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BLAZE BAYLEY + ADAMAS - Officine Sonore, Vercelli - 30/03/2017
06/04/2017 (752 letture)
Una tiepida serata primaverile, la brevissima trasferta alla volta di Vercelli, il van scuro targato GB parcheggiato fuori dal locale... sarò mica salito sulla navicella di William Black (il protagonista degli ultimi due concept album di Blaze Bayley) per un viaggio a ritroso nel tempo? Ebbene sì, come già nel 2016 mi ritrovo alle Officine Sonore per l’irrinunciabile e attesissima data piemontese di Mr. Bayley Alexander Cooke; l’anno scorso aveva promesso che sarebbe tornato e ha mantenuto la parola, così ho nuovamente l’occasione di assistere allo show dell’ex Iron Maiden a un tiro di schioppo da casa... e chi se lo perde? Ricevuta conferma dell’accredito realizzo di essere entrato molto presto, dato che la gente arriva senza fretta alla spicciolata, perciò do un’occhiata al banchetto del merchandise facendo subito un paio di acquisti (tra i quali l’ultimo CD Endure and Survive-Infinite Entanglement Part II) che più tardi mi farò autografare; questo è uno dei vantaggi dei concerti nei locali medio-piccoli, il contatto diretto con i musicisti e l’opportunità di scambiare quattro chiacchiere con loro.

ADAMAS
Con un certo ritardo rispetto all’orario programmato fanno il loro ingresso sul palco delle Officine i quattro componenti degli Adamas: parte una base registrata invero fin troppo lunga che più che un’intro sembra uno scherzo, e poi via con le schitarrate di Bitch Night. La proposta della band dei fratelli Castellani abbraccia un metal che mischia old school a sonorità più moderne e la voce del frontman Luigi "Faithful Father" per stile e impostazione in alcuni frangenti può ricordare quella di Lemmy. Attivi da ben un decennio gli umbri dimostrano di avere un ottimo affiatamento e grandi capacità tecniche; il chitarrista Federico Fondacci -il quale ha una certa somiglianza con Dave Navarro- se la cava egregiamente, così come ottimo è l’apporto alla batteria (suonata a piedi nudi!) di Eugenio "Magnosuuvicchieri" Castellani. Nella scaletta del gruppo proveniente da Spoleto troviamo Heavy Thoughts, brano per il quale è stato girato un video promozionale e a cui ha preso parte in veste di special guest proprio Blaze Bayley, e il set degli Adamas si conclude con E.T.N.A. -acronimo di Engrave The Night Again- brano roccioso (perdonate la penosa battuta, non ho resistito) alla fine del quale i Nostri raccolgono gli applausi di una platea che nel frattempo è aumentata di numero.

SETLIST ADAMAS
intro
1. Bitch Night
2. Adamas
3. Heavy Thoughts
4. In Bond-Age
5. Pit My Skin
6. The Reaper
7. E.T.N.A.


BLAZE BAYLEY
I musicisti della band di Blaze, dopo un rapidissimo check, prendono posizione sul palco e attaccano un’intro che fa da preambolo all’ingresso di Bayley, accolto dal boato degli intervenuti. Come annunciato dal diretto interessato in tempi non sospetti, Blaze ha dato alle stampe il secondo capitolo della sua trilogia Sci-Fi, intitolato Endure and Survive-Infinite Entanglement Part II, nel quale si continua a narrare le avventure del già citato William Black, che in questa seconda parte della storia diventa dapprima un assassino -Blood- per poi scoprire di vivere nella menzogna (Eating Lies). I brani del nuovo disco implementano com’è ovvio quelli del full length precedente, ma sono anche intervallati dal repertorio più datato, come ad esempio la sempre apprezzatissima Silicon Messiah dall’album omonimo o Ten Seconds estratta da Blood & Belief, mentre le recenti A Thousand Years e Calling You Home possono ormai essere già considertai due classici della sua discografia; comprensibilmente i brani che scatenano il pubblico sono quelli della Maiden-era e a questo giro oltre alle immancabili Futureal e Man on the Edge -che, va detto, in sede live rendono esponenzialmente di più che su disco- abbiamo la graditissima sorpresa di The Clansman, sulla quale mi è parso di vedere spuntare una lacrimuccia sul viso di più di una persona. Blaze è il solito mattatore: durante i cori incita il pubblico, indicandoci uno ad uno e riprendendo scherzosamente chi non lo soddisfa per partecipazione o vitalità, dà il giusto spazio alla sua band facendosi da parte mentre Chris Appleton esegue un assolo con la sua Gibson o Karl Schramm intona le note iniziali di The Clansman, per poi inscenare spiritose gag con gli stessi musicisti. La setlist, tra una Escape Velocity e una Human, vola via in un baleno e il finale è affidato alla roboante Dark Energy 256, una cavalcata heavy che vede la band ritirarsi dietro le quinte per poi far ritorno sul palco e esibirsi in un divertente pezzo appartenente al repertorio dei Wolfsbane -Man Hunt, il cui refrain è cantato da tutti i presenti- sulla quale il buon Martin McNee ha l’occasione di esibirsi in un assolo di batteria. Una cosa è sicura al 100% se si assiste a un live di Blaze Bayley: il divertimento. La passione, la voglia, la grinta che ci mette sono palesi e ogni sua esibizione è un vero spettacolo: quest’uomo riesce sempre a catalizzare l’attenzione con lo sguardo, le movenze e la sua innata capacità di coinvolgere la gente, e ovviamente grazie a canzoni di grandissima qualità, ma questo non è nemmeno il caso di puntualizzarlo. Un’altra performance di assoluto livello: thanks Mr.Bayley, see you next time!

SETLIST BLAZE BAYLEY
intro
1. Endure and Survive
2. Escape Velocity
3. Futureal
4. Blood
5. Silicon Messiah
6. Alive
7. Eating Lies
8. Human
9. Ten Seconds
10. A Thousand Years
11. The Clansman
12. Calling You Home
13. Stare at the Sun
14. Man on the Edge
15. Dark Energy 256
---Encore---
16. Man Hunt


Foto a cura di Francesca Cortese.



Enomis
Venerdì 7 Aprile 2017, 9.25.23
6
The X Factor miglior album degli anni '90 dei Maiden: originale, diverso, oscuro ed intimista. Per me meglio anche dell'osannato Fear of the Dark che pecca di un numero eccessivo di brani, con conseguente presenza di filler. Complimenti a Blaze che dopo i Maiden è riuscito a scrollarsi di dosso la pesante ombra maideniana e a farsi una carriera da solista di tutto rispetto.
JC
Venerdì 7 Aprile 2017, 7.11.47
5
Grande stima per Blaze! La personalità non gli é mai mancata e neanche la qualità. Il suo unico torto (?) é stato essere chiamato a sostituire un cantante dalle qualità esagerate e comunque molto diverse. A mio parere The X Factor é il miglior disco dei Maiden da Fear of The Dark in poi. Virtual XI invece é un disco pieno di difetti, é vero. Ma, a parte che comunque contiene una canzone che é diventata un superclassico come poche altre (The Clansman), ci sono comunque affezionato per i ricordi dell'adolescenza che si porta dietro. Blaze ha una buona carriera solista: Silicon Messiah é stato un album pazzesco ma si é comunque poi mantenuto su livelli solidi.
Kappa
Venerdì 7 Aprile 2017, 0.14.21
4
Elio, comprendo che coi Maiden sia Dickinson che Di'Anno hanno fatto molto meglio, ma la carriera solista di Blaze, soprattutto all'inizio non è proprio da trascurare!
ELIO MARRACINY
Giovedì 6 Aprile 2017, 22.32.00
3
È STATO IL MIGLIOR CANTANTE DEGLI IRON MAIDEN, CON CUI HA SCRITTO QUELLA PIETRA MILIARE DELLA MUSICA, OSSIA VIRTUAL XI.
Muki97
Giovedì 6 Aprile 2017, 22.05.44
2
Prima o poi riuscirò a vederlo live... Grande blaze, massima stima
Thomas
Giovedì 6 Aprile 2017, 11.20.02
1
Uaaaaaaaaaaaa grandissimo blaze
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BLAZE BAYLEY + ADAMAS
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