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EUROPE - La data di Roma
24/01/07 (3511 letture)
Tra le tante reunion di gruppi più o meno storici a cui stiamo assistendo da qualche anno a questa parte, quella degli Europe è senz'altro una delle più riuscite: una rinnovata ragion d'essere artistica e un contagioso entusiasmo che accompagna la band ad ogni suo nuovo passo hanno contribuito a riportare in auge un monicker che fino a qualche anno fa sembrava essere soltanto un nome scritto in un polveroso libro di ricordi. Gli svedesi sono tornati sulla cresta dell'onda riscuotendo un buon successo, certo non paragonabile a quello stellare della seconda metà degli anni ottanta, ma comunque indicativo dell'ottimo lavoro svolto sia in studio sia in fase live. E anche il popolo italico non è rimasto certo insensibile al ritorno degli scandinavi mandando in classifica l'ultimo album Secret Society (il secondo disco post-reunion, successore di Start From The Dark) e facendo registrare due sold-out su tre date programmate nel bel paese per il relativo tour.
Ad accogliere la band nella data del 24 Gennaio è una Roma freddissima e sferzata dal maltempo ed una location, il teatro Tendastrisce, che per quanto strutturalmente efficace si rivela ubicata in una zona marginale e mal collegata al centro della Capitale. A questo aggiungeteci un'organizzazione all'ingresso alquanto disastrosa (non una fila, ma una massa informe di persone rimaste a lungo ad aspettare al freddo una posticipata apertura dei cancelli, costretta a passare tra spinte e strattoni sotto la grandine battente per un imbuto laterale creato dalle transenne) e capirete quanto la partecipazione a questo concerto abbia assunto, nei deliranti attimi prima di entrare nel teatro, le sembianze della battaglia di Stalingrado. Il pubblico tuttavia, in preda alla febbre da Europe (febbre che il giorno dopo si rivelerà reale e fisica per molti), non si lascia scoraggiare e guadagna il meritato ingresso.
Spetta agli italiani Mantra il compito di scaldare le membra e gli animi dei presenti. La band, capitanata dal singer Jacopo Meille, può vantare una vasta esperienza accumulata sui palchi Italiani e tre studio album di pregevolissima fattura. L'hard rock di stampo settantiano proposto dai nostri è piacevole riempie i trenta minuti a disposizione in modo fluido e frizzante. Il gruppo si dimostra da subito valido e professionale e riesce a riscuotere non pochi consensi. Certo, nessuno si è strappato i capelli per questa esibizione, ma le sei canzoni suonate si sono fatte apprezzare senza problemi. Soprattutto Time and Space e Hard Times dal nuovo disco Hate Box (che il simpatico Jacopo continua a reclamizzare tra una canzone e l'altra) si sono lasciate ascoltare dal sottoscritto non senza un ghigno di soddisfazione.
Un buon inizio dunque, ma l'attesa è tutta per l'evento principale della serata. L'affluenza del pubblico si fa più consistente e ci si accalca sotto il palco. Nell'oscurità del teatro parte la consueta intro effettistica e quando le luci si riaccendono la visione di Joey Tempest che accoglie tutti a braccia aperte scatena l'urlo di eccitazione della folla. Urlo che a dir la verità rimane strozzato in gola: dei suoni impastati all'inverosimile (praticamente chitarra e voce sovrastano tutto il resto, soprattutto il buon Mic Michaeli pare un mimo dietro le sue tastiere) e un ed un Tempest visibilmente in difficoltà demoliscono quella che doveva essere una partenza in quarta, affidata a Love is Not The Enemy e Always the Pretenders (primo singolo estratto dall'album), due delle canzoni più energiche del nuovo Secret Society. "Siete li meglio!" urla il biondo vocalist in un simpatico scimmiottamento dell'Italiano romanizzato, ma comincia a serpeggiare un pò di preoccupazione perchè, vista la falsa partenza, sicuramente lo stesso non si può dire di loro...
Fortunatamente con l'arrivo di Superstitious le cose cambiano in meglio. Il paffuto fonico che accompagna la band riesce a settare un suono all'altezza della situazione, e il primo classico in scaletta sembra rinvigorito e svecchiato di vent'anni grazie al granitico chitarrone di John Norum. Lo stesso Joey sembra decisamente più a suo agio (aveva evidentemente avuto bisogno di riscaldarsi) e il pubblico se ne accorge, tributando un'enorme ovazione al termine della canzone, che nel break centrale vede un'improvvisato ed estemporaneo "no woman no cry" cantato da Joey. Da questo momento in poi è tutta discesa, canzone dopo canzone il concerto sale di intensità e coinvolgimento e l'hard rock della band svedese diventa assoluto padrone della situazione. In uno slancio di follia, Tempest allunga la sua asta verso le prime file (mi si perdoni il doppio senso) e si vede fregare il microfono da sotto al naso proprio mentre sta cominciando la celebre Seven Doors Hotel. Meno male che c'è il megafono a portata di mano a salvare la situazione. In visibilio, il pubblico salta, si agita e canta a gran voce il ritornello, ottenendo un caloroso ringraziamento dalla band. Impossibile non notare l'affiatamento e la grande sintonia di questi cinque ex-ragazzi che sul palco divertono e si divertono come un gruppo alle prime armi. Lo stesso Joey Tempest non avrà più l'appeal (e la parrucca) degli anni d'oro, ma in quanto a carisma ed energia non è secondo a nessuno: canta, salta, interagisce col pubblico, lo fa cantare e lo sprona in continuazione. Doti da frontman di razza che non spariscono con gli anni.
La scaletta è ben bilanciata tra vecchi classici e pezzi nuovi e benchè gli applausi più forti sono riservati alle varie Girl From Lebanon, Time Has Come e Rock The Night, bisogna dire che soprattutto gli estratti da Secret Society reggono il confronto nella dimensione live. Let the Children Play (probabile secondo singolo), The Getaway Plan e Brave and Beautiful Souls possiedono un groove ed una carica innegabile e si dimostrano trascinanti nel loro incedere deciso e moderno. Unica concessione puramente melodica di una setlist improntata sulla carica rock è l'immancabile Carrie, proposta in versione acustica, emozionante quando Joey e la sua chitarra duettano col pubblico (che ha cantato molto bene, complimenti ai presenti!). Non mancano neanche momenti di gloria individuale (ogni componente della band ha il suo assolo, inutile dire che quello di John Norum è stato strepitoso, nonchè il migliore dei quattro) e momenti di "cazzeggio", che vanno dai diversi sing-along col pubblico ad un duello voce-chitarra durante Yesterday's News inscenato da Tempest e Norum (simpatica l'improvvisazione di "That's Amore") che rimanda a quello storico tra Gillan e Blackmore, ovviamente con le dovute proporzioni. Tutto molto divertente, ma forse quel tempo sarebbe stato meglio impiegarlo per un altro paio di canzoni, dato che la mancanza di estratti da Wings of Tomorrow si è fatta sentire. Un peccato veniale che comunque non intralcia il pieno successo dello show, testimoniato dal plebiscito di urla e di mani al cielo quando nel teatro irrompe lo storico riff di The Final Countdown, inevitabile chiusura ad effetto a sigillo di un concerto partito in sordina, cresciuto e trasformatosi in un trionfo. "A presto!" promette Joey Tempest prima di abbandonare il palco. E noi lo speriamo proprio, non vediamo l'ora di vedervi così, ancora una volta, in forma come ragazzini.
Un sentito ringraziamento va alla collega-cicerone Blackie, senza la quale la nostra due giorni romana non sarebbe stata così divertente. Al prossimo concerto!



SETLIST EUROPE:

Love is not the enemy
Always the pretenders
Superstitious
Seven doors Hotel
Let the children play
The getaway plan
Bass solo - Flames
Keyboard solo - Sign of the times
Carrie
Brave and beautiful souls
Time has come
Band presentations - Guitar Solo
Girl from Lebanon
Start from the dark
Yesterday's news - Drum solo
Rock the night
---
Got to have faith
Cherokee
The final countdown



Blackie
Martedì 6 Marzo 2007, 15.13.52
4
ouh yeah Mentalista! grande concerto... e perdonate ancora la guida
Zagor76
Venerdì 2 Febbraio 2007, 17.38.11
3
Grande Peppe!!! Davvero ottima descrizione, buona anche la scaletta, solo un brano (mi sembra da Start From The Dark). Volevo andare a Modena anch'io come Jason, c'ho tentato fino all'ultimo, ma poi per altri impegni non è stato possibile, perciò speriamo che quel "a presto" non sia stato detto tanto per dire.
Il Mentalista
Martedì 30 Gennaio 2007, 0.49.32
2
grazie squartatore fa piacere che anche a modena gli europe abbiano dato spettacolo, l'èta avanza ma la classe è sempre la stessa...
JasonTheReaper
Lunedì 29 Gennaio 2007, 18.45.11
1
Io sono andato alla data di Modena e la scaletta è stata più o meno la stessa: faccio i complimenti al recensore perché ha descritto con perizia le sue sensazioni che condivido in pieno. Grandi Europe!
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