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DELIRIUM X TREMENS - Cosa può raccontarci un alito di vento?
17/01/2017 (1158 letture)
Monky: Ciao Pondro, benvenuto su metallized.it! Come stai?
Pondro: Ciao Davide! Tutto bene, finalmente è arrivato il freddo quello vero! Peccato che le nostre Dolomiti per il momento non abbiano ancora visto la neve, speriamo non tardi troppo ad arrivare.

Monky: Prima di tutto parliamo del vostro ultimo album, Troi. Siete soddisfatti della risposta del pubblico, della critica e di qualsiasi altra opinione voi abbiate ricevuto su di esso?
Pondro: Devo dire che l’accoglienza di Troi da parte di fans, webzines, radio e addetti ai lavori vari è stata davvero positiva e ci sta ripagando delle fatiche e del tempo che abbiamo investito in questi 5 anni di duro lavoro. La cosa più bella per noi è che fin da subito (probabilmente grazie anche al precedente Belo Dunum) tutti hanno capito il messaggio e il concept che volevamo sviluppare.

Monky: Ascoltare l’album è stato un bel viaggio, dove si sente tutta l’influenza che ha avuto il vostro territorio nelle composizioni. Ti va di andare un po’ più nello specifico, parlandoci del concept trattato?
Pondro: Hai usato proprio la parola giusta! Troi è un viaggio, il viaggio di un bambino attraverso i sentieri (i Troi appunto in dialetto bellunese) e i boschi delle nostre Dolomiti. Il bambino è guidato dallo spirito di un Alpino morto nella Prima Guerra Mondiale e reincarnatosi in un gufo, creatura magica e signore dei boschi. Il gufo porta il bambino fino alla vecchia dimora dell’alpino dove gli fa trovare un album di fotografie che una volta aperto fa scaturire una tempesta di ricordi e storie che sono le canzoni che si possono ascoltare nell’album. Il disco è anche questa volta un concept incentrato su storie vere e leggende del nostro territorio anche se rispetto al passato ha un taglio più intimistico e profondo.

Monky: Uno dei brani che più mi hanno colpito è sicuramente Spettri nella Steppa, dove si può notare tutto l’impegno che avete posto nel songwriting. Come è nato questo brano e, più nel generico, come nasce di solito un brano dei Delirium X Tremens?
Pondro: Spettri nella Steppa è forse il brano che identifica meglio di tutti i Delirium X Tremens di oggi, al suo interno ci sono tutti gli elementi tipici del nostro sound, la matrice death metal si mescola con i cori, gli strumenti tradizionali e le parti recitate. Abbiamo inoltre utilizzato l’italiano nel testo perché parla della ritirata degli Alpini dalla Russia nella Seconda Guerra Mondiale, e la parola Alpino non si può tradurre in altre lingue, l’Alpino è solo italiano! Inoltre la nostra lingua ci ha permesso di rendere al meglio la drammaticità e la sofferenza che i nostri coraggiosi soldati hanno vissuto per tornare in patria dopo essere stati abbandonati a se stessi. Diciamo che anche Spettri è nata come nascono tutti i brani dei DXT, partendo dal testo Ciardo inizia a comporre uno scheletro delle parti di chitarra. Una volta trovata la via giusta iniziamo tutti a lavorare assieme in sala prove costruendo le parti di batteria, basso , le altre chitarre. Finita questa prima parte solitamente passiamo alla fase di arrangiamento nella quale valutiamo l’inserimento degli strumenti tradizioni più adatti e dei cori. Per noi è importantissimo partire dal testo perché vogliamo che musica e parole vadano di pari passo e siano un tutt’uno per poter trasmettere al meglio quello che vogliamo raccontare.

Monky: Uno degli elementi più particolari ed in "prima linea" della vostra proposta è l’alternanza vocale. Passate da clean a growl, utilizzate l’italiano, l’inglese e anche alcuni sprazzi di dialetto. Su quali parametri definite la scelta della lingua da utilizzare per un brano? Insomma, ad esempio, perché avete scritto When the Mountains Call the Storm e non Quando le Montagne richiamano la Tempesta?
Pondro: Bella domanda! Diciamo che solitamente i testi li scriviamo in italiano (o io o Ciardo) poi di default li facciamo tradurre (da una nostra amica molto preparata…thanks Vale!). Una volta tradotti valutiamo assieme alle prime idee di chitarra quale sia la lingua più adatta da utilizzare. C’è da dire che alcune parti sappiamo già che saranno in italiano perché ci sono alcuni aspetti dei testi che sono troppo marcatamente italiani (come gli Alpini appunto) per essere tradotti in inglese, è un po’ una questione di orgoglio nazionale e un po’ è proprio perché alcune cose non esistono se non in Italia.

Monky: Possiamo definire Troi, come un’evoluzione di quanto sentito cinque anni fa su Belo Dunum, oppure è un lavoro che vuole tracciare un’altra linea nella vostra proposta musicale?
Pondro: Troi è sicuramente l’evoluzione di Belo Dunum, è frutto della nostra crescita musicale e personale, il passato non va mai dimenticato (in ogni cosa). Dal passato si può imparare come affrontare il presente e il futuro. Come band e come musicisti ci piace evolverci, cambiare e sperimentare perché è la cosa che più ci soddisfa ma non ci dimentichiamo di quanto abbiamo fatto prima, tant’è che l’inizio della prima song di Troi altro non è che la fine della ghost track che chiudeva Belo Dunum

Monky: Un elemento che si sente, assolutamente, dai vostri dischi è la volontà di costruire un sound vostro, che sia riconoscibile e che quando viene fatto partire l’album in uno stereo, un appassionato possa dire "Ah, questi sono i Delirium X Tremens!" Questo vostro percorso è ancora in fase evolutiva, oppure vi sentite già "giunti" ad un livello di personalizzazione soddisfacente?
Pondro: Grazie! Fin da quando abbiamo iniziato a comporre musica nostra il nostro obbiettivo è stato proprio questo! Volevamo creare un sound che fosse NOSTRO, un sound Dolomitico al 100%. Come hai detto credo che con Belo Dunum prima ed ora con Troi siamo riusciti a centrare l’obbiettivo ma non vogliamo fermarci qui, cercheremo sempre di crescere e di migliorarci per soddisfare principalmente noi stessi, credo che nella vita non ci si debba mai sentire "arrivati". Crescere, imparare e migliorarsi ti spinge a vivere veramente e non spegnere mai il cervello e la curiosità che ognuno di noi ha dentro di se.

Monky: State preparando delle date dal vivo, in supporto alla vostra nuova uscita discografica?
Pondro: Si proprio in questi giorni stiamo definendo una serie di concerti a supporto di Troi, per posso dirti che il 17 Marzo saremmo a Vienna con gli Hypnos (Czech), il 25 Marzo a Padova al Grind House con i Necrosy, il 25 Aprile a Belluno, il 24 Giugno ad un altro festival bellunese molto importante. Stiamo inoltre pianificando alcun altre date in Italia e all’estero ma è tutto in via di definizione anche se penso che nel giro di un paio di settimane avremo svariate conferme. Invito quindi chiunque sia interessato a vederci dal vivo di controllare costantemente il nostro sito ufficiale!

Monky: Quali saranno i vostri prossimi passi, in materia di studio ed eventuali collaborazioni? Insomma, il disco è uscito da poco, ma magari qualche idea già ce l’avete!
Pondro: Attualmente ci stiamo preparando al meglio per portare i pezzi di Troi on stage, soprattutto nella preparazione delle basi (cori, fisarmoniche, trombe, armoniche, ecc) che sono importantissime per noi per poter rendere al meglio e far ascoltare a chi ci vede dal vivo i pezzi nella loro completezza. Abbiamo tuttavia qualche nuova idea pronta da sviluppare e quindi non tarderemo nel metterci al lavoro per dare un seguito a Troi.

Monky: Come è nata la vostra collaborazione con la Punishment 18?
Pondro: Con orgoglio posso dire che siamo stati la seconda band messa sotto contratto e fatta uscire dalla Punishment 18 Records (i primi furono i Ground Control). Abbiamo conosciuto Corrado nel 2006, noi avevamo appena finito di registrare CreHated From No_Thing (il nostro full length di debutto), glielo abbiamo fatto sentire e da li è nato tutto in modo molto naturale e trasparente. Siamo cresciuti assieme e senza il suo supporto non saremo arrivati dove siamo ora. La cosa più bella è che nel tempo la nostra semplice collaborazione artistica è andata oltre ed è diventata una vera e propria amicizia. Corrado è una persona sincera e onesta che lavora sodo e con passione, grazie al suo lavoro molte band valide in Italia sono venute allo scoperto. Credo che sia indubbio che Punishment 18 sia attualmente una delle realtà più importanti del metal in Italia.

Monky: Ultima domanda: se dovessi segnalare una -o più- band death metal, italiana o straniera che sia, che senza la quale non sarebbero esistiti i Delirium X Tremens, quale sarebbe?
Pondro: Domandona! Parlo personalmente e ti dico che senza gli Anthrax (anche se non sono death metal) e i Death io non credo nemmeno suonerei il basso. Comunque, se ognuno di noi dovesse rispondere a questa domanda sono sicuro che ti risponderebbe in modo diverso.

Monky: Grazie mille per il tempo concessoci, l’intervista è giunta al termine. È stato un piacere chiacchierare con voi. Se volete aggiungere ancora qualcosa per i nostri lettori ed i vostri fan italiani, questo è il momento adatto!
Pondro: Grazie a te Davide e a Metallized per il supporto che ci date e che date a tutta la scena metal tricolore. Chiunque voglia conoscerci e contattarci può visitare il nostro sito ufficiale o la nostra pagina Facebook! E ricordate: "NON C’E’ UN ALITO DI VENTO CHE NON ABBIA QUALCOSA DA RACCONTARE…BASTA SAPER ASCOLTARE!"



Vittorio
Mercoledì 18 Gennaio 2017, 15.31.55
6
Belo Dunum era ottimo e originale. Spero di poter ascoltare presto il nuovo album.
Fabio Yaaaaaaaahhhhhh
Mercoledì 18 Gennaio 2017, 14.03.52
5
Veramente molto ma molto bravi,sono contento che stiano reggendo il colpo,l'ultimo me loacolteròper bene,molto strano il concept ma ben venga qualcosa di inusuale
Doom
Mercoledì 18 Gennaio 2017, 13.48.33
4
(...from the past)...errata corrige
Doom
Mercoledì 18 Gennaio 2017, 13.47.42
3
Brava Lisa..hai fatto la miglior cosa. Io ordinerò presto. Ti consiglio anche il precedente Belo Dunum ( echoes from the last).Molto bello.
lisablack
Mercoledì 18 Gennaio 2017, 13.17.43
2
Li ho sentiti in rete e ho ordinato l'ultimo album..e pensare che non li conoscevo. Band interessante e notevole, d'accordo con il post qui sotto, parola per parola. Il Metal italiano va alla grande..e tra 10 giorni esce l'ultimo degli Hour of Penance..e vaiiii!
Doom
Mercoledì 18 Gennaio 2017, 10.08.44
1
Grande band i Delirium X. Ci tengo a sottolinearlo ITALIANI e migliori di molte band estere idolatrate. Purtroppo filati solo da me a altri 4 gatti, quindi poi non scandalizzatevi se uno se ne esce come ieri e'...forse forse...Comunque l'ultimo ancora non ho potuto comprarlo, ma lo faro' presto. Massimo supporto e rispetto.
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