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BLACK METAL:
INTO THE ABYSS - La recensione
20/02/2017 (1672 letture)
Agli amanti delle letture a tema musicale, in particolar modo legate al black metal, il nome Dayal Patterson non potrà che suonare familiare. Lo scrittore e fotografo britannico, da lungo tempo collaboratore della versione d’Oltremanica di Metal Hammer nonché di molte altre riviste e ‘zines, da una manciata d’anni a questa parte è riuscito, in maniera chiara, obbiettiva e piuttosto completa, a mettere nero su bianco la storia, le vicende, l’evoluzione di quello che da sempre è il suo genere preferito, proprio il black. Dato di recente alle stampe, il suo terzo lavoro (se si escludono le mini pubblicazioni), intitolato Black Metal: Into the Abyss, ci porta alla scoperta di aspetti meno noti legati alla fiamma nera, attraverso oltre venti, esclusive interviste…

IL TERZO CAPITOLO
Fin dalla sua presentazione, Black Metal: Into the Abyss ci viene introdotto come un volume che possa essere letto sia a sé, che come terza parte di quanto finora pubblicato dal giornalista Dayal Patterson. Tuttavia, se Black Metal: Evolution of the Cult, uscito a fine 2013, si prefissava nelle sue 600 pagine di fornire un’introduzione, accademica per quanto generale, al genere, analizzandone lo sviluppo dai primi vagiti negli anni Ottanta, agli anni d’oro nei Novanta, alla situazione attuale (combinata con interessanti e iconiche fotografie, molte inedite, così come interviste a personaggi chiave che ne hanno fatto o segnato la storie, nonché con l’aggiunta del mini-book Black Metal: Prelude to the Cult), senza tralasciare i suoi episodi più controversi, e il seguito Black Metal: The Cult Never Dies Vol. One (edito nel 2015, mentre un’edizione in francese è stata realizzata nel 2016), con altrettanto preciso utilizzo di immagini e dichiarazioni di personalità chiave, aveva deciso di focalizzarsi sull’importante storia del celeberrimo black norvegese, del più oscuro black polacco, e di quel sottogenere non sempre appieno compreso del depressive/suicidal, Black Metal: Into the Abyss ci porta ora invece alla scoperta di quell”abisso” già anticipato nel titolo semplicemente e direttamente attraverso le parole di chi l’ha sviluppato, vissuto, ampliato, rimanendo in prevalenza all’interno delle aree geografiche già esplorate in The Cult Never Dies Vol. One, ma non per questo ripetendone i contenuti o risultando noioso o ridondante.
Come detto, la lettura di tale compendio può, proprio come anticipato dall’editore stesso, dunque comunque risultare godibile senza problemi in maniera autonoma rispetto agli altri due precedenti tomi, fornendo numerose interessanti informazioni ed aneddoti, in attesa per altro del quarto capitolo della serie, Black Metal: The Cult Never Dies Vol. Two (nonché addirittura di un possibile quinto), che stando alle dichiarazioni di Patterson stesso sono già in lavorazione, esaminando questa volta geograficamente ad esempio il black di Svezia, Finlandia e d’Oltreoceano, e tematicamente il war/bestial metal, andando così a rinfrancare gli animi di coloro i quali con l’uscita di Into the Abyss già temevano una mancanza di un seguito maggiormente ‘canonico’ alla collana.

INTO THE ABYSS
L’introduzione al libro, scritta da Patterson stesso, ci illustra direttamente, e con buon dono della sintesi, i due aspetti principali di Black Metal: Into the Abyss. Il primo, quello che tale opera voglia continuare quanto già narrato in The Cult Never Dies Vol. One, che agli occhi dell’autore mancava ancora di molti materiali e approfondimenti con le band per potersi dire concluso e poter lasciare spazio ad un nuovo volume che andasse a inquadrare altri generi e nazioni. Inoltre, il tomo include interviste con formazioni che finora difficilmente sarebbero potute essere state inquadrate all’interno della miriade di temi affrontati dall’autore britannico, ma che in questa raccolta di storie ed aneddoti trovano naturalmente il proprio spazio. In tal senso, il contenuto di Into the Abyss continua a slegarsi dallo stereotipo della classica intervista editoriale, con i suoi standard piuttosto prevedibili e a tratti asettici, andando invece a creare un’atmosfera più intima e amicale, dove i faccia a faccia con i vari gruppi si susseguono con fluidità, dando l’impressione più di un botta e risposta onesto e spontaneo, che di un intrecciarsi di domande e risposte concordate e preparate in anticipo.
Il secondo aspetto che differenzia questo capitolo dai precedenti è il suo formato, ispirato alle piccole ‘zines oscure a tiratura locale e limitata a cui lo stesso Patterson ha contribuito in passato, prima di contribuire con il suo talento a testate decisamente più blasonate. Ecco dunque un libro tascabile, non patinato, con scatti dei vari membri delle band trattate e delle copertine delle loro release pubblicate solo in bianco e nero e una copertina che, soprattutto nel retro, rievoca lo stile amatoriale proprio di quelle pubblicazioni.

FACCIA A FACCIA CON L’ABISSO
Fermo restando come sia chiaramente impossibile disquisire in dettaglio dei contenuti di una pubblicazione che va a raccogliere delle interviste, quali sono i contenuti di Black Metal: Into the Abyss? Nelle sue 300 pagine (esattamente la metà, dunque, di Evolution of the Cult) Dayal Patterson organizza con logica le memorie, inedite e in parte impossibili da rintracciare altrove, di 22 band (le interviste sono tuttavia 21, vista la pressoché medesima line-up di due gruppi polacchi inclusi nella lista, ovvero Furia e MasseMord), elencate con chiarezza già sul fondo della copertina. Ad ognuna di esse, egli decide di anteporre una breve ma esaustiva introduzione, elencante storia, discografia e fatti salienti che le riguardino, permettendo dunque anche ad un lettore meno esperto piena fruizione consapevole dei contenuti offerti, costantemente arricchiti da immagini mai invasive o esagerate numericamente, bensì di evidente utilità per una migliore contestualizzazione di ogni singolo progetto musicale.
Come già anticipato, l’autore si mantiene perlopiù all’interno del sentiero già da lui stesso segnato in The Cult Never Dies Vol. One, esordendo con lunghe chiacchierate a tema Norvegia con gruppi quali Helheim, Urgehal, Tsjuder, Vemod, nonché i celebri 1349, tutte formazioni black attive dagli anni Novanta, senza però tralasciare qualche ‘nuovo arrivato’ significativo come Vemod, One Tail, One Head e Koldbrann, capace di andare così a completare ed arricchire quanto presentato nel 2015 fa da voci più note (ma non per questo necessariamente più autorevoli) che si erano al tempo ‘confessate’ a Patterson, quali Satyricon, Kampfar o Solefald.
Anche per la scena polacca, così in dettaglio presentata nel libro precedente, non mancano preziose testimonianze da parte di nomi che, a chi già ne ‘mastica’, non sono certo nuovi. Ecco dunque Besatt, Sacrilegium e Black Altar, ad affiancarsi ai più recenti Blaze of Perdition o Mord’a’Stigmata, freschi autori, questi ultimi, proprio in questi giorni di un nuovo album, nonché al già citato duo Furia/MasseMord, nell’approfondire ed integrare con peculiari memorie quanto già introdotto nel precedente volume da nomi più celebri come Arkona, Evilfeast e Mgła
Non meno scevra di informazioni e profonde analisi è l’ultima parte dell’opera, dedicata al depressive e suicidal black metal, genere che spesso rimane di difficile approccio, ma che in realtà necessita solo di una corretta chiave di lettura per poter essere compreso appieno. Il come ce lo racconta un particolare e variegato quartetto: Hypothermia, Nocturnal Depression, Trist e Psychonaut 4 i quali, nonostante il background e la provenienza geografica molto differente, sanno prendere il testimone dai ‘pionieri’ del genere, che in precedenza avevano raccontato la loro (ad esempio Forgotten Tomb o Bethelehem), e narrare invece di cosa il DSBM sia diventato in tempi più recenti.
Dayal Patterson, infine, decide di includere in questa raccolta anche alcune band ‘jolly’ che non rientrano affatto nei tre macrogruppi appena analizzati, ma la cui testimonianza non risulta comunque fuori luogo e non deluderà le aspettative di chi legge. Si tratta dei brasiliani Mystifier, per la loro importanza storica, gli inusuali estoni Loits, per la loro chiara ispirazione al black norvegese, nonché i nederlandesi Deinonychus, per l’anomalia del black da loro offerto all’interno della loro lunga e prolifica carriera.

CONCLUSIONI
Black Metal: Into the Abyss, quindi, si configura come un volume interessante ed utile ai blackster già rodati e aficionados del genere per approfondire ulteriormente le loro conoscenze, offrendoci punti di vista inediti, peculiari e piuttosto a largo spettro, soprattutto per quando riguarda il black norvegese e il DSBM. Pur allontanandosi dallo stile prosastico e discorsivo tipico per esempio del capostipite Black Metal: Evolution of the Cult, e venendo presentato al lettore in un formato più degno di una fanzine underground che dei capitoli che l’hanno preceduto, questo libro dimostra ancora una volta la grande professionalità di Dayal Patterson, sia come esperto di questo genere così controverso, sia come giornalista di grande maturità, in grado non solo di non voler rinunciare a mandare alle stampe materiali così intriganti, che per mere esigenze editoriali non era riuscito ad includere nel tomo precedente, ma anche di saper condurre interviste mai banali o fuori tema, nonostante alcune delle band incluse (su tutti, a detta dell’autore stesso, i Mystifier) non siano propriamente inclini a rilasciare facilmente o in maniera sempre spontanea dichiarazioni in merito alla propria storia o alla ‘scena’ a cui appartengono.
Un volume indicato dunque soprattutto per chi di queste formazioni conosce già qualcosa, o ha già avuto il piacere di leggere quanto finora pubblicato dallo scrittore inglese, che in queste trecento pagine troverà molto pane per i suoi denti e diversi spunti di riflessione e di ulteriore approfondimento, grazie a materiali non facilmente reperibili altrove (che includono, volendo acquistarlo nella sua versione box set, anche un secondo libro fotografico a colori).
Una gradita conferma per un giornalista ormai divenuto una garanzia, così come una stimolante aggiunta alle collezioni e librerie degli intenditori, più o meno esperti, della fiamma nera.

::: ::: ::: RIFERIMENTI ::: ::: :::
Titolo: Black Metal: Into the Abyss
Autore: Dayal Patterson
Casa Editrice: Cult Never Dies
Prezzo: 15 sterline
Lingua: inglese
Numero Pagine: 300



Pacino
Sabato 25 Febbraio 2017, 12.11.29
3
tra i papabili per un acquisto!
lisablack
Martedì 21 Febbraio 2017, 6.36.35
2
Mi piace tanto anche a me, libro che vorrei comprare..lo ordino senz'altro.
Fabio Yaaaaaaaahhhhhh
Lunedì 20 Febbraio 2017, 22.20.20
1
Sarà che soo fissato col black metal però pure questo articolo l'ho trovato interessante,ben fatto Akaah
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20/02/2017
Articolo
BLACK METAL:
INTO THE ABYSS
La recensione
 
 
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