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SADISTIC INTENT + GUEST / DESTROYER 666 + GUEST - Voodoo Lounge, Dublin, 30/12/2016 - 31/12/2016
11/01/2017 (332 letture)
NEW YEAR'S EVE METAL MAYHEM
Come consuetudine, quando l'anno sta per esaurirsi, si è soliti fare un punto della situazione generale della propria vita, ma dovendo in questa sede limitarmi a fare un bilancio per quel che riguarda l'aspetto prettamente musicale, mi posso ritenere piuttosto soddisfatta, nonostante -per uno schizofrenico contraltare- il 2016 si sia rivelato anche un anno ricco di perdite illustri e storiche all'interno del nostro vastissimo mondo musicale.
Ad ogni modo, per quanto riguarda i concerti, sono stati dei mesi piacevolmente intensi: ripenso, in ordine sparso e citando solo qualcuno, ai diversi nomi che si sono avvicendati e che ho avuto occasione di vedere dal vivo. A partire dai Pentagram, per passare agli Iron Maiden, ai Venom Inc. con i Mortuary Drape, agli Absu, fino a menzionare il Nuclear War Now! Festival di Berlino, dove sono spiccati con delle performance incredibili la doppietta Sabbat/Metalucifer e lo show esclusivo dei Demoncy, incentrato sul loro disco più riuscito, Joined in Darkness. Con queste premesse non potevo, quindi, non salutare il 2016 ancora una volta con della "buona" musica, aggettivo che nella nostra accezione assume sfumature senza dubbio più perverse e sporche, ma che si rivela il miglior antidoto per scrollarsi da dosso le ultime scorie dell'anno passato ed iniziare a celebrare una nuova annata con il meglio del metal underground. E' per questo che ho voluto suggellare gli ultimi due giorni del famigerato anno bisesto con due concerti che vedono protagonisti nomi illustri quali i Sadistic Intent ed i Deströyer 666 ed abbandonare per un momento la Patria per volare altrove e trasformare questo piccolo viaggio in un invito personale alla mobilità, al non restare ferma, non solo dal punto di vista fisco, ma anche e soprattutto dal punto di vista mentale. Un cortocircuito che alcuni forse giudicheranno un po' forzato, ma del resto ognuno di noi assegna dei significati intimi ed originali ai propri gesti ed alle proprie esperienze.
Sono in quel di Dublino, nella verde Irlanda, e sono davvero entusiasta di trovarmi per la prima volta in questa città, per cui cerco di mescolare l'appuntamento musicale con l'opportunità di visitarne per la prima volta le sue bellezze e lasciarmi coinvolgere dal calore dei tipici pub del quartiere del Temple Bar, sorridendo grazie al sarcasmo ed all'espansiva accoglienza che mi regalerà il popolo irlandese. I due concerti, organizzati entrambi da Invictus Productions, si sono svolti rispettivamente gli scorsi 30 e 31 dicembre in due giornate separate, entrambe ospitate nel Voodoo Lounge, un locale situato non molto distante dal centro e che si affaccia lungo il fiume Liffey.
Recuperando un'ora sull'orario italiano (le memorie scolastiche nebulose mi faranno ricordare solo una volta arrivata sul posto che, avendo superato il meridiano di Greenwich, siamo un'ora indietro rispetto a Roma) ho il tempo per sistemarmi con calma, per poi dirigermi in un pub non molto lontano dalla venue del concerto, divorare un'abbondante cena e dissetarmi con la prima pinta di bionda.
Alle 19.00 è tutto pronto per entrare nel locale e dare finalmente il via ad un'intensa due-giorni di concerti.

SADISTIC INTENT + QRIXKUOR + DEHUMAN + MALTHUSIAN + APOSTATE VIATICUM

Mentre la gente inizia timidamente ad occupare la sala concerti, si preparano ad esibirsi gli Apostate Viaticum, band di Dublino di recentissima formazione. Non ne avevo mai sentito parlare prima d'ora ed ammetto di essere lacunosa anche nei confronti dei più storici Morphosis, dei quali ritroviamo l'ex-bassista e l'ex-chitarrista, che sembrano godere di una certa stima e notorietà soprattutto nell'ambiente old school death metal locale. Credo che questo sia uno dei loro primi live e non ho avuto modo di ascoltarli nell'interezza della loro esibizione, per cui ad un primo ascolto superficiale gli Apostate Viaticum mi sono sembrati promettenti dal punto di vista musicale ma ancora in fase di rodaggio come impatto e coinvolgimento live, una band sulla quale sarà il caso di pronunciarsi in maniera più completa forse solo dopo aver ascoltato meglio il loro disco di debutto. Resta comunque la sensazione che ci siano delle buone premesse, per cui sicuramente resterò in campana per il prossimo febbraio, quando è prevista la pubblicazione del loro Before the Gates of Gomorrah.

Mentre sposto momentaneamente l'attenzione sui vinili ed i CD presenti sul banchetto della Invictus Productions e mi dedico ad una pausa bevereccia, arriva il momento dei Malthusian, che sicuramente attirano l'attenzione di molta più gente dei loro predecessori. Anche loro giocano in casa e personalmente ero molto curiosa di vederli dal vivo, dato anche l'ottimo responso che hanno raccolto dalla critica e più in generale da tutti gli appassionati del genere. Nonostante abbiano all'attivo solo un demo ed un EP, la band si è fatta valere fin da subito, dimostrando di essere degna seguace di quel death metal apocalittico e caotico che i Portal ci hanno insegnato ad apprezzare. Complice un'acustica non proprio ottimale che male si sposa con il genere del gruppo, già di per sé molto complesso, la loro esibizione sarà poco chiara dalle retrovie, anche se la situazione migliorerà avvicinandosi al palco, come del resto avrò modo di constatare anche più avanti nel corso della performance dei Qrixkuor. A mio avviso i loro punti forti sono nei rallentamenti, che danno la giusta pausa alienante ai brani, prima di farli soffocare nelle trame più fitte e schizofreniche, ed anche di persona la sensazione che funzionino meglio in questi frangenti rimane.

A seguirli ci sono i Dehuman, che sono i supporters ufficiali di tutto il tour euopeo dei Sadistic Intent e che ci riportano, invece, su sonorità decisamente più lineari e semplici, aderendo ad un death metal che a volte strizza l'occhio alle frange più technical del genere, ma che nel complesso mi è sembrato poco convincente. Facendo un po' mente locale, avevo già avuto modo di incontrare la band nel 2012, quando erano al loro debutto discografico ed a Roma suonavano in supporto agli americani Master. E' un ricordo piuttosto sfocato perché anche in quel concerto mi colpirono poco, per cui rimane l'amarezza nel constatare che la loro proposta sia rimasta abbastanza mediocre, almeno per quel che concerne i miei gusti ed ovviamente senza voler essere offensiva nei loro confronti. La ragione della mia reazione tiepida è perché temo che manchino un po' di climax, per cui, soprattutto live, non riescono a raggiungere un picco significativo di partecipazione.

Arriviamo al secondo gruppo di questa sera che maggiormente attendevo di vedere: i Qrixkuor. Il loro ultimo Ep, Three Devils Dance, li ha lentamente fatti uscire dall'anonimato, rendendoli una delle più interessanti nuove band in circolazione ed è proprio con questo lavoro che li ho conosciuti ed apprezzati, una storia analoga a quella che mi è capitata con un altro gruppo-rivelazione di questo anno, i francesi Venefixion. Lo stile dei Qrixkuor ci fa tornare in mente i Portal e gli Irkallian Oracle ed il gruppo recupera, oltre che il sound, anche parte della loro immagine, decidendo di esibirsi con i cappucci ed il volto completamente coperto. Anche nel loro caso, come anticipato, riuscirò ad apprezzare meglio la loro esibizione raggiungendo la prima fila, dove l'intreccio degli strumenti risulterà più distinguibile. Il loro approccio live è stato annichilente e massiccio e sono stati perfettamente in grado di restituire tutta l'oscurità impressa su disco, manifestando anche una certa solidità nel reggere il palco; un risultato davvero notevole, se si considera anche la giovane età dei componenti (tutti poco più che ventenni).

I Sadistic Intent fanno il loro ingresso accolti calorosamente da una sala che nel frattempo si è riempita, anche se il numero di presenze è inferiore rispetto a quanto personalmente mi aspettassi. Lo storico gruppo statunitense non necessita di molte presentazioni e vanta un posto di sicuro rilievo nelle frange più old school del death metal di inizi anni '90. La loro influenza prosegue anche oggi, nonostante non abbiano prodotto nessun full length e la loro fama sia legata ai due Ep Impending Doom... e Resurrection, rispettivamente pubblicati nel 1990 e nel 1994, indimenticabili per la loro intensità ed oscurità. I fratelli Cortez ci renderanno partecipi di un set eterogeneo, che pescherà anche dallo split pubblicato lo scorso novembre con i Pentacle (anche loro proprio in questi mesi impegnati in tour in Europa in supporto agli Ares Kingdom). Nonostante alcuni problemi tecnici per Rick, lo show è stato davvero incredibile ed i Sadistic Intent hanno rasentato la perfezione per quanto concerne l'impatto scenico e la maestria con cui sono riusciti a non allentare la tensione anche quando la performance ha visto qualche affaticamento nella parte centrale, a causa di un amplificatore poco funzionante che ci farà perdere qualche assolo di chitarra. In una feroce corsa dalla quale prendiamo delle brevi boccate d'aria grazie a brevi assaggi più death/doom, i californiani mandano letteralmente in delirio tutto il pubblico -com'era lecito aspettarsi- proprio durante l'esecuzione dei pezzi estratti dagli Ep prima citati. Iconici fin dalle loro copertine, i due lavori possono sicuramente considerarsi seminali, seppur la loro pubblicazione sia avvenuta già in un momento in cui il genere aveva preso piede nella scena internazionale, ma che sono da leggere come un patto di sangue con l'underground che ancora oggi rivive grazie alla dedizione del cantante e bassista Bay e di suo fratello, il chitarrista Rick. Lurking Terror o Asphyxiation ci annegano nel loro magma bollente ed è tutto così perfetto e maledettamente old school che è davvero difficile descrivere a parole la rabbiosa adrenalina che ho provato nell'assecondarne furiosamente il ritmo con la testa ed i pugni.
Forse parafrasare alcuni dei titoli che avremo la fortuna di ascoltare dal vivo potrebbe aiutare a rendere l'idea a chi purtroppo non è riuscito a presenziare questa sera o in occasione delle due tappe italiane di Bresso e Torino: Impending Doom, infatti, incarna esattamente la sensazione che si prova al cospetto dei Sadistic Intent, perché è come essere davanti ad un pericolo imminente, complici anche gli inquietanti soli di chitarra, ma restare lì a guardarlo quasi in tono di sfida, fino a desiderare di esserne completamente sopraffatti.
Morbosità ed ossessione: queste le condizioni del patto che hanno siglato quasi un trentennio fa con il death metal ed è esattamente questo ciò che ci riservano ancora oggi i Sadistic Intent. Nessun compromesso, c'è solo che inginocchiarsi davanti alla loro coerenza e devozione.

DESTRÖYER 666 + ZEALOT CULT + COSCRADH + NADDRED

Dopo il bellissimo concerto di ieri sera, ho la mattinata libera per godermi finalmente un po' Dublino.
Mi aggiro nei dintorni del King's Inn Park (dove c'è un antico albero che sta letteralmente divorando una panchina), riesco ad andare nella bellissima Grafton Street e passare dal rock bar Bruxelles (famoso per aver tributato uno dei più grandi musicisti irlandesi, Phil Lynott dei Thin Lizzy, con una statua che purtroppo adesso è stata rimossa perché vandalizzata) e mi reco di fronte alla tenebrosa St. Mary's Chapel, conosciuta anche come la "Black Church" (una chiesa ottocentesca di gothic revival, citata anche da Joyce nel suo Ulisse ed ammantata di mistero per via di una leggenda secondo la quale, girare intorno ad essa per tre volte in senso antiorario a mezzanotte, farebbe apparire il Demonio; superstizioni a parte, devo dire che il grigiore meteorologico le conferiva un aspetto piuttosto inquietante dall'esterno). Nella scelta dei posti da visitare, ho trovato particolarmente preziosa la guida Morbid Visions, ideata proprio da Invictus Productions e Visions of the Past e scaricabile in pdf dal sito della label: bella anche nelle grafiche e con numerosi spunti per vedere curiosità un po' meno turistiche.. da avere!

La passeggiata si prolunga più del previsto, per cui arrivo al Voodoo Lounge che purtroppo hanno già suonato i Naddred (gruppo di Dublino che proprio questa sera è al debutto live e che si prepara a pubblicare il suo primo lavoro per questo febbraio) ed entro nel locale mentre stanno per finire la loro esibizione i Coscradh, altro gruppo della città, di recentissima formazione e con all'attivo un demo uscito lo scorso giugno. Sotto consiglio di chi li conosceva già ed era presente durante il loro live, sono andata ad ascoltarli a posteriori ed ho trovato dei punti di tangenza con i Teitablood che li rendono senza dubbio un gruppo interessante, per cui mi dispiace non esser riuscita a vederli. La cosa che ho comunque apprezzato, sia di questa sera che della serata precedente, è stata la presenza nel bill di gruppi locali nuovi ma promettenti: non ho una conoscenza approfondita di come sia attualmente la scena metal a Dublino, ma mi auspico che questi siano piccoli segnali di vitalità per quel che riguarda il movimento underground locale.

Sono di fatto i Zealot Cult i primi che ascolto nella loro completezza, gruppo proveniente dal sud-ovest dell'Irlanda ma dedito ad un death metal di chiara ispirazione americana. I richiami ai Morbid Angel sono evidentissimi, in alcuni frangenti ho proprio avuto la sensazione di trovare eccessive sovrapposizioni con il gruppo di Tampa (la cui affiliazione tra l'altro è rimarcata anche dalla t-shirt del frontman, che riporta proprio la copertina di Altars of Madness) che mi hanno fatto storcere un po' il naso. Nel complesso hanno fatto un buono show, ma dal mio punto di vista sono stati un po' troppo citazionisti e questo dettaglio non trascurabile non mi ha fatto essere particolarmente coinvolta durante l'ascolto e mi ha portata, quindi, a registrare una prova con pochi spunti di originalità.

Per un attimo perdo la cognizione del fatto che siamo alla vigilia di Capodanno e, mentre mi assale l'euforia per trovarmi qui, vado a recuperare un'ultima birra e mi posiziono in prima fila, notando tra l'altro come questa sera la calca nel locale sia decisamente più numerosa.
Salgono finalmente gli headliners Deströyer 666 e, nonostante sia oramai la terza volta in un anno che li vedo, la mia fame non sembra essersi per niente placata. Dopo averli incontrati al concerto di Brescia insieme ai Bölzer ed a Roma nell'incredibile live dello scorso settembre, provo ancora la stessa adrenalina della prima volta davanti a K.K. Warslut e soci. Anche i presenti sono molto incattiviti dall'energia che si percepisce dal palco ed il pogo sarà praticamente continuo, costringendomi a ritrarmi sul lato per evitare di avere qualche gomitata di troppo. La scaletta resterà molto simile a quella dei live che avevo già visto, con estratti sia da loro ultimo Wildfire (un disco meno immediato dei precedenti, che li ha spinti verso influenze più heavy metal e che sono riuscita ad apprezzare meglio solo dopo numerosi ascolti, seppur rimanga affezionata di più all'immediatezza delle loro precedenti pubblicazioni), che con pezzi più classici come oramai può essere considerato un brano come Satanic Speed Metal, dove per un momento K.K. si mette da parte per lasciare la voce a Darragh O'Laoghaire, cantante dei Vircolac e boss della Invictus Prod, e ad Alan dei Primordial, che avevo avvistato anche la sera precedente tra il pubblico (un musicista che stimo molto ma che la mia timidezza mi ha impedito di avvicinare). L'unicità ed il privilegio di vederli questa sera saranno, infatti, nell'avere la possibilità di assistere ad una performance dei Deströyer costellata da incursioni illustri: Lone Wolf Winter vedrà la partecipazione ancora una volta di Alan dei Primordial, mentre uno dei punti di massimo coinvolgimento sarà in concomitanza con la cover di Iron Fist dei Motörhead, che oramai il gruppo esegue regolarmente dal vivo e che in questo caso è impreziosita sempre dalla partecipazione di Darragh ed Alan, ma anche dall'ingresso sul palco di Pelle Forsberg, chitarrista nei Watain ed attualmente roadie della band. Tutti i presenti, me compresa, sono letteralmente fuori controllo e le temperature sotto il chiodo di pelle diventano decisamente insopportabili.
Un vero peccato che sul finale, causa leggero ritardo sulle tempistiche previste, siano stati tagliati gli ultimi pezzi presenti in scaletta: il fonico si è dimostrato indisponente con il pubblico, che ha chiesto invano che rientrassero i D666. I membri della band erano effettivamente sul punto di risalire sul palco, ma sono stati frenati dal fatto che sono stati brutalmente smontati i microfoni, mentre da giù ancora gridavamo "One more song!" incoraggiati dal bassista Felipe (membro anche di Nifelheim e Procession), che era uscito dal backstage nel tentativo di convincere a prolungare il set.
Al di là di questa amara parentesi, è stato un concerto al di sopra di ogni aspettativa, una drastica conclusione di fine anno ed un più che degno inizio. Ed ora è il momento di recarci al piano di sopra del locale dove è previsto l'afterparty e dove continueremo a festeggiare annegando le prime ore del 2017 con dell'ottima birra: Wildfire!!!



Doom
Mercoledì 11 Gennaio 2017, 18.02.01
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Grandi entrambi gli headliner. Tanta roba...a quanto pare! Bene così...!
Pacino
Mercoledì 11 Gennaio 2017, 17.23.08
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grandi Destroyer 666, tra le mie band preferite, a quando le recensioni dei loro album?
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Sadistic Intent / Destroyer 666
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locandina del concerto dei Sadistic Intent
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11/01/2017
Live Report
SADISTIC INTENT + GUEST / DESTROYER 666 + GUEST
Voodoo Lounge, Dublin, 30/12/2016 - 31/12/2016
 
 
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