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BLACK METAL COMPENDIUM -
VOLUME 1 - Scandinavia e Terre del Nord
08/04/2017 (874 letture)
Con tutta probabilità, tra chi ne ha sentito parlare qualche mese fa, all’annuncio della data di uscita, e chi si appresta a leggerne di più su queste pagine, numerosi sostenitori e appassionati di black metal si saranno posti, anche en passant, un semplice quesito: è poi necessario, un altro libro sul black metal?. La domanda è più che legittima in quanto, anche negli ultimi anni (se non addirittura mesi), diversa letteratura a tema, in lingua inglese ed italiana, è stata portata alle stampe dai più diversi autori. Eppure, come più di qualcuno già aveva argutamente notato, mancava ancora all’appello la Tsunami Edizioni, casa editrice che in tempi recenti ha saputo spiccare per la qualità e regolarità con cui ha immesso sul mercato tricolore volumi rigorosi, capaci di rendersi sempre interessanti. Tuttavia, forse un po’ inaspettatamente, non ci troviamo di fronte al classico tomo che va a raccogliere i cento migliori dischi del genere, come pure tale medesimo editore aveva già fatto con altri sottogeneri dell’heavy metal, bensì ad un compendio in ben tre volumi.

TRE SONO MEGLIO DI UNO
Le ragioni di questa scelta sono molto semplici e vengono ben esplicate nella prima, breve introduzione al Black Metal Compendium. Per i due autori di tale volume, entrambi giornalisti ed esperti del genere, ovvero Lorenzo Ottolenghi e Simone Vavalà, difatti, cercare di confinare un genere sfaccettato e multiforme quale il black metal in un elenco di soli 100 platter sarebbe stata impresa impossibile, non solo per la varietà della proposta presa in esame, ma anche perché il black, forse più di altri generi più blasonati e popolari del mondo metal, ha visto pagine della sua storia venir scritte non solo da vicende slegate dal mero ambito musicale, ma si è evoluto anche attraverso produzioni che, pur diventando in seguito precorritrici e storiche, sono rimaste nell’ombra per i motivi più disparati e difficilmente riuscirebbero a rientrare in una rosa così limitata di album.
Ecco dunque come il compendio di casa Tsunami scelga di percorrere un sentiero diverso da quello di numerose uscite precedenti a tema, optando per tre volumi che vogliano narrare le gesta della nera fiamma senza limiti stretti o classifiche un po’ asettiche, ponendo come unica barriera, nonché filo conduttore, la provenienza geografica dei gruppi analizzati. Il primo volume, che andremo ad approfondire tra poche righe, opta per focalizzarsi su quella che viene definita fin dalle prime pagine la Scandinavia in senso lato o, come più correttamente riportato dal titolo, sulle Terre del Nord, ovvero Norvegia, Svezia e Finlandia, con qualche accenno anche al black danese e islandese. I due tomi successivi, in uscita in autunno, si concentreranno invece dapprima sull’Europa, con particolare attenzione alle scene greca, francese, italiana, polacca, ma non solo, per poi muoversi oltreoceano, gettando un ampio sguardo che vada a coprire le realtà più interessanti dagli Stati Uniti al Giappone.

BLACK DALLE TERRE DEL NORD
Come anticipato, quindi, le prime quasi 200 pagine di questo Black Metal Compendium vanno a mettere a fuoco quell’area geografica che così tanto ha saputo dare, soprattutto ma non esclusivamente negli anni Novanta, alla ‘causa’ del black metal. Impossibile prescindere da quanto accaduto in Norvegia, stampato in Svezia o prodotto in Finlandia quando se ne parla, visto che molta della storia, musicale ed umana, di questo genere si è svolta proprio all’estremo nord del continente europeo, ancor oggi fautore di un’interessante varietà di proposte che vanno ad intrecciarsi con coloro i quali, magari con alterno successo rispetto al passato, si mantengono colonne portanti del genere, avendone portato alle stampe delle vere e proprie pietre miliari.
Mantenendo la geografia e le diverse ondate di black come fil rouge dell’intera raccolta, il tomo conta sette capitoli, di cui due, più brevi, sono posti all’inizio e in chiusura, mentre gli altri, centrali cinque si susseguono in maniera equilibrata e solida. Inoltre, e ciò viene più volte ribadito lungo le pagine poste prima dell’inizio vero e proprio dell’analisi, va ricordato come Ottolenghi e Vavalà abbiano in questa sede optato per considerare come “inizio” del black nordico A Blaze in the Northern Sky dei Darkthrone, una scelta che, se può risultare ad alcuni riduttiva di primo acchito, viene meglio giustificata una volta contestualizzato e letto il Compendium.
Sono proprio Fenriz e Nocturno Culto ad aprire il primo capitolo del volume, affiancati da uscite che non hanno bisogno di presentazioni quali Burzum dell’omonimo progetto o De Mysteriis Dom. Sathanas dei Mayhem. Come è facile capire, in questa prima parte il lettore viene introdotto al mondo ruotante attorno all’Helvete di Oslo, senza tuttavia né prescindere (con una dovuta e completa introduzione), né appassionarsi morbosamente alle vicende umane ad esso collegate. Segue il secondo, più corposo capitolo, dedicato a quello che viene definito “la seconda ondata” e che raccoglie -in rigoroso ordine cronologico- dischi pubblicati in terra norvegese tra il 1993 e il 1999, con qualche digressione nel nuovo millennio. I nomi ivi contenuti sono facili da immaginare, e la selezione comprende pressoché tutti quegli album imprescindibili e riconosciuti da tutti come storici. Inoltre, e per una volta, gli autori di questo Black Metal Compendium decidono di rimarcare la flessibilità di questa loro catalogazione, ponendo nell’elenco diversi titoli appartenenti a medesime, fondamentali band, in quanto in certi casi sarebbe stata quasi un’eresia dover fare una cernita che limitasse il tutto ad un solo platter.
A seguire, dalla Norvegia si passa alla Finlandia, con la terza sezione ad essere intitolata Suomi Karma, per buona pace dei conoscitori del finnico idioma come chi vi scrive, rimasti quantomeno perplessi dal tale peculiare e sgrammaticato abbinamento di termini. Finezze a parte, l’escursione nella terra dei mille laghi non può prescindere da un salto in casa Impaled Nazarene, presenti fin dall’introduzione al capitolo, Thy Serpent o Satanic Warmaster, fino a giungere ai particolarissimi, e decisamente più recenti, ma non per questo meno meritevoli, Oranssi Pazuzu.
La quarta parte non può dunque che spostarsi nella landa svedese, dove a fare poker sono non a sorpresa i Marduk, accompagnati, tra gli altri, da Watain, Dark Funeral e Lord Belial.
Una volta esaurita la via geografica, gli autori optano per una deriva maggiormente tematica, dedicando con precisione un’unità al black sinfonico, dove ritroviamo tutti quei nomi che, soprattutto tra le pagine dedicate alla Norvegia, sembravano clamorosamente essere saltate (Dimmu Borgir, Arcturus e Ved Buens Ende su tutti), nonché un'altra al black metal più, per così dire, 'moderno', e alle sue varietà più peculiari ed ibridate. Non mancano dunque rimandi a Windir, Borknagar e agli Shining svedesi.
In chiusura, infine, dovuta attenzione viene posta ai maestri (limitati, ricordiamo, alla sola area nordica) del genere, quali i Mercyful Fate, i primi Mayhem, che già avevano trovato spazio tra le prime righe dedicate alla Norvegia, e ai Bathory. Se tuttavia, nei primi due casi, l’esclusione da un esame più approfondito delle uscite è questione meramente legata alla cronologia (visto che, come detto in precedenza, delle uscite successive dei Mayhem si parla a lungo in seguito), non pienamente condivisibile appare la scelta di voler relegare in toto un gruppo miliare come i Bathory, e le loro release capaci di scrivere la storia di ben due generi, per altro non tutte appartenenti agli anni Ottanta, ad un solo paragrafo di una trentina di righe a fondo libro.

CONCLUSIONI
Questo primo volume del Black Metal Compendium si conferma dunque ottima produzione, capace di rispettare appieno le aspettative di coloro i quali già in passato avevano saputo apprezzare la qualità dei libri a marchio Tsunami Edizioni, e di poter arrangiare in maniera piuttosto inedita, e sempre completa, una raccolta i cui contenuti sembravano difficilmente poter essere nuovamente proposti in maniera accattivante, vista l’abbondanza della letteratura ad essi legata. Un’uscita che può dimostrarsi ottimo punto di partenza (in attesa, chiaramente, dei due seguiti) per chi volesse approfondire la propria cultura in merito al black metal, in quanto in grado di contestualizzare bene i singoli dischi, descrivendoli in maniere accessibili anche a chi non ne abbia mai sentito parlare. Pratico, in tal senso, appare anche l’indice alfabetico degli album inclusi in questo tomo, presente nelle ultime pagine. Allo stesso tempo, Black Metal Compendium può dimostrarsi interessante lettura anche per gli aficionados, andando a rispolverare qualche gemma e qualche titolo meno noto, finito magari nel dimenticatoio durante gli anni o di cui ci si ricorda solo alla vista della copertina.
Nemmeno dal punto di vista grafico, inoltre, Black Metal Compendium va a deludere il lettore, con un volume dalle dimensioni pratiche, una copertina sufficientemente originale (i classici alberi spogli in bianco e nero vanno però a ripresentarsi all'interno del volume) e pagine non da paperback, scritte in maniera chiara e corredate regolarmente dagli artwork dei vari full-length, sempre stampati a colori.
Vale infine la pena ricordare che, per coloro i quali già si ritenessero interessati all’intero compendio, esiste attualmente la possibilità prenotarne tutte e tre le parti ad un prezzo di favore, con in omaggio una maglietta celebrativa esclusivamente legata a quest’uscita.

::: ::: ::: RIFERIMENTI ::: ::: :::
Titolo: Black Metal Compendium - Volume 1:
Scandinavia e Terre del Nord
Autori: Lorenzo Ottolenghi e Simone Vavalà
Casa Editrice: Tsunami Edizioni
Collana: I Tifoni
Prezzo: 18,00 euro
Numero Pagine: 198



d.r.i.
Martedì 18 Aprile 2017, 9.21.36
24
@Gore: se io vado a votare e vedo che cambia il simbolo ma i nomi da votare sono gli stessi credo di sapere cosa voto, se fai paragoni falli più congruenti. Qui si critica chi critica ma nessuno mi dice perchè prendere questo libro piuttosto che un'altro o mi sono perso io le spiegazioni? A meno che una frase del tipo "nonostante conosca li 100xcento dei dischi trattati e ne possega il 99xcento l'ho preso uguale per vedere come venivano trattati i dischi e il libro mi sembra tutt'altro che di scarsa qualità" dovrebbe stimolarmi a spendere 18 euro nel libro invece che in altro? Se è così beh partiamo da un concetto differente di spesa.
Gore
Martedì 18 Aprile 2017, 0.42.42
23
La cosa allucinante è che questa gente va a votare... Voglio dire: gente che giudica un libro dall'indice... Chissà in base a cosa decide di votare o cosa votare durante una consultazione politica...
Witchcult
Lunedì 17 Aprile 2017, 21.19.29
22
Sinceramente non capisco:1 la gente che critica e sentenzia sfogliando un libro(quindi non avendo neanche letto/ quindi parlando del nulla) è come se io criticassi il nuovo disco dei Darkthrone solo guardando la copertina e leggendo la tracklist, 2 la gente che critica la tsunami in quanto paraculi che vogliono solo guadagnare, ragazzi ma siete seri?stiamo parlando di un disco black metal, gia in italia i libri non li legge nessuno, figuriamoci un libro sul blackmetal quanto venderà. 3 3 l'operazione va giudicata essendo una trilogia di libri dopo averla visionata nell'insieme(quindi con tutti e 3 i libri usciti), se i primi 100 dischi consigliati era abbastanza scontati, son curioso di vedere cosa uscirà nei prossimi quando si parlerà di scene greche,polacche,russe,frances ecc ecc Poi si può disquisire sull'utilità di libri cosi per gente non alle prime armi,però devo dire che nonostante conosca li 100xcento dei dischi trattati e ne possega il 99xcento l'ho preso uguale per vedere come venivano trattati i dischi e il libro mi sembra tutt'altro che di scarsa qualità
Third Eye
Mercoledì 12 Aprile 2017, 12.23.57
21
Sono in linea con i giudizi negativi espressi da alcuni utenti, nel senso che non comprendo quale sia l’utilità di questa o altra operazioni editoriali ad essa similari. L’idea che un libro musicale debba essere imperniato su di un elenco di dischi o gruppi, o che la descrizione o l’approfondimento di un genere passi necessariamente attraverso la creazione di una lista che cambia connotati a secondo di chi la compila, non mi ha mai appassionato più di tanto.
Max
Lunedì 10 Aprile 2017, 16.29.08
20
Non metto in dubbio che il libro sia fatto bene ecc... anzi, auguro pure che vada bene come vendite e come responsi. Ma questi "elenchi", personalmente, mi hanno un po' stufato...
d.r.i.
Lunedì 10 Aprile 2017, 7.28.05
19
La differenza tra: - Guida all'ascolto in 100 dischi - 35 anni di black metal in 101 dischi - I 100 DISCHI BLACK METAL che nel libro qui citato si tratta di una parte territoriale definita sebbene molto estesa ma i dischi sostanzialmente a me parevano gli stessi. Ripeto cose che si trovano anche online agevolmente. Detto ciò personalmente non me lo farò prestare ne userò altre vie, come già fatto in passato prenderò altri libri sul genere.
ignis
Lunedì 10 Aprile 2017, 0.50.54
18
La cosa curiosa è che parlate di testi che non avete letto. Leggeteli con attenzione, e poi esprimete la vostra opinione. Ho letto sia il libro uscito 10 giorni prima che questo: sono estremamente diversi. Se scorrete l'indice con attenzione (non dico di leggerli...), già potete notare profonde differenze. Non volete comprarli? Fateveli prestare (per non parlare di altre scorciatoie...), ma imparate a esprimere un'opinione su un libro solo dopo averlo letto a fondo. E i libri della Tsunami (che non credo guadagni poi tanti soldi...) su questi argomenti sono molto diversi tra di loro: io, almeno, dopo averli letti a fondo, mi sento di affermare questo.
ObscureSolstice
Domenica 9 Aprile 2017, 19.05.13
17
la Tsunami Edizioni sta un pò abusando di queste tematiche per far breccia nei più giovani per vendere un prodotto inutile ripetuto per più libri e ancora. La Tsunami personalmente ha rotto con queste uscite(un pò come la Nuclear Blast), dopo due tre uscite già mi puzzava, direi che sono dei paraculi che vogliono guadagnarci e basta. Come ha detto @Undercover: è meglio comprare un cd a quel prezzo, cosa più utile
d.r.i.
Domenica 9 Aprile 2017, 17.32.51
16
Ignis, nel negozio dove l'ho visto c'era un libro uscito circa 10 giorni prima: stessi argomenti a 10 euro. Spiegami perché spendere 8 euro in più (o visto l'argomento facilmente reperibile gratis su moltissime pagine che trattano l'argomento) per avere una panoramica su dischi che oramai conoscono tutti o per avere le stesse cose, magari da un punto di vista differente, di altri libri più economici e usciti prima. Magari far uscire un libro con la panoramica attuale nel mondo sarebbe più utile. Detto ciò se qualcuno vuol prenderlo ok, io ho detto la mia e non spendo soldi per argomenti e dischi triti e ritriti.
Black putrid
Domenica 9 Aprile 2017, 17.26.59
15
Ignis, sei uno degli autori? C'è bisogno di un libro per conoscere A Blaze o Pure Holocaust?
ignis
Domenica 9 Aprile 2017, 10.53.27
14
Ennesimo copia e incolla?! Scusate, ma perché non leggete un libro prima di giudicarlo? Giudicate un libro sfogliandolo?!
Fabio Yaaaaaaaahhhhhh
Domenica 9 Aprile 2017, 3.47.34
13
So cosa leggere questo inverno...beh per le altre ok,ma i Dimmu Borgir hanno sempre fatto black metal,si può discutere sulla qualità e sul tipo di black metal,molto industriale e poco mistico da Puritania in poi,ma sempre di black metal si tratta,anche Entrhoned Darkness non si discosta tantissimo da Stormblast lingua a parte
Zess
Sabato 8 Aprile 2017, 22.22.51
12
Si, ma Dimmu Borgir (dopo il secondo disco), Arcturus (dopo il primo periodo) e Ved Buens Ende cos'hanno a che vedere col black metal?
Undercover
Sabato 8 Aprile 2017, 17.56.12
11
Continuo a non capire l'utilità di queste uscite e concordo con il commento di d.r.i., 18 €? Consiglio agli stessi "ragazzetti" target per un'uscita simile di sfruttarli per comprare un paio di dischi del periodo, una mossa sicuramente più interessante e utile.
d.r.i.
Sabato 8 Aprile 2017, 17.53.00
10
Per quello che ho potuto vedere sfogliandolo ennesimo copia e incolla di altri 1327238282838 libri già usciti e anche più economici. Da lasciare sugli scaffali
ObscureSolstice
Sabato 8 Aprile 2017, 17.27.28
9
ma quanti libri sul black metal sta facendo uscire la Tsunami?? Sono cose che già si sanno, inutile ristamparne dieci di libri cambiando il titolo e ripetendo le stesse cose. I libri più interessanti sono quelli anche di poche pagine ma che parlano di fatti storici di quegli anni, curiosità e chicche raccontate dai musicisti e attivisti del dietro il palco che parlano anche di simpatiche goliardate
Akaah
Sabato 8 Aprile 2017, 14.50.26
8
Penso sia chiaro, nel testo, come la comprensibile scelta degli autori sia stata quella di partire da A Blaze in the Northern Sky, ovvero dal 1992 e pertanto alcun disco dei Bathory avrebbe potuto essere singolarmente incluso nella lista. La mia (soggettiva, sia chiaro) nota in merito a tale band si riferiva piuttosto all'occasione a mio giudizio mancata di parlarne un po' più approfonditamente (come accaduto con, su tutti, Deathcrush dei Mayhem, anch'esso escluso dalla disanima in quanto del 1987), per esempio, nell'introduzione al metal svedese (dove vengono citati, ed è presente una dichiarazione di Quorthon, ma nulla più), così come all'inizio del capitolo legato alle band di black 'derivato', dove sono nuovamente solamente menzionati come precursori del viking.
ignis
Sabato 8 Aprile 2017, 13.40.47
7
Nel libro non si parla del black metal dei Bathory, ma di quello successivo: per questo sono stati posti in una apposita sezione.
lisablack
Sabato 8 Aprile 2017, 13.37.36
6
D'accordo col post 3.. I Bathory sono i fondatori, Quorthon ha iniziato il genere, i suoi primi album sono il Black Metal nella sua essenza.
ignis
Sabato 8 Aprile 2017, 12.59.03
5
#3: L'organizzazione dei capitoli e la scelta di dove trattare un determinato gruppo risponde a un'attenta progettazione del lavoro.
Morlock
Sabato 8 Aprile 2017, 12.11.37
4
Il black scandinavo è la MIA musica......da quando mi sono avvicinato al metal estremo ho ritrovato lì nelle loro soluzioni nelle loro ambientazioni quello che cercavo...
Black putrid
Sabato 8 Aprile 2017, 11.29.43
3
I Bathory sono le fondamenta, la storia, il tutto. Relegarli ai titoli di coda qualifica gli autori come nullità.
lisablack
Sabato 8 Aprile 2017, 8.23.30
2
Volume per me ..molto, ma molto interessante! Cavolo quanto ho ascoltato il black scandinavo!
ignis
Sabato 8 Aprile 2017, 8.09.53
1
Confermo che si tratta di un ottimo volume: ben progettato, ben scritto, ben realizzato! Complimenti agli autori e alla Tsunami.
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ARTICOLI
08/04/2017
Articolo
BLACK METAL COMPENDIUM -
VOLUME 1
Scandinavia e Terre del Nord
 
 
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