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CREEPIN` DEATH - Più forti del tempo
23/01/2017 (780 letture)
L'intervista con Paolo Quarati, chitarrista e mente principale della band, avviene nel suo ufficio in una soleggiata giornata invernale. Poche ore prima del ritorno sui palchi della band dopo tanti anni, la chicacchierata ci svela alcuni retroscena divertenti così come alcune curiosità interessanti. Non solo musica ma anche attitudine, ricordi e speranze tutte nuove. All'alba di un nuovo giorno, con la musica sudata e sentita a far da padrona, ci prendiamo il nostro tempo per quattro chiacchiere in amicizia che ci fanno capire (nel caso ce ne fosse il bisogno) cosa voglia dire credere alla causa. Buona immersione!

Riccardo C. Ferdenzi: Conoscendoti, so che hai in mente il ritorno dei Creepin' Death da tanti anni. Raccontaci il processo di riesumazione della band e della sua definitiva concretizzazione nell'attuale line-up...
Paolo Q.: Beh... E' lunga. Il processo è durato cinque anni. E' iniziato tutto qualche anno fa, da una proposta di Carlo Ortolano, che voleva fare un'evento per la Drakma con noi come headliner, in cui noi non eravamo assolutamente pronti (risate). Dopo quattro anni di ricerca di un batterista quantomeno adeguato, anni devastanti e logoranti, ci è capitato di tutto e di più. Mi capirai... gente che non sapeva cosa volesse dire fare un 2/4 ma che si vantava di suonare black, death e chi più ne ha più ne metta, passando per persone a cui non interessava il progetto, fino a un anno fa in cui abbiamo incontrato Roberto Vitari, che ha voluto partecipare alla cosa soprattutto in vista del fatto che Paolo ''Ozzy'' Testa (bassista orginiale) era della partita.

Riccardo C. Ferdenzi: Cosa mi dici, dopo 27 anni dalla sua uscita, di Errare Humanum Est...? Album che apparteneva alla seconda ondata thrash, ma che era sicuramente avanti per certi aspetti (testi inclusi)...
Paolo Q.: Ti dico che secondo me è un album che, a partire dalla grafica, passando dai testi, rimane attuale. Da un punto di vista prettamente musicale ritoccherei delle cose, sono sincero. Con il senno di poi l'album è nato con un sound troppo chiaro, dovuto probabilmente a certe scelte di produzione e alla scelta dei suoni della batteria . Dovevamo dargli a mio avviso meno chiarezza e più potenza. Dopo anni ti dico che ci sentiamo più vicini ai brani della demo No Privation piuttosto che quelli dell'album, che ci piacerebbe poter riprenderli e renderli un po' più diretti, se così possiamo dire.

Riccardo C. Ferdenzi: So che c'è la possibilità di ristampa ora come ora. Molti fan la stanno aspettando. Inoltre, penso che l'operazione potrebbe attrarre una nuova fetta di ascoltatori curiosi...
Paolo Q.: Speriamo di attrarre una nuova fetta di pubblico! La ristampa si dovrebbe fare a breve... Abbiamo per ora due o tre ipotesi e proposte da diverse case discografiche. Abbiamo intenzione di inserire dei contenuti bonus e delle tracce extra, così da renderlo più appetibile sia per chi lo possiede già, sia proprio per fare una versione cd che all'epoca non esisteva, essendo uscito solo su format vinile e audio cassetta.

Riccardo C. Ferdenzi: Cosa deve aspettarsi il pubblico dallo show di domani sera (l'intervista si è svolta il giorno prima dello show, venerdì 2 dicembre 2016)? Suonerete per intero il vostro debutto o avete in mente qualcos'altro?
Paolo Q.: Sicuramente qualche sorpresa! Faremo un brano nuovo, scritto poco tempo fa, poi due cover. Una delle quali suonavamo già all'epoca e l'altra che proponiamo domani sera per la prima volta. Non ti dico quale, ma è un pezzo che è dedicato sostanzialmente ai metallari di tutti i tempi. Un brano che musicalmente non mi dice molto, ma ha un testo e una simbologia importante. Inoltre, i brani storici verrano leggermente ritoccati. Vedremo chi se ne accorgerà!

Riccardo C. Ferdenzi: A fine anni '80 la scena heavy metal torinese (e non solo) era molto più compatta e la situazione, con le dovute proporzioni, era più sentita. Parlando di Rock&Folk (storico negozio di dischi), che sponsorizza il concerto, che ricordi hai dell'epoca e dei raduni davanti al negozio?
Paolo Q.: Era un appuntamento fisso! Per alcuni solo al sabato per altri (come me) tutta la settimana. Si usciva di casa e si andava li, oppure in piazza Statuto. Ho ricordi di assembramenti inumani e, alcune volte, la Polizia è venuta per farci sloggiare per il troppo chiasso. Inoltre, spesso, si avevano discussioni con fazioni opposte e ascoltatori di altri generi musicali, così come litigi interni. Insomma, succedeva un po' di tutto anche se a Torino non c'è mai stata una netta divisione. Certo, c'erano scaramucce tra thrashers e posers, ma il problema era lieve e di certo non si arrivava mai alle mani, a scontri o risse come spesso e erroneamente riportato da alcuni racconti.

Riccardo C. Ferdenzi: Qual è, secondo te, l'aspetto che manca maggiormente alla scena locale attuale: band? Fratellanza? Coinvolgimento media e pubblico?
Paolo Q.: Sicuramente un mix di tutte e tre le cose. E' innegabile. Nelle nuove generazioni è cambiato il modo di interpretare la musica: si ascolta di tutto, e questo può essere anche un bene, ma si rischia di perdersi. Non c'è appartenenza, le tribù sono sparite. La scena locale e i luoghi di incontro sono spariti anche se esistono alcune giovani realtà interessanti.

Riccardo C. Ferdenzi: Roby Vitari rimarrà con la band anche nel 2017 oppure, conoscendo i suoi impegni extra, avente in mente un sostituto?
Paolo Q.: Qui andiamo sul sintetico: in realtà Roberto probabilmente rimarrà con noi fino al concerto di domani sera. Quindi la risposta è sì, abbiamo un sostituto anche se per scaramanzia e correttezza non mi sbilancio troppo sul nome. Tanto dipenderà dall'andamento di questo concerto: inutile negarlo. C'è attesa e trepidazione, quindi vedremo come andrà e poi decideremo con calma il da farsi in vista del 2017, Rik.

Riccardo C. Ferdenzi: Da chitarrista, quali sono i nomi che ti hanno ispirato all'inizio e quali invece ritieni di dover segnalare oggi?
Paolo Q.: Sinceramente, io sono sempre stato il tritatutto del gruppo . Non essendo solista, ma ritmico, il mio idolo di sempre rimane sempre Scott Ian, sia per quel che riguarda stile che tecnica piuttosto che movenze sul palco. Altro grande maestro per me è ovviamente James Hetfield. Attualmente, sono sincero, un po' per negligenza mia un po' per disinteresse, non ascolto tante nuove band. Però, storicamente alcune band come Flotsam & Jetsam e Exodus mi hanno profondamente influenzato.

Riccardo C. Ferdenzi: Quale tour o quale band che avete supportato in passato ti ha lasciato maggiormente soddisfatto a livello personale? Quale invece la peggiore a livello di atteggiamento, sempre che ce ne sia una?
Paolo Q.: Come soddisfazione personale ti dico i Coroner per quello che erano un tempo. Noi con loro abbiamo avuto un ottimo rapporto ma sopratutto con il batterista. Gli altri membri della band erano più schivi ed evanescenti. Persone introverse. Altre band con cui andavamo d'accordo, ma che non erano del nostro genere, ti posso dire gli Statuto con cui c'era simpatia. Band indisponenti o comunque poco rispettose non me ne ricordo, a essere onesto. E questa è forse la fortuna più grande.

Riccardo C. Ferdenzi: Cosa che in molti vorranno sapere è se avete in mente di produrre musica nuova. Cosa puoi dirci in merito?
Paolo Q.: L'idea ci sarebbe. Il primo progetto che vorrei fare è un videoclip di un brano nuovo, un singolo. Non l'abbiamo mai fatto, neanche all'epoca quando i videoclip andavano per la maggiore. Ovviamente dopo il video promozionale vorremmo creare qualcosa di nuovo, non pescando dal passato ma anzi cercando di sviluppare alcune idee che abbiamo in cantiere. Mantenendo la matrice della band intatta, vorremmo rendere il tutto più snello mantenendo, fin dove si riesce, il sound anni '80 e i cambi di tempo, avvicinandoci di più magari al power/thrash d'impatto.

Riccardo C. Ferdenzi: Ok Paolo, l'intervista si chiude qua. Lascia un messaggio ai tanti lettori di Metallized.it …
Paolo Q.: Il mio messaggio è: per chi ama questo genere deve andare a testa alta e con orgoglio indossare le nostre magliette. Negli anni '80 questo era 'solo' un genere musicale mentre, ad oggi, l'heavy metal è un modo di vivere. Ciao!



Maurizio
Giovedì 26 Gennaio 2017, 22.47.35
5
Ho il vinile di Errare.. ed effettivamente il sound é il vero killer...
Stradi
Giovedì 26 Gennaio 2017, 9.05.33
4
Oh quanto tempo....sentire Paolo che parla dei pomeriggi di fronte a R&F mi ha fatto tornare indietro. E' un piacere comunque sapere che si muove qualcosa. Grandi ragazzi, grazie per oggi e per ieri
Lontano
Martedì 24 Gennaio 2017, 22.31.49
3
mi fate scappare pure la lacrimuccia... che ricordi, io ci ho suonato alla Dracma, io ci passavo i sabati pomeriggio dentro e davanti Rock&Folk... e io conservo ancora la cassettina di No Privation... boia fauss come passa il tempo...
ignis
Martedì 24 Gennaio 2017, 12.55.52
2
Io ricordo con piacere anche la Dracma, sala prove e luogo di grandi concerti! Dracma, e non Drakma...
ignis
Martedì 24 Gennaio 2017, 12.55.28
1
Io ricordo con piacere anche la Dracma, sala prove e luogo di grandi concerti! Dracma, e non Drakma...
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