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NETHERLANDS DEATHFEST 2017 - DAY 2 - Poppodium 013, Tilburg, 4/3/2017
13/03/2017 (387 letture)
Questo secondo giorno di festival inizia appena dopo pranzo, con i brutal deathster nazionali Disavowed, in passato nome di spicco della Unique Leader, poi passato in sordina negli ultimi anni, non avendo pubblicato nulla di nuovo da ormai una decade. L’esibizione è come al solito molto violenta ed estremamente precisa: trattasi di musicisti di altissimo livello e notevole esperienza, e lo si può dedurre subito. Mentre il resto del gruppo risulta essere molto compassato nei movimenti e concentrato sul proprio strumento, il cantante Robbe movimenta l’enorme sala principale dello 013, che tutto sommato sembra piuttosto vuota, lanciandosi in mezzo al pubblico tra crowdsurfing e circle pit, il tutto senza perdere un’unghia (qualitativamente parlando) del proprio notevolissimo gutturale. Propongono, oltre ai classici delle loro uniche due uscite discografiche, anche un paio di pezzi nuovi e altrettanto convincenti, che suppongo convergeranno presto in una nuova fatica del gruppo.

SETLIST DISAVOWED
Reason Rejected
The Infinite Multiplicity
Kroepoek
Telor
Rhizome
Sateh Kambing
Biased Existence
Stagnated


DEAD CONGREGATION
Mentre è praticamente la norma trovarli in un festival death metal, sembra quasi strano doverli vedere alle 14:30 del pomeriggio, ma l’affluenza di pubblico è comunque più che soddisfacente: i Dead Congregation si sono in questi anni guadagnati una larghissima fan base tra uscite discografiche a dir poco acclamate, moltissime apparizioni dal vivo (e tour) nonché prestazioni live tra le migliori nel death metal. Devo dire che vederli su un palco di queste proporzioni, con suoni così buoni, è stato veramente un piacere: i riff risultavano pienamente intellegibili, mentre sia la sezione ritmica che la voce guadagnavano il giusto spazio garantendo l’impatto. La prestazione batteristica dei greci ha ormai settato un nuovo standard nella branca più old school del death metal, e non si fa fatica a crederlo, ma soprattutto la qualità dei riff e degli arrangiamenti, perfettamente riproposti anche sul palco, lascia sempre increduli. La setlist sembra essere stata ben progettata per alternare momenti musicali distinti ma ben amalgamati, si che si tratti di tracce più cadenzate, lanciate a tavoletta o più oscure ed atmosferiche, mantenendo sempre un’intensità invidiabile – ottimo anche l’estratto del loro recentissimo EP Sombre Doom, Wind’s Bane.

SETLIST DEAD CONGREGATION
Lucid Curse
Morbid Paroxysm
Quintessence Maligned
Hostis Humani Generis
Wind's Bane
Graves of the Archangels
Only Ashes Remain
Promulgation of the Fall
Serpentskin


MYRKSKOG
Piuttosto esclusiva risulta l’esibizione dei norvegesi Myrkskog, non molto attivi negli ultimi anni in seguito al sicuramente impegnativo ruolo del loro fondatore, noto sotto lo pseudonimo di Destructhor, come seconda chitarra di niente meno che i Morbid Angel. Eccoli quindi tornare l’attività live, presumibilmente dopo lo stravolgimento della line-up del ben più noto gruppo statunitense. Musicalmente, i Myrkskog propongono un death metal velocissimo, brutale (specie il loro secondo e finora ultimo album Superior Massacre) e quasi mai incline ad aperture ritmiche più atmosferiche o cadenzate, sebbene permanga sempre un certo intento melodico che fa associare il primo lavoro del gruppo al filone black/death più moderno. La scaletta ripropone estratti da entrambe le loro fatiche discografiche, riproposti con un tiro eccezionale, una precisione millimetrica (specie l’aspetto solistico) e un doppio assalto vocale ferocissimo.

MYRKSKOG SETLIST
Domain of the Superior
The Hate Syndicate
A Poignant Scenario of Horror
Over the Gore
Discipline Misanthropy
Trapped in Torment
Utter Human Murder
Deathmachine
Bleeding Wrist


TSJUDER
In un’edizione del NDF in cui la componente black metal risulta ben rimpolpata, gli Tsjuder risultano tra i nomi più seguiti nello spazio pomeridiano del festival. Fedeli alla linea più intransigente del black metal norvegese, il gruppo risulta abile nel coniugare sia l’aspetto più affilato e meno dinamico del genere, vale a dire le sezioni più strettamente lanciate ed aggressive, che quelle più cadenzate (di fatto non poche) e stilisticamente vicine agli Hellhammer e ai Darkthrone del primo periodo black metal. L’esecuzione risulta effettivamente molto energica e sufficientemente “raw”, raccogliendo molti consensi tra il pubblico. Come prevedibile, il loro maggior successo Desert Northern Hell risulta nettamente favorito in scaletta, dove compare addirittura la cover del classico dei Bathory, Sacrifice.

TSJUDER SETLIST
Slakt
Helvete
Ghoul
Demonic Supremacy
Mouth of Madness
Kaos
Sacrifice (Bathory cover)
Antiliv


KERASPHORUS
Questa creazione black/death del noto Pete Helmkamp (Angelcorpse, ex-Order From Chaos, ex-Revenge), inizialmente nata come progetto con J. Read dei Revenge (e quindi suppongo parallelamente a quei terroristi canadesi) era andata in stallo per qualche anno ed è stata recentemente riesumata da Helmkamp stesso, affiancato da quella che risulta essere l’attuale line-up degli AngelcorpseJene Pablucki, chitarrista e songwriter anche per i Perdition Temple, e l’italiano Andrea Janko, recentemente reclutato come batterista e protagonista di una prestazione veramente impressionante. Il concerto dei Kerasphorus è veramente oscuro, opprimente e martellante, risultando uno dei progetti più malati del notevolissimo palmares di Helmkamp: il trio, che indossa dei passamontagna, propone 40 minuti di puro assalto sonoro, in cui si riconoscono strutture dei pezzi articolate e una composizione ben ponderata, sebbene dedita all’odio senza compromesso – uno degli show più accattivanti dell’intero weekend!

IMPALED NAZARENE
Quello degli Impaled Nazarene è un altro dei classici garantiti quando si parla di black metal europeo, e soprattutto di quello più sporco, bastardo e blasfemo. Ingrezziti da massicce dosi di speed e punk, nonché da una qualche forma di disagio mentale ed una insana predisposizione all’alcolismo, i finlandesi si fanno sempre riconoscere dal vivo per la loro attitudine ignorante e il loro muro di suono che sollevano. L’intro Condemned To Hell, dallo storico debutto Tol Cormpt Nortz Nortz Nortz, apre immediatamente il pit con un d-beat lanciato, mentre un simbolico tributo a Lemmy con Motorpenis coinvolge ancora maggiormente il pubblico. I Motorhead sono anche coverizzati con una reinterpretazione molto punk di Ridin’ with the Driver. Non mancano però pezzi velocissimi, con poco spazio per la melodia, sia dai primi anni della formazione scandinava, che da quelli più recenti, comunque solidi (in particolare la title track del nuovissimo EP Morbid Fate, presentato proprio in questa occasione, ironicamente “nell’aspettativa che almeno venda qualche copia”).

IMPALED NAZARENE SETLIST
Condemned to Hell
The Horny and the Horned
Tentacles of the Octagon
Enlightenment Process
Motörpenis
For Those Who Have Fallen
Morbid Fate
Ridin' With The Driver (Motorhead cover)
Ghettoblaster
Vigorous and Liberating Death
Armageddon Death Squad
Sadhu Satana
Total War - Winter War


NIFELHEIM
Per il sottoscritto, come per molti presenti a giudicare dall’affluenza e dalla risposta di pubblico, gli svedesi Nifelheim sono tra i gruppi più attesi del festival: più di 25 anni dedicati al metal della morte, quello oscuro, satanico e con un’attitudine heavy metal genuina, vissuta, e ancora immutata a giudicare dal concerto eccellente che hanno messo in piedi. Forti di una line-up recentemente rinnovata ma ben rodata, i fratelli Erik e Per Gustavsson, rispettivamente bassista e cantante, possono contare su un arsenale esecutivo infallibile, sull’aspetto di chi è invecchiato male e quell’arroganza di pelle e borchie fino all’eccesso davanti a cui è impossibile non gasarsi. La scaletta non lascia nessuno a bocca asciutta, con classici a profusione dal loro omonimo debutto, ma anche da qualsiasi altra loro pubblicazione che difficilmente potrà risultare sottotono. Specialmente dal vivo, si intuisce bene che sebbene il gruppo possa essere in primis accostato al filone di gruppi come Bathory e Vulcano, sia presente una dose particolarmente massiccia di NWOBHM, e in particolare di soluzioni chitarristiche alla Iron Maiden, di cui notoriamente i due “gemelli Nifelheim” sono tra i fan più accaniti d’Europa. Tra i pezzi più riusciti annovererei Storm of Satan’s Fire, un tripudio di melodie chitarristiche malvagie su un pezzo aggressivo fino al midollo, piuttosto che una più diretta Unholy Death, ma nessun momento del concerto risulta indegno di nota, tantomeno noioso! Considerando poi che si tratta di veri e propri animali da palco, il successo della loro esibizioni è praticamente garantito a priori!

NIFELHEIM SETLIST
Infernal Flame of Destruction
Unholy Death
Hell's Vast Plains
Evil Blasphemies
Sodomizer
Storm of the Reaper
Satanic Sacrifice
The Final Slaugther
Storm of Satan's Fire
The Bestial Avenger


SINISTER
In un ritaglio di tempo ho modo di infilarmi in un second stage non poco affollato per vedermi quanto basta dell’esibizione dei Sinister, a cui non sono certo nuovo, ma non per questo meno interessato. Nonostante la line-up completamente stravolta rispetto al periodo classico (leggasi, primi anni ’90), il monicker danese si è saputo rinnovare sotto la guida del fondatore e unico membro originale superstite, Aad, in primis batterista del gruppo, ma da molto tempo solo cantante. Alcune uscite discografiche solide e ben accolte, che li rendono ben più che un’ombra del passato o una semplice esistenza tributistica e autoreferenziale come è per leggende del genere. Certo, poi ipocritamente mi trovo sempre ad attendere proprio i pezzi storici, da Cross The Styx o Diabolical Summoning, che trovano però scarso spazio in scaletta, rispetto alle novità discografiche. Cionondimeno, beccarsi una Sadistic Intent così ben suonata (purtroppo unico classico in scaletta) è un piacere a dir poco, e in realtà non è che gli altri pezzi sfigurino, soprattutto quando eseguiti con un tiro del genere, sia da parte della sezione ritmica che quella chitarristica.

SINISTER SETLIST
The Science of Prophecy
Transylvania (City of the Damned)
Blood Ecstasy
The Canonical Rights
Sadistic Intent
Neurophobic
Convulsion of Christ
The Science of Prophecy
The Carnage Ending

CANDLEMASS
I Candlemass sono uno di quei nomi che riesce di fatto a mettere d’accordo (quasi) tutti anche nell’ambiente più estremo. Nonostante l’impronta classica, l’apparenza monastica, la melodia, c’è oscurità, pesantezza e soprattutto drammaticità tale da soddisfare anche un amante del metal estremo. A ragione di ciò, il main stage risulta veramente molto gremito già minuti prima della loro esibizione, che inizia puntualmente con
The Well of Souls
, opener di Nightfall che verrà per la primissima volta eseguito interamente, come da scaletta, in sede live. Inutile dire che i cori da parte del pubblico si sono a dir poco sprecati, su ogni canzone, anzi su ogni verso! Con dei suoni in stato di grazia, un’eccellente prestazione vocale e una strumentale come da disco, il set è praticamente volato nella goduria più estrema per ogni fan di questa leggenda doom metal svedese. Normalmente mi viene da pensare che la scelta di riproporre un intero album dal vivo sia per lo più una scelta di marketing, per attirare maggiore attenzione da parte del pubblico, laddove magari una band ha avuto modo di apparire spesso dal vivo (in Europa soprattutto), e quindi da parte dei promoter (ed è così), ma non si può dire che gli svedesi in questioni abbiano pochi album di qualità da cui proporre estratti, per cui questo tributo risulta oltre che piuttosto sentito, anche qualitativamente impagabile. Senza contare che così facendo si ha avuto modo di sentire finalmente, almeno una volta, anche tutte le altre splendide tracce di questo classico del genere, oltre alle solite ed immancabili Bewitched e At the Gallows End.

CANDLEMASS SETLIST
Gothic Stone (Tape)
The Well of Souls
Codex Gigas
At the Gallows End
Samarithan
Marche Funebre (Tape)
Dark Are the Veils of Death
Mourners Lament
Bewitched
Black Candles (Tape)
Born in a Tank


CIANIDE
Mi perdo giusto l’encore dei Candlemass, dopo l’esecuzione dell’intero Nightfall, per affrettarmi ad assistere a quella che è a tutti gli effetti l’esibizione più rara del festival (essendo la loro seconda calata europea in quasi 30 anni di onorata esistenza) e per il sottoscritto, anche la più attesa: giusto per l’inizio del concerto dei Cianide, arrivo al piano superiore del Patronaat, il locale che ospita il terzo palco del NDF giusto davanti al Poppodium 013, in quella che è di fatto una chiesa riadattata a sala concerti. Noto intanto con piacere che si tratta dello show più visitato da parte di altre band death metal (presenti al festival in qualità di musicisti o anche solo di spettatori), più o meno underground, e ho anche modo di scambiare due chiacchere con qualcuno di questi - ma non prima di tre quarti d’ora di dominio doom/death statunitense alla vecchia maniera, Celtic Frost worship, suoni pesantissimi amplificati da un’eccellente riverbero naturale. Il set effettivamente non è lunghissimo, ma assolutamente concentrato, con pochissime pause tra un pezzo e l’altro, per infilarne quanti più possibile e coprire una carriera di solidissime uscite discografiche, con una costanza qualitativa invidiabile (dal primo e seminale The Dying Truth, all’ultimo ed eccellente Gods of Death – nomen omen). Il risultato è martellante, e nelle predominanti parti down-tempo, letteralmente soffocante, o per meglio dire tossico, dato il nome del gruppo. La risposta della fetta di pubblico più die-hard e tenace del festival è veramente calorosissima, e nell’intimità del palco più piccolo dei tre (nonostante non abbia da invidiare agli altri in fatto di sound) il concerto è praticamente impagabile.

CIANIDE SETLIST
Rage War
Mindscrape
Divide and Conquer
Envy and Hatred
Gates of Slumber
Desecration Storm
Death Metal Maniac
Scourging at the Pillar
Metal Never Bends


GENERAL SURGERY
Dopo un concerto come quello appena passato, resta proprio poco da vedere prima di concludere la lunghissima giornata – nello specifico, ho ottime aspettative per i goregrinder General Surgery, che senza troppe riserve dico subito essere state non solo ripagate, ma anche brillantemente superate. Questi cinque svedesi mettono in piedi uno degli show più violenti, aggressivi e forsennati dell’intero weekend, presentandosi vestiti da chirurghi completamente insanguinati e martellando i timpani dei presenti per 40 minuti di follia. Si riconosce però subito il songwriting accorto del gruppo, e anche dei pezzi grindcore, nella loro breve durata e massima velocità, riescono a farsi notare ed apprezzare tra una marea di crowdsurfer e una presenza scenica esplosiva. Non posso non ammettere di aver particolarmente apprezzato gli estratti del loro classico Necrology, il primo EP pubblicato a inizio anni ’90, a cui è seguito un lungo periodo di inesistenza prima della reunion, successivamente alla quale si ha la parte veramente più corposa della loro discografia (peraltro eccellente). Inutile dire che non vedo l’ora di rivederli, in Italia, quest’estate!

GENERAL SURGERY SETLIST
Idle Teratoma Core
Decedent Scarification Aesthetics
Deadhouse
Like an Ever Flying Limb
Restrained Remains
March of Toxaemia
Necrodecontamination
The League of Extraordinary Grave Robbers
Capricious Provisional Cadaver Grater
Slithering Maceration of Ulcerous Facial Tissue
Grotesque Laceration of Mortified Flesh
If These Walls Could Talk
Fulguration
Ambulance Chaser
Necrocriticism
Lab Rat
An Orgy of Flying Limbs and Gore
The Day Man Lost (Carnage cover)



Doom
Giovedì 16 Marzo 2017, 14.38.07
1
La cosa che piu mi balza all'occhio e' di sicuro la scaletta dei Candlemass...CLAMOROSA! Poi mi sembra molto bene tutti gli altri..anche se i Sinister tranne il mega classico Sadistic Intent potevano fare di meglio sui vecchi brani. Gli ImpaleD Nazarene invece anche loro gran scaletta...molto varia!
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