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ANTIMATTER + VIOLET BLEND - No Cage, Prato, 08/03/2017
12/03/2017 (389 letture)
Non si vive di solo metal. Qualche volta è necessario anche cercare di rifugiarsi in serate più intime, in compagnia di band che ti si presentano quasi come degli amici che non vedevi da tempo. Per questo motivo gli Antimatter valevano ogni chilometro del viaggio tra Roma e Prato, perché vedere Mick Moss e compagni non è mai solo una serata di grande musica, ma anche uno spettacolo ammaliante a cui tutti quanti dovremmo assistere almeno una volta nella vita.

Concerti come quello degli Antimatter l’otto marzo a Prato sono rari.
Difficile descriverne la forza, arduo sezionarne la materia che come un flusso indiviso ti attraversa, ti sommerge e solo quando sei rimasto senza fiato ti concede un respiro salvifico che ti rimette in contatto per un momento col mondo circostante. Per poi farti immergere nuovamente nella corrente.
Devi però sottometterti agli obblighi che un report giocoforza t’impone e abbandonare almeno parzialmente le velleità impressionistiche a favore del dovere di cronaca.
Un’epopea automobilistica ci consegna stremate al No Cage, locale spartano ma dall’acustica assolutamente di pregio.
E’ il fatidico otto marzo ed usufruiamo del combo cena a buffet vegana-concerto, pur perplesse dall’opzione vegana ed ancor più dal constatare che il concerto di un gruppo di assoluto pregio e d’indiscussa importanza è sacrificato alle contingenti esigenze del mercato. Comprendiamo però che tale sacrificio è stato verosimilmente necessario a consentire lo svolgimento della loro performance sul devastato suolo italico, attirando un pubblico più generico e quindi più numeroso.
Dopo poco il buffet cede il posto agli opener della serata, i Violet Blend, band fiorentina dedita ad un alternative rock melodico di notevole qualità, impreziosito dalle doti vocali e pianistiche della singer. Alla loro performance, che è l’unica a precedere quella degli headliner, viene garantita la tempistica necessaria affinché che il pubblico possa conoscere ed apprezzare il loro repertorio. Una scelta che si differenzia da quella usuale e che apprezziamo enormemente.
Mick Moss e i suoi compagni assistono al concerto seduti ad uno dei tavoli accanto al nostro contribuendo a creare un’atmosfera rilassata, confidenziale. E’ tutto già molto bello, ci si sente “a casa” nel senso più pieno del termine.
Quando tocca a loro, lo scenario cambia in maniera inattesa ed improvvisa.
Tutti si alzano dai tavoli e si dispongono attorno al palco, che peraltro è appena sopraelevato rispetto alla platea: siamo tutti fisicamente ed emotivamente vicini tra noi, la sensazione è di una grande intimità, del tutto palpabile.
Quando la musica inizia e subito vi si aggiunge la voce incredibilmente intensa e struggente di Mick si verifica un repentino blackout nell’emisfero sinistro che determina uno stato che potremmo definire d’immersione panica, di rapimento e straniamento dalla realtà.
L’auditorio non è purtroppo ampio come una band di questo calibro avrebbe certo meritato ma è incredibilmente ricettivo e straordinariamente concentrato.
Col senno del poi unito al reperimento della set list scopriremo che i brani interpretati con assoluta generosità e con una perfetta alternanza tra passaggi più intimisti affidati spesso alla chitarra acustica ad altri più risoluti eseguiti dalla band al completo (senza dimenticare i momenti dedicati agli assolo, perfetti per durata e qualità), sono tratti dai primi album della band, vale a dire da Saviour (2001), Lights Out (2003), Planetary Confinement (2005) e Leaving Eden (2007), escludendo la produzione più recente ad eccezione del brano Portraits degli Eudaimony (progetto di Marcus E. Norman dei Naglfar e Matthias Jell dei Dark Fortress) tratto dall’album Futile del 2013 con Moss come guest singer e di Black Sun, tributo ai Dead Can Dance del 2010 incluso nella raccolta celebrativa Alternative Matter del 2010.
Uno spettacolo davvero memorabile, segnato dal carisma di Mick Moss e dalla sua performance vocale di straordinaria potenza emotiva che tuttavia non avrebbe potuto rilucere in maniera così tersa senza il contributo degli altri musicisti, generosi e virtuosi.
Afferma la Fisica che se le particelle di antimateria incontrano quelle di materia ordinaria la massa totale viene convertita in energia, nello specifico in radiazioni elettromagnetiche. L’idea di un flusso energetico è dunque già insita nel monicker della band: la sua natura potentemente emotiva e il suo effetto immersivo non ci sono sfuggiti neppure per un istante.
La musica, ancora una volta, “ci ha ascoltati” (cit.).

SETLIST ANTIMATTER
1. Everything You Know is Wrong
2. Another Face in a Window
3. The Last Laugh
4. Over Your Shoulder
5. Angelic
6. Black Sun
7. In Stone
8. Redemption
9. Conspire
10. The Weight of the World
11. Leaving Eden
12. Saviour
13. Portraits
14. Legions
15. The Immaculate Misconception
16. Epitaph



Tutte le foto sono a cura della collega Floriana Ausili "RosaVelata"; per visitare la sua pagina di fotografia clicca qui.



a_doomed_lover
Lunedì 13 Marzo 2017, 0.18.10
3
Io c'ero. e la devastazione, lo sgretolamento doloroso eppure sereno dell'Animo, quella Bellezza elegante e aggressiva, potente nella sua immensa classe... sono raccontati nelle foto di Floriana Ausili con cui ho avuto la fortuna di condividere quella serata. Mick Moss ha un merito solo, piccolo, semplice, disarmante: lui ti canta.
gamba.
Domenica 12 Marzo 2017, 18.19.23
2
do una piccola stoccata al titolo dell'articolo presente nel riquadro in home: non capita tutti i giorni che gli antimatter passino di qui come headliner.. eppure è successo non troppi mesi fa, a settembre, a bologna. e, beh... tutto ciò che questo live report narra a livello emotivo riguardo la data di prato ricalca esattamente ciò che ho vissuto io a bologna. band di rara eleganza, come scritto sopra da vedere almeno una volta nella vita, ed è verissimo che si presentano quasi come degli amici, sono di una umiltà che non si vede spesso.
Rob Fleming
Domenica 12 Marzo 2017, 13.42.04
1
Gli Antimatter sono strepitosi! Fortunato chi c'era. Ma quell'Epitaph in chiusura è QUELLA Epitaph?
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12/03/2017
Live Report
ANTIMATTER + VIOLET BLEND
No Cage, Prato, 08/03/2017
 
 
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