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IL CASCADIAN BLACK METAL - Prima parte
25/03/2017 (1509 letture)
Cos’è, dopo tutto, il cascadian black metal? Chi non ama le etichette e quella pletora a volte ridondante di classificazioni e sottogeneri che spesso affollano il mondo del metal, lo definirebbe semplicemente black metal atmosferico. Altri aggiungerebbero nord americano, altri ancora magari sarebbero più precisi limitandolo a statunitense o USBM, senza però andare oltre, senza raggiungere quel grado di ‘eccentricità’ ed ‘eccesso di hipsterismo’ (come accusano tal altri) del termine cascadiano, classificazione da alcuni considerata inutile in quanto riferita a qualcosa di inesistente, a malapena meramente ipotetico, o viceversa fin troppo politica per non finire nel calderone del RABM.
Partiamo proprio da questo aggettivo, attorno al quale ruota e si è costruita la particolarità di questo tipo di black, per dare inizio a questa prima parte (seguiranno altri due capitoli) di approfondimento su questo peculiare sottogenere della fiamma nera proveniente dalla Cascadia.

CASCADIA
Una qualsiasi enciclopedia, sito web o veloce ricerca su un dizionario d'inglese, alla voce Cascadia riporta tre principali risultati, a cui tutti, con maggiore o minore importanza, è legato il cascadian black.
La prima è una nozione meramente geografica: con Cascadia difatti si intende quella regione della costa pacifica nord americana che include gli attuali stati di Oregon e Washington negli Stati Uniti, e del British Columbia in Canada, correntemente decisamente più nota con il nome di Pacific Northwest, che si stringe a grandi linee tra l’oceano Pacifico e Montagne Rocciose. I tre stati si spartiscono anche una ciascuno le città più popolose della regione, Seattle (Washington), Vancouver (British Columbia) e Portland (Oregon), legate tra loro da un corridoio autostradale formato dalla Interstate 5 in territorio USA e dalla Highway 99 canadese, tanto da essere considerate spesso parte di un’unica “megacity”. Un tempo dimora di diverse popolazioni native americane, queste terre legate e, storicamente, influenzate da quel netto tratto di frontiera fissato sul 49simo parallelo nord, sono oggi abitate da una popolazione delle più varie origini e retaggi. Tale caleidoscopicità non si riscontra solo nella diversità delle lingue parlate in queste zone, o alla generale maggiore apertura mentale di chi vi vive, ma include una marcata molteplicità tra le culture che vi convivono: oltre alla ‘classica’ cultura anglo-americana e anglo-canadese, vi è difatti un ampia diffusione non solo di quella nativa, ma anche di quella scandinavo-americana (ovvero legata ai discendenti di immigrati islandesi, faroesi, danesi, norvegesi, svedesi, finlandesi e sami, circa 11 milioni in tutti gli Stati Uniti), che vede Washington e Oregon piazzarsi nella top 10 nazionale per numero di residenti.

Inoltre, con Cascadia si intende anche una bioregione. In breve, una bioregione, concetto creato da alcuni ecologisti tra fine anni Sessanta e primi anni Settanta, è un'unità territoriale dalle comuni caratteristiche fisiche e morfologiche (a volte identificata in concomitanza di un cratone). Nell'intero Nord America ne sono state individuate circa una decina, omogenee al loro interno, ma nettamente differenti le une dalle altre. Tale omogeneità, tuttavia, non si limita solamente all’aspetto territoriale, ma si sviluppa e include anche quello culturale, in quanto chi abita una bioregione dovrebbe volerne scoprire appieno e in dettaglio le caratteristiche e risorse, per poter poi applicare tutti i giorni uno stile di vita rispettoso e armonico con la natura che lo circonda. La Cascadia, quindi, per il suo clima, suolo, flora, fauna e morfologia, è stata considerata come tale e includerebbe, in questo caso, anche territori che non facevano parte della sua versione meramente geografica, ampliandosi ad est e sud negli stati USA di Idaho, California, Nevada, Wyoming e Montana nonché, a nord, di Alaska e dello Yukon canadese, legando dunque i suoi confini al bacino del fiume Columbia e alla catena montuosa delle Cascate.

Cascadia è infine anche politica, più precisamente un movimento indipendentista che ha come proprio fine ultimo la trasformazione dell’intera regione cascadiana in uno stato a sé. Tale necessità è stata sentita dai locali, con approcci e fervori differenti, sin dall’Ottocento e vede come sue principali motivazioni il sentimento di appartenenza a quest’area, la volontà di preservarne le caratteristiche uniche, il già citato ecologismo, il desiderio di meglio tutelare le proprie libertà e diritti civili nonché di rafforzarne i collegamenti e l’economia interna. Tale stato, spesso immaginato come una repubblica, potrebbe adottare alternativamente i confini della sua versione geografica o bioregionale (le visioni al riguardo, all’interno dello stesso movimento, non sono sempre univoche) e andrebbe ad includere una popolazione di almeno 15 milioni di persone (quanto l’Ecuador) ed un’area che lo posizionerebbe nella top 20 degli stati più grandi del mondo. Tuttavia, se le premesse sono piuttosto chiare, i risultati tangibili di tale movimento lo sono decisamente meno. Questo fermento secessionista ha infatti sviluppato rivendicazioni politiche notevoli in tempi coevi alla seconda guerra mondiale, quando lo Stato di Jefferson (così l'attuale Cascadia si sarebbe dovuta chiamare), avrebbe dovuto costituire il 49esimo stato, al tempo, con la città di Yreka, in California, come propria capitale. A distanza di circa trent'anni, nel 1971, Ernest Callenbach pubblicò un libro il quale, col senno di poi, potrebbe essere oggi considerato una sorta di "manifesto culturale" del movimento indipendentista cascadiano odierno, dal titolo Ecotopia. L'opera descrive una nuova nazione, formata dalla secessione degli stati dell'Oregon, di Washington e del nord-California, la quale si fonda su principi economici di sviluppo sostenibile per l'ambiente e salde politiche nazionali interne.

Di conseguenza, seppur finora risoltesi in nulla di fatto, tali rivendicazioni secessioniste non sono mai andate del tutto perse nell'area culturale cascadiana. Non stupisce, quindi, che dal 2006, a sostegno dell'indipendenza della bioregione della Cascadia, definita nel 2011 dal giornale Time "una fra le maggiori dieci possibili nazioni secessioniste", operi un’organizzazione chiamata Cascadian Indipendence Project (o CascadiaNow!), il quale, oltre ad essere dotata di un interessante avamposto sul web dove supporta l’indipendenza di una Cascadia comprendente 9 degli stati nord americani esistenti, conta numerosi volontari e simpatizzanti effettivamente attivi sul territorio durante vari eventi e l'annuale Cascadia Day, il 18 maggio (data non scelta a caso, ma coincidente con l'anniversario della catastrofica eruzione vulcanica del Monte Sant'Elena, nello stato di Washington, avvenuta nel 1980). Non sorprende, dunque, da un lato, l'attaccamento alla propria terra, e, dall'altro, il rispetto per la natura (i paesaggi ed i colori delle foreste e del cielo di queste terre sono davvero mozzafiato), che questo movimento indipendentista presenta, principi percepibili anche solo dando una rapida occhiata al suo sito web. I punti culturali cardine del movimento sono, più precisamente, un forte rispetto per l'ambiente circostante, la riproposizione di un differente stile di vita eco-sostenibile (valore ripreso anche nel mondo musicale da diversi artisti cascadiani, basti pensare agli Wolves In The Throne Room), come pure la valorizzazione della propria fauna e flora, da un punto di vista botanico ed etologico uniche rispetto al resto degli US, anche a causa della catena montuosa delle Cascate, la quale separa la regione cascadiana dal resto del Nord America. Tutto ciò è magistralmente sintetizzato nell' "ufficiale" bandiera della Cascadia, adottata nel 1994, raffigurante un maestoso Abete di Douglas (chiamato anche Pino dell'Oregon), albero presente unicamente nella bioregione cascadiana entro l'intera ecozona neoartica, su di uno sfondo a strisce orizzontali blu, bianche e verdi, rappresentanti, rispettivamente, il cielo del nord-ovest americano, la neve e le nuvole, e le sempreverdi ed infinite foreste della Cascadia. La bandiera è stata, in aggiunta, più volte esposta negli stadi nei quali giocano i club calcistici dei Portland Timbers o dei Vancouver Whitecaps, divenendone, ormai, parte imprescindibile come elemento folcloristico.

Da ultimo, come aspetto critico della vicenda, va comunque fatto notare che la Costituzione statunitense non prevede in alcuna sua parte la possibilità di secessione da parte di uno o più stati facenti parte dell'Unione. Di conseguenza, l'ammissibilità teorica di uno stato come la Cascadia sarebbe ipotizzabile solo in uno scenario di forte tensione, se non addirittura rottura, dell'attuale ordine costituzionale; a tal riguardo, la storia insegna come l'ultima volta che qualcuno abbia provato a realizzare questo disegno, circa 150 anni fa, i suoi intenti siano costati, oltre alla propria libertà, più di mezzo milione di morti.

Che ruolo hanno e come si bilanciano questi tre fattori, ovvero la provenienza geografica, l’ecologismo e le correnti indipendentiste, all’interno del cascadian black metal? Da dove è partito questo sottogenere musicale, di che valori si fa portatore, quali sono le band che meglio lo hanno saputo e lo sanno rappresentare? Come si è evoluto, se comparato ad esempio con il black metal scandinavo?
Continuate a seguire Metallized per scoprirlo…



Tatore77
Domenica 2 Aprile 2017, 13.35.51
13
Bell'articolo. Inoltre apprezzo molto il genere, siamo musicale che naturalistico. Avanti così!
terzo menati
Martedì 28 Marzo 2017, 20.38.31
12
Forse marchese lei dovrebbe preferire la zona fuori san Francisco ricca di vigneti...quando ci sono passato vent'anni fa da fresno passando per sequoia e Yosemite c'erano zone che sembrava di essere a Vignola. Poi vedevi i camion e le auto e allora ricordavi di essere ancora negli states. Comunque bellissimi posti
Steelminded
Martedì 28 Marzo 2017, 19.36.16
11
Io preferisco il nord della Sardegna
Le Marquis de Fremont
Martedì 28 Marzo 2017, 18.22.58
10
Passato varie volte nella zone. La parte alta delle montagne è bellissima, così pure la costa. I boschi sono un po' noiosi. Ha il difetto di essere una regione molto piovosa e spesso cupa per le nuvole basse. In inverno è deprimente. Preferisco il sud della California. Au revoir.
Steelminded
Lunedì 27 Marzo 2017, 10.13.26
9
purtroppo mi sa che esiste veramente sta follia...
terzo menati
Lunedì 27 Marzo 2017, 10.05.51
8
Pescato da fenriz...avevo ragione
Steelminded
Lunedì 27 Marzo 2017, 9.45.00
7
Pesce d'aprile
terzo menati
Lunedì 27 Marzo 2017, 9.12.41
6
Mah a me questa roba da montanari fa venire in mente ceffi alla fenriz...barboni, cappellini da baseball, camicie a quadrettoni, pesca birra e salsicce...
Vulgar Puppet
Lunedì 27 Marzo 2017, 0.34.40
5
Figata, aspetto il resto!
lisablack
Sabato 25 Marzo 2017, 18.55.16
4
Devono essere posti bellissimi. Io poi adoro montagne, boschi, da quando ho visto le dolomiti mi sono proprio innamorata. Bell'articolo interessante.
ObscureSolstice
Sabato 25 Marzo 2017, 16.46.01
3
l'amore per la natura incontrastata rimane un sentimento che può arrivare in qualsiasi posto, non solo a Cascadia, sicuramente chi è abitante di quei posti come in altri dei paesi nordici ne è sentimentalmente più attaccato e orgoglioso di esserci cresciuto, avendo il rispetto e quello che ne concerne la propria vita di cui hanno bisogno solo di quello. Amore per la natura e degli elementi naturali senza creare danno a nessuno o a cose. Già in città basti vedere, se non ci si rispetta tra le persone, come possono con animali o natura
Lex6-6
Sabato 25 Marzo 2017, 12.36.23
2
Bellissimo approfondimento, attendo la pubblicazione della seconda parte!
Nihil
Sabato 25 Marzo 2017, 9.24.03
1
Penso che proporre queste schede di approfondimento sia il fiore all'occhiello di Metallized. Bravi!
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