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OVERTURES + TEMPERANCE + ANCIENT MYTH - Rock Town, Cordenons (PN), 12/03/2017
16/03/2017 (413 letture)
Diciotto giorni, sedici concerti, più di ottomila kilometri, nove Paesi: questi, in sintesi, i numeri del tour che ha fatto condividere ai co-headliner Overtures e Temperance molti palchi europei tra febbraio e marzo. Partito da Gorizia per poi tornare in chiusura nel nord-est italiano, il The Earth and the Artifacts Tour ha visto intervenire anche altre band che hanno potuto accompagnare in questo modo l'esperienza dei main act: è il caso degli italiani Afterlife Symphony e dei polacchi Batalion D'Amour, presenti in alternanza durante la prima fase live e, come spettatori (nel caso del gruppo symphonic di Padova), anche alla data focus di questo report. Partecipazione fissa, invece, quella dei giapponesi Ancient Myth, braccio destro dei due protagonisti della tournée.
Sono quindi tre i gruppi chiamati ad esibirsi al Rock Town di Cordenons (PN) per quest'ultima data, tre come il numero degli album che saranno promossi durante l'evento: a The Earth Embraces Us All e ad Artifacts si affianca Aberration: "Pt" degli Ancient Myth, anch'esso uscito nel 2016. Oltre alla volontà di rivedere il gruppo di Chiara Tricarico e alla voglia di recuperare il fatto di non aver ancora mai assistito ad un concerto dei miei corregionali Overtures, non nascondo fin da subito una certa curiosità per l'esibizione del gruppo di Tokyo, vista la mia ignoranza in merito al panorama symphonic metal made in Oriente. Non si finisce mai di imparare e di misurarsi con esperienze nuove, quindi eccomi pronta davanti al palco fin dai primi istanti di quella che sarà una serata tanto spontanea ed intima quanto emozionante e divertente.

ANCIENT MYTH
Con non poca strada fisica alle spalle, salgono sul palco come prima band della serata gli Ancient Myth, formazione giapponese che ha all'attivo quindici anni di storia. Il quintetto, guidato dalla cantante Michal, propone un symphonic metal caratterizzato da evidenti influenze sonore tipiche orientali, rintracciabili soprattutto nei vocalizzi tradizionali della frontwoman, il tutto accompagnato da buone parti di tastiera e di batteria. L'impatto visivo che ho fin dalla comparsa del gruppo sulla scena è quello di essere catapultata in un manga dalle tinte dark di cui i Nostri si fanno portavoce. Anche per l'ultima data del tour il gruppo porta sul palco brani estratti dal recente lavoro Aberration: "Pt", che include testi sia in inglese che in giapponese, con tematiche incentrate sul fantasy e l'astronomia. La performance risulta divertente grazie all'attitudine più che positiva di tutti e cinque i componenti, chiaramente felici di essere di fronte al - seppur poco nutrito - pubblico italiano. Nonostante le difficoltà della cantante di esprimersi in inglese (cosa che emerge anche nei testi dei brani), la volontà di coinvolgere i presenti non viene messa da parte e non sono rari gli episodi in cui la vivace Michal invita il pubblico a battere le mani a tempo. Non mancano, inoltre, le sorprese: in modo del tutto inaspettato, durante uno dei brani proposti fa la sua comparsa Marco dei Temperance per duettare al microfono con la cantante degli Ancient Myth. Durante l'ultima traccia, poi, come accadrà anche per le esibizioni degli altri gruppi, ai cinque di Tokyo si affiancano in maniera prorompente sul palco tutti i componenti delle band co-headliner, con un solo ed evidente scopo in comune per questa ultima serata insieme: divertirsi.

TEMPERANCE
A qualche mese dalla data di Mantova con annessa mia intervista (se ve la siete persa la trovate qui), torno con immenso piacere ad assistere ad un concerto dei Temperance, impegnati ancora una volta con la promozione dell'ultimo lavoro The Earth Embraces Us All. Nonostante la dimensione del live al Rock Town sia nettamente diversa da quella del PalaBam, stasera il gruppo è fautore di un'esibizione qualitativamente alta pur non essendo chiamato a misurarsi con centinaia di spettatori. Apprendo poco prima dell'evento la notizia circa l'assenza di Giulio Capone dietro le pelli: a sostituirlo con maestria durante tutto il tour c'è infatti Alfonso Mocerino, giovane batterista del gruppo stoner metal Nebulae. Dopo una breve intro, il concerto può iniziare con The Restless Ride, brano ben riuscito nonostante i lievi problemi di chitarra di Marco, che verranno poi sistemati poco dopo col proseguire della setlist. Come avverrà poi anche per A Thousand Places, la scelta di troncare la canzone a metà, pur essendo dettata da evidenti necessità tempistiche, mi lascia un po' perplessa in quanto, così facendo, non si rende piena giustizia alla lunga suite che appare invece su disco. Preferenze personali a parte, l'equo bilanciamento tra base sinfonica, strumentazione sul palco e cori fa sì che l'esecuzione di entrambi i brani citati sia davvero notevole. Oltre agli ottimi pezzi estratti dal recente album, la band propone canzoni più datate come Me Myself & I, Save Me e la bellissima Oblivion, che mette in risalto il cantato lirico dell'elegante Chiara. Nonostante la stanchezza dovuta alle tre settimane non-stop, il gruppo dimostra per tutta l'ora a disposizione di avere ancora della grinta in serbo per questa serata, energia che viene sprigionata al meglio durante Hero, che vede tra l'altro la Tricarico misurarsi a tratti con lo scream. I Temperance si divertono e sanno divertire, e con la folkeggiante Unspoken Words coinvolgono il pubblico. In nome di un clima spontaneo non mancano i momenti in cui lo scatenato Marco scherza col batterista e con il bassista, il tutto durante un'esecuzione dei brani sempre all'altezza. Anche qui, a rimarcare in modo simpatico la fine del tour, durante la traccia di chiusura Déja-Vu le dimensioni ridotte del palco quasi si antepongono alla presenza massiccia e festaiola di tutti e tre i gruppi allo stesso momento, cosa che ricorderò sicuramente con piacere per molto tempo.

SETLIST TEMPERANCE
Intro
1. The Restless Ride
2. Me Myself & I
3. At the Edge of Space
4. Empty Lines
5. Unspoken Words
6. Save Me
7. Mr. White
8. A Thousand Places
9. Revolution
10. Oblivion
11. Hero
12. Déja-Vu


OVERTURES
Spetta ai goriziani Overtures il compito di concludere la serata pordenonese e il tour europeo. Alternati ai loro colleghi Temperance come headliner nel corso delle tre settimane, i Nostri basano la scaletta principalmente su Artifacts, album uscito a fine maggio per la Sleaszy Rider Records. È da qui che provengono brani come la opener Repentance, Go(L)d e Unshared Worlds, intervallati con pezzi estratti da Entering the Maze e Rebirth. Lo show inizia alla grande e il pubblico appare apprezzare fin da subito, con un supporto che cresce man mano che i minuti passano. Agli acuti in pieno stile heavy/power del movimentato Michele si alternano gli assoli di Massimiliano, il tutto accompagnato da una sessione ritmica di spessore, sostenuta da un doppio pedale che non guasta mai. Oltre all'orientaleggiante The Maze, Savior è forse la canzone meglio riuscita dal vivo in questa occasione, mostrando al meglio il range vocale del cantante e la sua interpretazione emotiva, senza tralasciare il lungo assolo di chitarra sul finale. Unshared Worlds vede l'ingresso sul palco, come temporaneo sostituto del bassista Luka, di Marco Rosa, che ha suonato con gli Overtures durante le scorse date a causa di impegni del citato musicista della band. È proprio con Marco che il cantante dimostra un certo feeling, passandogli spesso il microfono per fargli cantare alcune frasi dei ritornelli, talvolta storpiate nel testo, il tutto in maniera (credo) improvvisata. Parlando sempre di Marco, ma stavolta Pastorino, è proprio durante Savior che egli si diverte a suonare dalla sua postazione in transenna la chitarra di Massimiliano, allungando le mani sulle corde. Siparietti simpatici a parte, l'ugola di Michele accompagna con maestria l'esibizione del gruppo dilettandosi anche con delle parti in scream durante Go(L)d. La grinta la fa da padrona in Under the Northern Star, pezzo dai riff energici, e in Through the Storm, brano che avvicina la serata al suo termine. The Oracle, dall'epica intro registrata, vede il ritorno sul palco del bassista Luka, presente per questi ultimi minuti con il suo cinque corde. Come ormai da copione (inizierò ad aspettarmi questa cosa anche per tutti i concerti successivi!), all'ultimo brano della scaletta equivale la comparsa sul palco dei Temperance e degli Ancient Myth, per un finale collettivo col botto in cui la stanchezza accumulata nelle tre settimane appena giunte al termine è solo un vago ricordo.

SETLIST OVERTURES
1. Repentance
2. The Maze
3. Artifacts
4. Savior
5. Unshared Worlds
6. Under the Northern Star
7. Go(L)d
8. Through the Storm
9. The Oracle
10. Fly Angel


THE TOUR IS OVER
Gioco di parole più o meno scontato a parte, alcune considerazioni a margine di un concerto che supera ogni mia aspettativa (già ampiamente positiva) sono doverose. Quello di stasera è senza dubbio un evento che porta con sé una grossa carica di emozioni. Il contesto ristretto dello show ha fatto sì che la dimensione di vicinanza e supporto tra i tre gruppi in primis, ma anche tra le band e gli spettatori, fosse tangibile in ogni secondo, andando oltre la mera performance sul palco. Un concerto non del tutto canonico, con schemi messi da parte in nome del divertimento e della volontà di festeggiare la fine di una tournée importante. Ci si ritrova con amici dopo diverso tempo, si riabbracciano gli affetti, si ride insieme e ci si racconta le ultime vicende, il tutto in un clima che indubbiamente porta con sé della nostalgia per l'esperienza appena conclusa, ma che getta con grinta le basi per ciò che seguirà nei prossimi mesi.
Lo show al Rock Town chiude il cerchio del The Earth and the Artifacts Tour quasi sovrapponendosi per location alla prima data, dopo tre settimane intense che hanno regalato molto ai giovani artisti che vi hanno preso parte, arricchendo il bagaglio di tutti. Un insieme di sensazioni e di esperienze condivise che hanno un unico comune denominatore: la musica.



Luke25
Sabato 18 Marzo 2017, 0.46.07
1
Report impeccabile e serata assolutamente da ricordare! Uno dei concerti più divertenti che mi è capitsto di vedere e come ha detto annie splendida atmosfera "casalinga" Temperance sempre un piacere vederli dal vivo, peccato per l'assenza di Capone ma il sostituto è stato assolutamente di pari livello; Overtures splendida scoperta, sicuramente approfondirò la loro discografia; Ancient Myth, simpaticissimi e veramente sembrava di entrare in un manga ascoltandoli!
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16/03/2017
Live Report
OVERTURES + TEMPERANCE + ANCIENT MYTH
Rock Town, Cordenons (PN), 12/03/2017
 
 
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