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SKALMOLD - Siamo dei semplici musicisti
22/11/2016 (904 letture)
Dopo la prima tappa italiana svoltasi a Bologna, in un uggioso tardo pomeriggio novembrino, Korpiklaani, Moonsorrow e Skálmöld si apprestano a calcare il palco dell’Alcatraz di Milano. Tra loro Björgvin Sigurðsson, il frontman della formazione islandese, che ci dedica un po’ del suo tempo per una piacevole chiacchierata, durante la quale ci ha voluto rivelare qualcosa in più sull’ultimo album della band scandinava, Vögguvísur Yggdrasils, nonché sulla stessa carriera del combo di Reykjavík…

Spinna: Ciao Björgvin, benvenuto su Metallized.it e grazie per averci dato la possibilità di intervistarti! Prima di tutto come stai? Come sta andando il tour con i Korpiklaani e i Moonsorrow finora?
Björgvin: Ciao! Il tour fino ad ora è andato molto bene. È dal 2011 che suoniamo on the road e gli spettacoli sono stati molto belli negli anni, sempre con un bel pubblico, specialmente nel sud e nell’est Europa, come in Italia ad esempio.

Spinna: Parlando proprio di questo, come ci si sente a suonare davanti agli spettatori italiani? Sei riuscito negli anni a costruire un legame speciale con loro?
Björgvin: I fan nel sud sono spesso decisamente più calorosi rispetto a quelli del resto dell’Europa (ride, NdR)! In un certo senso, lo si riesce davvero a percepire quando si viene a suonare da queste parti, in quanto i fan esprimono molto più chiaramente quanto amino i concerti, rispetto a quanto facciano le persone che vivono nelle zone settentrionali dell’Europa. Qualcuno dice che è così anche perché in queste aree non ci sono così tanti concerti come in altre, in Germania, ad esempio. Le persone probabilmente non hanno molti soldi come coloro che vivono nel resto dell’Europa e magari qualche volta devono darsi da fare e risparmiare per poter comprare i biglietti per un concerto e questo lo si può davvero avvertire. Sembra proprio che si interessino molto se una band viene a suonare nel loro paese o nella loro città e tutto ciò è davvero molto bello!

Spinna: Parlando ora del vostro ultimo album, Vögguvísur Yggdrasils, come sono andate le registrazioni? Sei soddisfatto del risultato finale? Dopo diversi anni di carriera, è stato in qualche modo più facile per te e per la band completare questo full-length?
Björgvin: Siamo molto contenti di quest’album. Siamo soddisfatti delle registrazioni, del sound e delle canzoni e fortunatamente il disco sta ricevendo buone recensioni e gli ascoltatori e i nostri fan sembrano apprezzarlo. Il tutto comunque è stato leggermente diverso rispetto al passato: questo è il nostro quarto album e per i primi tre abbiamo lavorato con lo stesso produttore nello stesso studio in Islanda, ma lui si è recentemente trasferito in Germania. Abbiamo dunque dovuto trovare un'altra persona con cui registrare ed un altro studio, sempre in Islanda, col quale ci siamo trovati a collaborare per la prima volta. Penso che sia una buona cosa per noi perché col vecchio produttore, che per altro è un nostro caro amico, sapevamo benissimo cosa e come fare le cose. Invece andando in uno studio con qualcuno di nuovo abbiamo cambiato il modo di agire, anche grazie ai suoi consigli, e questo non è che una cosa buona per una band. D’altronde siamo solo dei semplici musicisti. Quindi sì, siamo davvero felici!

Spinna: Cosa vi ha spinti a scegliere i nove mondi della mitologia norrena collegati attraverso l’Yggdrasil come tema della release? Hai ricevuto qualche aiuto esterno nella scrittura dei testi?
Björgvin: L’album non tratta esclusivamente dei nove mondi dell’albero della vita. Il nome dell’album, Vögguvísur Yggdrasils, significa difatti “ninna nanne dell’Yggdrasill” e questo noto albero è già protagonista delle nostre passate release, all’interno delle quali abbiamo a lungo voluto aggiungere una ninna nanna, ma alla fine per un motivo o per un altro non ci eravamo mai riusciti. Penso sia stato Jón Geir Jóhannsson, il nostro batterista, il primo a cui venne l’idea di scrivere le nove ninne nanne, una per ognuno dei nove mondi. Per tutti, queste melodie sono usate per calmare e per mettere a dormire i più piccoli. Così è per ogni essere umano, buono o cattivo che sia, ognuno infatti si prende cura dei più piccoli. Tutti e nove i mondi della mitologia norrena sono in ogni caso buoni, quindi alla fine è stato davvero molto interessante scrivere queste canzoni. Niflheimur, ad esempio, tratta di come i giganti calmino i loro piccoli. Questa per noi era la sfida e noi l’abbiamo trovata veramente interessante e stimolante. In poche parole, insomma, il concept non è soltanto l’Yggdrasil, ma soprattutto le ninne nanne stesse.

Spinna: Complessivamente i vostri album sono sempre stati ispirati della mitologia e dal folklore, cosa rappresentano questi per la band? È qualcosa che vi interessa personalmente?
Björgvin: Quando abbiamo fondato la band, eravamo tutti molto interessati e affascinati dalla storia pagana dell’Islanda, dall’antica religione, dalle vecchie saghe e dalle antiche storie. Avevamo molto semplicemente tutto questo materiale di fronte a noi, da cui poter trarre ispirazione: va ricordato infatti che prima di allora nessuna band islandese aveva mai scritto testi interamente ispirati a queste tematiche. Per cui abbiamo deciso di provarci noi, volendo onorare il nostro patrimonio e la nostra storia. I nostri testi sono interamente in islandese e questo è qualcosa che consideriamo come molto importante, perché per noi cantare in inglese equivarrebbe a barare o a non fare le cose per bene. Inoltre, i testi, di cui si occupa principalmente il nostro bassista Snæbjörn Ragnarsson, sono scritti con grande attenzione, ma sfortunatamente per nostra scelta personale sono, come detto, sempre in islandese e per molti sono e rimarranno incomprensibili!

Spinna: Quali sono le canzoni dell’album che preferisci e quali secondo te suonano meglio sul palco?
Björgvin: Abbiamo iniziato il tour soltanto tre settimane dopo l’uscita del nuovo album, per cui in questa occasione abbiamo presentato solo quattro nuovi brani. Sfortunatamente non viviamo vicino o nella stessa città, io abito a 500 chilometri dagli altri ragazzi, quindi non abbiamo avuto il tempo di riascoltare a dovere tutti i brani per poi presentarli in live. Eppure, i quattro che abbiamo scelto sembrano finora essere molto apprezzati dal pubblico e dai nostri fan. Sai, sono davvero felice per questo nuovo album: è più melodico, più catchy e più folkloristico. Ad essere onesti è il mio preferito, anche perché è il più “oscuro” e pesante rispetto agli altri album che abbiamo pubblicato in passato! È sempre una grande soddisfazione creare una nuova release e delle nuove canzoni da eseguire dal vivo. Danno una ventata di aria fresca (ride, NdR) quanto mai necessaria, rispetto al suonare in continuazione sempre gli stessi pezzi. Aggiunge cose nuove alla tua vita, è questo è sempre un bene. E, soprattutto, sembra ancora funzionare alla grande (ride, NdR)!

Spinna: Fantastico! Tornando all’album in sé, cosa ti ha portato a scegliere le quattro canzoni che avete coverizzato e pubblicato nella versione digipack di questo full-length? Specialmente cosa ti ha portato a dar vita una cover degli Alestorm, con loro a coverizzare un vostro pezzo?
Björgvin: Fondamentalmente, abbiamo discusso quest’idea davvero tante volte: a lungo abbiamo avuto voglia di registrare qualche cover, specialmente di band come Finntroll e Alestorm, che sono dei nostri grandi amici, e abbiamo sempre pensato potesse rivelarsi qualcosa di davvero divertente! Quindi quando siamo entrati in studio ci siamo detti: “Perché non registrare qualche cover e inserirle come bonus track del nuovo album? Sarebbe qualcosa di nuovo per noi e sarà sicuramente divertente!”
Per quanto riguarda la cover dei Sigur Rós, l’abbiamo scelta perché alcuni di noi li conoscono. C’è poi anche una quarta cover, Laser Eyes, ma quella è per il nostro autista (ride, NdR)! Si tratta di una canzone che ascoltiamo principalmente quando siamo in tour, per cui abbiamo deciso di coverizzare anche quella!

Spinna: Ripensando per un momento agli albori della band, come nacquero gli Skálmöld? Quali furono le più grandi ispirazioni ai tempi? E quali ritieni furono (e forse lo sono tutt’ora) i più grandi ostacoli per una band metal che arriva dall’Islanda?
Björgvin: Per anni noi membri del gruppo siamo stati dei perfetti sconosciuti tra di noi, mentre io e Snæbjörn, il nostro bassista, siamo migliori amici da quando avevamo dodici anni. Siamo cresciuti assieme e abbiamo suonato assieme in tante band, soprattutto punk, ma anche metal una volta cresciuti. Circa sette anni fa, dopo averne parlato a lungo, abbiamo sentito il bisogno di fondare un’altra volta una band metal, e di comporre canzoni, registrare e pubblicare qualcosa di nuovo. Quando ci sedemmo e ne discutemmo, avevamo già un’idea in merito a chi includere in questo nuovo progetto. Quindi non facemmo altro che mandare loro una e-mail dove spiegavamo loro che da quel momento facevano parte di un nuovo gruppo (ride, NdR)! Principalmente iniziò tutto per divertimento, ma poi la cosa crebbe e fu solo un bene per noi. Oggi siamo davvero tanto contenti di ritornare in Italia, per quella che è ormai la quinta/sesta volta, non ricordo, per suonare davanti ad un pubblico italiano. Non ce lo saremmo mai immaginato agli esordi!
Quanto agli ostacoli, quello più grande nel vivere in Islanda è certamente la lontananza, ma anche il costo della vita è un grande problema. È davvero tanto costoso viaggiare dall’Islanda verso il resto dell’Europa per i tour. Sai la nostra intenzione non è certo quella di diventare ricchi, ma il problema sta nel non perdere soldi (ride, NdR)! Ci piace veramente quello che stiamo facendo, siamo contenti e fortunati!

Spinna: Quali band vi hanno ispirato di più all’inizio?
Björgvin: Penso che tutta quanta la nostra musica si possa definire come folk metal o viking metal, che ruota attorno metal tradizionale. Mi sento quindi di dire che, genericamente, siamo più una band metal, che altro. Per questo motivo le nostre più grandi ispirazioni furono le band con le quali siamo cresciuti e che ancora ci accompagnano. Band come Iron Maiden, i primi Metallica, Slayer e Sepultura. Ascoltiamo anche qualcosa del metal “nuovo” o anche folk/viking, ma ripeto che le nostre più grandi fonti di ispirazione continuano ad essere le band con cui siamo cresciuti…SLAYER!!! (ride, NdR)

Spinna: Un’ultima, classica domanda. Se dovessi descrivere gli Skálmöld con una sola parola, quale useresti?
Björgvin: Islandesi, ovviamente (ride, NdR)!

Spinna: La nostra intervista sta per terminare, grazie ancora per il tempo che ci hai dedicato. Hai qualcos’altro da aggiungere o da dire ai nostri lettori ed ai tuoi fans italiani?
Björgvin: Sì, siate buoni fra di voi! È il principale nocciolo della vita. Bisogna rispettare tutte le persone, nonostante esse possano avere diverse opinioni, religioni, partiti politici, gusti musicali, sport, qualsiasi cosa. Non siate bastardi, tutto qua! Non trattate le persone con poco rispetto, se volete che loro stesse non vi trattino male. Infine, grazie per tutto il supporto durante questi anni, è sempre bello venire in Italia a suonare. Grazie davvero!



Metal Shock
Martedì 22 Novembre 2016, 12.03.44
2
Non e` che segua tanto questa band, pero` mi e` capitato di vedere il loro concerto con l`orchestra classica islandese e devo dire che e` proprio un gran bel concerto!
Ulvez
Martedì 22 Novembre 2016, 10.00.15
1
gran bel gruppo gli Skàlmöld. non li ho visti nell'ultimo tour, ma al Fosch Fest mi avevano fatto un'ottima impressione.
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Skálmöld - L'intervista
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