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LACUNA COIL + FOREVER STILL + GENUS ORDINIS DEI - Palatenda, Pordenone, 26/11/2016
29/11/2016 (1181 letture)
Sperimentazione, slancio e successo. Se dovessimo trovare tre parole per descrivere, quasi al suo scadere, il 2016 dei Lacuna Coil, queste potrebbero riassumere a grandi linee le recenti sfide e gli ultimi traguardi. Con il concept album Delirium, il gruppo milanese ha continuato il percorso di risalita iniziato in parte con Broken Crown Halo, affascinando in termini di sound ed emozionando per le grandi tematiche prese in causa.
Dopo le numerose date in giro per il mondo consecutive all'uscita dell'ultima fatica da studio, il Sanatorium apre i battenti in ben quattro città italiane, tra cui la mia Pordenone. Qui non sono mancati i problemi iniziali riguardanti la location: dapprima fissato al Deposito, l'evento è stato dirottato successivamente al Palatenda per il semplice (e triste) fatto che il primo è attualmente chiuso a causa di lamentele del vicinato per acustica, disordini e via discorrendo. Il concerto si tiene così in un luogo che non è solito ospitare gruppi metal: nonostante lo scetticismo di partenza, ci si dovrà ampiamente ricredere in quanto a resa sonora e logistica. In termini di apparenti sfortune non è tutto: al ritorno dalla data di Barcellona del 24 novembre, il tour bus ha presentato problemi al motore che hanno rallentato nettamente il viaggio, costringendo gruppi e staff ad una sosta forzata di diverse ore nel nulla più totale (o quasi) del sud della Francia.
Tutto è bene quel che finisce bene, e il Delirium European Tour riesce a sbarcare in Italia come da programma il 26 novembre, tra attese e curiosità. A supportare i Lacuna Coil sul palco troviamo due band, gli italiani Genus Ordinis Dei e i danesi Forever Still.

GENUS ORDINIS DEI
Dopo un'apertura porte che spacca il secondo e il necessario check della strumentazione, fanno il loro ingresso sulle note dell'intro i Genus Ordinis Dei, quartetto della provincia di Cremona che fin dai primi istanti dello show propone un solido death metal condito da arrangiamenti sinfonici. Nonostante il pubblico sia ancora scarno, il gruppo appare a suo agio e non risparmia momenti di incoraggiamento e di interazione con i presenti. I brani estratti provengono principalmente da EP 2016 e The Middle, dischi usciti di recente per l'etichetta Mighty Music, ma non mancano le sorprese: in scaletta è presente, infatti, anche Halls of Human Delights, canzone inedita che sarà inclusa nell'album Great Olden Dynasty nonché capace di calare l'ascoltatore in un sound davvero potente e accattivante. I suoni risultano bilanciati e valorizzano le parti di chitarra, che si stagliano nella durezza delle harsh vocals di Nick e nelle orchestrazioni registrate. Il chitarrista Tommy e il bassista Steven risultano ben coordinati ed affiatati, soprattutto durante You Die ed Embracing the Earth, suonando spesso vicini. Tra i due è proprio Steven a spiccare in quanto a carisma, mettendo in mostra tutta la sua tecnica in Red Snake e Roots and Idols of Cement, brani che presentano cambi di ritmo. Quasi in antitesi rispetto allo sguardo truce del cantante/chitarrista Nick troviamo le frequenti linguacce rivolte al pubblico dal batterista Richard Meiz tra un colpo di doppio pedale e l'altro. Il musicista appare un po' nascosto nelle retrovie ma perfettamente udibile soprattutto in Flemish, pezzo che fornisce un ampio spazio alle percussioni. L'impressione che i Genus Ordinis Dei trasmettono sul palco è quella di un gruppo che, nonostante i pochi anni di esperienza, ci sa fare in termini di qualità. Chissà che ritornino da queste parti, magari con l'album nuovo (e magari anche con From the Ashes in scaletta)...

SETLIST GENUS ORDINIS DEI
1. You Die
2. Embracing the Earth
3. Halls of Human Delights
4. Flemish
5. Red Snake
6. Roots and Idols of Cement


FOREVER STILL
Giusto il tempo di sostituire i teli con sopra stampato il nome del gruppo precedente che arriva subito il turno del quartetto Forever Still, capitanato dalla bella e talentuosa Maja Shining che ci saluta con un altisonante "Are you ready, Pordenone?". La scaletta del gruppo danese sfoggia una proposta musicale molto diversa da quella dei Genus Ordinis Dei, apparendo infatti più easy-listening e, se vogliamo, anche meno d'impatto. Ciò su cui la band gioca indubbiamente forza è la presenza scenica della cantante e del bassista Mikkel Haastrup, che risultano movimentati e attivi. A questi si contrappongono il batterista e la chitarrista: a parte la distanza tra il primo e il pubblico vista la sua posizione assai defilata, entrambi non instaurano alcun contatto con la platea, apparendo freddi, distaccati e fin troppo assorti nelle loro parti. I quattro sfruttano il tempo a loro disposizione per presentare molti brani estratti da Tied Down, album uscito lo scorso gennaio. Alla voce di Maja, tendenzialmente pulita e talvolta scream, si abbinano parti di basso e di batteria innescate a dovere, che mostrano il loro sound più robusto in pezzi quali Awake the Fire e Fight. Comunicatività a parte, l'apporto della chitarrista Maja Partsch risulta evidente in Once Upon A Nightmare e nella già citata Awake the Fire, in cui ha il compito di introdurre il brano. A pezzi totalmente catchy (la ballad Miss Madness in primis) si avvicendano canzoni con sezioni vocali meno lineari, come avviene ad esempio in Breathe. Un appunto per quanto riguarda la resa sonora può essere mosso nei confronti della base registrata, dai volumi eccessivi in certi passaggi, così esagerati da mascherare a tratti il suono del basso. I minuti a disposizione del gruppo terminano con Scars, brano dal piglio più aggressivo, a cui seguono i saluti della cantante in un italiano quasi impeccabile. Considerazione a margine: non so quanto i Forever Still possano aver lasciato il segno, pur avendo a mio parere giovato la dimensione dal vivo rispetto a quella da studio, fatto sta che per più di una volta mi sono apparsi musicalmente fuori contesto, nettamente lontani dai Genus Ordinis Dei, un po' meno dai Lacuna Coil.

SETLIST FOREVER STILL
1. The Last Day
2. Awake the Fire
3. Miss Madness
4. Fight
5. Once Upon a Nightmare
6. Breathe in
7. Save Me
8. Scars


LACUNA COIL
Dopo le otto tracce proposte dai Forever Still giunge finalmente il momento di vedere all'opera gli headliner della serata. Sono passati due anni precisi da quando la sottoscritta ha assistito all'ultimo concerto dei Lacuna Coil in zona (la data era al New Age di Roncade, trovate il live report qui), e già all'epoca il ricordo è stato positivo. Le premesse per un'ulteriore buona resa del live ci sono tutte anche stavolta, visto il risultato brillante della recentissima uscita discografica. La curiosità di ascoltare i nuovi brani dal vivo è inevitabile e, considerata la carica emotiva che riescono a trasmettere da studio, viene automatico pensare che in sede live risulterà tutto più accentuato. Questa sera, la rossa Cristina Scabbia e i suoi dimostrano di sorprendere tanto su disco quanto sul palco, presentando con una giusta dose di immedesimazione pezzi estratti dalla carriera quasi ventennale. Già l'ingresso del gruppo fornisce dal primo impatto visivo una certa teatralità, che aveva sì iniziato a delinearsi nel tour di Broken Crown Halo, ma che qui risulta più consolidata. I nostri fanno capolino davanti agli spettatori e ai loro incitamenti avvolti da una fitta nebbia artificiale, in cui inizialmente è visibile soltanto la luce della torcia tenuta in mano dalla cantante. Il clima di Delirium è presto evocato grazie ai costumi del gruppo: non mancano le camicie di forza e il trucco marcato e creepy di tutti e cinque i componenti (su tutti Maki, che appare come un clown uscito da un film dell'orrore, e il batterista Ryan, che presenta le sembianze di uno scheletro). La scelta di iniziare lo show con Ultima Ratio è sia curiosa, in quanto nell'album è l'ultimo pezzo incluso in tracklist, che efficace, dato che cala alla perfezione il pubblico all'interno del nuovo sound più pesante. La band appare grintosa, carica e felice di essere finalmente approdata in patria alla fine della lunga tournée, tant'è vero che Cristina ci confida con un velo di simpatia che è bello poter di nuovo parlare italiano dopo tanti mesi. L'affiatamento è tangibile tanto nei brani storici quanto in quelli più recenti, e l'interazione col pubblico è davvero frequente e spontanea. Molto spesso il chitarrista e il bassista si posizionano a suonare i rispettivi strumenti dietro a due reti di ferro che sembrano gabbie (le stesse su cui erano appesi i teli con i loghi dei due gruppi spalla), lasciando in focus al centro della scena i due cantanti, espressivi e vivaci. Tra il lancio di una bacchetta e l'altra in aria, Ryan accompagna con precisione tutto il concerto dalle sue percussioni rialzate sul palco, che lo rendono più visibile rispetto a quanto è avvenuto coi gruppi spalla. I pezzi di Delirium, quali le riuscitissime Blood, Tears, Dust e Ghost in the Mist, mettono in mostra un Andrea Ferro che riesce a calibrare voce clean e growl, affiancandosi in modo convincente alle note molto alte raggiunte da Cristina. I classici non possono mancare, come non può venir meno l'emozione di riportare in scena Heaven's a Lie, cantata con successo da tutti i presenti. Spellbound infiamma, Die & Rise sfodera un'energia notevole, ma con The Ghost Woman and the Hunter (estratta da Comalies), riarrangiata per l'occasione, si raggiunge uno dei picchi della serata, mettendo in luce la risolutezza del chitarrista Diego Cavallotti, entrato in line up per questo tour. I Lacuna Coil si rivelano essere molto legati ai brani del nuovo disco, dimostrando spesso a parole come questo veicoli messaggi di unione e fratellanza; in fondo, come dice la frontwoman, ciò che ha spinto il gruppo a scrivere i testi è il fatto di sentirsi un tutt'uno con i fan, che rappresentano la loro famiglia, con la volontà di far sentire tutti accolti. Ai momenti di pathos si alternano gli immancabili ed instancabili cori di sostegno da parte del pubblico, come se ci si trovasse allo stadio. Dopo una Downfall che ci regala un bell'assolo di chitarra sul finale, la scenicità della proposta torna con You Love Me 'Cause I Hate You, che vede i due cantanti calarsi nel testo con una spiccata teatralità. Il duo Our Truth / Enjoy the Silence rappresenta un notevole salto indietro nella discografia della band, mettendo in evidenza, oltre all'ottima prova canora del pubblico, anche l'apporto tecnico di Ryan alla batteria. Sul finale della cover dei Depeche Mode, Maki sorprende Cristina mostrandole con simpatia la scritta "Slayer" che spicca sulla sua testa, per poi lasciar spiegare alla cantante, assai divertita, che non sa più cosa aspettarsi dal bassista, visto che le riserva sempre sorprese del genere durante questa canzone. Il coretto scandito "We-fear-nothing!" suggerisce l'attacco di Nothing Stands in our Way, al termine della quale, dopo una breve pausa, tutti i musicisti tornano sul palco per regalarci le ultime tre canzoni, dimostrandosi già ampiamente emozionati. Con la titletrack Delirium e la convinzione di Cristina che "Siamo tutti un po' pazzi a modo nostro", la platea stupisce gli headliner alzando fogli con scritto il titolo della canzone, secondo una mini coreografia ideata da uno dei fan presenti. Sulle lacrime di commozione della cantante, sarà poi il pretesto per scattare una fotografia alla fine dello show immortalandoci proprio con quei cartelli. Dopo una Zombies musicalmente e vocalmente ben bilanciata inizia già a farsi sentire la nostalgia, in quanto la serata sta volgendo al termine, e la frontwoman non risparmia momenti di commozione neanche qui, confidandoci che con un pubblico così è davvero difficile far calare il sipario. Spetta alla potente The House of Shame l'arduo compito di congedarci, tra ringraziamenti spontanei da parte di tutti e i bacini sinceri di Cristina nuovamente in lacrime, pur non essendo a detta sua un comportamento molto metal.
L'emozione è stata tangibile per tutta la durata del concerto, mettendo in luce un gruppo che si esibisce con costante passione e maturità. La data di Pordenone è riuscita ad appassionare, coinvolgere e stupire, e non c'è gratificazione più grande.

SETLIST LACUNA COIL
1. Ultima Ratio
2. Spellbound
3. Die & Rise
4. Heaven's a Lie
5. Blood, Tears, Dust
6. Ghost in the Mist
7. The Ghost Woman and the Hunter
8. Trip the Darkness
9. Downfall
10. You Love Me 'Cause I Hate You
11. Our Truth
12. Enjoy the Silence
13. Nothing Stands in our Way
---- ENCORE ----
14. Delirium
15. Zombies
16. The House of Shame



annie
Domenica 4 Dicembre 2016, 1.09.22
12
@tino ma grazie!
tino
Sabato 3 Dicembre 2016, 17.34.19
11
comunuqe complimenti alla Annie per il bel report e per le foto, molto carina veramente.
Diego
Venerdì 2 Dicembre 2016, 10.56.41
10
Ero a non più di 5m dal palco con i coil, mentre gli altri due gruppi li ho visti da zona mixer. Sentir bene non è sinonimo di acustica perfetta Te ne accorgevi quando Cristina parlava, la voce ritornava indietro. La struttura a tunnel era penalizzante proprio a chi stava nel mezzo, davanti e dietro era più difficile percepire il ritorno. Si parla di poco, comunque, visto che i suoni e i volumi erano perfetti.
annie
Venerdì 2 Dicembre 2016, 10.38.39
9
@Diego io ero davanti e si sentiva molto bene! Ho parlato con persone che invece hanno seguito il concerto da molte file indietro e hanno avuto più o meno la mia stessa percezione... tu dov'eri?
Diego
Venerdì 2 Dicembre 2016, 10.33.28
8
10 giugno 2005, ero in transenna al Gods of Metal e i Coil suonavano prima di Slayer e Maiden, sul palco arrivano bottiglie di plastica, tappi e oggettistica varia. Era la prima volta che l'ignoranza, sfortunatamente non di pochi, si scagliava su una band nostrana. Bravi Andrea e Cristina a stigmatizzare l'episodio ed andare avanti con lo show. Bravi allora, ma oggi maturi e, spero, apprezzati anche da chi era scettico. A Pordenone non c'era forse l'acustica migliore (unico punto dove non concordo con Anna e con il suo bel report), ma hanno suonato e cantato alla grande (si, anche Andrea, che negli anni è migliorato tantissimo ed è fondamentale per l'alchimia della band). Per quanto mi riguarda avranno sempre il mio rispetto e supporto. Grandi LC!
Luke25
Venerdì 2 Dicembre 2016, 0.52.25
7
Hai riassunto perfettamente la serata Annie condivido il giudizio positivo anche sui nostri Genus Ordinis Dei, veramente una bella sorpresa! Poi mi aggrego a Floriano sull'elogio ai Lacuna Coil per la loro disponibilità post concerto, veramente umilissimi! Poi ovviamente anche sul palco, come ha detto Annie, hanno sfoderato una grande prestazione!
Floriano Florix Chiariello
Giovedì 1 Dicembre 2016, 22.50.03
6
Sono stato presente non a questo concerto ma a quello dell'altro ieri a Bologna, e ancora non riesco a concretizzare il tutto. Da tempo desideravo vedere i Lacuna Coil in concerto e, lo ammetto, pure di riuscire ad incontrare Cristina in carne e ossa e chiederle sia una foto che un autografo. Parlando con sincerità pensavo di riuscire a realizzare il mio primo desiderio prima o poi, ma nutrivo pochissime speranze riguardo il secondo, e invece... sono riuscito a coronare anche quest'altro mio sogno! Nonostante da sempre fossi a conoscenza dell' apertura di Cristina, Andrea e Marco verso i fans ammetto di essere rimasto spiazzato dalla loro disponibilità. Mai avrei pensato che dopo il concerto li avrei trovati fuori dal locale a firmare autografi, a farsi fotografare e chiacchierare liberamente coi fans. Non mi sono certo lasciato sfuggire l'occasione (non potevo proprio!) e adesso ho gli autografi di Cristina, Andrea e Marco sulla copertina della mia copia di Delirium e una foto insieme a miss Scabbia. Sono reduce da un bel po' di concerti ormai, e tutti sono stati unici e particolari a modo loro, ma credo tuttavia che sarà questo ad avere un posto speciale sia nel mio cuore che nella mia mente per sempre.
annie
Giovedì 1 Dicembre 2016, 22.44.09
5
@fabio No, stavolta non hanno fatto il giochino di dividere in due la platea, ma ci siamo divertiti lo stesso!
Fabio Yaaaaaaaahhhhhh
Giovedì 1 Dicembre 2016, 18.42.12
4
Beh ti credo,con una scaletta dle genere,oltre ai siparietti anche l'altra sera hanno diviso il pubblico in due zone per la sfida canora?...sicuramente li rivedrò anche perchè ho visto che le zone nostre la bazzicano abbastanza,spero di ascoltare anch'io qualcosa di Delirium dal vivo ma dovrò sbrigarmi perchè ultimamente sfornano album come se prendessero incentivi sulla velocità
annie
Giovedì 1 Dicembre 2016, 17.06.45
3
@Fabio peccato non ci fossi, è stato proprio un concertone! Spero tu abbia l'occasione in futuro di sentire dal vivo i brani di Delirium
Fabio Yaaaaaaaahhhhhh
Giovedì 1 Dicembre 2016, 14.18.19
2
Purtroppo li ho persi ma li ho visti a Majano più di un anno fa,gran scaletta pure in quell'occasione e pubblico che faceva casino...concordo con tutto quello che dice Tino,live per me meglio rispetto alla versione in studio,soprattuttto Heaven's a Lie era quella dove la gente cantava di più...coinvolgono la folla,anche donne,non solo uomini sia chiaro,e poi sono disponibilissimi a parlare con il pubblico a fine concerto,molto simpatici e umilissimi,sarei tornato a vederli volentieri se non avessi avuto impegni inderogabili
tino
Giovedì 1 Dicembre 2016, 10.45.25
1
Visti a bologna l’altro ieri sera (era l’ottava) c’è poco da dire, show perfetto, umilissimi al contrario di quello che molti possono pensare. L’ultimo disco è stato saccheggiato e cristina non ha sbagliato una nota, in stato di grazia. Andrea ottima spalla checchè se ne dica. Il gruppo nonostante le 3 defezioni storiche si è rafforzato con i nuovi innesti che funzionano a meraviglia. Da menzionare il look con tanto di face painting, bella trovata. Era l’ultima giornata del tour europeo e durante l’esecuzione di nothings stands on …tutti i membri delle band di supporto sono saliti sul palco per una jam session ben riuscita. Spendo una parola per le band di supporto. Bravissimi i forever still con una cantante, maja shining, giovane e di talento immenso, era triste vederla da sola ignorata da tutti dopo il loro show al banchetto del merchandise. Hanno tanta strada da fare ma sono veramente promettenti. Il gruppo death sinfonico prima invece bravi ma non è il mio genere quindi non mi esprimo in merito. Faccio comunque notare che il seguito della band è quello tipicamente alternativo e non prettamente metal…”metallari riconoscibili come tali forse 1 su dieci e sono ottimista ma va bene così.
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