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SINE QUA NON - # 18 - 'Vincebus Eruptum' e 'Lucifer's Friend'
05/12/2016 (1056 letture)
Si, lo so. La discussione, qualunque piega prenda e qualsiasi cosa venga scritta, verterà ugualmente ed almeno in parte su una domanda che, del resto, ci siamo ripetutamente posti nel corso di questa serie ed altrove. Quale band può fregiarsi del titolo di inventrice dell'heavy metal? Chi è stato realmente il primus per la storia? Come abbiamo varie volte dichiarato, il quesito, per quanto affascinante, è destinato a rimanere senza una risposta definitiva. Questo in quanto è sempre possibile procedere a ritroso ed in tal modo, trovare spunti che indicano questo o quell'album od anche singole canzoni, che possono essere indicate quali primo nucleo del big bang sonoro che ha prodotto, tra le infinite altre cose di ben altra importanza, anche l'esistenza di questa webzine. Per quanto trito e ritrito, però, l'interrogativo di cui sopra è utilissimo per riscoprire (o, per restare aderenti ad uno dei nostri trademark, per rispolverare), tanti dischi e gruppi i quali, oggi come oggi, non sono più di moda e pur essendo fondamentali vengono ricordati meno di quanto meriterebbero. La puntata numero 18 della collana "Sine Qua Non" è dedicata a due di questi: Blue Cheer e Lucifer's Friend.

BLUE CHEER: Vincebus Eruptum
Volendo seguire, per comodità o per amore della polemica costruttiva, il ragionamento relativo all'individuazione del primo vagito dell'HM, c'è un punto di riferimento universalmente accettato. Individuato convenzionalmente il punto zero metallico nel primo album dei Black Sabbath del 1970, però, la trattazione di Vincebus Eruptum dei Blue Cheer, uscito nel Gennaio 1968 e registrato a fine 1967, pone davvero parecchi interrogativi. Già, perché nel caso di questo imprescindibile lavoro, abbiamo davvero molti elementi che riconducono inequivocabilmente ad un ambito che non è definibile come heavy metal solo perché questo non era ufficialmente esistente al momento dell'uscita. Partiti come quintetto e stabilizzatisi in forma di power-trio proprio per trovare una forma espressiva più cruda e violenta, i Blue Cheer fecero letteralmente rivoltare il mercato discografico del 1968. In maniera totalmente inaspettata, infatti, il singolo Summertime Blues -pezzo di Eddie Cochran- raggiunse il quattordicesimo posto del Billboard USA e l'undicesima piazza fu il risultato colto dall'album. Il tutto con un vinile che conteneva tre cover (o non-cover, come vedremo) e tre brani originali firmati Dickie Peterson. Pur essendo uscito ancora durante il periodo psych, è di fatto la sola copertina a richiamare alla psichedelia con lo stesso moniker che è un riferimento lisergico, mentre tutto il resto possiede un'attitudine profondamente metal prima del metal. I tre, guidati dal mentore, produttore ed ex Hell's Angel Allen ‘Gut’ Turk ottennero -in parte per ragioni prettamente economiche- un suono che possedeva un impatto distorsivo e di saturazione praticamente senza precedenti ed assolutamente in anticipo sui tempi. Questo era basato sull'estremizzazione assoluta del blues oltre quanto già fatto da chiunque si fosse già mosso in questa direzione, un uso del basso molto deciso, una vocalità sporca ed aggressiva, ma soprattutto sulla presenza di un batterista come Paul Whaley, classificabile forse come il primo heavy metal drummer della storia. Le tre cover utilizzate, dei veri standard, venivano quindi rese qualcosa di molto diverso ed intenso rispetto agli originali, mentre le tre canzoni proprie sono oggi dei super-classici della storia del rock che in quel lontano 1968 gettarono i semi del metal, dello stoner e persino di quel grunge che, non per nulla, attingerà a piene mani da questo periodo. E quei semi attecchirono, come sappiamo. Notevole, inoltre, anche l'attitudine personale del gruppo, lontanissima dal classico "Peace & Love" di quello scorcio dei 60's e molto più vicina a quella del periodo a cavallo tra la fine degli anni 70 e l'inizio degli anni 80 nel metal vero e proprio. La brutalizzazione del blues delle cover, così diventate delle canzoni HR/HM e l'aggressività metallica di Doctor Please, Out of Focus fino all'epilogo isterico di Second Time Around, tracciano di fatto un confine. La psichedelia ed il rock "normale" alle spalle, il metal lucente all'orizzonte. Un orizzonte illuminato da uno dei debutti più importanti della storia del rock.

LUCIFER'S FRIEND: Lucifer's Friend
Tanto selvaggia era la proposta dei Blue Cheer, quanto raffinata e varia quella dei Lucifer's Friend. Eppure, anche se posteriore di oltre due anni e contenente elementi prog, hard rock e proto-metal, la band tedesca risulta essere fondamentale anche per la nascita del doom, nonostante gli elementi sinistri della loro musica siano spesso sottovalutati e per gli sviluppi del nascente HR/HM. Considerabili, pertanto, come sintesi tra quanto inciso da band quali i primissimi Deep Purple e gli Atomic Rooster shackerata con gli Uriah Heep (un nome che ritornerà più avanti nella loro storia), più i già ricordati spunti AOR, doom, prog e genericamente rock, i Lucifer's Friend avrebbero meritato molta più attenzione. Specialmente per questo loro esordio. Reduci dall'esperienza German Bond, dopo aver cambiato nome in Lucifer's Friend i tedeschi chiamano in formazione un cantante inglese facente parte degli Stonewall e già coinvolto con loro nel precedente progetto Asterix: John Lawton. E se vi state chiedendo dove avete già sentito questo nome la risposta è si: è proprio il successivo cantate degli Uriah Heep. Inoltre, Lawton aveva fatto parte dei cori di un altro progetto con i tedeschi denominato Pink Mice. Considerazioni biografiche a parte, resta il fatto che Lucifer's Friend è un album di qualità assoluta, non inferiore agli altri che comunemente vengono indicati come basilari per la definizione del suono degli anni 70 e dei primi anni 80. Tuttavia, come spesso accade per ragioni non sempre comprensibili dai posteri, il gruppo non riscosse mai la giusta considerazione. Questo nonostante una carriera proseguita in maniera sicuramente molto interessante, con vari buoni dischi all'attivo caratterizzati da molti cambiamenti, uno dei quali uscito di recente dopo la ripresa dell'attività. Difficile descrivere compiutamente la loro musica e, del resto, quella che state leggendo non è nemmeno una recensione di un loro album. Tuttavia, volendosi interessare magari per la prima vola alla loro opera, l'ascolto anche della sola opener Ride the Sky, con i suoi corni magniloquenti inseriti all'interno di un pezzo hard-rock/heavy pomposo, aggressivo e raffinato, può spiegare perché il gruppo sia da inserire assolutamente tra i Sine Qua Non.

LUCIFERO HA DEGLI AMICI BLU (E NON SONO I PUFFI)
Dischi molto diversi tra loro, con quello dei Blue Cheer che brucia ancora con violenza dopo poco meno di cinquant'anni dalla sua uscita e quello dei Lucifer's Friend che splende ancora per la sua classe, quelli qui esaminati hanno avuto sorte molto diversa tra loro. Anche se nessuno dei due ha probabilmente mai goduto appieno della giusta considerazione, il primo è comunque considerato almeno dagli addetti ai lavori come autentica pietra miliare, come pilastro fondamentale per la costruzione dell'edificio che sarebbe poi diventato la casa dell'heavy metal. Il secondo, purtroppo, ha avuto il demerito di scontrarsi con una lunga lista di lavori altrettanto buoni e decisivi per la definizione dello stile, ma più ancora di non aver goduto di alcuna promozione seria, col gruppo costretto a suonare solo in studio per problemi economici. Inoltre, i Lucifer's Friend hanno avuto un secondo, grande demerito, se così si può chiamare. Quello di innovare molto la loro musica, producendo dischi sempre diversi l'uno dall'altro, non dando così punti di riferimento certi ad un pubblico che spesso è disposto ad ascoltare solo ciò che ha già ascoltato. Un difetto, peraltro imperdonabile nell'era di internet, che fa spessissimo perdere la possibilità di accostarsi ad autentici capolavori.



LAMBRUSCORE
Mercoledì 7 Dicembre 2016, 13.35.14
10
Tra i 2 dischi, preferisco decisamente quello dei Lucifer's, più vicini ai miei gusti "storici", diciamo, pur riconoscendo ai Blue Cheer un suono davvero raro, per l'epoca..
Fabio Rasta
Martedì 6 Dicembre 2016, 15.16.37
9
I BLUE CHEER sono senz'altro + universalmente riconosciuti proprio in virtù del singolo sopracitato (Summertime Blues) coverizzato sulla loro falsariga, meravigliosamente peraltro, anche dagli WHO. I tedeschi poi, non si sa xchè, ma sono sempre stati musicalmente avanti (v. AMON DUUL II, POPOL VUH, il Beat Club, ma anche SCORPIONS e ACCEPT ecc.; furono poi fra i primi a capire le potenzialità nientemeno che dei BEATLES). Sul punto zero metallico anch'io sono daccordo su Black Sabbath, ma vorrei ricordare come X Lemmy, (non esattamente un coglione qualsiasi) fosse rappresentato dai DEEP PURPLE. Un film pubblicato da un allora studente appassionato di Metal ne riporta la testimonianza, intervistando sull'argomento anche altre Star. Ne emergono tra tutti i soliti noti anche ALICE COOPER (sedicente!!!) e IRON BUTTERFLY. Salutoni!!!
Fabio Yaaaaaaaahhhhhh
Martedì 6 Dicembre 2016, 13.48.46
8
Eh hai capito,pure la tempistica non è da sottovalutare
Raven
Martedì 6 Dicembre 2016, 7.11.58
7
eh bè, 1968
Fabio Yaaaaaaaahhhhhh
Lunedì 5 Dicembre 2016, 22.34.06
6
Eh sto pensando..al momento se dovessi basarmi sui miei gusti direi Lucifer's friend ma a livello di importanza storica forse i Blue Cheer
Metal Shock
Lunedì 5 Dicembre 2016, 22.24.06
5
Ammazza quanti commenti! Per la serie "ma chi li conosce questi due gruppi?"!!!
Lemmy
Lunedì 5 Dicembre 2016, 17.43.23
4
Altro articolo molto bello.Non possiedo nessuno dei due album materialmente, però ognuno dei due gruppi ciascuno col suo apporto, hanno contribuito ad aggiungere altri tasselli sonori fondamentali nella storia dell'hard rock e del proto heavy.Spero che più in la Metallized si occupi anche di un altro elemento basico pionieristico, quel dimenticato chitarrista con un po di sangue indiano nelle vene, che risponde al nome di Link Wray.
Rob Fleming
Lunedì 5 Dicembre 2016, 11.28.25
3
Splendidi entrambi, ma la mia particolare predilezione va ai Lucifer's Friend (di cui ho però il solo debutto). Misi sul piatto (ho il vinile) il disco, che è del 1970, e partì Ride the sky e...Oh! Dov'è che ho già ascoltato quell'intro? Per carità non stiamo a parlare di plagi o di chi è arrivato prima, certo però che Led Zeppelin III è coevo. Comunque grandissimo John Lawton troppo spesso dimenticato
Galilee
Lunedì 5 Dicembre 2016, 10.01.50
2
Non conosco i Lucifer's friends, andrò ad ascoltarmeli.
Metal Shock
Lunedì 5 Dicembre 2016, 9.54.05
1
No, ma veramente si dovrebbero commentare questi due dischi?? Una sola parola: MITO! Due album che ancor prima di Sabbath, Zeppelin e Purple, sono alla base dell'heavy metal, col loro hard rock iper amplificato, soprattutto i Blue Cheer che partendo dal blues amplificano a mille i watt di potenza con un sound unico. E i Lucifer's? Anche se poi hanno cambiato sound, con questo primo fenomenale disco, hanno inciso una pietra miliare dell'hard rock, Keep going capolavoro! Ho avuto la fortuna di trovare Vincebus eruptum in prima edizione, meglio di così!!!!!!!!!
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