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CAUCHEMAR - Intervista con Annick
19/11/2016 (804 letture)
Ho di recente incontrato i Cauchemar in concomitanza con il loro concerto di Roma e con la loro partecipazione al primo giorno di Nuclear War Now! Festival, ma è in occasione della tappa romana che ho avuto la possibilità di intervistare Annick Giroux, frontwoman del gruppo, proprio al di fuori del locale ed un po' disturbate dalla pioggia che progressivamente si abbatteva sulla città..

Selenia: I Cauchemar sono un gruppo piuttosto giovane: vi siete formati nel 2007 ed in circa dieci anni avete gradualmente conquistato notorietà, anche se avete deciso di firmare per la Nuclear War Now! Productions che in realtà è più orientata su gruppi black/death. Sicuramente è una domanda che vi hanno posto in tanti, ma sono curiosa di sapere come mai avete deciso di contattare proprio loro e non un'altra label più specializzata in doom metal...
Annick: E' una buona domanda, io sono una graphic designer ed ho lavorato con Yosuke, che come saprai è il boss della Nuclear War Now!, per molti anni. Ho formato i Cauchemar e quando abbiamo ri-registrato l'Ep abbiamo semplicemente inviato un pezzo a lui, giusto per fargli conoscere la mia nuova band e lui immediatamente ha risposto "Oh mio dio, ma è veramente ottimo! Vi voglio assolutamente nella mia etichetta!". Dato che conosco il suo modo di lavorare e quanto sia bravo ed affidabile, abbiamo deciso di andare con lui, semplicemente per il fatto che lo conosciamo e ci fidiamo di lui. Tra l'altro la Nuclear War Now! ha trattato praticamente tutti i generi, hanno pubblicato i Witchfinder General (Buried Amongst the Ruins ndR), i Mercy (Session 1981 ndR), gli Heathen Hoof (la compilation di tapes e The Occult Sessions ndR) ed ha ache prodotto i Doom Snake Cult (Love, Sorrow, Doom ndR).

Selenia: Parlando di etichette, so che da poco avete aperto un'etichetta underground, la Temple of Mistery, che si è anche occupata della produzione dell'Ep 7" dei nostrani Night Gaunt. Com'è nata l'idea di aprire una label di questo tipo e quali sono i vostri programmi nell'immediato futuro?
Annick: Volevamo aprire un'etichetta da molto tempo, perché la sentiamo semplicemente come una progressione naturale di tutto ciò che amiamo e speriamo di aprire anche un record shop o qualcosa di simile, per cui sicuramente far partire una label è fondamentale per iniziare a fare degli scambi e mettere su una piccola distro. Non so se ci riusciremo mai ad aprire un negozio fisico, ma sicuramente ne abbiamo uno online. Questo programma ce lo avevamo in testa da almeno qualche anno, ma non avevamo mai trovato un gruppo soddisfacente o che avesse qualcosa di speciale che ci potesse sorprendere e quando Daniele (il chitarrista dei Night Gaunt ndR) mi ha inviato i pezzi dell'Ep, per chiedermi se lo potevo aiutare a trovare un'etichetta che glieli potesse pubblicare, ho subito pensato "Ma al diavolo le altre etichette! Se nessuno vuole produrvi, ci penso io perché il materiale mi piace veramente tantissimo!". Quindi di base è andata così, abbiamo amato quell'Ep fin dall'inizio e quei pezzi per me sono tra i migliori pezzi doom metal che siano usciti negli ultimi anni.

Selenia: Ed avete in programma altre pubblicazioni nell'immediato?
Annick: Certo, la nostra prossima release dopo questa probabilmente sarà l'Ep omonimo dei Communion, un gruppo black metal dal Cile.

Selenia: Ah bene! Quindi avete intenzione di trattare un po' tutto all'interno della vostra etichetta e non di concentrarvi esclusivamente su un genere.
Annick: Sì, esattamente, non vogliamo produrre solo doom metal, ma tutto sarà "dark" ed "evil-sounding".

Selenia: Mi sembra un ottimo programma!
La singolarità dei Cauchemar è sicuramente quella di cantare in francese. Ci sono alcuni gruppi che hanno fatto la vostra stessa scelta, mi vengono in mente ad esempio i Root, i Master's Hammer, che hanno scelto di cantare in una lingua così ostica come i ceco..
Annick: I The Black! Anche se in effetti quello è latino [ride]

Selenia: [rido] Sì! In effetti loro fanno un uso misto di italiano e latino, ma ad esempio ci sono gli Impero delle Ombre che sono un gruppo proveniente dalla mia stessa regione che canta interamente in italiano, o per restare tra i gruppi francofoni ci sono ad esempio i Sortilège! Comunque, ho sempre pensato che sia difficile esprimere emozioni o sensazioni in una lingua che non è la propria lingua-madre, perché magari non si ha la stessa padronanza dei termini o perché magari all'inizio non si riesce a rendere in maniera efficace dei concetti complessi. E' per questo che avete deciso di scrivere e di cantare i vostri brani in francese, piuttosto che in inglese?
Annick: Abbiamo iniziato a cantare in francese perché in realtà siamo molto appassionati di tutta la scena heavy metal francese degli anni '80, quindi amiamo band proprio come i Sortilège o gli H Bomb, ma anche perché volevamo essere originali perché la maggior parte dei gruppi canta in inglese e, proprio come le band che hai prima menzionato tu, apprezzo molto chi decide di cantare nella propria lingua di origine.
Oddio ma sta piovendo un sacco!

Selenia: Sì, è vero, forse è meglio che ci mettiamo davanti a questo portone così stiamo un po' al riparo.
Annick: E' molto doom metal questa situazione! [ridiamo insieme] Comunque dicevo, il metal francese in Canada è quasi inesistente, il francese è la mia madrelingua ma a volte i gruppi scelgono di non cantare in francese perché risulta dozzinale come suono, quindi abbiamo cercato di fare in modo che la sensazione da trasmettere nei nostri pezzi fosse più cattiva, in qualche modo più "metal". Descriviamo molte cose al livello figurato nei nostri testi, forse molti non riescono a comprenderlo per via della lingua, ma le persone che parlano o capiscono il francese riescono a percepire l'energia e l'oscurità della nostra musica, mentre per gli altri è qualcosa di più astratto.. il che non è una cosa negativa, perché gli dà libertà di immaginare! Per esempio nessuno sa bene cosa cantasse Paul Chain, ma lo si può immaginare e la trovo una cosa fantastica.

Selenia: Mentre chiacchieravamo prima di iniziare l'intervista, mi raccontavi della visita al Cimitero Monumentale del Verano di questo pomeriggio, che hai fatto insieme al nostro pittore Paolo Girardi, che di certo non necessita di presentazioni! L'artwork del vostro penultimo lavoro, Tenebrario, è stato dipinto proprio da lui e, a parte questo, nell'ultimo disco Chapelle Ardente c'è un pezzo, Sepolta Viva, che invece mi ha ricordato un omonimo film horror degli anni '70 di Aldo Lado. Sembra che siate in qualche modo molto legati all'Italia.. com'è essere qui a Roma per la prima volta?
Annick: Hai perfettamente ragione, abbiamo suonato due concerti qui in Italia qualche anno fa, nel 2012, ma eravamo ancora molto giovani e dopo quattro anni ci troviamo qui a Roma per la prima volta e per me è una delle più belle città che abbia mai visitato. Non mi aspettavo così tanta bellezza ed oggi, quando abbiamo passato alcune ore al Verano, ho proprio sentito l'energia che filtrava attraverso di me, mi sono sentita profondamente ispirata nel trovarmi qui. Ieri sono andata alla Cripta dei Cappuccini.. è qualcosa di davvero eccezionale! Il pezzo Sepolta Viva parla di una setta di suore che si trovava proprio qui a Roma, era dedita al culto della morte, era una setta molto oscura.

Selenia: Nel vostro Ep di debutto, La Vierge Noir, vi riferite col titolo al modo in cui viene soprannominata la Madonna Nera, che rappresenta un tentativo di cristianizzazione dell'antico culto di Iside, come ad esempio è avvenuto con la festività del Natale per quanto riguarda il culto di Mitra. In generale nelle lyrics fate spesso riferimento al sincretismo religioso con questi culti antichi e quello che mi ha colpita è che parlate spesso anche di astri, di fenomeni naturali.. ed il tutto conferisce un'aura "spirituale" ai brani. Sono curiosa quindi di chiderti: che tipo di spiritualità coltivi? Credi in qualcosa in particolare?
Annick: Bravissima! Volevamo proprio fare riferimento alla cristianizzazione degli antichi culti! Per quanto riguarda la spiritualità, forse non posso parlare per gli altri del gruppo, credo semplicemente nel fatto che sia la vita che la morte debbano essere rispettate, adorate e protette, così come la natura. Tutti gli esseri viventi hanno un loro potere interiore, ma allo stesso tempo penso che la morte abbia la stessa importanza della vita e che per questo sia giusto celebrarla allo stesso modo, anche se questo è un po' un tabù nella nostra cultura. Anche noi Cauchemar abbiamo questo scopo, di presentare la morte così come presentiamo la vita.

Selenia: Ho letto che la vostra principale ispirazione per scrivere i testi sono stati i viaggi che avete fatto in giro per il Mondo, ma anche i tuoi stessi incubi. Possiamo quindi dire che la vostra musica sia una specie di memorabilia delle vostre esperienze personali e del vostro subconscio.. puoi farmi qualche esempio specifico di viaggi o di incubi che ti hanno ispirata?
Annick: Per quanto riguarda gli incubi, per molti anni ho sognato per quasi ogni notte di morire, è una sensazione molto strana anche perché era un sogno ripetitivo e adesso è un po' come se fossi più cosciente di come sarebbe se io dovessi morire, perché è come se lo avessi vissuto tante volte. Per quanto riguarda i viaggi invece abbiamo visitato tantissimi posti dove siamo entrati in contatto con i culti delle civiltà antiche, come il Perù, la Thailandia ed abbiamo avuto occasione di scoprire le loro religioni ed la loro spiritualità, è stato molto stimolante. Ad esempio il pezzo Trois Mondes (Tre Mondi ndR) è ispirato dal nostro viaggio in Perù. Ogni volta che viaggiamo cerchiamo anche di scoprire quali siano i riti funebri che si hanno nelle varie parti del Mondo, come ad esempio qui a Roma il modo che i Cappuccini avevano di trattare i morti, che un po' anche una maniera per dire che siamo tutti uguali alla fine.

Selenia: Sì, esatto, penso tra l'altro che per quanto riguarda i Cappuccini sia anche una questione artistica, è proprio un modo di trattare artisticamente le ossa e di celebrare la morte attraverso l'arte. Anche in Sud Italia, da me, ci sono dei rituali funebri particolari, ad esempio mi viene in mente la processione che facciamo per la morte di Cristo il Venerdì prima di Pasqua o le processioni che facciamo per qualcuno che in generale è morto in città, sono tutti riti che in qualche modo ti fanno rendere conto che hanno qualcosa di ancestrale.
Annick: Esattamente, mi interessano molto queste cose, ad esempio il culto della morte che hanno in Messico, o il fatto di tenere le ceneri di un proprio caro all'interno di un'urna ed in casa propria, è una cosa affascinante e penso che questo tipo di tradizioni debbano essere preservate. Il nuovo album si chiama Chapelle Ardente, sai cosa significa?

Selenia: Sì, certo! E' la camera ardente, ho studiato francese per cinque anni al liceo ma non lo parlo da tanto.. quindi anche se lo capisco ho fatto finta di nulla ed ho preferito parlare in inglese! [ridiamo]
Annick: Ah ok, allora hai capito perfettamente. La "chapelle ardente" è una tradizione in Canada, esponiamo il corpo all'interno di una stanza e le persone si raccolgono attorno e bevono, mangiano e parlano della persona morta e penso che sia una bellissima tradizione.

Selenia: Certo, immagino, è anche un modo per raccogliere tutte le persone che hanno conosciuto il defunto e per stare insieme, non solo per piangere, ma anche per associarlo ad un momento positivo, dove tutti magari possono raccontare i loro ricordi.
Tornando alle nostre domande, leggendo i testi dei vostri primi lavori e dell'ultimo album ho notato che c'è molta differenza, è come se aveste cambiato stile: mentre quelli più vecchi sono più oscuri, quelli più recenti sono molto più evocativi. Come mai questo cambiamento?
Annick: Beh, il primo Ep aveva tutti testi che avevo scritto personalmente, però man mano che siamo cresciuti François, il chitarrista, ha iniziato a scriverli ed il suo stile è molto più poetico, mentre io tendo a scrivere sempre di getto e velocemente, sono molto più impulsiva. Io cerco di evocare immagini particolari o degli episodi che mi ispirano, mentre François è molto più esoterico, fa molte ricerche e legge tantissimi libri sull'argomento, quindi i suoi testi spesso hanno anche un doppio significato.

Selenia: Tra i vostri pezzi ne avete uno, Étoile d'Argent, che avete dedicato a Terry Jones dei Pagan Altar, scomparso purtroppo da poco. Il pezzo è stato scritto apposta per lui ed in sua memoria, oppure glielo avete dedicato dopo aver appreso la butta notizia della sua morte? E perché avete scelto proprio questo brano rispetto agli altri?
Annick: Il pezzo era al 75% già scritto quando abbiamo appreso della sua morte, quindi abbiamo aggiunto alcune parole che fanno riferimento a lui e che sono ispirate proprio ai Pagan Altar e di base questo brano parla del passaggio dalla vita alla morte. Lui era un mio grande amico, ho visto il suo concerto a Montreal e l'ho incontrato parecchie volte ed il mio primo concerto qui in Europa era proprio un concerto dei Pagan Altar, ero molto giovane e sono davvero una grandissima fan della band. Quando Terry si è spento, suo figlio Alan mi ha subito inviato un messaggio, dove mi diceva che ero la prima persona a cui lo diceva e questo mi ha toccata profondamente. Sono stata molto male per non essere riuscita ad andare al suo funerale, quindi abbiamo deciso di dedicargli questo pezzo e spero che lui, chissà dove, abbia apprezzato il nostro gesto.

Selenia: Ho un ultimo paio di domande e poi ti prometto che abbiamo finito! [sorrido] Ero curiosa di sapere qualcosa di più in merito all'organo che avete usato in Chapelle Ardente, ho letto che si trattava di un organo a canne originale del 1880 e che lo avete suonato in una chiesa.. è fantastico! Com'è stato suonarlo?
Annick: Beh.. in effetti lo abbiamo registrato in maniera un po' illegale! [ridiamo] Un amico del nostro batterista non è cattolico ma lavora per questa chiesa ed ha il compito di preparare tutto per la messa, una volta a settimana, quindi abbiamo avuto questa grande opportunità di entrare all'interno di questa antichissima chiesa di Montreal. Abbiamo registrato suonando un vero organo a canne, era la prima volta che mi capitava ed è stato un po' difficile e confusionario all'inizio, perché quando premi una nota ci vuole un po' di più affinché quella nota esca dalle canne. Ma è stato davvero incredibile ascoltare la nostra musica all'interno di quella chiesa e se ascolti il finale dei pezzi puoi sentire il riverbero naturale dell'ambiente, che dal vivo era persino dieci volte più potente.

Selenia: Lo immagino! La mia ultima domanda riguarda proprio quest'intervista: quando stavo preparando le domande da farti, mi sono resa conto che effettivamente sei la prima donna che ho occasione di intervistare! E' un po' strano in effetti.. ma a questo punto mi viene da chiederti, qual è la tua esperienza come donna nella scena metal? Hai un modello che ti ispira nel tuo ruolo di frontwoman?
Annick: Hai ragione, l'ambiente metal è molto maschile, ma per quanto mi riguarda sono una persona molto semplice, di norma i ragazzi non mi vedono neanche come una donna, piuttosto come una di loro! [ride] Ad esempio in Messico siamo stati in tour con altri due gruppi ed io ero l'unica donna, ma non ci sono stati momenti imbarazzanti, tutti mi hanno trattata alla loro pari ed anche quando ero più giovane è sempre stato così, forse perché fa parte della cultura del Canada e del Nord America in generale. Io sono all'interno dell'ambiente metal per la musica, non per avere altre attenzioni e la gente mi rispetta per questo. Per quanto riguarda le persone a cui mi ispiro però devo ammettere che non ce ne sono di femminili, penso ad esempio a Tony Iommi, Rob Halford, anche se non sono assolutamente in grado di cantare come lui! [ride] Per cui i miei modelli sono principalmente maschili, anche se è ovvio che mi piacciono anche i gruppi fronteggiati da una donna.

Selenia: Ok.. grazie mille per questa intervista, sono stata molto contenta di averti conosciuta ed aver scambiato quattro chiacchiere con te!
Annick: Le domande erano davvero molto belle.. grazie a te, è stato un piacere!



Doomale
Sabato 19 Novembre 2016, 16.35.15
1
Interessante l'intervista..ma devo ripassarla con calma. Mi ha colpito quando ha nominato i The Black...non pensavo potesse conoscerli. Onore. E poi la storia del pezzo "la vierge noir"...anche se io la so' un po' diversa ( o per meglio dire " un po' ampliata), da qualcosa che ho studiato e appreso nel piccolo paese di origine di mia madre dove e' adorata. Comunque interessante...con calma la rileggerò.
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