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KEEP IT TRUE XX - Day 1 - Lauda-Königshofen, Germania, 28/04/2017
10/05/2017 (1148 letture)
PREMESSA
Come ogni anno, a fine aprile è tempo di trasferta tedesca, direzione Lauda-Königshofen, un piccolo villaggio tra Stoccarda e Wurzburg, per godersi il Keep It True, festival che negli anni è diventato il punto di riferimento per tutti gli amanti dell’heavy di stampo Eighties. Giunto alla sua ventesima edizione, l’evento è cresciuto nel tempo, tanto da diventare ormai per moltissimi appassionati uno dei festival heavy metal più seguiti e, infatti, da ormai diverse edizioni il sold-out avviene in pochissime ore dall’emissione dei biglietti che sono venduti direttamente nella location dove si svolge l’evento. La spartana ma accogliente Tauberfrankehalle è di fatto una palestra apparentemente anonima, ma che per un week-end all’anno viene messa a ferro e fuoco da centinaia di innamorati dell’heavy metal di tutte le età. Per la ventesima edizione, il bill previsto è più ricco che mai. Attesissimo, infatti, è il primo concerto europeo di una delle band più importanti per lo sviluppo dell’epic metal: i Cirith Ungol. Inoltre, la presenza degli altri headliner, gli altrettanto rinomati Manilla Road, i thrasher Demolition Hammer e i ben più melodici Fifth Angel già di per sé garantiscono all’evento una portata storica. Ma al Keep It True non si va solo per gli headliner; ci sono infatti altri gruppi storici come Omen, Medieval Steel Q5, Atrophy che sono meritevoli di attenzione nonché -cosa ancora più importante- nuove validissime band che si candidano tranquillamente come nuovi alfieri dell’heavy metal (Atlantean Kodex, Night Demon e Eternal Champion in particolar modo). Il tutto in una cornice fatta di appartenenza, fratellanza, amicizia e tanta, tanta passione che azzera le differenze generazionali e di nazionalità.

IL VIAGGIO
Come da tradizione, ogni trasferta è un piccolo grande evento e anche questa volta non è stata immune da insidie. Un po’ i rallentamenti al confine tra Italia e Svizzera, l’abbondante nevicata trovata sulle strade svizzere in prossimità del San Gottardo, un vasto cantiere autostradale all’ingresso in Germania e, soprattutto, un mega ingorgo nei pressi di Stoccarda che ci ha costretti ad uscire e a vagare per le campagne tedesche per oltre un’ora, hanno trasformato i circa 650 km che separano Milano da Lauda, preventivati in poco più 6 ore, in un viaggio decisamente più lungo e stressante.
Decisamente provati, ma orgogliosi di aver forgiato nuove e creative imprecazione che arricchiscono il nostro vocabolario, parcheggiamo finalmente il nostro destriero -una Fiat 500 nera, versione sport- nei pressi della location ed entriamo giusto in tempo per assistere al concerto dei Q5. Sono le 16,30 e realizziamo che, ovviamente, i biglietti della prossima edizione sono evaporati in meno di un’ora dall’apertura dei cancelli e che ci siamo persi ben 4 gruppi. Soprattutto ci infastidisce non aver potuto assistere alla prestazione di Satan’s Hallow e Atrophy, ma tant’è, visto come si era messo il viaggio, l’importante è essere comunque arrivati sani e salvi a metà pomeriggio. Ringalluzziti da diverse birre e da una atmosfera fraterna carica di energie positive, dimentichiamo ben presto lo sfortunato viaggio e ci godiamo il concerto dei Q5.

Q5
Serpeggia curiosità nell’assistere al concerto dei Q5, la band di Seattle autrice di due buoni dischi negli anni 80 e che, dopo lo scioglimento avvenuto nel 1986, ha di fatto continuato a suonare con gran parte dei componenti con il moniker Nightshade. La reunion, avvenuta ufficialmente nel 2009 per alcune limitate apparizioni live, ha preceduto la nuova uscita discografica risalente allo scorso anno, ovvero il discreto New World Order. Il frontman Jonathan Scott K, punta di diamante dei Q5, insieme agli altri componenti storici della band e il nuovo inserto alla seconda chitarra, hanno dimostrato di far parte di una band compatta e coesa e capace di tenere perfettamente il palco, coinvolgendo e interagendo con il pubblico per tutta l’ora a disposizione, tempo che letteralmente è volato via sulle trascinanti linee vocali e sui riff di Missing in Action, Teenage Runaway e Steel the Light.

SETLIST Q5
1. One Night in Hellas
2. Lonely Lady
3. Pull the Trigger
4. Missing in Action
5. Dead of Night (Nightshade cover)
6. Situation Critical (Nightshade cover)
7. Surrende (Nightshade cover)
8. Ain’t No Way to Treat a Lady
9. New World Order
10. Teenage Runaway
11. Steel the Light


MEDIEVAL STEEL
Veloce pausa per cenare –bratwurst ricco di senape più panino con bistecca accompagnati da un paio di birre- ed è già ora di un altro gruppo molto atteso, i Medieval Steel. Abbiamo già avuto il piacere di vedere la band statunitense tre edizioni fa del festival e sono ancora vive le emozioni provate per quella che è senza ombra di dubbio una band di culto dell’heavy metal. L’EP Medieval Steel del 1984 è un vinile pressoché inestimabile per i collezionisti e, cosa ancor più importante, contiene uno degli anthem più trascinanti per tutti i defender più incalliti (la titletrack, ovviamente). La band, avendo solamente un disco ufficiale (Dark Castle del 2014) oltre al sopracitato storico EP e ad un demo, non ha molta scelta per quanto riguarda la composizione della setlist e, come previsto, spiccano l’opener Battle Beyond the Stars, Warlords ed ovviamente l’attesissima Medieval Steel cantata letteralmente da tutti i presenti e che, posta in chiusura, rimane il picco di un concerto breve, ma intenso e che lascia soddisfatti tutti i presenti. Molti, noi compresi, rilevano che il concerto è stato leggermente inferiore a quello di tre anni fa, dove la band suonava per la prima volta in assoluto in Europa, ma, nonostante l’effetto sorpresa venuto meno e una certa staticità della band, la performance dei Medieval Steel è da ritenersi comunque soddisfacente.

SETLIST MEDIEVAL STEEL
1. Battle Beyond the Stars
2. Powersurge
3. The Killing Fields
4. Lost in the City
5. Warlords
6. Echoes
7. Gods of Steel
8. Thou Shall not Kill
9. The Man Who Saw Tomorrow
10. To Kill a King
11. American War Machine
12. Medieval Steel


OMEN
Brevissimo cambio di palco e tocca ad un’altra formazione storica infiammare la platea. Il palazzetto è ormai gremito, ma l’ottima organizzazione tedesca non si smentisce e i tempi di attesa per usufruire dei bagni o per reperire cibo e bevande non superano la manciata di minuti. Con una discografia e un’esperienza live decisamente più ricche rispetto alla band precedente, gli Omen, capitanati dal carismatico Kenny Powell, si presentano leggermente in anticipo sull’orario prestabilito e, dopo aver salutato il pubblico, esplodono subito nel trittico cardine del proprio disco di esordio Battle Cry. Death Rider, Last Rites e The Axeman esaltano i presenti che cantano trasportati dagli incitamenti di Kevin Goocher il quale, addobbato con delle grosse spalle di armatura, non disdegna di interagire con il pubblico, ringraziando più volte per l’entusiasmo e il calore dimostrato. Con una setlist incentrata sul repertorio storico, gli Omen convincono e divertono senza troppe difficoltà e sopperiscono ad alcune sbavature ed imprecisioni in fase esecutiva, specialmente di un Kenny Powell non proprio impeccabile. Gli Omen ad ogni modo, come molte band simili, oggettivamente vivono di rendita grazie ai capolavori indiscussi del US Metal usciti negli anni 80, mentre non possiamo dire lo stesso dei brani nuovi che non posseggono lo stesso mordente, tanto su disco che in sede live.

SETLIST OMEN
1. Death Rider
2. Last Rites
3. The Axeman
4. Up From the Deep
5. Ruby Eyes (of the Serpent)
6. Hammer Damage
7. Warning of Danger
8. Hell’s Gate
9. Teeth of the Hydra
10. Battle Cry
---Encore:---
11. Die by the Blade


DEMOLITION HAMMER
Virata decisamente più pesante per il festival, grazie alla presenza di un gruppo indimenticabile per tutti gli amanti del thrash. I Demolition Hammer, grazie a una prestazione clamorosa per aggressività e compattezza, hanno letteralmente spazzato via tutto e tutti nell’ora e mezza a loro disposizione. L’aggettivo che meglio descrive la prestazione del combo di New York è senza dubbio “chirurgica”, con una sapiente miscela dei pezzi del primo album, più thrash oriented, e di altri brani tratti dal secondo che strizzano più l’occhio al death. Steve Reynolds e soci hanno confermato di essere tornati più in forma che mai. Entusiasmante l’affiatamento e la perizia tecnica di James Reilly e Derek Sykes alle chitarre, nonché la sezione ritmica, portentosa per dinamismo e precisione. Aiutati da suoni pressoché perfetti -determinanti per poter apprezzare i numerosi cambi di tempo e gli intrecciati fraseggi tipici di questo genere- c’è veramente poco da aggiungere alla prestazione dei Demolition Hammer che, eseguendo un pezzo dopo l’altro senza soluzione di continuità, hanno regalato una prestazione superlativa per aggressività e mordente e che si candida come una delle migliori a cui abbiamo assistito nella prima giornata di festival. In attesa di rivederli presto ancora dalle nostre parti, a luglio al Colony Open Air, i nostri più sinceri complimenti ai Demolition Hammer.

SETLIST DEMOLITION HAMMER
1. Skull Fracturing Nightmare
2. Neanderthal
3. Epidemic of Violence
4. Infectious Hospital Waste
5. Carnivorous Obsession
6. Crippling Velocity
7. Hydrophobia
8. Aborticide
9. Cataclysm
10. Human Dissection
11. 44 Caliber Brain Surgery


MANILLA ROAD
Sono le ore 22.15 ed è tempo dell’altro headliner della giornata, i Manilla Road. La band da Wichita, Kansas, capitanata da Mark Shelton, non è certo nuova al Keep It True , avendo infatti già presenziato a diverse edizioni in passato, ma il concerto di oggi si impreziosisce grazie alla presenza dello storico drummer Randy “Thrasher” Foxe. Il grassottello Randy, visibilmente emozionato, ha regalato una prestazione impeccabile e in cui è emersa la passione ancora viva verso un periodo della sua vita musicale ricco di emozioni e soddisfazioni. Per l’occasione, i Manilla Road hanno rispolverato una setlist che ha attinto a diversi episodi della propria carriera e hanno, come prevedibile, incentrato la prima parte sugli album Open the Gates e Mystification in cui Randy sedeva dietro alle pelli. Veramente emozionante vedere il calore e il rispetto che il pubblico ha regalato allo storico batterista.
Dopo poco meno di un’ora, il buon Randy Foxe conclude la propria esibizione e lascia il posto al drummer attuale dei Manilla Road, il tedesco Neudi; l’esibizione del combo americano ha così virato verso gli altri album storici: Invasion, Metal, nonché il classicissimo Crystal Logic dal quale vengono estratti numerosi brani. L’iconica titletrack posta in chiusura di concerto ha letteralmente prosciugato le ultime energie rimaste a disposizione nei presenti. Spazio poi per due pezzi aggiuntivi, l’immancabile Open the Gates e l’ottima Masque of the Red Death.
Ottimo concerto degli americani, che dimostrano di essere una sicurezza in sede live e come, nonostante gli anni, la fiamma dell’heavy metal arda ancora viva e vegeta. Mark Shelton è superlativo, costantemente sugli scudi e sempre pronto ad incitare la folla. In una parola: immortale.

SETLIST MANILLA ROAD
(Con Randy “Thrasher” Foxe alla batteria):
1. Astronomica
2. Weavers of the Web
3. Mystification
4. Dragon Star
5. The Ninth Wave
6. Into the Courts of Chaos
7. The Prophecy
8. Haunted Palace


(Con Neudi alla batteria):
9. Flaming Metal Systems
10. The Ram
11. The Empire
12. The Riddle Master
13. Queen of the Black Coast
14. Necropolis
15. Crystal Logic
---Encore:---
16. Open the Gates
17. Masque of the Red Death


CONCLUSIONI SUL DAY 1
Esausti, ma felici, terminiamo così il primo giorno del Keep It True. Difficile dire chi sia stato il migliore, ma se proprio dobbiamo fare due nomi ci sentiamo di indicare, tra gli headliner, i Demolition Hammer e, tra i gruppi minori, i Q5. Bellissima atmosfera e organizzazione perfetta, al netto della politica di vendita dei biglietti di cui parleremo più approfonditamente nel secondo articolo. Tempo per “l’ultima” birra con gli amici incontrati, per i commenti e per qualche immancabile critica e ben presto ci trasciniamo stancamente all’hotel per una doccia e una dormita ristoratrice, consapevoli che la giornata successiva sarà altrettanto intensa.



Vanessa Inc.
Mercoledì 10 Maggio 2017, 19.56.48
5
Wow che bill, noi siamo il terzo mondo!
Doom
Mercoledì 10 Maggio 2017, 14.20.41
4
Mamma mia che bel festival. Nomi tra i piu grandi dell'heavy epico..Deve essere stato bellissimo. Ecco questo e' davvero l'unico tipo di festival o di live che mi manca da fare...Omen, Manilla Road, Cirith Ungol, Medieval Steel, Fifth Angel, Atrophy...ma soprattutto Demolition Hammer ( loro di epico hanno le mazzate che tiravanoe tirano ancora..). Piu un altra manciata di band piu giovani sempre inerenti Che spettacolo.
ObscureSolstice
Mercoledì 10 Maggio 2017, 12.03.26
3
Manilla Road unici maestri di sempre
Giaxomo
Mercoledì 10 Maggio 2017, 11.53.44
2
Che invidia ragazzi, porca miseria! Praticamente i miei gruppi preferiti (o giù di lì) in un unico eventoooo! Bel report, attendo con ansia la seconda parte
Ulvez
Mercoledì 10 Maggio 2017, 10.12.35
1
bel report! purtroppo non ho potuto presenziare al festival, ma fa sempre piacere sentir parlare di eventi di questo tipo. complimenti anche agli organizzatori per aver messo in piedi un bill eccezzionale.
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