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SECRET SPHERE - Ritratto dal Sol Levante
29/11/2016 (645 letture)
Il 14 Ottobre è stato pubblicato per la Frontiers Music Srl il loro primo album live ufficiale One Night In Tokyo, mentre il 30 Ottobre hanno partecipato proprio al Frontiers Metal Festival condividendo il palco, tra gli altri, con i Primal Fear. Stiamo parlando di una realtà sempre più concreta all'interno del panorama metal Italiano, ovvero dei Secret Sphere e del loro "mastermind" Aldo Lonobile, al quale abbiamo avuto il piacere di fare qualche domanda sul momento caldo della band

Giullare: Un benvenuto a tutta la band su Metallized.it, come state ragazzi? Che atmosfera si respira in casa Secret Sphere?
Aldo Lonobile: Ciao! Direi che è un bel momento, abbiamo appena suonato al Frontiers Metal Festival ed è stato grandioso, adesso stiamo lavorando sodo al nuovo album, musicalmente i brani sono praticamente ultimati, stiamo apportando le ultime correzioni e limando gli arrangiamenti. Michele Luppi ha iniziato a valutare la scrittura delle linee melodiche, quindi direi che siamo in fermento!

Giullare: Dopo ben sette lavori in studio (otto tenendo conto della recente rivisitazione di A Time Never Come) è finalmente arrivato il momento di un live album. Punto d'arrivo o nuovo punto di partenza?
Aldo: Non credo ci sia un punto di arrivo, la musica e la band non deve mai sentirsi arrivata anche quando i risultati sono buoni, bisogna essere sempre pronti ad esplorare e costruire cose nuove. Realizzare un live album è stata una bella esperienza che ci mancava, quindi è semplicemente un tassello che aggiungiamo alla nostra carriera.

Giullare: Quando nasce questa idea? Era un sogno custodito per anni nel cassetto o è stata la spontanea conseguenza delle ultime attività della band?
Aldo: One Night In Tokyo non era in programma, in prossimità del nostro tour in Giappone, nel 2015, la label Nipponica ed il promoter ci proposero di registrare il concerto di Tokyo, era sold out e molto atteso, la band ha da sempre un grande seguito da quelle parti, l'occasione era da non perdere. Dobbiamo ringraziare le persone che lavorano per noi in Giappone per l'aiuto nella realizzazione di questo live.

Giullare: Riassumendo tutto in una parola: Live. Quanto credete sia importante il suonare dal vivo per una band e quanto lo è stato per la crescita professionale dei Secret Sphere? Vi trovate più a vostro agio in concerto, in studio, o sono due attività che procedono di pari passo?
Aldo: Suonare dal vivo è fondamentale, a mio parere è il miglior mezzo promozionale per una band. Suonare nel giusto contesto, nella maniera ottimale e dare buona performance, può creare molto movimento attorno ad una band, come Secret Sphere negli anni le opportunità non sono mai mancate e ne abbiamo beneficiato. Studio e Live sono realtà diverse, che procurano emozioni differenti e non rinuncerei a nessuna delle due.

Giullare: Per pura curiosità, c'è qualche brano che amate portare sul palco, qualcuno che vi diverte particolarmente suonare on stage o a cui siete maggiormente legati? Quali sono invece i più apprezzati dalla folla? Quali quelli che non avete mai suonato e che invece prima o poi vorreste proporre?
Aldo: Ci divertiamo molto a suonare Healing o Legend, il loro impatto è sempre molto adrenalinico e la risposta è sempre grandiosa per questi due brani; direi che i fan sono molto legati a brani come Lie To Me , Legend o Lady Of Silence, canzoni dove i ritornelli sono impressi nelle loro menti e possono cantarli insieme a noi. Mi piacerebbe riproporre dei brani come Rain o Runaway Train e credo che l'occasione stia arrivando!

Giullare: Veniamo dunque alla location: il concerto è stato registrato nella capitale del Sol Levante, terra da sempre più che accogliente per la band. Una scelta sicuramente emblematica, si tratta di una sorta di ricompensa per l'attaccamento dimostrato negli anni dai vostri fan orientali?
Aldo: Come spiegavo prima, non era in programma, ma sono contento di avere avuto questa opportunità; il Giappone ha sempre dimostrato un grande attaccamento verso la band ed un enorme rispetto, poter ricambiare questo sentimento mi rende molto felice. Ogni volta che abbiamo l'opportunità di tornare nella terra del Sol Levante è sempre festa, perché sappiamo che torneremo a casa con grandi ricordi ed emozioni!

Giullare: Mentre dal punto di vista della band, quali sono le principali differenze riscontrate tra il mercato musicale nostrano e quello orientale? Credete che un genere ricercato come quello dei Secret Sphere e la musica metal in generale siano più valorizzati altrove piuttosto che in casa nostra?
Aldo: Credo che alla base non sia un discorso legato ad una maggior valorizzazione della nostra musica, ma piuttosto ad un fatto culturale, il rock ed il metal è entrato maggiormente nelle loro vite e di conseguenza il ritorno è maggiore. Non mi sento di fare nessuna critica verso il nostro paese, piuttosto mi piace credere che a poco a poco questo genere entrerà maggiormente anche nella nostra cultura e i risultati aumentino, non abbiamo nulla da invidiare agli altri stati se guardiamo le band di casa nostra.

Giullare: Buttando un'occhio alla scaletta notiamo come sia stata stilata ad hoc per Michele Luppi: sono ben sette i brani dall'ultimo Portrait of a Dying Heart e tre dall'ottimamente rivisitato A Time Never Come. Possiamo definire questo One Night In Tokyo come l'ultimo tassello dell'integrazione del nuovo singer nella formazione? Possiamo ritenervi a pieno regime nella “Era Luppi"'?
Aldo: Michele si è integrato molto bene nella band e da subito, oramai direi che siamo ben rodati! Nel nuovo album ha partecipato attivamente anche alla scrittura e ascolterete un pezzo scritto interamente da lui. La scaletta è molto incentrata su Portrait of a Dying Heart non solo perché è il primo disco con Michele, ma è indubbiamente un album che ha significato molto per tutti noi e siamo contenti di suonarlo il più possibile.

Giullare: Dopo quasi vent'anni di carriera non corriamo rischi nel definire i Secret Sphere come una certezza nel panorama metallico italiano. Ci sono delle difficoltà riscontrate nella ricerca di nuovi spunti e idee fresche dopo tanti anni di attività? Da dove arrivano oggigiorno le ispirazioni per la vostra musica? Vi sentite di fare il nome di qualche band o artista che vi ha particolarmente influenzato nello sviluppo del sound o che continua a farlo tutt'ora?
Aldo: Siamo una band che realizza dischi quando lo ritiene il momento giusto e soprattutto quando il materiale è degno di essere pubblicato, non abbiamo mai fatto uscire un disco senza le giuste accortezze. Ascoltiamo musica a 360° e gli stimoli arrivano da svariate parti e non abbiamo nessuna paura a sperimentare campi diversi, quindi è difficile non avere spunti. Difficile è essere convinti dei brani, siamo molto autocritici.

Giullare: Proprio restando in ambiente tricolore arriviamo alla prossima domanda. Possiamo trovare delle affinità tra il sound dei Secret Sphere e quello degli nostri cari Rhapsody Of Fire, siete al corrente delle novità tra le file dei "cugini" triestini? Dopo l'ormai consolidata uscita di Luca Turilli per dedicarsi al personalissimo progetto solista, sono state recentemente comunicate anche le dipartite dello storico cantante Fabio Lione e del batterista Alex Holzwarth. Vi chiediamo allora, quali sono le vostre sensazioni in merito al futuro di una band del loro calibro? Vi sentite di dare loro un consiglio spassionato o un più semplice in bocca al lupo?
Aldo: Avevamo assolutamente delle affinità con i Rhapsody Of Fire ad inizio carriera, oggi direi che siamo parecchio distanti e sono musicisti che continuiamo a stimare per il grande aiuto che hanno dato alla crescita del nostro panorama musicale. Hanno una carriera lunghissima e soprattutto un'esperienza che permetterà loro di fare le scelte giuste per il futuro della band, auguriamo un enorme in bocca al lupo!

Giullare: Torniamo quindi a One Night In Tokyo. Si tratta della prima pubblicazione per la Frontiers Music Srl, potete darci qualche dettaglio in più sulla nascita della collaborazione con questa etichetta?
Aldo: Negli anni ci siamo sfiorati alcune volte, finalmente è arrivato il momento giusto per far nascere questa collaborazione e ne sono molto felice. I presupposti per fare un grande lavoro ci sono tutti, hanno un team incredibile ed una sana voglia di fare moltissime cose pensando in primis alla qualità, si sarà molto da imparare e fare!

Giullare: C'è anche però un'altra gradita collaborazione in One Night In Tokyo, si tratta della bonus track Lie To Me dove a duettare con Michele Luppi dietro al microfono troviamo l'ex Nightwish Anette Olzon.
Aldo: Ribadiamo allora la domanda precedente, come nasce questa partecipazione e come si è concretizzata? Per l'appunto è stato un suggerimento del team Frontiers! Amano molto il brano Lie To Me e visto il successo della canzone, hanno avuto l'idea di sfruttare ancora questo brano per promuovere al meglio la band e per dare un valore aggiunto alla release, da qui l'idea del duetto! Anette è una persona molto disponibile e gentile, è stato un piacere lavorare con lei, tutto si è svolto in armonia. La sua voce poi non è propriamente derivativa del panorama symphonic metal, ha molti richiami al pop e si sposa molto bene con il mood del brano!

Giullare: Cosa dobbiamo aspettarci invece dal futuro dei Secret Sphere?
Aldo: Assolutamente la release del nuovo album nel 2017 , in primavera. Poi faremo un nuovo tour Giapponese in dicembre e un tour europeo in Marzo/Aprile. Insomma nel futuro dei Secret Sphere c'è parecchio lavoro da fare.!

Giullare: Siamo giunti alla fine della nostra intervista. Rinnoviamo i complimenti per l’ottimo One Night In Tokyo, auguriamo tutto il bene possibile per il vostro futuro e lasciamo un ultimo spazio per aggiungere qualcosa e/o salutare i nostri lettori. Alla prossima!
Aldo: Grazie di averci ospitato sulle vostre pagine, seguite tutte le nostre novità sui canali social e mi raccomando sostenete la nostra scena che merita molto!



Lemmy
Martedì 29 Novembre 2016, 18.54.01
3
Grande gruppo con bei lavori iniziali.Visti 2 volte in passato con la bella voce di Messina, ma con Luppi Live purtroppo niente ancora, concordo con Hero per l'innesto di Luppi , la passione e l'entusiamo di Luppi, daranno nuova linfa vitale al gruppo (la curiosità per la canzone scritta interamente da lui è alta) un nuovo slancio musicale e compositivo ,e tanta passione, entusiamo ed energia per rilanciare in pista questo gruppo tutto nostrano.Vediamo cosa ci aspetta alle nostre orecchie col nuovo lavoro.
HeroOfSand_14
Martedì 29 Novembre 2016, 18.35.46
2
Grandissimi Secret, grande band poco nominata ma fautrice di canzoni storiche del power dalle varie sfaccettature. Visti al Frontiers, sono stati tra i migliori per me, Luppi spettacolare, innesto che li farà crescere ancora di più (pur lodando il lavoro di Ramon Messina). Bellissimo anche il nuovo live ed ora attendo il nuovo album, sperando segua Portrait di stile
naoto
Martedì 29 Novembre 2016, 11.15.46
1
I primi due album, specie il secondo, lasciavano presagire un futuro ben diverso da quello occorso. Purtroppo la popolarità del genere in netto declino e alcune scelte stilistiche azzardate ne hanno fermato l'ascesa commerciale. Resta il dubbio che il power melodico, forse, abbia detto tutto quello che doveva.
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