnato in un canatato più epico e salmòdico.
Nonostante la loro esibizione sia stata molto buona, la reazione del pubblico si è rivelata un po' statica: il parterre del Nuclear War Now! conosce bene i Demonomancy, qui alla loro terza partecipazione al festival, dunque si aspettava probabilmente uno show più "tradizionale" e la scelta della band di dare ampio spazio a questa nuova proposta ha scatenato stupore ed ambivalenza, per quanto abbia registrato opinioni incuriosite ed interessate, piuttosto che deluse, e nonostante sia stato coraggioso da parte loro scegliere di usare un palco così importante come banco di prova.

DOOMBRINGER
Erano senz'altro tra i gruppi più attesi di questo festival: i polacchi Doombringer contano membri di Bestial Raids e Cultes des Ghoules e, proprio nel periodo in cui si svolgeva la scorsa edizione dell'evento, pubblicavano il loro ottimo disco di debutto The Grand Sabbath. Ricordo due anni fa, quando mi trovai ad ascoltarlo per la prima volta, quanto ne rimasi colpita, anche per via delle alte aspettative che vi avevo riposto visti i nomi coinvolti. Credo sia stato anche piuttosto significativo per gli stessi Doombringer esibirsi nella stessa sera in cui sono programmati i Mortuary Drape, gruppo italico che la band di Kielce ha tra le proprie ispirazioni insieme alla scena black metal greca: è sufficiente leggere il nickname adottato dal frontman, Medium Mortem, che fa palese riferimento all'omonimo pezzo del Drappo, oppure al nome del bassista, Old Coffin Spirit, che fa capo al pezzo dei Rotting Christ, per capire da dove i Doombringer abbiano preso le loro principali coordinate stilistiche. La nota importante che li distingue dal loro background è comunque il merito di essere riusciti a mescolare le loro influenze in un prodotto ossessivo e personale, che li ha salvati dallo scadere nella banale citazione.
Vederli finalmente alla loro prima esibizione ha dato conferma di quanto siano una band molto valida anche dal vivo, che dimostra di avere una grande abilità nel ricreare le stesse atmosfere annichilenti ed oscure che è possibile percepire nei loro dischi, anche se sono rimasta sorpresa nello scoprirli più solidi e pesanti di quanto potessi immaginare.

CAUCHEMAR
Accogliamo i Cauchemar a pochi giorni di distanza dalla loro tappa romana, ma questa volta li osserviamo su un palco più grande e con un'atmosfera decisamente meno intima. La location è stata una variabile importante, che ha anche cambiato sensibilmente l'impatto che ho personalmente avuto della band e del suo concerto. Nonostante Annick abbia già dato prova col precedente live di essere una guida verace e determinata, in questa occasione l'aver avuto più spazio di manovra a sua disposizione l'ha fatta esplodere in tutta la sua grinta ed ha reso il tutto molto più coinvolgente ed avvincente. La scaletta sarà simile a quella di Roma e tra i pezzi che anche in questo caso hanno registrato delle risposte più corali è impossibile non menzionare Le Fantôme (tratto da Tenebrario) ed Étoile D'argent (estratto, invece, dall'ultimo Chapelle Ardente). La nota piacevole è stata appurare come anche un pubblico così "oltranzista" come quello del NWN dimostrasse di apprezzare il loro heavy/doom, accogliendo in maniera calorosa anche una proposta che di primo acchito poteva sembrare scoordinata con le sonorità ed il mood prevalente.

SABBAT
Il programma ha una piccola variazione ed al termine della performance dei Cauchemar veniamo avvertiti che gli Ares Kingdom subiranno uno slittamento, per ragioni che dopo scopriremo essere legate ad un problema con il loro bus, che ha impedito loro di arrivare al locale per tempo.
Arriva, quindi, prima del previsto il momento di accogliere i giapponesi Sabbat, un gruppo che non ha senza dubbio necessità di avere ulteriori presentazioni. Fronteggiati dal carismatico e folle Gezol, salgono sul palco e ci sbattono in faccia il loro black/thrash metal ed a questo punto del festival l'indice di adrenalina subisce un'impennata eccezionale. Finalmente si raccoglie la giusta calca nella sala concerti e si stabilisce il giusto clima per poter godere a pieno della loro performance, eliminando quel torpore che sembrava aver cristallizzato un pubblico fino a poco tempo prima rimasto un po' troppo composto e silente. Gezol questa sera non suonerà il basso, ma per alcuni pezzi si cimenterà nella chitarra, per poi concentrarsi esclusivamente sul ruolo di vocalist e di trascinatore, cedendo l'onere di suonare a Elizabigore (Metalucifer) e Jero (chitarrista di Abigail e Metalucifer). Devo ammettere che trovarmi sottopalco ed a pochi centimetri dal famigerato perizoma di pelle borchiato di Gezol è stata un'esperienza piuttosto estrema, oltre che divertente, soprattutto perché è stato impossibile fermarlo dal fare su e giù dal palco nel tentativo di incitare la folla in delirio oltre le transenne. Il concerto dei Sabbat è stato perfetto sotto ogni punto di vista ed è sicuramente la punta più alta del primo giorno di NWN: è un peccato vederli nella prima metà del bill, probabilmente è stata una richiesta loro suonare così presto, considerando che la stessa collocazione in scaletta toccherà anche ai Metalucifer l'indomani, ma è indubbio che avrebbero meritato un posto più in rilievo e magari da co-headliner della serata.
La conclusione con la doppietta Black Fire/Darkness and Evil mi fa definitivamente abbandonare ogni speranza di restare ligia al mio compito di scattare foto, per cui in un raptus di agitazione mollo la mia macchina fotografica e mi faccio trascinare dall'incedere irresistibile:
"Drink up blood on the alter,
Spell to pentagram
Light up a signal fire
Praise terror and pain, darkness and evil!


ARES KINGDOM
I due ex- Order from Chaos, Mike Miller e Chuck Keller, finalmente fanno il loro ingresso insieme al vocalist e bassista Alex Blume, tra gli applausi di chi con rispetto e pazienza era rimasto ad attenderli dopo il piccolo disguido precedente. L'impatto che ho avuto con il gruppo è stato abbastanza duplice: nonostante un'esecuzione molto buona, il fatto che Keller (per l'occasione rasato a dovere e senza la sua chioma bionda) tra un pezzo e l'altro si dovesse sempre riaccordare ha fatto perdere di mordente a tutto il concerto, creando dei tempi morti che hanno attutito tutto lo sciame di euforia che invece si era insinuato con la precedente performance dei Sabbat. Al loro confronto, infatti, gli Ares Kingdom si sono messi inaspettatamente in ombra, regalando solo sul finale la linearità e l'incisività che avrebbero senz'altro reso più giustizia alla loro fatica. E' evidente che queste incertezze siano conseguenza dello sfortunato episodio che li ha coinvolti e forse il gruppo è salito sul palco senza la necessaria concentrazione, così come è indubbio che con condizioni al contorno differenti (come mi auspico sia accaduto nella loro tappa italiana con i Pentacle) l'esito sarebbe stato migliore, ma a conti fatti quando abbandonano il palco lasciano una situazione piuttosto tiepida e non fanno registrare particolari picchi di emozione.

VOMITOR
In concomitanza con gli australiani Vomitor per fortuna si ristabilisce il clima che erano riusciti a creare i Sabbat e quando Death Dealer (ex- Gospel of the Horns) inizia a violentare la sua chitarra non ce n'è più per nessuno. Non è un caso che abbia usato questo verbo, Rob sembra avere un rapporto fisico con il suo strumento e, per quanto mischi molta ironia e non manifesti nessuna malizia particolare, quando lecca il manico della sua mockingbird durante l'assolo finale manda letteralmente in estasi. L'alternarsi di pezzi come Neutron Hammer e Devil's Poison (entrambe cover degli Spear of Longinus ) ci fanno raggiungere ritmi serratissimi e l'approccio diretto e rozzo, che viene intervallato dalle incursioni degli acuti più heavy, scatenano definitivamente tutto il parterre. Ciò che li rende eccezionali è il loro essere semplici, essenziali ed allo stesso tempo marcissimi nel mescolare il thrash metal (che rappresenta la loro caratteristica preponderante) con il death metal vecchia scuola.
L'ora rende l'affermazione fuori luogo, dato che non sono neanche le 20.00 di sera, ma sarebbe proprio il caso di riassumere il loro concerto citando un loro pezzo-manifesto che verrà eseguito anche quest'oggi: Midnight Madness!

MORTUARY DRAPE
Anche nel caso dei Mortuary Drape, ci troviamo davanti ad un gruppo che ho avuto modo di vedere nei giorni scorsi a Roma di spalla ai Venom Inc., in occasione di un concerto di cui ho in maniera più estesa parlato nel relativo articolo; nonostante questo, è sempre suggestivo avere l'occasione di assistere ad una loro esibizione e, soprattutto, vedere uno dei gruppi di culto del nostro dark sound ricevere consensi ed ammirazione su un palco estero. Gli stilemi che oramai fanno parte del lessico dei Mortuary Drape sono tutti presenti e la band fa il suo ingresso con le tuniche col cappuccio ed il facepainting, accolta da urla che provengono dal pubblico e dagli artisti che, dal backstage e dai lati del palco, assistono in maniera molto coinvolta a tutto il loro concerto. Wildness Perversion apre il suo leggìo e dà il via al suo sermone con la classica Primordial, ripercorrendo una setlist del tutto similare a quella del precedente concerto e che raccoglie il massimo del calore quando tocca la parentesi di repertorio più datata. Il modo che i Mortuary Drape hanno di gestire il loro concerto si basa principalmente nella scelta di tendere ad un approccio più muscolare, che spoglia di solennità i loro pezzi, ma che fa guadagnare loro più aggressività e brutalità. Alcuni disapproveranno probabilmente, affermando che operare questo slittamento sia un po' come snaturare i brani del loro carattere primitivo, ma io credo che invece stia tutta qui la chiave del loro successo: dare possibilità a chi li ascolta di urlare con decisione ed a pugni chiusi tutto il disgusto e l'irruenza di quei testi così perversi ed ammalianti.
Semplicemente perfetti.

DEATH YELL
Da Santiago, Cile, i Death Yell sono una band piuttosto underground ma che questa sera ha l'onore, nonché l'onere, di precedere gli headliners Incantation. Il loro status di band di nicchia e con poche pubblicazioni alle spalle ha fatto un po' storcere il naso quando abbiamo appreso la loro collocazione così alta in scaletta, soprattutto alla luce degli illustri colleghi con cui hanno condiviso il palco questa sera e che probabilmente avrebbero meritato maggior spazio ed una posizione più privilegiata.
Facendo pubblica ammissione del fatto che i Death Yell sono un gruppo che non ho mai seguito molto, ero comunque incuriosita nel vedere cosa avrebbero avuto da offrire questa sera, a quasi trent'anni di distanza dal loro debutto discografico. Facendo pulizia di qualsiasi pregiudizio, ho confidato nel fatto che la scelta di metterli a fine serata avrebbe trovato una sua giustificazione in una resa live impeccabile, ma purtroppo mentre li vedevo suonare la sensazione che ho avuto è che il gruppo si fermasse alle buone intenzioni senza, tuttavia, riuscire a metterle in pratica. Il tentativo di ricreare il mood del loro unico Ep Morbid Rites purtroppo non è riuscito completamente e nel complesso mi sono sembrati un po' emozionati e "disordinati". Sia chiaro, non hanno fatto un pessimo show, devo anzi dire che, date le premesse e l'inesperienza che associavo ai Death Yell, mi sarei aspettata una performance persino peggiore, anche se potrà sembrare un'affermazione molto dura. Ma ciò non toglie che, velocità e caoticità a parte, molto poco è rimasto impresso quando hanno abbandonato lo stage, se non un po' di bonaria indifferenza.

INCANTATION
A conclusione di questa serata, si collocano dei signori del death metal, gli Incantation. Siamo testimoni di uno show raro, dal momento che il gruppo eseguirà per intero tutto il loro secondo album, Mortal Throne of Nazarene, un disco stupendo ma che probabilmente viene troppo messo in ombra dal predecessore Onward to Golgotha, devastante debutto di una band che in quegli anni era ancora fronteggiata da Craig Pillard (che ho avuto la fortuna di vedere con i suoi Disma). Nonostante l'inizio sia dedicato ad alcuni pezzi nuovi tra cui Vanquish in Vengeance, quando ci rendiamo conto che sta per iniziare la parte principale dello show dedicata a lavoro prodotto nel 1994 iniziamo a percepire i primi brividi di emozione. Purtroppo, la batteria della mia macchina fotografica ha deciso di morire proprio mentre gli Incantation si apprestavano ad iniziare la loro feroce marcia, ma la sfortunata coincidenza mi ha permesso di assaporare in maniera più immersiva tutta la loro brutalità. John McEntee ironizza sul fatto di sentirsi lusingato che a distanza di anni gli venisse chiesto di rendere tributo ad un lavoro che nel momento in cui faceva la sua apparizione sul mercato discografico probabilmente non aveva ricevuto un tale corale appezzamento e sembra davvero godere di tutta la devozione che il pubblico gli restituisce. Gli Incantation, è superfluo ribadirlo, sono una garanzia live: la mia ultima esperienza al loro cospetto risale al 2013 a Firenze e conservo ancora dei ricordi positivi e soddisfatti di quell'indimenticabile concerto. Ma questa sera, complice la violenza di pezzi del calibro di Emaciated Holy Figure, è stato come vederli per la prima volta, tanta era l'adrenalina e l'emozione che ho potuto provare. In un headbanging praticamente continuo, il tutto si è consumato con un estremo coinvolgimento e, proprio quando ci auspicavamo che, terminata la session di Motal Throne la band ci riservasse un'altra manciata di pezzi, ci rendiamo conto che il loro show sta per terminare e ci prepariamo per salutarli con un'ultima ovazione.

Soddisfatti da questa prima ed intensa giornata, abbiamo il tempo di un'ultima birra, prima di proseguire con l'afterparty al pub Blackland e concederci le poche ore che ci separeranno dall'ultimo giorno di festival.

More pictures of the fest here.



ObscureSolstice
Sabato 19 Novembre 2016, 19.21.51
15
nah, era meglio senza abiti da santoni o zampognari. Boh io l'ultima volta che li ho visti non erano vestiti così
Doomale
Sabato 19 Novembre 2016, 14.31.48
14
ahhhh...magari non ti piace il loro look @Obscure, però i Mortuary è da una vita che si conciano così! Ormai è un marchio!
ObscureSolstice
Sabato 19 Novembre 2016, 12.24.09
13
ammazza come si sono conciati i Mortuary Drape, ma c'era proprio bisogno
Selenia
Giovedì 17 Novembre 2016, 21.16.02
12
@rik bay area thrash: lo trovi nel report del secondo giorno pubblicato giusto oggi. Buona lettura!
rik bay area thrash
Martedì 15 Novembre 2016, 21.04.10
11
Attendo il report dei metalucifer anche loro gruppo da non sottovalutare assolutamente (imho).
rik bay area thrash
Martedì 15 Novembre 2016, 18.18.30
10
@Doomale, vedi per la compagnia una volta nella vita si può anche fare ( soprattutto per i sabbat), però il death e il black (che piacciono tanto alla Lisa) vanno oltre alle mie capacità uditive ....
Doomale
Martedì 15 Novembre 2016, 18.02.06
9
@Rik io ti ci vedo bene invece in mezzo a questo grezzume black thrash death...dai fai un tuffo con Noi in questo abysso! Scusate l'OT chiudo.
lisablack
Martedì 15 Novembre 2016, 17.59.18
8
Ciao Rik...che concerto e che band..farei follie per vedere un concerto così..!!
lisablack
Martedì 15 Novembre 2016, 17.57.16
7
Hai ragione..ce li sognamo davvero..poveri noi!! Ciaoooo!
rik bay area thrash
Martedì 15 Novembre 2016, 17.56.31
6
Ciao Lisa e ciao Doomale ! Ho letto con estremo piacere il live report e sebbene molti gruppi non li conosco, forse perché esulano dai miei gusti musicali, come ho detto precedentemente, trovare i sabbat japan è stata una bellissima sorpresa! Ho di loro parecchi titoli e rientrano a pieno titolo nel black/thrash old school fatto alla grande (imho).
Doomale
Martedì 15 Novembre 2016, 17.49.44
5
ah ah! Lisa...In italia di ce lo sognamo...Però se devo essere sincero a metà degli anni 90 qui a Roma c'era un bel localino chiamato Frontiera dove spesso organizzavano mini festival con gruppi che all'epoca spingevano di brutto...Per dirtene uno ci fù il World Domination con una fetta dell'allora roaster della Osmose records...ma anche tanti altri bei gruppetti black death raggruppati...Purtroppo i tempi sono cambiati! Anche se ogni tanto qualche cosa di buono esce vedi il Fosch fest o l'Agglutination...Vabbè qui è un altro genere però! Ciao
lisablack
Martedì 15 Novembre 2016, 17.39.26
4
Bell'articolo...ma in Italia questi concerti, mai???
Ulvez
Martedì 15 Novembre 2016, 15.51.35
3
gran bel festival come sempre. mi fa piacere che i Mortuary Drape siano apprezzati anche da un pubblico come quello del NWN
rik bay area thrash
Martedì 15 Novembre 2016, 15.24.18
2
Con calma leggerò tutto il report ma aver adocchiato i japan Sabbat è stato grande. Spettacolare gruppo di black/thrash metal con all' attivo oltre cento pubblicazioni. Sempre spettacolari e grandi interpreti del morbo black/thrash (imho).
Doomale
Martedì 15 Novembre 2016, 15.06.25
1
Bel report Sele'..al solito! Sembrava x 5 minuti di essere li..Comunque al solito contentissimo per i Mortuary Drape che all'estero hanno di sicuro piu seguito che da noi. Grandi ovviamente anche gli Incantation che ho avuto modo di vedere parecchi anni fa..Curiosita' ne avrei invece x i Sabbat soprattutto..ma anche x dei veterani come gli Ares Kingdom, anche se come hai detto non e' stato un grande show per vari problemi. Ahimè..e mi spiace dirlo gli ho visti un paio di volte, ma i Demonomancy dal vivo mi dicono davvero poco. Peccato!
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