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ENKODER - I nostri demoni interiori
10/04/2017 (370 letture)
Le band che si dannano l'anima per anni, dividendosi fra mille impegni e difficoltà pur di continuare a suonare, magari senza ricevere grandi riconoscimenti, suscitano sempre in noi di Metallized grande ammirazione, a prescindere anche dall'effettiva validità della loro proposta. Quando poi anche la musica parla da sé, allora il rispetto e l'ammirazione vengono accompagnati da una genuina curiosità, che ci ha persuasi ad ospitare sulle nostre pagine l'intervista che state per leggere. Buona lettura!

Barry: Ciao e benvenuti su Metallized! Come state? Vi va innanzitutto di raccontarci le origini del nome Enkoder e della band?
Giuman: Grazie, siamo felici che per la prima volta in tutti questi anni qualcuno si interessi a noi! Parto dalla scelta del nome: nel 1999, quando iniziammo a suonare insieme, eravamo tutti operai e cercavamo un nome che potesse racchiudere la nostra situazione, ma non fosse evidente per gli altri. Io facevo l'elettromeccanico ed una sera tirai fuori dai pantaloni un encoder, appunto...sostituimmo la c con la K in previsione che qualche gruppo poi scegliesse lo stesso nome, cosa che successe poi più volte. Mi risulta infatti che ci sia oggi una band crossover straniera con questo nome.
La nostra band invece deriva da un precedente gruppo di ragazzi giovanissimi, nella quale io suonavo la batteria ed il Baba era già alla chitarra, suonavamo molto amatorialmente un hardcore grezzo, registrammo nel 98 un demo come Shower grezzissimo ma recensito discretamente. Successivamente decidemmo noi due di provare a fare qualcosa di più impegnativo, io passai al microfono e si unì Sbrogiò alla batteria, cambiammo nome e, fino al 2015, noi tre siamo rimasti in line-up.

Barry: Nella vostra prima incarnazione suonavate un thrash/groove di influenza panteriana, mentre ora siete una band più classica, con riconoscibili echi hard and heavy; come mai questa metamorfosi?
Giuman: La verità è che, anche all'epoca, personalmente avrei voluto suonare lo stesso genere che suono oggi e cantare
con lo stesso stile. Molti infatti pensano che il growl, che utilizzavo all'epoca, venisse da me usato quasi come uno “sfogo”, invece mi serviva a mascherare la mia vera voce, perché non mi ritenevo all'altezza di potermi definire un cantante. Poi si cresce, si sente che al peggio non c'è mai fine, si accettano i propri limiti e si cerca di “giocarci” senza volere per forza superarli. All'epoca eravamo troppo giovani e con poche esperienze di gruppo; se ci fossimo confrontati tra noi maggiormente, forse ci saremmo indirizzati su un genere più simile al nostro di oggi, prima ancora di entrare in studio la prima volta.

Barry: Parliamo ora del vostro recente EP, intitolato 2.0: il titolo, come immagino, rappresenta una sorta di nuovo inizio per voi?
Giuman: Proprio così: è il primo lavoro, da quando esistiamo, dove non suona la chitarra Baba, che salutiamo e ringraziamo sempre per tutto il supporto che ci ha dato in passato. Inoltre è il primo lavoro scritto interamente da quando siamo rimasti in due ed è stato registrato in gran parte live.

Barry: Come avete proceduto per scrivere testi e musica? Da cosa avete tratto ispirazione?
Giuman: Per quanto riguarda i testi, mi piace scrivere semplicemente dei demoni che abbiamo dentro, sia in positivo che in negativo: mi piace pensare che questi demoni non ci comandino, ma siamo noi a comandare loro, come in Lola's Blues, oppure come nel primo brano.
Per la musica, succede sempre che in un momento di pausa nelle prove io mi metta a suonare qualche riff improvvisato, poi Sbrogiò mi segue granitico, ci guardiamo e capiamo che sarà il nostro prossimo pezzo. Poi cerco di immaginarmi il brano per intero e scrivo prima la parte di chitarra, poi il testo per la parte vocale.

Barry: E per la registrazione? Mi dicevi che avete registrato buona parte delle tracce live.
Giuman: Per la registrazione ringraziamo ancora Andrea Condotta dello Spazio 55 a Mogliano Veneto, per averci registrato le tracce di batteria e chitarra live. In un secondo momento ho aggiunto assoli e basso, cercando di suonare ogni strumento con la tattica del “buona la prima”, ovviamente nei limiti del possibile. Per quanto riguarda gli assoli di chitarra, per dare un effetto più live, di solito, registro tre assoli totalmente improvvisati per brano, poi scelgo quello che ritengo più indicato. Anche per ciò che riguarda le voci, preferisco cantare l'intero pezzo due o tre volte e poi scegliere la performance migliore...e non nascondo comunque qualche piccolo ritocco nelle varie tracce! Il tutto è poi stato completato da un missaggio artigianale, come avrete sentito, bello “sporco”.

Barry: Parliamo di un paio di pezzi “atipici”: Lola's Blues ricorda gli ZZ Top, siete d'accordo?
Giuman: Certamente, in particolare il riff iniziale, ed è voluta la cosa. E' una sorta di tributo, il riff iniziale è forse anche troppo ZZ Top, in effetti poi non si ripete più nella struttura del brano. Anche l'utilizzo dell'effetto “vecchia radio” nella voce fa parte del nostro tributo al blues, padre del rock e genere che
adoriamo, rispettiamo e siamo consapevoli di non essere all'altezza di suonare!!

Barry: October, invece, è un pezzo lento e solenne dedicato ad un vostro amico scomparso. Vi va di parlarci più approfonditamente della genesi di questa canzone?
Giuman: Certo e ne approfitto per aprire una parentesi: dal 2013 non ci siamo sentiti fino ad oggi, ma in realtà avevamo preparato materiale per un full-length quando eravamo in formazione completa a quattro, nel 2015; non vide mai luce e poi dimenticammo quei pezzi per ricominciare da capo una volta rimasti in due. October faceva parte di quei pezzi, registrai le basi di chitarra nel 2013, le passai al resto del gruppo, ma nessuno si interessò particolarmente al pezzo, tanto che, oggi, il brano per loro è una novità, non hanno mai sentito la parte cantata. Quando io e Sbrogiò abbiamo pensato di dedicare il demo al nostro amico, abbiamo deciso di inserire il pezzo ed ho mantenuto di proposito la mia traccia di chitarra originale, ho inciso solo la voce quest'anno. Era ed è un nostro grande amico.
Ciao Simon!

Barry: Vi siete di recente separati da Baba e, in generale, avete conosciuto diversi assestamenti di line-up negli ultimissimi anni, con l'arrivo recente del nuovo bassista Enzo; come mai?
Giuman: In realtà dall'inizio fino al 2015 siamo sempre stati noi tre in line-up: io alla voce, Baba alla chitarra e Sbrogiò alla batteria. (Sbrogiò viene accreditato in Wise Demo come Carcassa). Il problema per noi è stato sempre trovare un bassista, figuriamoci oggi che nove bassisti su dieci suonano in tribute band, sono merce sempre più rara!! Vedi, noi come già detto di certo non siamo un super gruppo, non fa curriculum suonare con una band come la nostra, per cui cerchiamo sempre di suonare con musicisti che si propongono perché hanno sentito la nostra musica ed avrebbero piacere ad entrare nel gruppo. Certamente la ricerca si allunga, ma in questo modo in generale i rapporti musicali durano più a lungo. Non siamo un gruppo di mercenari o professorini che devono stare sempre concentrati sul proprio strumento, proviamo una volta al mese poiché io vivo a 300 km di distanza dagli altri ed ogni nostra prova è sempre un ritrovo tra amici che condividono tanta passione per il rock. Anche il nostro nuovo bassista Enzo ha principalmente scelto lui di suonare con noi Abbiamo capito che era perfetto per noi durante la prima prova che abbiamo fatto
insieme; il suo modo si suonare è quello che ci serviva...benvenuto anche qui!!

Barry: Quali sono le tue influenze come chitarrista? A primo impatto ho percepito chiara l'influenza dei Black Sabbath, ma anche di band riconducibili al rock anni 80?
Giuman: Suono la chitarra da quando avevo nove anni ed ho sempre suonato rock pur ascoltando ogni genere musicale. Oggi, a quarant'anni suonati, credo di aver trovato la mia strada (chitarristicamente parlando): a venti anni volevo essere uno shredder, mentre oggi, in un assolo, meno note faccio e più sono soddisfatto. A vent'anni sarei stato capace di criticare Jimmy Page per ogni errore, per la sua “non pulizia”, mentre oggi mi inchino davanti ad ogni suo riff. Penso però che, tra tutti, il chitarrista che mi abbia ispirato maggiormente sia proprio Tony Iommi: adoro i riff semplici e diretti, le atmosfere tetre, i rallentamenti...(mi sono permesso di aggiungerne uno anche nella cover di Little Tony!) Anche le chitarre in relativa dei Maiden però hanno lasciato il loro segno!

Barry: Ed invece come cantante? Anche qui, come peraltro ho scritto in recensione, ho percepito addirittura echi new wave, oltre alla sempre ben presente influenza sabbathiana.
Giuman: Io non mi ritengo un cantante, ma un chitarrista che canta. Non posseggo nessuna qualità particolare e non provo ad imitare nessuno. Nel Wise Demo la mia voce era forzata di proposito, sempre per “mascherare” come già detto, in 2.0 invece mi sono lasciato andare ed ho cantato con la mia vera voce, senza pensare ad uno stile di cantato dal quale ispirarmi. Per i cori, invece, ammetto che ho sempre avuto in testa una cosa in stile doppia voce in Save a Prayer o Ordinary World dei Duran Duran: ovviamente troppo effetto delay e riverberi non si sarebbero sposati col nostro stile, quindi ho cercato di trovare il giusto equilibrio.

Barry: Parlavi prima della cover di Little Tony: come mai questa scelta così particolare?
Giuman: Semplicemente ho sempre pensato che quel pezzo si prestasse ad essere suonato anche in modo più pesante e, quando ho "osato" proporlo al gruppo, dopo aver fatto una demo, i ragazzi sono rimasti sorpresi. Dopo averla suonata la prima volta live nel 2013, capimmo che sarebbe diventata "nostra" ed in effetti, ascoltando il nostro cd, non si ha l'impressione che quel pezzo sia fuori luogo; semplicemente l'ho sempre sentito un pezzo nel nostro stile...e Little Tony rimarrà sempre un grande!

Barry: Ultima domanda: progetti e sogni futuri?
Giuman: Stiamo lavorando con Enzo ed a breve saremo pronti per portare live il nostro nuovo lavoro. Quello che davvero mi piacerebbe in futuro è collaborare con altri gruppi, veneti in primis; ci piacerebbe davvero suonare di supporto a chiunque: a causa delle nostre distanze non possiamo per forza di cose essere un gruppo presente quanto altri nel panorama musicale underground, ma una scaletta di brani per supportare ed aprire a qualunque band l'abbiamo sempre avuta. Stiamo anche lavorando alla distribuzione del nostro nuovo demo: pur essendo gratuito, non è semplice trovare persone disposte ad ascoltarti non avendo mai sentito parlare di te.
Per questo vogliamo chiudere ringraziando Metallized per averci dato questa occasione per farci conoscere ed aumentare la nostra visibilità! Tecnicamente sporchi, ma con tanta passione, sentirete ancora parlare di noi, a presto!!



simone giuman
Martedì 11 Aprile 2017, 10.08.48
3
mi correggo, da ora anche il nostro 2.0 è ascoltabile e scaricabile gratuitamente alla voce 'Music' della nostra pagina facebook.
simone giuman
Martedì 11 Aprile 2017, 9.58.35
2
ciao, per scelta, a causa del fatto che tutto il lavoro precedente era stato messo online, ovviamente scaricabile gratis, e praticamente non è mai stato scaricato e comunque ascoltato troppo poco nel corso degli anni, avevamo deciso di non mettere il nuovo lavoro, considerando comunque che i cd sono distribuiti gratuitamente....ora però, grazie a Metallized che ci ha dato la possibilità di farci conoscere meglio, lo metteremo... se fossi interessato ad ascoltarlo nel frattempo, se vuoi lasciami una mail e te lo invio volentieri!
gianmetal
Martedì 11 Aprile 2017, 0.18.14
1
Cerchero di trovare il vostro materiale. Grandi ragazzi,continuate cosi, guidati dalla passione enon mollate mai
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