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DESASTER + GUESTS - Circolo Colony, Brescia, 17/02/17
22/02/2017 (787 letture)
Ritornano sui palchi italiani gli alfieri del black/thrash tedesco, i Desaster, per una doppietta italiana a Brescia lo scorso Venerdì 17 Aprile, fortunatamente non infausto per la data, e per il successivo giorno a Firenze. Ecco il resoconto della prima, al Circolo Colony, assieme a Profanal, Handful of Hate e Insanehead.

PROFANAL
Purtroppo non siamo riusciti ad arrivare in tempo per l’esibizione degli Insanehead, per cui il nostro report deve cominciare dalla seconda band della serata. I livornesi Profanal sono attivi ormai da più di una decina d’anni, ed hanno recentemente pubblicato il solido Supreme Fire, seguito del primo full-length Black Chaos. Dediti a un death metal di matrice svedese, che ha come influenze più marcate Nirvana 2002 (per timbrica vocale e largo uso del d-beat), Carnage/Dismember (per lo stile dei riff e delle melodie), o ancora Goddiefied, Repugnant. In effetti, nonostante gran parte delle leve più recenti ad ispirarsi al death metal di Stoccolma e dintorni cada facilmente preda del manierismo, risultando così anonimo ed omologato alla grande quantità di release di questo genere, i Profanal hanno sempre la giusta dose di linee di chitarra memorabili, strutture dei pezzi accattivanti, un gran bel tiro e svariati motivi per distinguersi, pur mantenendosi fedeli alla linea tracciata dalla scena da cui traggono un’ispirazione che pare piuttosto spontanea e mai osteggiata, ma anche reinterpretata. Nonostante il pubblico non sia moltissimo, soprattutto rispetto alle dimensioni del palco e della sala, tengono il palco bene e riscuotono i dovuti consensi.


HANDFUL OF HATE
Sono toscani anche gli Handful of Hate, realtà attiva da ormai quasi 25 anni nel panorama black metal italiano, di cui rappresentano da qualche anno una delle punte massime di velocità, presentando un assalto di blast-beat praticamente implacabile, su un plotter melodico alla Dark Funeral e Marduk di fine anni ‘90/inizio ’00, in cui si aprono talvolta anche momenti più oscuri alla Enthroned. Pur non essendo un vero e proprio conoscitore del gruppo, se non per il primo album che mostra comunque un taglio molto diverso (più lento e melodico) rispetto a quello attuale e della gran parte della scaletta, l’esecuzione dal vivo risulta impressionante, precisa e testimonia una notevole preparazione tecnica, soprattutto da parte della sezione ritmica. La coesione rimane invariata per tutta la durata (non indifferente) del concerto, con pezzi più o meno convincenti a un primo approccio, nonostante il locale sia ancora piuttosto vuoto.


DESASTER
Lo show dei Desaster, come da tradizione del gruppo, si può riassumere nel seguente modo: molta attitudine, tanto cuore, perizia tecnica ed esecutiva quanto basta (nel caso del chitarrista Infernal, anche insufficiente!), qualche cliché metal e una scaletta che difficilmente sbaglia pescando da una discografia onestamente invidiabile come quella dei tedeschi. Sia chiaro, per quanto sia quasi assurdo suonare così approssimativamente gli stessi riff da anni (e con un palmares di apparizioni dal vivo piuttosto ricco), non imputerò colpe al buon Infernal, che da ben 30 anni quei riff li scrive, e con ottimi risultati, però sommando il fatto che non sia un virtuoso dello strumento (piuttosto il contrario), l’intento di mantenere una presenza scenica arrembante, l’alcool che riduce la lucidità (e l’equilibrio), qualche momento chitarristico tragicomico è stato inevitabile. Ma l’attitudine veramente appassionata del quartetto, nonché le passate e non più curate esibizioni, ci fanno prendere con la giusta filosofia lo show dei Desaster, che si apre con un’efficace Divine Blasphemies, che mettono subito in luce il protagonista della voce di Sataniac, che perdurerà per tutto il concerto, vedendolo dare il tutto per tutto (anche troppo, considerando che purtroppo si è ammalato prima della data fiorentina il giorno successivo). L’affluenza di pubblico è nella media per il tipo di serata, quindi il Colony non risulta vuoto ma è ben lontano dall’essere gremito, e ci vuole qualche momento prima che la risposta assuma un tono un po’ più caloroso, e anche una sfiorata rissa, con qualche spintone casuale, risulta un buon presto per avviare un moshpit, ma solo dopo diverse canzoni. Nel frattempo, il chitarrista rinuncia anche ad una delle due mani per battere il pugno ai presenti in prima fila durante l’esecuzione stessa dei pezzi, facendo vincere l’ignoranza più totale. Tornando più propriamente alla musica, devo dire di aver soprattutto apprezzato gli estratti dal loro album di debutto A Touch of Medieval Darkness, in fin dei conti privilegiato in questa tornata live: un tono più drammatico e meno incalzante si guadagna spazio in una setlist altresì dominata da sfuriate miste tra black metal, heavy e speed/thrash teutonico, come le acclamate Sacrilege, Nekropolis Karthago o la più cadenzata (a detta loro “la ballad del gruppo”) Metallized Blood dal loro capolavoro Hellfire’s Dominion (di cui è purtroppo l’unico estratto). In particolare, In A Winter Battle risulta una chiusura vincente.

SETLIST DESASTER
1. Divine Blasphemies
2. Sacrilege
3. Ghouls to Strike
4. End of Tyranny
5. Fields of Triumph
6. Devil's Sword
7. Hellbangers
8. Damnatio Ad Bestias
9. Satan's Soldiers Syndicate
10. Nekropolis Karthago
11. Metalized Blood
12. In A Winter Battle



Fabio Yaaaaaaaahhhhhh
Mercoledì 22 Febbraio 2017, 14.44.53
2
Mai visti dal vivo ma i loro album li ho sentiti e sono tutti notevoli,The Art of Destruction è probabilmente il loro migliore,se dovesse capitare me li vedrei volentieri...i Profanal invece già visti e meritano un sacco
Doom
Mercoledì 22 Febbraio 2017, 14.16.13
1
Ottimi i Desaster...The Art of Destruction e' un classico del genere Black-Thrash. Da supportare e tenere d'occhio i livornesi Profanal...l'ultimo album e' davvero una bella mazzata old School Death Metal.
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ARTICOLI
22/02/2017
Live Report
DESASTER + GUESTS
Circolo Colony, Brescia, 17/02/17
 
 
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