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KEEP IT TRUE XX - Day 2 - Lauda-Königshofen, Germania, 29/04/2017
10/05/2017 (653 letture)
DAY 2
Ancora mezzi distrutti dalla giornata precedente, ci svegliamo di buon’ora per il secondo giorno del Keep It True e, dopo una colazione da campioni, ben presto ci presentiamo nei pressi della location in attesa dell’apertura delle porte. Abbiamo due obiettivi: il primo è cercare di comperare il biglietto per l’edizione 2018 di cui al momento si sanno soltanto alcuni nomi (su tutti, Raven e Hittman, ma la probabilità che uno degli headliner siano gli Heavy Load è molto alta visto la loro presenza al festival in qualità di ospiti per la signing session), il secondo è avere abbastanza tempo per fare un po’ di shopping di CD e vinili tra i vari stand esterni prima dell’inizio dei concerti. Ricordiamo che, dall’edizione 2016, gli stand delle varie case discografiche sono state tutte spostate in un tendone esterno per permettere più agio e spazio per seguire i concerti all’interno del palazzetto.
Durante il primo giorno, l’organizzazione ha comunicato che gran parte dei biglietti erano stati già venduti, ma che una piccola quota residua sarebbe stata disponibile allo stand ufficiale del festival all’apertura delle porte del secondo giorno. Poco dopo le 11, le porte si aprono ed entriamo, ma ben presto ci comunicano che non ci sono biglietti e che i pochi restanti verranno sorteggiati tra tutti quelli che risponderanno correttamente a una semplice domanda, previa registrazione, sul sito Nuclear Blast. Insomma, nonostante le critiche diffuse, stessa identica modalità dell’anno scorso, quindi zero possibilità di avere il biglietto per i tanti, come noi, che non hanno potuto essere presenti all’apertura del festival specialmente per coloro che hanno passato un’ora in coda senza poi poterlo acquistare.
Ora, che il Keep It True sia diventato un evento di portata mondiale, sempre sold -out, non ci può che far piacere, specialmente per chi da oltre vent’anni si dedica con passione e dedizione ad organizzare il tutto. Quello che non è tollerabile è però rilevare come stia prendendo sempre più piede l’ansia da biglietto – indipendentemente dalla band previste - che spesso sfocia un secondary ticket selvaggio. Non è difficile, infatti, trovare su noti portali di rivendita i biglietti a prezzi più che raddoppiati.
Ad ogni modo, il fastidio dura giusto il tempo di una birra e verso mezzogiorno ci apprestiamo ad assistere al concerto di una delle band più attese dal sottoscritto, i texani Eternal Champion.

ETERNAL CHAMPION
Autori di uno dei dischi più interessanti in ambito epic-metal dell’anno, gli Eternal Champion attaccano in perfetto orario, dando così il via al secondo giorno del festival. Nonostante l’orario non sia proprio epico e la location sia ancora piuttosto vuota, i quattro texani danno vita a uno spettacolo intenso e coinvolgente. Brandendo una spada, il muscoloso vocalist si presenta sul palco ad incitare il pubblico, il quale risponde entusiasta. La band apprezza e, visibilmente galvanizzata, snocciola senza soluzione di continuità diversi episodi tratti dal loro omonimo disco di esordio. Notiamo subito tra le fila del gruppo l’ottima tecnica di esecuzione del chitarrista Blake Ibanez -noto anche per la sua militanza nell’interessantissimo gruppo thrash Power Trip-, ma il vero mattatore rimane il vocalist Jason Tarpey che, dopo essere sceso dal palco per andare a cantare in mezzo alle prime file, sulla conclusiva I Am the Hammer a dorso nudo brandisce un corno vichingo, rispolverando tutti i cliché del defender più incallito e facendo letteralmente esaltare i presenti. Promossi a pieni voti gli Eternal Champion, i quali, nonostante il poco tempo a disposizione, hanno saputo accendere nel migliore dei modi la giornata.

SETLIST ETERNAL CHAMPION
Retaliator
The Armor of Ire
The Last King of Pictdom
Invoker
Sing a Last Song of Valdese
I Am the Hammer


Il problema di tutti i festival è che non c’è abbastanza tempo per fare tutto quello che si piacerebbe fare e il tempo, quando ci si diverte vola, tra chiacchiere e con amici che non si vedono da un anno accompagnate da ricche bevute, e le decine di LP e CD da spulciare nei vari stand, un po’ per scarso interesse e un po’ per distrazione ci perdiamo le performance di Visigoth, Devil In Disguise e Traitors Gate. Spiace in particolar modo aver perso i Devil In Disguise che in sostanza sono i Glacier band autrice dell’omonimo EP del 1984 e che difficilmente avremo modo di rivedere.

NIGHT DEMON
Alleggeriti i portafogli, rientriamo nella palestra per l’inizio dei californiani Night Demon, anch’essi autori di un ottimo CD di esordio e del recentissimo secondo album dal titolo Darkness Remains per il quale sono impegnati nel tour promozionale. Guidati dal carismatico cantante e bassista Jarvis Leatherby, il gruppo americano propone un heavy metal diretto e immediato, perfetto per far divertire in sede live. Ed è proprio quello che il trio statunitense si impegna a fare nell’ora a propria disposizione. Brani come Welcome to the Night o Maiden Hell estratte dal nuovo disco o Heavy Metal Heat e Screams in the Night estratte da quello precedente, spiccano per resa in sede live ed esaltano il pubblico che, sull’esecuzione della ben riuscita cover degli Iron Maiden, Wasted Years, si lascia andare ad un canto fragoroso. Un ottimo concerto per i Night Demon, ai quali auguriamo il meglio per il proseguo del tour di promozione al nuovo album.

SETLIST NIGHT DEMON
Welcome to the Night
Full Speed Ahead
Maiden Hell
Heavy Metal Heat
Ritual
Hallowed Ground
On Your Own
Screams in the Night
The Chalice
Dawn Rider
Night Demon
Darkness Remains

Encore:

Wasted Years (Iron Maiden cover)


ATLANTEAN KODEX
Seconda partecipazione al Keep it True per il giovane e promettente gruppo bavarese degli Atlantean Kodex che nutre già una folta schiera di ammiratori e sostenitori, vista la quantità di toppe e magliette presenti con le effigia della band. Successo decisamente meritato per i cinque tedeschi che, grazie in particolar modo all’ultimo disco e ad una discreta attività live, hanno consolidato tutto il proprio valore. Non avendo molto tempo a disposizione, la band, dopo i convenevoli iniziali, si dedica esclusivamente a suonare un pezzo dopo l’altro, esaltando il pubblico grazie in particolar modo ai propri cavalli di battaglia quali Sol Invictus, Heresiarch e The Atlantean Kodex veri e propri brani simbolo e interpretati perfettamente dal vocalist. Qualche anno fa avevamo già avuto modo di assistere ad un concerto degli Atlantean Kodex e dobbiamo riconoscere che la band è ulteriormente migliorata in sede live, risultando ora più compatta e precisa anche se ancora un po’ troppo statica sul palco, ad ogni modo, in attesa dell’album della consacrazione definitiva, un concerto decisamente ben svolto per gli Atlantean Kodex.

SETLIST ATLANTEAN KODEX
Enthroned In Clouds And Fire
The Atlantean Kodex
Pilgrim
Sol Invictus
Heresiarch
Twelve Stars and an Azure Gown
The Atlantean Kodex
Die by the Blade


Seguiamo distrattamente gli show dei Leather e degli Ashbury: se la singer americana magrissima si presenta con una nuova formazione e regala diversi episodi tratti dai Chastain per uno show forse non indimenticabile, ma comunque di buona intensità, al contrario gli Ashbury con il loro progressive rock rallentano decisamente il moto, grazie a chitarre acustiche e tastiere che valorizzano le qualità compositive dei fratelli Davis.

FIFTH ANGEL
Ci riportiamo a ridosso delle prime file per assistere allo show del primo headliner della giornata, i Fifth Angel. la band è già passata dal festival nell’edizione 2010 e ripropone la consolidata scaletta che prevede i grandi classici e una cover degli UFO in chiusura. Il gruppo di Seattle è decisamente dotato tecnicamente, tanto da sfiorare in diversi passaggi lidi progressive. Peter Orullian, cantante di straordinario livello, tiene ottimamente il palco, regalando una prestazione sopra la media. Segnaliamo, inoltre, che dietro alle pelli siede Jeffrey McCormack dei Q5 al posto del batterista ufficiale Ken Mary, impossibilitato a presenziare. Ad ogni modo, estraendo il meglio dagli album Fifth Angel e Time Will Tell, la band regala un’ora intensissima per qualità e calore, rivelandosi una delle migliori performance di tutto il festival.

SETLIST FIFTH ANGEL
The Night
In the Fallout
Shout It Out
Cathedral
Seven Hours
Call Out the Warning
Fifth Angel
Midnight Love
Time Will Tell
Wings of Destiny
Wait For Me
Cry Out the Fools
Only the Strong Survive
We Rule
Lights Out (UFO cover)


CIRITH UNGOL
Ore 22.30, ultimo atto finale per l’edizione 2017 del Keep It True. La palestra di Lauda è ormai gremita ed è giunto il tempo per il gruppo più atteso del festival, il vero e proprio evento storico della ventesima edizione del festival: i Cirith Ungol. Ben pochi dei presenti, infatti, hanno avuto modo di assistere ad un concerto dei Cirith Ungol, in quanto non hanno mai suonato prima d’ora in terra Europea. Il gruppo californiano è uno dei simboli dell’epic metal e ha conservato negli anni un’aura di gruppo di culto, fonte di ispirazione per svariate band.
L’attesa si fa palpabile e su di un palco ormai addobbato con i tipici scheletri simbolo della band, sulle sulfuree note di I'm Alive tratto da Frost and Fire, si dà inizio alle danze. Assistere ad un concerto dei Cirith Ungol è senz’altro un’esperienza, il gruppo a cavallo tra il doom e heavy classico manifesta tutta la sua forza evocativa brano dopo brano, ipnotizzando letteralmente il pubblico che, seppur infastidito da alcuni iniziali inconvenienti tecnici alle luci di scena, rimane rapito dall’atmosfera. Anche a distanza di oltre trent’anni, i brani della band statunitense mantengono la stessa carica epica e non sono di facile ascolto, ancorché in sede live. Con un Tim Baker decisamente motivato, l’esecuzione di Join the Legion tratta di recente ristampa, scalda ulteriormente il pubblico. I suoni seppur non perfetti, ma complessivamente ben bilanciati, permettono di apprezzare le stridenti chitarre della coppia di Jim Barraza e Greg Lindstrom, nonché il pregevole lavoro alla sezione ritmica di Robert Garven. Da segnalare che la formazione odierna della band prevede al basso il leader dei sopracitati Night Demon, vero e proprio facilitatore della reunion. Con estrema linearità, il concerto scorre via brano dopo brano, ripercorrendo la carriera musicale della band.
Come detto, la musica dei Cirith Ungol non è di facile assorbimento e paga un pochino la staticità complessiva di brani molto cadenzati che in sede live tendono ad appesantirsi ulteriormente. Questa alchimia sonora regala un concentrato di emozioni contrastanti, specialmente nell’ascolto dei brani dei primissimi dischi che in diverse occasioni ci hanno fatto letteralmente venire i brividi, così come le possenti Fallen Idols e Paradise Lost tratti dall’omonimo album che concludono la prima parte del concerto. I bis si concentrano sull’album King of the Dead regalando ancora una massiccia dose di heavy metal fino alla conclusiva Cirith Ungol che fa calare il sipario su di un concerto che di fatto rimarrà nella storia.

SETLIST CIRITH UNGOL
I'm Alive
Join the Legion
Atom Smasher
Edge of a Knife
Blood & Iron
Black Machine
Frost and Fire
Finger of Scorn
Chaos Descends
Doomed Planet
Chaos Rising
Fallen Idols
Paradise Lost

--- Encore ---

Master of the Pit
King of the Dead
Cirith Ungol


CONCLUSIONI
La seconda giornata del festival ha visto il trionfo dei due headliner, i Cirith Ungol hanno regalato un concerto storico ricchissimo di emozioni, così come la frizzante prestazione dei co-headliner Fifth Angel, mentre per quanto riguarda i gruppi minori, Atlantean Kodex ed Eternal Champion, hanno dimostrato di essere delle vere e proprie promesse dell’epic metal.
Nei due giorni di svolgimento, il Keep It True ha ancora una volta dimostrato essere uno dei festival heavy metal meglio riusciti. Quello che rende unico l’evento non è solo l’oggettiva quantità e qualità di band storiche e di nicchia rispetto ad altri festival; il valore aggiunto è sicuramente l’atmosfera pacifica, rilassata e di estrema fratellanza che si respira in tutta l’area del festival, dove metallari di tre generazioni differenti si divertono, accumunati dalla passione per una musica che di fatto è immortale. Come ogni cosa, anche un rodato festival come il Keep It True si potrebbe ulteriormente migliorare, una location più capiente sarebbe per esempio un ulteriore passo in avanti, nonché funzionale alla considerevole richiesta di biglietti, l’offerta di cibo inoltre potrebbe essere migliorata –oltre a 3 tipi di panini, patatine fritte e uno pseudo piatto asiatico vegetariano altro non c’è– ma sono dettagli insignificanti se paragonati al vero scopo del festival che da vent’anni a questa parte riesce nell’obiettivo di mettere al centro l’heavy metal classico, ed è questo quello che alla fine ci importa veramente.



ObscureSolstice
Domenica 14 Maggio 2017, 1.48.10
6
è un vero peccato aver perso gli ottimi Visigoth, all'apertura a inizio giornata ci sono sempre delle chicche
Ciro
Venerdì 12 Maggio 2017, 14.57.52
5
Eh si @Ulvez e' proprio cosi' come dici purtroppo, io ad es. I Cirith Ungol me li son visti nella loro patria lo scorso anno, anche perche' credevo che forse mai avrebbero meso piede nelvecchi continente, sono stati fantastici, ed era la prima volta che ho messo piede negli USA perche' c'era mio fratello per un borsa dinstudio al Caltech in California, e andandoglina fargli vidita ne abbiamo approffittato per vederli la prima volta, ora ditemi chi poteva scommetterci qui in Europa?. Ma naturalmente la Germania, che dal Wacken al M'era Luna ne ha per tutti i gusti, e tutti sold out o quasi, mica in Italia, pensiamo ad esempio a festival da noi come il vecchio Jolly Roger festival o il metallo italuano fest, li ho frequentati varie volte e i numeri tedeschi purtroppo se li sognano, non credo che anche con la generazione attuale possano cambiare le cose.
Ulvez
Venerdì 12 Maggio 2017, 9.20.05
4
certo che è quasi paradossale vedere come in italia i festival fanno fatica a tirare avanti perchè non vendono abbastanza biglietti, mentre in germania hanno il problema opposto e vanno sold out troppo presto...
Ciro
Giovedì 11 Maggio 2017, 14.29.18
3
Tutti gruppi che ho visto tranne che anche io i fifth Angel non li ho mai visti e neanche glinAtlanten Kodex, ma mentre dei primi conosco praticamente tutto degli Atlantean sto finendo di approfondirli, e devo dire che qualcosa di loro riecheggia anche nel recente lavoro degli Holy Martyr, spero che un bill del genere si possa vedere anche in Italia in futuro.
LAMBRUSCORE
Giovedì 11 Maggio 2017, 12.39.13
2
Anch'io vorrei vedere i Fifth Angel e anche gli Atrophy
Voivod
Giovedì 11 Maggio 2017, 11.30.30
1
Mi piacerebbe vedere dal vivo i Fifth Angel...chissà se passeranno mai da queste parti...
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.... Brinda alla vostra salute!!!
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